Ceravolo: questa col Benevento è la favola più bella che io abbia mai vissuto

A volte mi capita che qualche articolo che scrivo per SannioSport.it non venga pubblicato perché ridondante con qualcosa pubblicato poco prima, quindi vedo di riciclarlo per il mio blog, che a dispetto delle rare pubblicazioni è sempre vivo. Ecco qua.

A Sky Sport 24, direttamente dagli spogliatoi dello stadio Ciro Vigorito, l’inviato Francesco Modugno ha intervistato la Belva Fabio Ceravolo, attaccante principe del Benevento, riguardo il grandissimo e storico risultato raggiunto ieri sera.

Siamo riusciti a conquistare questa favola della massima serie, all’inizio non ci credevo, poi stamattina mi sono svegliato con la maglia celebrativa della serie A, quindi è tutto vero e ce lo stiamo godendo.

Qualcosa di storico era già avvenuto l’anno scorso con la prima volta in serie B, ma raggiungere la serie A è qualcosa di straordinario. Quello che ho trovato ieri nello stadio era una città intera, in campo inoltre si sentiva un calore pazzesco, poi dopo la partita per la città ci sono stati dei festeggiamenti fantastici. Ad un certo punto sul pullman scoperto non abbiamo capito niente, tutti i tifosi volevano salire su con noi, è stato un momento indimenticabile, per me e soprattutto per tutto questo popolo che se lo è meritato.

Questo ambiente – lo spogliatoio – è il nostro segreto, in realtà il segreto di tutti i calciatori, dove sin dal primo giorno fino all’ultimo si costruisce qualcosa di straordinario così come abbiamo fatto noi ieri. Qua si dicono cose che magari non possiamo dirle davanti alle telecamere e ce le teniamo per noi. Ieri però qualcosa si è detta tra i microfoni… abbiamo fatto penso un miracolo sportivo, a trent’anni questa è stata la favola più bella che ho mai vissuto, quindi me la godo: con i miei compagni, con lo staff e con un presidente straordinario.

Ceravolo pittore, farai un’opera, alcuni calciatori pensano a farsi un tatuaggio giallorosso..

Adesso sinceramente penso a godermi questa serie A e a staccare un attimo in vacanza perché è stato un anno lunghissimo, travagliato e sofferente, però ho promesso a questa città di fare un’opera d’arte anche se un’opera d’arte l’ho vista fare ieri dentro il Ciro Vigorito, con una curva meravigliosa e come anche tutti gli altri settori. Ripeto: è stata la nostra arma in più, nel finale di campionato ci hanno dato una spinta in più e abbiamo vinto tante partite anche per il loro supporto.

Questo gruppo andrà bene così com’è in serie A, magari con pochi ritocchi?

Io credo che alla fine la serie A è un’altra categoria e ci vogliono quindi giocatori di categoria, ma anche quest’anno è stata cambiata la rosa con soli cinque sei uomini, poi per il resto c’erano tanti ragazzi che hanno vinto la Lega Pro, tanti ragazzi ambiziosi che non avevano mai fatto la serie B e con le motivazioni di tutti abbiamo poi raggiunto la massima serie.
E’ chiaro che poi ci penserà il direttore sportivo, il presidente se c’è da fare una campagna acquisti importante, ma qui vedo un bel futuro, in questa città, con questa squadra, il Benevento Calcio. Io ho altri due anni di contratto e me li voglio godere fino in fondo. Mi auguro con Baroni in panchina e spero che rimanga perché come ho detto ieri, a me ha dato tanto quest’anno, mi ha voluto fortemente qui e lo ringrazierò sempre, perché venti gol non sono pochi, è il primo anno che faccio questo numero di reti, è un record assoluto e quindi spero di ripetermi nella massima serie, e di contribuire ancora a qualcosa di importante.

Le voci di Giggig Robot d’acciaio (o robbò d’acciaio)…

Quando vidi per la prima volta i video di Giggig robot d’acciaio, ne rimasi estasiato. Una parodia doppiata in napoletano di un anime giapponese che definirei senza problema, storico. A realizzare l’opera fu l’ormai conosciutissimo comico napoletano Alessandro Siani, che solo oggi, facendo una ricerchina su wikipedia, ho scoperto non è il suo vero nome (Alessandro Esposito il suo vero nome)..

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Siani e Albanese

Proprio dalla tanto amata enciclopedia online fai-da-te, riporto questo stralcio:
Nel 2002 è approdato a Telecapri presentando, insieme ad Alan De Luca, il Maradona Show.[1] Alessandro Siani ha inoltre doppiato in dialetto napoletano spezzoni del cartone animato Jeeg robot d’acciaio, trasformato per l’occasione in “Giggig robot d’acciaio”, andati in onda sull’emittente campana Telenapoli 34 durante lo spettacolo da lui condotto, “Movida”.

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Siani e Caiazzo

Perché allora, dopo tanti anni, sto parlando di Giggig robot d’acciaio? Semplicemente perché ultimamente ho aggiunto delle nuove funzioni al mio blog, e mi è apparso tra le statistiche che qualcuno aveva cercato “giggig voci” ed era giunto quindi qui.
Il riferimento era questo vecchissimo post scritto dall’amico spaik17, quando il blog era ancora usato anche dal resto degli amici della PAS*.

A distanza di anni voglio aiutare questo utente anonimo, mettendo qui quelle che sono le voci di Giggig robot d’acciaio:
Alessandro Siani, Francesco Albanese, e quello che inizialmente credevo fosse Angelo Di Gennaro, e invece ho scoperto essere il simpaticissimo Paolo Caiazzo.

Spero di poter essere stato utile…

Frosinone Benevento 3-2: Cissé “Siamo incazzati per la sconfitta”

Frosinone Benevento 3-2, dopo Lucioni e Baroni, capitano e allenatore, è il turno di Karamoko Cissé, attaccante guineano, da anni in Italia, che gioca come attaccante (anche se ultimamente più esterno offensivo) nel Benevento.
Anche lui è alquanto contrariato per il risultato finale della sfida di oggi.

cisse-beneventoSCONFITTA IMMERITATA – Sicuramente siamo un po’ incazzati per come è giunta la sconfitta perché durante tutto l’arco della partita abbiamo dimostrato al Frosinone di riuscire a giocare alla pari.
Però alla fine i loro gol sono arrivati su episodi discutibili, per me è una sconfitta immeritata: il secondo gol loro lo abbiamo rivisto, era fuorigioco di due metri, il terzo gol è arrivato dopo un minuto e mezzo di recupero in più. L’importante è che la squadra c’è e i punti persi oggi li riprenderemo con la prossima partita in casa.

NON TEMIAMO NESSUNO – Noi abbiamo un mister che comunque ci dà sempre la carica, e con tutto il rispetto per loro che sono retrocessi dalla serie A, ma se scendiamo con voglia e determinazione come fatto oggi, penso che non dobbiamo temere nessuno, il nostro campionato lo stiamo facendo, dobbiamo continuare a lavorare come fatto finora.

EPISODI A SFAVORE – Come ho detto prima il secondo gol loro era da annullare, era un fuorigioco netto, ma l’arbitro alla fine è umano, quindi ci può stare che possa sbagliare, noi abbiamo comunque reagito col 2-2, il 3-2 è un episodio che è andato a loro favore, sono cose che capitano, oggi è andato a loro favore. Ora abbiamo un giorno di riposo e poi dopodomani torneremo in campo per lavorare e per evitare che accadano ancora questi errori.

NON GUARDIAMO LA CLASSIFICA – Fa più male la sconfitta che non la classifica, per fortuna abbiamo la prossima partita in casa, davanti al nostro pubblico e potremo recuperare i punti persi. Basta una sconfitta e sei giù, una vittoria e torni su.
Io sono attaccante, ma la nostra forza è quella di mettere le proprie qualità a disposizione della squadra, l’importante è che ognuno faccia il suo, se dò il massimo come tutti, alla fine ciò che conta è solo la prestazione di squadra.

CARATTERE – La squadra è incazzata, ma ha dimostrato di avere carattere e se continuiamo così non dobbiamo temere nessuno. Alla fine noi non guardiamo la classifica, badiamo solo alla partita settimana dopo settimana, sicuramente diremo la nostra in questo campionato lunghissimo.

 

Frosinone Benevento 3-2: Baroni “E’ stata una direzione di gara sfortunata”

Frosinone Benevento 3-2, dopo le parole del capitano Fabio Lucioni, è il turno di Marco Baroni, l’altro condottiero giallorosso, l’allenatore della squadra.

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Io con il mister Marco Baroni dopo Benevento Cittadella 1-0.

DISPIACE PER I TIFOSI – La nostra è stata una grande prestazione perché siamo venuti a giocare su un campo non facile contro una squadra ben strutturata e che sa interpretare queste partite con determinazione. Io ho visto un gran Benevento, potevamo fare meglio su qualche situazione di palla inattiva, ma quando una squadra gioca così, puoi solo fare i complimenti ai ragazzi.
Dispiace molto per i nostri tifosi che devono fare un viaggio di ritorno con una sconfitta immeritata, però abbiamo anche la consapevolezza che se giochi così le partite, ne perdi poche.

BENEVENTO MAI DOMO – Il Benevento ha condotto la gara perché il Frosinone ha fatto poca manovra, le loro occasioni sono arrivate tutte su giocate sporche, fa un calcio pratico con due giocatori fisici davanti, con forza e veemenza, ma io ho visto una squadra forte, consapevole, vogliosa e mai doma, ripeto noi qualcosa ce l’abbiamo messa oggi, diciamo che è stata una direzione di gara un po’ sfortunata.

INFORTUNI – De Falco dobbiamo valutarlo, per Ciciretti si tratta di un problema muscolare che forse c’era già in settimana, sono incidenti che purtroppo capitano.

PENALIZZATI DAGLI EPISODI – Potete immaginare gli sguardi che c’erano nello spogliatoio dopo la partita, il nostro è un campionato lunghissimo, queste battute d’arresto sono inevitabili perché nel calcio è impossibile vincerle tutte. Noi siamo stati costruiti per qualcosa di diverso, stiamo facendo un percorso di crescita e gare come quella di oggi servono per misurarci con le altre squadre, e ripeto, il Benevento sia con l’Ascoli che oggi ha fatto secondo me due prestazioni tra le più belle. Quella di oggi è stata sicuramente la miglior prestazione fatta fuori casa, perché è stata fatta con forza, temperamento e vigore, rimanendo equilibrati contro una squadra difficilissima, peccato perché siamo stati penalizzati da alcuni episodi, questa è la realtà.

VOTO ALLA SQUADRA – I voti non sono una cosa che mi fa impazzire, ma se devo darne uno, dò 8 a questi ragazzi, perché ripartire da un campionato vinto, cambiando guida tecnica e portando dentro ragazzi giovani e meno giovani, e trovare subito una convinzione nel lavoro, perché questa è una squadra che non ha fatto solo punti su campi importanti, ma è una squadra che gioca a pallone. Per quanto riguarda il mercato non voglio proprio parlare, per rispetto a questi ragazzi che stanno facendo qualcosa di straordinario. Ci sarà tempo per farlo, è chiaro che migliorare non è mai facile, e quindi a chi ha lavorato finora con me, dò un grande valore, valuteremo con presidente e direttore per questo, c’è tempo.

NATALE – Come ho detto prima il voto è alto, lo dò agli uomini, ai professionisti, perché senza di loro il mio lavoro vale poco, c’è tanta voglia di venire ad allenarsi al campo e questo è un valore aggiunto che serve a togliere soddisfazioni sia a noi che ai nostri tifosi. Colgo l’occasione per fare auguri di buon Natale a tutti i tifosi e a tutte le persone che ci seguono.

 

Frosinone Benevento 3-2. Lucioni: dà fastidio perdere così

La rabbia per la sconfitta di oggi (Frosinone Benevento 3-2), mi ha spinto a seguire con più attenzione, in tv, le dichiarazioni e reazioni dei protagonisti dopo lo scandalo avvenuto oggi, questo è quello che ho riportato, partiamo dallo sfogo del capitano Fabio Lucioni (d’altronde, sono sempre uno pseudo giornalista sportivo…)

fabio-lucioniGROSSO RAMMARICO – C’è rammarico per il semplice fatto che si lavora tutta la settimana su delle situazioni, che poi in partita vengono vanificate su azioni come il secondo gol del Frosinone. Il rammarico sostanzialmente è per quello perché abbiamo tenuto la palla, ed eravamo venuti qui per fare punti per regalare un buon Natale a tutti, e soprattutto a noi. Poi ripeto l’impegno credo che c’è stato e non si può dire il contrario, ripeto l’errore abbastanza grave su quel secondo gol dà fastidio.

DIAMO FASTIDIO – Siamo una squadra che dà fastidio, se ogni fallo mezzo e mezzo non ci viene mai fischiato evidentemente diamo troppo fastidio, siamo una squadra con gli attributi che ha dato filo da torcere ad una squadra importante per questa categoria, e che l’anno scorso ha disputato la serie A.

ECCESSIVO RECUPERO – Partiamo dal presupposto che c’è un minuto e venti secondi in più di recupero, visto che la partita era già finita. Battono il calcio d’angolo e la palla passa nell’unico punto in cui possono fare gol, tra Buzzegoli e il palo, non si tratta di disattenzione, ma quando le partite sono finite, l’arbitro deve fischiare la fine, altrimenti si procede sempre a oltranza.

LAVORIAMO SEMPRE SODO – Sono molto equilibrato ma a me dà fastidio che ci alleniamo sempre a 3000 durante la settimana, e dà fastidio vedere vanificato da altri il proprio lavoro. Oggi era uno scontro diretto perché era di alta classifica quindi dà fastidio perdere, quello è sicuro.
Dobbiamo continuare a lavorare sodo e a fare il calcio che sappiamo fare, e potremo toglierci tante soddisfazioni.

GRUPPO – La bravura di questo gruppo è riuscire a restare in gara sempre fino alla fine, chi gioca gioca fa la sua prestazione e non sfigura davanti a nessuno, perché quando si applicano i concetti di un allenatore meticoloso, questi sono i risultati. Quando fai queste prestazioni, dovrebbe essere difficile perdere, e invece…

SORRISO AMARO – Il mio è un sorriso amaro perché sapere che anche Sky ha definito clamoroso il secondo gol del Frosinone in fuorigioco, perché è doppiamente una beffa. Ci tengo a chiudere qua il discorso perché non voglio portarlo più avanti altrimenti sarebbe inutile.
Colgo l’occasione per augurare felice Natale a tutti perché sono comunque tutti orgogliosi per quello che ha fatto la squadra fino a oggi.

 

La Cena in Bianco in salsa “giallorossa”

cena_in_bianco-640x360L’idea di questo post ce l’avevo già da ieri sera, ma prima volevo informarmi per bene per non incappare in errori o inesattezze. Intitolarlo semplicemente “White Dinner” o “Unconventional Dinner” (il nome dell’evento stesso) non mi andava, e per questo ho optato per un rimando colorato in riferimento ai colori della squadra calcistica cittadina (considerando anche che un paio di suoi esponenti vi hanno partecipato…).
Sin da prima che venisse effettivamente organizzata e realizzata, avevo letto o sentito numerosi commenti di miei concittadini (amici e non) che non erano entusiasti della cosa, criticando le modalità dell’evento:

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Per l’occasione su Facebook erano stati creati, oltre alla pagina istituzionale, anche un profilo e un evento. Le adesioni sono state inizialmente 1.500, salite poi (presumibilmente) a 1.600. Esauriti i posti a prenotazione, la gente pur di partecipare ha provveduto portandosi anche tavolino e sedie da casa, talmente era la voglia di esserci.

Ho appena finito di vedere i due video pubblicati dal sito EmozioniInRete:
“Cena in bianco”. Un successo di condivisione sotto il segno dello stile
Benevento sperimenta la “Cena in bianco” nel centro storico
Nel primo servizio viene intervistata Sandra Lonardo Mastella, moglie del Sindaco Clemente, che parla di come lo spunto sia venuto a lei solo dopo aver visto come la nuora abbia organizzato una Cena in bianco lì a Loano (in provincia di Savona, in Liguria) dove abita con il figlio di Mastella.
Da diverso tempo però questa modalità di evento, una specie di “flash-mob” se vogliamo definirlo tale, viene realizzata con successo in numerose metropoli mondiali, come Parigi e New York, oltre che in città italiane come Torino e Milano.
Mi era stato riferito anche di Bari e Napoli, il che cozzerebbe con l’affermazione del sindaco Mastella sulla primogenitura dell’evento da parte della città di Benevento non solo in Campania, ma anche nell’intero Sud. Ma d’altronde basta verificare su questo sito:
http://www.cenainbiancounconventionaldinner.it/p/cene-in-bianco-italia.html e guarda caso, dall’elenco manca proprio Benevento…
Piccola nota: tutto nacque quattro anni fa a Torino, nel 2012, da un’idea della torinese Antonella Bentivoglio d’Afflitto, un doppio cognome che mi ricorda l’alto lignaggio della fantozziana “Serbelloni Mazzanti Viendalmare”. Al di là dell’associazione di idee, volevo riportare una sua risposta alla domanda: “Perché il colore bianco?”
«Perché è un colore elegante, semplice, apartitico, e di grande impatto fotografico». Secondo lei le “white dinner” sono così attrattive perché sono portatrici di bellezza, in luoghi aulici o periferici delle città. La gente si sente parte di una favola romantica in cui si ride, si assaggia il tiramisù del vicino conosciuto pochi minuti prima, ci si innamora».
Mi soffermerei sull’aggettivo “apartitico” che anche la moglie del Sindaco ha sottolineato nella sua intervista, anche per rimarcare come la Cena in bianco beneventana non sia stata fatta per interessi politici, ma solo per la città di Benevento stessa.
[EDIT: Ho contattato su facebook proprio la signora Bentivoglio che mi ha confermato che seppur non in elenco, la città di Benevento è una delle 250 località italiane che partecipano a quest’iniziativa da lei ideata, e che non volendo lei né sponsor né guadagni, non aggiorna molto spesso il sito, ma dopo le mie domande al riguardo lo farà quanto prima.
Ah, mi ha anche detto che la prima città in Campania era stata Sarno, mentre Benevento era la quarta o quinta in ordine di tempo a fare la Cena in Bianco.]

Devo ammettere che ero molto curioso al riguardo (com’è di mia natura), ma a parte che nessuno delle persone con cui esco abitualmente, e nemmeno qualcuno della mia famiglia, era interessato alla cosa non vedo perché avrei dovuto parteciparvi in solitaria: già c’era molta diffidenza al riguardo poi, presentarsi da solo vestito di bianco, ad una cosa simile, mi avrebbe imbarazzato un po’; una cosa è farla in compagnia col supporto di altri, e una cosa è farla singolarmente.
La mia non partecipazione quindi non era di natura politica (come lo è stato per molti altri), e quindi ho deciso che seppur non vi avessi partecipato, sarei andato comunque a dare un’occhiata per verificare di persona come si sarebbe svolto il tutto; questo perché un conto è informarsi leggendo articoli e vedendo foto e video, e un altro conto è vedere tutto con i propri occhi.

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Sguardo dall’alto di metà Corso Garibaldi

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La preparazione delle tavolate a Santa Sofia e davanti al Teatro Comunale.

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La piazza di Santa Sofia con le tavole imbandite e colme di commensali.

Avendo parcheggiato l’automobile sotto le “Scalette Strette” ed essendo salito per il Corso Garibaldi provenendo da Piazza Roma, il primo pensiero che ho avuto in mente vedendo tutte quelle persone di bianco vestite è stato:
“ODDIO! Il Ku Klux Klan!”
Poi mi sono accorto che erano senza cappucci e senza torce e quindi mi son tranquillizzato… a parte la battuta, alla prima occhiata l’effetto di per sè è straniante, poi dopo un po’ ci si abitua e la cosa diventa piacevole allo sguardo.
Ho trovato un po’ fuori luogo la presenza di una drag queen vestita da sposa (molto apprezzata però da un paio di turisti asiatici e da commensali che si facevano selfie assieme) e la musica tipo tammorra, ma sono gusti personali. D’altronde erano presenti anche altri “illustri personaggi” beneventani (non vestiti di bianco però…) come Gaetano Pell e Can che serviva a qualche tavolo e ballava la tammorra anche lui; Gianluca il Pagliaccio che sorseggiava il suo cartone di Tavernello a Via Traiano e Antonio Buffet che cercava qualcuno dal quale scroccare la cena.

Girando per le tavolate ho avuto anche l’opportunità di parlare con quei pochi amici e conoscenti che avevano partecipato e anche con quelli che come me bazzicavano curiosamente nei dintorni.
A quest’ultimi ho chiesto cosa ne pensassero (per la privacy ometterò nomi e sesso delle persone):
C: Vedendo come sono organizzati i tavoli, con questa aggiunta del premio per il tavolo addobbato più bello, spiccano molto le differenze tra “patrizi e plebei”…

A: Non mi piace proprio, per me è stata una pacchianata organizzare queste tavolate lungo tutto il Corso Garibaldi e Via Traiano; potevano fare come hanno fatto altrove, a Torino, Milano e Parigi dove erano tutti concentrati in un luogo solo e il colpo d’occhio sarebbe stato migliore. Ad esempio si mettevano tutti a Piazza Roma, e delimitavano come fatto per lo spettacolo di Marco Travaglio a BCS con delle transenne.

G: Sto cercando di trovare un senso a questa cosa organizzata dal signor Mastella… ma più ci penso e più mi viene da piangere!! Sinceramente la trovo proprio una cosa insensata: lo devo preparare e me lo devo mangiare dove dici tu e alle tue regole… ma a sto punto me lo mangio a casa mia in grazia di Dio!!! Ma che senso ha?!!

M: Mi chiedo semplicemente cosa pensavano le 1500 persone lì sedute, ovvero quale fosse il senso, lo scopo di questo evento: se quello di valorizzare i monumenti, sentendoli ancora di più “casa propria” mangiandovi davanti (non mi pare); se quello di conoscere nuove persone (non mi pare); se quello di provare una nuova esperienza e poi vantarsene sui social; se quello di fare numero..davvero mi sfugge, e forse non dovrei nemmeno chiedermelo data l’assenza di senso e valori nella società odierna… comunque agli occhi esterni di una persona che nemmeno sapeva dell’esistenza di simili eventi,è sembrata una spettacolarizzazione e stop.. (in pieno stile dei nuovi coniugi che ci governano insomma…). Il motivo poteva essere anche quello di ottenere ulteriori consensi tra la gente…..alla “panem et circenses” per intenderci.
Non so, da fuori sembrava una cena per sé e per i suoi….solo se hai un certo abbigliamento entri, altrimenti no… se volevano fare un white party lo potevano fare in un posto delimitato, chiuso da mura insomma…mi ripeto, farlo così in piazza mi è sembrata un po’ una spettacolarizzazione..

F: No, non avrei mai partecipato, soprattutto considerando che bisognava pagare 15 euro per prenotare il posto, mi sto facendo solo un giro per vedere com’era organizzata.

A questo punto, dubbioso su quest’ultima affermazione, ho chiesto ad un’altra persona amica che era lì a cenare.

D: Assolutamente no! Non abbiamo pagato alcun contributo per partecipare. C’è però chi ha preferito il catering. Ad esempio il ristorante Pascalucci con 15 euro ha allestito i tavoli e portato la cena, servendola pure. Noi abbiamo portato il cibo da casa quindi era assolutamente gratis.

M2: Come ben sai lavorando fuori non mi trattengo molto in città, ma stasera i miei genitori mi hanno detto che c’era questo evento, mi è sembrata una cosa carina e simpatica e quindi sono qui con loro, ho dovuto solo vestirmi di bianco, e ad organizzare il tutto ci ha pensato un’amica di famiglia.

Arrivato a Piazza Santa Sofia, ho trovato anche alcuni tavoli vuoti, quindi oltre alle prenotazioni in più erano venute a mancare anche delle persone, proprio lì di fianco ho parlato con un’altra persona amica del perché lì fosse vuoto, e poi da parte ci fossero tavolini singoli.

P: Avevamo prenotato a più persone, poi per vari motivi alcuni sono venuti meno, ma abbiamo comunque lasciato tutto imbandito, magari potrebbe anche aggiungersi qualcun altro che non conosciamo, ma a quel punto non gli puoi dire niente, la cena in bianco è aperta a tutti.

Vedo che ci sono anche Pezzi e De Falco (N.d.A.: due giocatori del Benevento Calcio)!

P: Eh sì, ormai sono degli amici, ed è sempre bello che anche gente come loro che viene da fuori frequenti Benevento e si integri con i beneventani.

Insomma, in definitiva come spesso capita sia a Benevento che in Italia c’è sempre chi critica, sia che si faccia qualcosa (come sta cercando di dimostrare questa nuova amministrazione comunale) sia che non si faccia niente (e qui parlo della precedente e decennale amministrazione comunale targata Pepe-Delvecchio).
Se da una parte poi molti hanno apprezzato questa idea della Cena in Bianco che da lontano dava l’impressione di un ritrovato senso di comunità, dall’altra parte c’era comunque l’osservazione che anche se posti di fianco a degli sconosciuti, non tutti fraternizzavano con i vicini di posto, restando divisi ognuno nei propri gruppetti di amici o familiari.

Se avessi partecipato, sinceramente mi avrebbe dato fastidio se qualcuno come me ieri sera, passeggiava alle mie spalle o dall’altra parte della tavolata per guardare cosa stessi facendo, mettendomi quindi anche in imbarazzo oltre che fastidio.
Coraggiosi e menefreghisti quindi quelle persone che hanno partecipato? No, semplicemente una volta che ti siedi a tavola ci siete solo tu, il cibo e le persone con cui lo stai condividendo, niente di più.

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Fette di pane “nutellose”!

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Questa notte ho fatto un sogno come non ne facevo da tempo, i più forse non comprenderanno i riferimenti geografici, ma tant’è… non sono quelli i dettagli importanti…

Ero a Benevento, via Posillipo (per intenderci lungo Calore dalla parte dove c’è il Bue Apis), era sera inoltrata forse addirittura notte fonda, passata la mezzanotte molto probabilmente. Non ricordo nemmeno precisamente in compagnia di chi fossi, però mi ricordo che c’erano diverse persone che conoscevo sia personalmente che di vista.
La “movida beneventana” stranamente era concentrata lì, a partire dall’incrocio coi semafori tra ponte Calore e Corso Vittorio Emanuele, fino ad arrivare alla Torre piccionaia (o colombaia?) prima della curva del Bue Apis; una serie di localini un po’ tipo come ci sono nel centro di Salerno, solo che lì hanno il mare, e noi solo il fiume…

Comunque, mentre giravo lì attorno e stavo parlando con una ragazza che presumo sia stata una mia compagna di università alla triennale, noto diverse persone appoggiate dalla parte del fiume tipo come quando ci sono i fuochi d’artificio nell’ultima sera della Festa della Madonna delle Grazie, solo girate dalla parte della strada e non che guardavano verso il fiume. Ad un certo punto, mentre sto parlando con questa vecchia amica (che ora non ricordo nemmeno chi fosse visto che aveva un volto sconosciuto) vedo una ragazza incosciente della propria situazione, in compagnia di loschi individui: avete presente quei quei ragazzi di buona famiglia, ma dai comportamenti da mezzi criminali, come se a loro fosse tutto dovuto? Ecco, proprio quelli là. La ragazza semi svenuta tanto era in piedi perché mantenuta appunto da queste persone, appoggiata addosso a loro che avevano le chiappe sul muretto del lungo calore.
Questo gruppetto di ragazzi tra i 20 e i 30 anni probabilmente ubriachi se non addirittura drogati, volevano approfittarsi di questa ragazza e non ero a conoscenza del fatto se fossero stati loro a drogarla o a farla ubriacare, o se l’avevano trovata direttamente così.

Aguzzo lo sguardo, e riconosco nella figura della ragazza incosciente i lineamenti di una persona a me conosciuta: è Lei.
Immediatamente mi congedo dall’amica con cui mi stavo intrattenendo a parlare e mi fiondo in direzione di questo gruppetto di ragazzi; senza dire loro alcunché, la tiro a me e la prendo in braccio.
Mi allontano da tutto e da tutti, e inizio ad andare a piedi verso casa di Lei che nel frattempo si è avvinghiata fiduciosa a me, come quei bambini che di sera, dopo essersi scatenati a giocare, si fanno portare in braccio dai genitori a casa fino nel proprio lettino.

Attraverso a metà il ponte Calore, Lei fino a quel momento non aveva detto niente, e nel frattempo rimuginavo tra me e me: “Ma come mai si trovava lì con quelle persone? e dov’è il suo ragazzo, o qualche altro amico che conosco? E’ mai possibile che l’avessero lasciata da sola in quelle condizioni?” …a quel punto la guardo in faccia e noto che è completamente pallida in volto. Mi preoccupo visibilmente, la chiamo per nome, e le dò un paio di schiaffetti sulle guance per farla riprendere.
Lei alza la testa e riprende immediatamente colore, si accorge di me, e mi chiede di andare a riprendere la borsetta che aveva lasciato ad una festa privata, in una villetta dall’altra parte del fiume Calore. Acconsentò alla sua richiesta e continuò a portarla in braccio fino al suddetto luogo, ed arrivati lì davanti troviamo la sua borsetta che aveva lasciato per terra vicino ad un lampione. Lei si siede su una panchina lì a fianco e mi chiede di portarle qualcosa da mangiare.
Le chiedo che cosa volesse e lei mi risponde così: “un paio di fette di pane nutellose!”

Notte fonda, ore piccole, e dove potevo mai andarle a prendere lì in zona quel che voleva? Allora decido di entrare in questa villa privata per trovare il pane e nutella in questa festa a cui Lei era evidentemente stata in precedenza.
La assicuro che sarei tornata a prenderla con la sua “merenda” di lì a breve, il più veloce possibile, non l’avrei mai più lasciata da sola come invece avevano fatto altre persone quella sera stessa.
Entro dalla porta principale e sentendo delle voci provenire da una scala a chiocciola che scendeva verso una tavernetta, saluto i pochi presenti e mi dirigo direttamente verso una dispensa in cerca del necessario. Purtroppo la nutella era finita e c’erano solo dei tramezzini con prosciutto e sottilette, pronti per essere tostati.
Chiedo un po’ in giro dove trovare altro pane, e non avendo ricevuto risposte soddisfacenti, continuo a cercare da me.
Poco più tardi, aprendo una vetrinetta, trovo un filoncino di pane, ma mi manca ancora la Nutella…
I toni scuri dell’ambiente della festa privata improvvisamente si schiariscono e vengono inondati da una forte luce…Mi sono appena svegliato!

Il primo pensiero che mi viene in mente è di preoccupazione: “E ora? Come farà Lei senza di me???”

Mastella sindaco: Vince il vecchio, perde Del Vecchio.

Quattro anni e più di nuova pena?

Innanzitutto premetto che non sono assolutamente ferrato in politica come molti altri miei conoscenti, ma una vaga idea di come vadano le cose credo di averla.
Nella giornata di ieri, 19 giugno 2016, a Benevento si è svolto il secondo turno delle Elezioni Amministrative che ha visto andare al ballottaggio il candidato sindaco Clemente Mastella e il candidato sindaco Raffaele Del Vecchio.

Due facce della stessa medaglia?!?

Maglioncino sulle spalle; in sella sulle biciclette. Due facce della stessa medaglia?!?

Nessuno dei due riscontrava le mie preferenze iniziali, volte invece al candidato sindaco Marianna Farese del Movimento 5 stelle (e qui magari ci sarebbe da aprire una parentesi più avanti nel post).
Dunque, a quel punto cosa fare?
Per due settimane mi sono scervellato su come poter votare (non volendo venire meno al mio diritto e dovere di cittadino… non sono mai stato propenso per l’astensione al voto), e se si fosse dovuto decidere su chi gettare dalla Torre tra Mastella e Del Vecchio, avrei preferito di gran lunga minare dalle fondamenta la Torre stessa per vederla crollare con entrambi alla sua sommità, inermi su come riuscire a salvarsi.

A quel punto la logica mi ha portato a pensare a quale potesse essere il male minore.
Ma anche qui mi sono trovato in difficoltà.
Basta googlare un po’ e vedere quali sono i commenti della Rete su Clemente Mastella, un politico che 5 anni fa si candidò a sindaco nella città di Napoli, e che davanti la prospettiva di vedersi sconfitto a favore di Luigi De Magistris, affermò che in caso di vittoria del rivale si sarebbe suicidato.
5 anni dopo sappiamo che De Magistris si è riconfermato sindaco di Napoli, e il “buon” Mastella è ancora vivo e vegeto.

D’altro canto non è che il candidato sindaco Del Vecchio fosse tanto meglio di Mastella: vicesindaco per 10 anni nell’amministrazione di Fausto Pepe targata PD, il “dinamico” duo ha portato la città di Benevento nei bassifondi delle classifiche positive riguardanti le città italiane, e viceversa ai vertici delle classifiche negative: corruzione, vivibilità, disoccupazione, inquinamento e chi più ne ha più ne metta.

delvecchiobici1 Votare quindi per Del Vecchio ai miei occhi non sarebbe stata una scelta per cambiare l’attuale pessimo stato in cui versa la nostra città, bensì quella di perpetuare la situazione esistente.

Il voto nei confronti di Mastella a quel punto mi sembrava l’unico modo per tentare di cambiare lo status quo vigente, ma anche in questo caso non mi sembrava di fare ciò che ritenevo giusto. I due candidati a quel punto sono diventati come la peretta gigante e il panino alla merda di South Park.
Al che si è fatta avanti invece l’idea di perseguire la linea di condotta del #nessunodeisuddetti; così come nel film con protagonista Richard Pryor, nel quale quest’ultimo si ritrova a candidarsi come sindaco della città di New York col solo scopo di impedire che i cittadini votino per gli altri due candidati, uno peggio dell’altro.

Dopo aver reso nota a voi che leggete (sempre che ovviamente ci sia ancora qualcuno che sia arrivato fino a questo punto…) quale sia stata la mia posizione in merito al ballottaggio tenutosi ieri, volevo arrivare a quella che è stata la ragione, il motivo che mi ha portato a scrivere questo post a sfondo politico, che è da trovarsi in questo link dalla pagina facebook di La Repubblica, link che è stato portato alla mia attenzione da un mio contatto facebook, Daniela P.

Davanti ai numerosi commenti di utenti (o utOnti?) che definivano noi Beneventani come una massa di ignoranti, idioti, coglioni, stupidi per essere arrivati ad avere come sindaco di Benevento Clemente Mastella, non ho potuto starmi zitto e ho lasciato quindi questo commento:

A tutti quelli che hanno commentato finora, vorrei specificare che l’altro candidato sindaco, era il vicesindaco uscente e c’era da ben 10 anni (perché il sindaco Pepe era stato riconfermato per un secondo mandato).
In questi 10 anni il PD ha portato più danni che benefici e Benevento si è sempre posizionata agli ultimi posti delle classifiche riguardanti le città italiane, grazie ad una amministrazione fallimentare.

Purtroppo il candidato sindaco del movimento 5 stelle si è classificato terzo al primo turno, altrimenti al ballottaggio di ieri penso che molti beneventani avrebbero tranquillamente votato per il candidato pentastellato.
L’elezione di Mastella dai più è stata vista come un segno di discontinuità a fronte di altri possibili 5 anni col PD.
Comunque sia andata, la città di Benevento ha perso.

P.S.: Lo so che è difficile per l’utente medio di facebook, ma prima di mettere bocca su qualche argomento sarebbe preferibile informarsi prima sulla situazione precedente di una città, prima di definire coglioni i suoi cittadini, i Beneventani.

P.P.S.: infine volevo ricordare che mentre al primo turno l’affluenza alle urne è stata del 78%, al ballottaggio l’affluenza è scesa al 58%. Qualcosa vorrà pur dire riguardo la volontà di votare uno dei due candidati sindaci???

Tornando alla questione del movimento 5 stelle, credo che l’unico errore che abbiano commesso sia stato quello di favorire la pur brava Marianna Farese, piuttosto che Nicola Sguera che nello stesso schieramento, senza aver affisso alcun manifesto elettorale (a memoria non ricordo nemmeno dei “santini” con la sua faccia) ha preso molti voti rispetto a tanti altri candidati consiglieri di altre liste.
Magari con il prof. Sguera al ballottaggio di ieri avremmo visto il Movimento 5 stelle contro Mastella, e non ci sarebbe stata una vittoria così schiacciante del ceppalonese (N.B.: su 72 seggi Del Vecchio non ha prevalso in nemmeno uno…); o addirittura non saremmo nemmeno arrivati al ballottaggio, con il Movimento 5 stelle che avrebbe vinto direttamente il 5 giugno (ricordo inoltre che a Benevento il M5S ha avuto la % più alta di voti dopo Roma e Torino).
Secondo me, ciò che ha illuso Del Vecchio, la sua coalizione e i suoi votanti, è stato il risultato del voto disgiunto che ha premiato oltremodo i suoi candidati consiglieri, sfavorendo invece lui come candidato sindaco (quasi 5000 voti in meno).

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Infine c’è da dire che il M5S con una sola lista a favore, è riuscito a fare benissimo, considerando che la coalizione di Mastella aveva 4 liste a favore, e quella di Del Vecchio ne aveva invece ben 7!

Chiudendo la discussione, spero che tra 5 anni Benevento sia messa un pochino meglio di adesso, e che dopo questo lustro con Mastella, il Movimento 5 stelle sappia offrire un candidato di tutto rispetto che possa guidare finalmente in alto la nostra città.

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Sanremo 2016, non mi avrai certo alla terza sera!

Come spesso mi capita di giovedì, dalle 19.30 alle 21 mi ritrovo a giocare a calcetto, e come sta capitando da un paio di mesi, tornato a casa, mi guardo su Sky Uno +1, le due puntate settimanali di MasterChef 5a edizione (ed è la prima che seguo, le altre quattro, mai viste…).
Purtroppo così non è stato questa sera, perché appena tornato a casa, che erano le dieci meno venti, trovo mio padre seduto sul divano a vedere l’anticipo di serie A Lazio-Verona (di giovedì!!! Cosa che ha scombussolato gli studi sulle formazioni del fantacalcio normalmente fatti il sabato pomeriggio…).
Poso lo zaino col quale sono andato a giocare, e dico a mio padre che a breve mi sarei “appropriato” di Sky, col beneplacito dei miei fratelli anche loro appassionati di MasterChef, per vedere il suddetto programma.
Purtroppo non avevo fatto i conti con la passione per la musica di mia sorella, che ha intimato senza troppi fronzoli, la visione della terza serata di Sanremo 2016, rimandando di fatto il mio tranquillo giovedì a vedere gli “aspiranti chef” cazziati a più riprese dal poker di chef d’alta categoria: Cracco, Bastianich, Barbieri e Cannavacciuolo.

Mangio la cena, e subito dopo, vado al pc per vedere se riesco a beccare Sky Uno+1 in streaming. Purtroppo trovo solo il canale normale (senza +1), e dopo aver dato una fugace occhiata al programma in onda, decido di lasciar perdere, e di vedermi le puntate registrate più tardi o l’indomani.
A quel punto, come mi conviene impegnare il mio tempo nell’attesa che finisca la terza serata del Festival di Sanremo?
Decido di rivedere (a distanza di anni) “Il grande Lebowski” del quale una settimana prima avevo rivisto qualche spezzone su Youtube.
Link di AltaDefinizione, nella più assoluta tranquillità della mia stanza.
Alla fine del film, è l’1 e qualcosa, e decido di vedere MasterChef il giorno dopo, in tutto questo non ho nemmeno finito di vedere Lazio-Verona conclusasi 5-2 (e no, non avevo nessun fantagiocatore che mi interessava).

P.S.: a calcetto ho perso 13-5 e io ho fatto tre gol di pregevole fattura.

Autobots contro Decepticons… e io che c’entravo?

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Mi trovavo su quella che suppongo potesse essere un’astronave aliena, e per la precisione di una delle due fazioni di Transformers: Autobots o Decepticons.
Non ricordo nemmeno se ero un infiltrato alleato degli Autobots, o fossi uno schiavo umano dei Decepticons che era riuscito a fuggire dalla propria cella.
In tutto questo indosso una specie di costume da cosplayer dei Transformers, per non farmi riconoscere come umano (e quindi nuovamente imprigionato).
Nel mio vagare per l’astronave, ad un certo punto mi ritrovo in una specie di “zona ricreativa” per gli schiavi umani (che poi, schiavi per fare cosa, mica l’avevo capito… o perlomeno, ora non lo ricordo…).
In questa zona ricreativa, dove c’erano anche un biliardo, un flipper e altri intrattenimenti tipici da bar, incontro una faccia conosciuta, una ragazza che per comodità chiamerò R.
Anche R. era stata catturata e vedendo in me un possibile salvatore da quella situazione, mi salta letteralmente addosso abbracciandomi.
La cosa risulta un po’ imbarazzante per me, perché nella realtà non ho tutto questo grado di confidenza con R., ciononostante non mi sottraggo al “free hug”, e nel frattempo, dopo essermi spogliato del cosplayer da Transformer, mi fermo a parlare con lei per capire se effettivamente c’è possibilità di fuga da questa astronave.
Nel mentre del discorso, seduti su un divano, da alcune scale che portavano alla zona ricreativa scende un’altra persona a me conosciuta: “Lei”: ha i capelli corti come l’ultima volta che ci incontrammo.
Lei mi guarda, io la guardo, lei ci guarda e alla fine stizzita ritorna da dove era venuta risalendo le scale.
A quel punto, per non incorrere in qualche equivoco o malinteso, dico a R. che dovevamo rimandare la conversazione perché ora avevo qualcosa di molto più importante da fare.
Salgo le scale rincorrendo Lei, e mi ritrovo nella zona alloggi per gli “schiavi umani” (continuerò a chiamarli così…).
Dopo essermi affacciato in alcune stanze alla sua ricerca, riesco a ritrovarla, distesa su un letto che guarda il soffitto. Senza dirle niente mi siedo di fianco a lei sul letto.
Lei con lo sguardo sempre rivolto verso l’alto mi dice: “Non ci sono più speranze…”
In quel momento non riesco a capire se si riferisce alla nostra situazione lì sull’astronave aliena, o si riferisce al rapporto tra noi due, immaginando che io sia coinvolto in un’altra relazione sentimentale, magari stesso con R. con la quale parlavo seduto sul divano poc’anzi.
Io a quel punto le chiedo: “Per chi? Per noi in generale?”
E Lei: “Per te”, e nel frattempo aveva abbassato lo sguardo verso di me.
A quel punto io, sempre guardandola negli occhi, e accennando un mezzo sorriso ironico le chiedo: “O per te?”
Lei non mi risponde, lì per lì resta in silenzio, poco dopo mi dice che è stanca, ha sonno, e vuole dormire. Chiude gli occhi.
abbracciati_a_lettoAncora seduto di fianco a Lei sul letto, apro bocca e le dico: “Allora resto con te a farti compagnia…” e mi distendo anche io di fianco a lei cingendola col mio braccio sul suo addome.
Lei non ha alcuna risposta di stizza, mi ha accettato al suo fianco, e restiamo così, in pace, a riposare.

Arrivati qui, il sogno finisce, e mi sveglio.