Frosinone Benevento 3-2: Cissé “Siamo incazzati per la sconfitta”

Frosinone Benevento 3-2, dopo Lucioni e Baroni, capitano e allenatore, è il turno di Karamoko Cissé, attaccante guineano, da anni in Italia, che gioca come attaccante (anche se ultimamente più esterno offensivo) nel Benevento.
Anche lui è alquanto contrariato per il risultato finale della sfida di oggi.

cisse-beneventoSCONFITTA IMMERITATA – Sicuramente siamo un po’ incazzati per come è giunta la sconfitta perché durante tutto l’arco della partita abbiamo dimostrato al Frosinone di riuscire a giocare alla pari.
Però alla fine i loro gol sono arrivati su episodi discutibili, per me è una sconfitta immeritata: il secondo gol loro lo abbiamo rivisto, era fuorigioco di due metri, il terzo gol è arrivato dopo un minuto e mezzo di recupero in più. L’importante è che la squadra c’è e i punti persi oggi li riprenderemo con la prossima partita in casa.

NON TEMIAMO NESSUNO – Noi abbiamo un mister che comunque ci dà sempre la carica, e con tutto il rispetto per loro che sono retrocessi dalla serie A, ma se scendiamo con voglia e determinazione come fatto oggi, penso che non dobbiamo temere nessuno, il nostro campionato lo stiamo facendo, dobbiamo continuare a lavorare come fatto finora.

EPISODI A SFAVORE – Come ho detto prima il secondo gol loro era da annullare, era un fuorigioco netto, ma l’arbitro alla fine è umano, quindi ci può stare che possa sbagliare, noi abbiamo comunque reagito col 2-2, il 3-2 è un episodio che è andato a loro favore, sono cose che capitano, oggi è andato a loro favore. Ora abbiamo un giorno di riposo e poi dopodomani torneremo in campo per lavorare e per evitare che accadano ancora questi errori.

NON GUARDIAMO LA CLASSIFICA – Fa più male la sconfitta che non la classifica, per fortuna abbiamo la prossima partita in casa, davanti al nostro pubblico e potremo recuperare i punti persi. Basta una sconfitta e sei giù, una vittoria e torni su.
Io sono attaccante, ma la nostra forza è quella di mettere le proprie qualità a disposizione della squadra, l’importante è che ognuno faccia il suo, se dò il massimo come tutti, alla fine ciò che conta è solo la prestazione di squadra.

CARATTERE – La squadra è incazzata, ma ha dimostrato di avere carattere e se continuiamo così non dobbiamo temere nessuno. Alla fine noi non guardiamo la classifica, badiamo solo alla partita settimana dopo settimana, sicuramente diremo la nostra in questo campionato lunghissimo.

 

Frosinone Benevento 3-2: Baroni “E’ stata una direzione di gara sfortunata”

Frosinone Benevento 3-2, dopo le parole del capitano Fabio Lucioni, è il turno di Marco Baroni, l’altro condottiero giallorosso, l’allenatore della squadra.

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Io con il mister Marco Baroni dopo Benevento Cittadella 1-0.

DISPIACE PER I TIFOSI – La nostra è stata una grande prestazione perché siamo venuti a giocare su un campo non facile contro una squadra ben strutturata e che sa interpretare queste partite con determinazione. Io ho visto un gran Benevento, potevamo fare meglio su qualche situazione di palla inattiva, ma quando una squadra gioca così, puoi solo fare i complimenti ai ragazzi.
Dispiace molto per i nostri tifosi che devono fare un viaggio di ritorno con una sconfitta immeritata, però abbiamo anche la consapevolezza che se giochi così le partite, ne perdi poche.

BENEVENTO MAI DOMO – Il Benevento ha condotto la gara perché il Frosinone ha fatto poca manovra, le loro occasioni sono arrivate tutte su giocate sporche, fa un calcio pratico con due giocatori fisici davanti, con forza e veemenza, ma io ho visto una squadra forte, consapevole, vogliosa e mai doma, ripeto noi qualcosa ce l’abbiamo messa oggi, diciamo che è stata una direzione di gara un po’ sfortunata.

INFORTUNI – De Falco dobbiamo valutarlo, per Ciciretti si tratta di un problema muscolare che forse c’era già in settimana, sono incidenti che purtroppo capitano.

PENALIZZATI DAGLI EPISODI – Potete immaginare gli sguardi che c’erano nello spogliatoio dopo la partita, il nostro è un campionato lunghissimo, queste battute d’arresto sono inevitabili perché nel calcio è impossibile vincerle tutte. Noi siamo stati costruiti per qualcosa di diverso, stiamo facendo un percorso di crescita e gare come quella di oggi servono per misurarci con le altre squadre, e ripeto, il Benevento sia con l’Ascoli che oggi ha fatto secondo me due prestazioni tra le più belle. Quella di oggi è stata sicuramente la miglior prestazione fatta fuori casa, perché è stata fatta con forza, temperamento e vigore, rimanendo equilibrati contro una squadra difficilissima, peccato perché siamo stati penalizzati da alcuni episodi, questa è la realtà.

VOTO ALLA SQUADRA – I voti non sono una cosa che mi fa impazzire, ma se devo darne uno, dò 8 a questi ragazzi, perché ripartire da un campionato vinto, cambiando guida tecnica e portando dentro ragazzi giovani e meno giovani, e trovare subito una convinzione nel lavoro, perché questa è una squadra che non ha fatto solo punti su campi importanti, ma è una squadra che gioca a pallone. Per quanto riguarda il mercato non voglio proprio parlare, per rispetto a questi ragazzi che stanno facendo qualcosa di straordinario. Ci sarà tempo per farlo, è chiaro che migliorare non è mai facile, e quindi a chi ha lavorato finora con me, dò un grande valore, valuteremo con presidente e direttore per questo, c’è tempo.

NATALE – Come ho detto prima il voto è alto, lo dò agli uomini, ai professionisti, perché senza di loro il mio lavoro vale poco, c’è tanta voglia di venire ad allenarsi al campo e questo è un valore aggiunto che serve a togliere soddisfazioni sia a noi che ai nostri tifosi. Colgo l’occasione per fare auguri di buon Natale a tutti i tifosi e a tutte le persone che ci seguono.

 

Frosinone Benevento 3-2. Lucioni: dà fastidio perdere così

La rabbia per la sconfitta di oggi (Frosinone Benevento 3-2), mi ha spinto a seguire con più attenzione, in tv, le dichiarazioni e reazioni dei protagonisti dopo lo scandalo avvenuto oggi, questo è quello che ho riportato, partiamo dallo sfogo del capitano Fabio Lucioni (d’altronde, sono sempre uno pseudo giornalista sportivo…)

fabio-lucioniGROSSO RAMMARICO – C’è rammarico per il semplice fatto che si lavora tutta la settimana su delle situazioni, che poi in partita vengono vanificate su azioni come il secondo gol del Frosinone. Il rammarico sostanzialmente è per quello perché abbiamo tenuto la palla, ed eravamo venuti qui per fare punti per regalare un buon Natale a tutti, e soprattutto a noi. Poi ripeto l’impegno credo che c’è stato e non si può dire il contrario, ripeto l’errore abbastanza grave su quel secondo gol dà fastidio.

DIAMO FASTIDIO – Siamo una squadra che dà fastidio, se ogni fallo mezzo e mezzo non ci viene mai fischiato evidentemente diamo troppo fastidio, siamo una squadra con gli attributi che ha dato filo da torcere ad una squadra importante per questa categoria, e che l’anno scorso ha disputato la serie A.

ECCESSIVO RECUPERO – Partiamo dal presupposto che c’è un minuto e venti secondi in più di recupero, visto che la partita era già finita. Battono il calcio d’angolo e la palla passa nell’unico punto in cui possono fare gol, tra Buzzegoli e il palo, non si tratta di disattenzione, ma quando le partite sono finite, l’arbitro deve fischiare la fine, altrimenti si procede sempre a oltranza.

LAVORIAMO SEMPRE SODO – Sono molto equilibrato ma a me dà fastidio che ci alleniamo sempre a 3000 durante la settimana, e dà fastidio vedere vanificato da altri il proprio lavoro. Oggi era uno scontro diretto perché era di alta classifica quindi dà fastidio perdere, quello è sicuro.
Dobbiamo continuare a lavorare sodo e a fare il calcio che sappiamo fare, e potremo toglierci tante soddisfazioni.

GRUPPO – La bravura di questo gruppo è riuscire a restare in gara sempre fino alla fine, chi gioca gioca fa la sua prestazione e non sfigura davanti a nessuno, perché quando si applicano i concetti di un allenatore meticoloso, questi sono i risultati. Quando fai queste prestazioni, dovrebbe essere difficile perdere, e invece…

SORRISO AMARO – Il mio è un sorriso amaro perché sapere che anche Sky ha definito clamoroso il secondo gol del Frosinone in fuorigioco, perché è doppiamente una beffa. Ci tengo a chiudere qua il discorso perché non voglio portarlo più avanti altrimenti sarebbe inutile.
Colgo l’occasione per augurare felice Natale a tutti perché sono comunque tutti orgogliosi per quello che ha fatto la squadra fino a oggi.

 

Scrivo post in attesa di far pace col figlio di Ipno e della Notte…

E fu così che la Coppa del Mondo 2014 la vinse la Germania…
Ecco, ora che ho attirato la vostra attenzione, sappiate che questo post non tratterà di calcio, della partita in sé, e di tutto il circo mediatico che ci ha girato intorno.
Quella che si è appena conclusa è stata una domenica sui-generis (sembra che io voglia per forza trovare delle citazioni della ex band di Phil Collins e Peter Gabriel, ma non è così…).
L’amico Cienzo è partito per una crociera di una settimana; mia sorella è andata a Napoli (accompagnata da mia madre) per sostenere un esame nella giornata di domani, a casa ci siamo trovati solo noi tre maschi (io, mio padre e mio fratello).

Stamattina mi son svegliato dopo sole 4 ore di sonno (mi pare quasi di essere tornato a 2 anni fa), stanotte sono andato a letto per sfinimento.
Durante la giornata ho avvertito in un paio di occasioni la voglia di andare a riposare un po’, ma non ci sono riuscito, il corpo era stanco, ma la mente non aveva voglia di spegnersi.
Nel pomeriggio ho rivisto gli amici Mari e Ub, tornati ieri da Venezia per reincontrare parenti e amici, e ci siamo presi un caffé, facendo inoltre conoscere loro la mia “scimmietta” Serena.
Ci tenevo particolarmente a farli incontrare, ed è stato un pomeriggio amabile.
In serata ho poi visto la finale Germania Argentina con gli amici Rutio, Mar-Io e Armand, ma ci siamo persi stupidamente la rete della vittoria.
Un giro in centro, e poi poco meno di un’ora fa son tornato a casa.
Come mio solito non riesco mai ad andare subito a letto, e ancora non so a che ora riuscirò a cadere sfinito sotto il martello del dio Morfeo (A Morfè, di ‘sti tempi mica basta un fazzoletto imbevuto di cloroformio! E’ una gara di resistenza!).
Intanto non so cosa mi aspetterà domani, se non in prima serata l’impegno del Memorial Simeone, secondo torneo di calcetto al quale parteciperò quest’anno.

Domani saluterò per diversi giorni anche la suddetta “quadrumane”, e non so proprio come mi sentirò prossimamente…

L’opinione del Konte sui 23 convocati azzurri alla Coppa del Mondo di Brasile 2014.

Su questo blog ogni tanto mi piace anche dire la mia su alcune vicende calcistiche – sapete com’è, volendo fare come professione il giornalista sportivo penso che mi possa anche essere concesso, no? – e in questo preciso momento, ho deciso quindi di impugnare la mia tastiera (manco fosse un’arma bianca…) per parlare dei 23 convocati ufficiali della Nazionale italiana di calcio.

Voglio partire con una premessa che forse inficerà la lettura di alcuni, oltre a voler fare il giornalista sportivo, sono anzitutto tifoso di due squadre: il Benevento Calcio, squadra della mia città, e la Juventus (magari in futuro parlerò anche di come sono nate in me queste due passioni).
Dopo il famoso scandalo di Calciopoli del 2006, a nulla è servita la Juventus nata dalle ceneri dello squadrone della triade Moggi-Giraudo-Bettega; quella Juve post 2006, venendo dalla serie B, e dopo due iniziali podi in serie A (3° e poi 2° posto), si attestò per due anni consecutivi al 7° posto.
Quella Juve poiché “non più vincente” come prima, doveva risultare “simpatica” agli occhi degli altri tifosi, secondo chi aveva orchestrato lo scandalo Calciopoli e chi aveva cavalcato l’onda dello scandalo stesso, andando poi ai vertici societari della Juventus (Cobolli Gigli, Blanc e Secco).
Ma l’antijuventinità non muore mai, e i cattivi risultati sportivi rispetto al passato di quella Juventus “finto-simpatica” non fece altro che corroborare le insinuazioni dei tifosi antijuventini su quella che era una delle squadre più forti della storia bianconera.

Col ritorno di un esponente della famiglia Agnelli come presidente (Andrea) a maggio 2011, e con la contemporanea assunzione come allenatore della prima squadra di Antonio Conte, le cose ben presto cambiarono, e la Juventus da 3 anni a questa parte è tornata ad essere vincente e antipatica (almeno nei confini nazionali).

Ora volevo dire che da tifoso juventino, dopo le tante critiche e insulti degli antijuventini che sono convinti di evidenti favoreggiamenti della FIGC e della Lega Calcio nei confronti della Juventus (che sia a riguardo di partite di campionato e coppa italia, o che sia per le convocazioni di calciatori juventini in nazionale), ultimamente ho coltivato l’idea che la società Juventus debba rifiutarsi di concedere i propri tesserati alla propria nazionale.
Questo perché?
La risposta è che nell’antijuventinità non si riesce mai a considerare un calciatore della Juventus come calciatore della Nazionale, come avviene invece per quelli delle altre squadre; Buffon non sarà mai solo il capitano e portiere titolare della nazionale, ma sarà prima di tutto uno “sporco bianconero”.
Benissimo!
Allora se voi antijuventini considerate il blocco Juve come il male che è insito nei fallimenti della Nazionale allenata da Cesare Prandelli, siete d’accordo che i tesserati bianconeri non vengano più convocati tra le file azzurre?
Poi però non venite a lamentarvi se la vostra Nazionale di calcio farà irrimediabilmente schifo come risultati nelle qualificazioni e nelle competizioni internazionali!

Da cosa viene questa mia convinzione che senza gli juventini la Nazionale di calcio possa sicuramente fallire? Beh, la storia insegna che nelle 4 Coppe del Mondo finora vinte dall’Italia, la maggior parte dei convocati e dei titolari delle selezioni vincenti vedeva sempre una nutrita colonia juventina.
Per restare all’ultima coppa del mondo vinta, quella del 2006 in Germania, nella finale contro la Francia giocarono ben 5 juventini (Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi e Del Piero). Successivamente altri 4 indossarono la casacca bianconera negli anni successivi (Grosso, Iaquinta, Pirlo e Toni); e nelle file degli avversari giocarono altri 3 juventini dell’epoca (Thuram, Vieira e Trezeguet), con altri due transalpini che in passato giocarono anche loro nella Juve (Zidane e Henry).
Altri giocatori di quella Juventus della stagione 2005-2006? Ibrahimovic, Nedved, Emerson, Chiellini, Mutu, Balzaretti, Zebina, Pessotto, Abbiati.

E secondo gli antijuventini questa formazione composta da questi giocatori aveva bisogno di aiuti arbitrali per vincere i campionati? Ma per favore!!!

Chiusa premessa.

FIUUU! E questa era solo la premessa! Il vero post non è ancora iniziato!
Scusatemi ma sono fatto per gli spiegoni e sono sempre un pignolo della peggior specie, non dimenticatelo!

Orsù eccoci al nocciolo della questione: i 23 convocati azzurri per Brasile 2014!
Parto subito dalla fine: personalmente sono contrario all’esclusione di Giuseppe “Pepito” Rossi dalla rosa mondiale e all’inserimento di Lorenzo Insigne al suo posto.
Per ogni calciatore vedrò quindi di mettere dei pro e dei contro alla propria convocazione, con motivazioni positive e negative, aggiungendo quindi il giudizio a riguardo in quanto tifoso juventino.
Si va per numero di maglia.

1 Buffon (Juventus).
Uno dei migliori portieri della storia italiana, iniziò giovanissimo nel Parma, a soli 17 anni giocando contro il Milan (allora una superpotenza mondiale), restò in campo per tutti i 90′ e  finì 0-0. Era nata una leggenda!
Nel corso degli anni, soprattutto da quando è passato alla corte di Madama, in molti hanno tentato di destituirlo dalla carica di “miglior portiere del mondo”, o più semplicemente come “portiere titolare della nazionale” (della quale è da diversi anni anche il capitano); ma alla fine tutti i suoi presunti contendenti sono scivolati nell’oblio (Toldo, Dida, Julio Cesar, Marchetti eccetera), mentre lui resta imperterrito lì in alto, sempre tra i migliori.
E quando non erano vicende calcistiche a farlo scendere dal podio dei migliori, i suoi detrattori hanno sempre tentato di gettare ombre con squallide vicende extracalcistiche (scommesse, influenze politiche, gossip).
Ma come si può dubitare di un “superuomo” come Gigi Buffon?
Convocazione approvata al 100%.

2 De Sciglio (Milan).
La scuola milanista ha da sempre offerto ottimi prospetti difensivi per la nazionale (mi limito solo agli ultimi 20 anni: Baresi, Costacurta, Tassotti, Maldini ed è tutto dire).
Nell’ultima stagione il 22enne rossonero ha messo insieme solo 16 presenze (troppi infortuni per lui), ma avendo partecipato all’ultima Confederations Cup, e potendo giocare sia come terzino destro che sinistro non poteva non essere considerato tra i convocati.
Convocazione approvata al 100%.

3 Chiellini (Juventus).
Anche per lui come per Buffon, mi dilungherò un po’.
In nazionale da quasi 10 anni (debuttò che era in prestito alla Fiorentina) e baluardo difensivo della Juve dal 2005, inizialmente giocava come terzino sinistro, ma poi fu riadattato come centrale in una difesa a 4. Con l’avvento di Conte sulla panchina bianconera e il passaggio alla difesa a 3, è passato ad essere il centrale difensivo di sinistra, limitando quindi le scorribande sulla fascia che lo contraddistinguevano agli esordi.
Obiettivamente è uno dei migliori difensori italiani degli ultimi anni, ma è da sempre bistrattato dai suoi detrattori dapprima per la sua irruenza (il che è vero), ma soprattutto perché considerato un falloso della peggior specie ed essendo juventino il più delle volte graziato dalla terna arbitrale di turno per le sue scorrettezze in campo.
Ruvido, brutto a vedersi esteticamente (se fosse un pro-wrestler americano sarebbe sicuramente annoverato nella schiera dei cattivi) Chiellini paga questa sua nomea e incredibilmente subisce numerosi falli da parte degli avversari a sua volta, non tirandosi però mai indietro una volta iniziata la tenzone.
Andatevi un po’ a vedere l’ultimo Roma-Juventus quanti falli ha subito da Totti, Pjanic e compagnia bella.
Per il pugno rifilato allo stesso Pjanic in quella partita, fu squalificato per tre giornate, chiudendo anzitempo la propria stagione, e per questa squalifica i suoi detrattori hanno chiesto a spada tratta l’esecuzione del cosiddetto “codice etico di Prandelli” per escluderlo dai convocati azzurri.
Dico io, ma veramente il vostro odio antijuventino è così radicato da non farvi rendere conto di trovarvi davanti al miglior difensore italiano degli ultimi anni?
E ditemi di grazia, chi altri sarebbe stato ben più meritevole di lui al suo posto?
Convocazione approvata al 100%. 

4 Darmian (Torino).
Anche lui come De Sciglio proviene dalle giovanili del Milan, e dopo gli esordi in prima squadra è passato prima in prestito e poi in compartecipazione, tra A e B a Padova e Palermo, per finire poi al Torino dove negli ultimi tre anni (dopo la promozione in A), si è distinto tra i migliori del campionato nel suo ruolo (difensore di fascia con predilezione per quella destra). Debutto assoluto in nazionale nell’amichevole contro l’Irlanda dove è uscito solo all’87’.
Convocazione approvata al 100%.

5 Thiago Motta (Paris Saint-Germain).
Centrocampista centrale di origine brasiliana, e quindi oriundo azzurro.
Per tanti anni a Barcellona (tra squadra B e prima squadra), si trasferì in Italia, prima al Genoa e poi all’Inter dove fu uno dei protagonisti del Triplete 2010 (Campionato, coppa Italia e Champions League). Gli infortuni e la perdita del posto, favorirono poi il passaggio al PSG in Francia dove gioca tuttora da 2 anni e mezzo.
Nella nazionale italiana ha partecipato all’Europeo 2012 oltre che alle qualificazioni per il suddetto e per l’attuale campionato del mondo.
Sarà per la sua non perfetta tenuta atletica degli ultimi anni (anche se in francia sembra aver ritrovato la continuità), sarà perché non mi è mai piaciuto come gioca in nazionale, non è tra i miei preferiti tra i convocati; a questo punto avrei preferito un altro oriundo, Romulo, ma ne parlerò più avanti. Molto probabilmente potrebbe essere tra i titolari per l’infortunio occorso a Montolivo, chissà…
Convocazione approvata al 50%. 

6 Candreva (Lazio).
Un vero e proprio jolly di centrocampo: iniziò come centrale, per poi evolversi prima in trequartista e poi in mezzala, negli ultimi tempi alla Lazio si è distinto tra i migliori della stagione corrente come esterno di centrocampo (ammetto di aver copiato da Wikipedia…)
Un autentico vagabondo che ha cambiato maglia quasi ogni anno trovando continuità da 2 anni e mezzo proprio a Roma sponda biancoceleste.
Personalmente mi è sempre piaciuto: quando venne per 6 mesi alla disastrosa Juventus dei settimi posti, per me era uno da riconfermare nonostante non avesse ancora trovato una sua collocazione tattica e lo vedevo ancora come un diamante grezzo.
In un modulo che prevede un gioco sugli esterni per foraggiare la prima punta Balotelli, Candreva per me deve giocare titolare.
Convocazione approvata al 100%. 

7 Abate (Milan).
Nasce come esterno alto offensivo, col ritorno in pianta stabile alla casa madre dopo i prestiti in ogni categoria (Napoli in C1, Piacenza e Modena in B, Empoli e Torino in A), Abate passa definitivamente al ruolo di terzino destro.
Per me è stato veramente un peccato, quando giocava nel Napoli lo ricordavo come uno che in quel ruolo avrebbe sicuramente sfondato nel calcio che conta. Alla fine ci è comunque riuscito, ma secondo me si è snaturato.
Nutro una certa simpatia per lui perché è nato a Sant’Agata dei Goti in provincia di Benevento, è figlio di Beniamino Abate (portiere che ha giocato dapprima nel Benevento e poi in A con diverse squadre) e infine è anche cugino di un mio ex compagno delle elementari, tale Paolo Abate.
Da sannita quindi sono fiero della carriera che si è costruito.
Nell’ultima stagione al Milan è stato diverso tempo fuori per infortunio, e per questo non ero sicuro che restasse tra i 23 convocati, nonostante sia nella rosa della nazionale in pianta stabile negli ultimi 3 anni (qualificazioni europee, Europeo 2012, Confederations Cup e qualificazioni mondiali).
Convocazione approvata all’80%. 

8 Marchisio (Juventus).
Cresciuto nella Juventus da quanto vi entrò a soli 7 anni, ha sempre giocato con la maglia bianconera tranne che nella stagione 2007-2008 nel quale fu prestato all’Empoli in serie A.
Quell’anno la Juve tornò prepotentemente nella massima serie dopo la retrocessione (per me ovviamente ingiusta) in serie B post Calciopoli.
Fu uno dei protagonisti della promozione, e poi ad Empoli assieme a Giovinco si riguadagnò i galloni da titolare una volta tornato alla casa madre.
Dà il meglio di sé come centrocampista centrale, ma si è sempre adattato sufficientemente in tutti gli altri ruoli a centrocampo (esterno, regista, trequartista, mezzala). In nazionale è presente dal fallimentare Mondiale 2010 in Sudafrica (partecipando anche a qualche partita di qualificazione allo stesso), e da quel che mi ricordo sono stati veramente pochi gli antijuventini che hanno avuto da ridire sulla presenza in azzurro del Principino bianconero, forse giusto nel 2010 quando Lippi lo snaturò facendolo giocare ovunque tranne che nel suo ruolo preferito.
Nell’ultima stagione subisce un infortunio che ne condiziona la prima parte, ma con l’anno nuovo recupera il posto da titolare offrendo anche buone prestazioni.
Convocazione approvata al 100%. 

9 Balotelli (Milan).
Di Mario Balotelli si è già detto tutto e il contrario di tutto e non ha nemmeno 30 anni!
Talento controverso dotato di una grande tecnica e potenza fisica, predilige il gioco come centravanti ma all’occorrenza può interpretare anche gli altri ruoli d’attacco (seconda punta, attaccante esterno). Dopo il fiasco degli azzurri a Sudafrica 2010 debutta in nazionale a soli 20 anni (precedentemente gioca un biennio in U21) e non la lascia più.
Nell’ultimo anno, sebbene non abbia disputato un gran campionato di serie A (nonostante i 14 gol segnati) Prandelli lo considera un titolarissimo e non ha mai pensato di escluderlo dai convocati e fare a meno della sua indubbia classe.
Per quel che mi riguarda Balotelli ha potenzialità grandissime ed effettivamente potrebbe entrare nella storia se solo smussasse un po’ quello che è il suo carattere fumantino.
Ne approfitto inoltre per dire che ogni qual volta negli stadi italiani Balotelli viene fischiato non è per presunto razzismo, ma perché sta sul cazzo a molti tifosi avversari per il suo atteggiamento.
Convocazione approvata al 100%. 

10 Cassano (Parma).
Fa il paio con Balotelli, tant’è che in passato fu coniato il neologismo “cassanata” per definire i suoi eccessi e i comportamenti indisciplinati realizzati dentro e fuori dal campo.
Alla sua seconda gara in serie A col Bari andò in gol con una splendida rete di pregevole fattura contro l’Inter, facendo echeggiare in Italia le voci su un nuovo erede di Baggio.
Col passaggio alla Roma il talento di Bari vecchia dapprima divenne pappa e ciccia con l’ambiente romano con Totti in primis, poi mandò tutto in vacca per un mancato rinnovo.
Andò al Real Madrid dove in un anno e mezzo non fece granché. Tornò in Italia alla Sampdoria dove sembrava aver trovato finalmente la sua dimensione.
Fece casino anche lì con la proprietà e si trasferì a Milano prima per un anno e mezzo al Milan e poi all’Inter per un anno.
Nella stagione attuale era in forza al Parma dove ha svolto un buon campionato tra gol fatti e assist offerti ai compagni riguadagnandosi la convocazione in nazionale.
In nazionale debuttò con Trapattoni, disputò l’Europeo 2004 dove fu tra i migliori ma complici gli anni al Real e con Lippi al timone della nazionale, Cassano non indossò più la casacca azzurra fino a quando Donadoni non prese il posto di Lippi.
Cassano disputò un altro Europeo (2008), ma col ritorno di Lippi sulla panca azzurra, il talento pugliese perse un altro mondiale.
Quando Prandelli prese il testimone come CT dopo Lippi, Cassano ritornò tra i convocati e disputò quindi tutte le qualificazioni europee e il successivo campionato continentale sempre tra i titolari.
Questo che affronterà ora sarà quindi il suo primo mondiale, ci si aspetta finalmente una prova di maturità e di responsabilità da parte sua.
Personalmente l’ho sempre visto come un giocatore a metà, con notevoli mezzi tecnici ma senza il giusto apporto di mentalità: se avesse avuto la testa a posto e la giusta mentalità avrebbe raccolto sicuramente di più nella sua carriera.
In queste convocazioni la sua presenza in rosa non sembrava certa come in passato, ma alla fine ce l’ha fatta.
Convocazione approvata al 70%.

11 Cerci (Torino).
Esterno offensivo mancino, preferisce però giocare sulla destra. Uno dei migliori talenti usciti dalle giovanili della Roma negli ultimi anni, a parte l’annata a Pisa in B con Ventura (suo attuale allenatore al Toro) non è mai parso in grado di confermare i suoi enormi mezzi tecnici (Brescia in B, Atalanta e ritorno a Roma in A).
La società capitolina lo cede alla Fiorentina dove in due anni, seppur andando in rete spesso nei mesi primaverili, non è riuscito a confermarsi tra i titolari.
Quando Cerci è poi passato l’anno scorso al Torino, pensai che questo trasferimento era una retrocessione nella sua carriera, e invece ritornando agli ordini di mister Ventura e giocando nella stagione corrente più stabilmente in attacco, Cerci è riuscito non solo a guadagnarsi la nazionale ma ad essere persino convocato prima in Confederations Cup e poi per il Mondiale, il primo per lui.
Resta da vedere come vorrà schierarlo Prandelli, se in coppia con Immobile riproponendo il tandem affiatato visto al Torino, o se schierato singolarmente con altri compagni di reparto.
Convocazione approvata al 90%. 

12 Sirigu (Paris Saint-Germain).
Il secondo portiere della rosa, degna riserva di Buffon.
Prodotto del vivaio palermitano, dopo prestiti in C1 e in B (Cremonese e Ancona) torna alla casa madre dove diventa subito titolare, dopo 2 anni in Sicilia, si mette talmente in luce, anche grazie alle convocazioni in nazionale, tanto da meritarsi il trasferimento in Francia al volenteroso e intraprendente PSG dove, sempre da titolare, vince due campionati una supercoppa e una coppa di lega francese.
Gioca solo una partita ufficiale da titolare (una di qualificazione agli Europei 2012) in nazionale anche perché nelle gerarchie veniva dopo Marchetti e De Sanctis (oltre che all’ovvio Buffon).
Ciononostante Sirigu era entrato nei preconvocati del mondiale 2010, ed era terzo portiere all’Europeo 2012 e alla Confederations Cup.
Convocazione approvata al 100%. 

13 Perin (Genoa).
Terzo portiere e tra i più giovani convocati della rosa azzurra, Perin si è guadagnato la convocazione grazie alle sue prestazioni in A degli ultimi due anni con Pescara e Genoa: nonostante i tanti gol presi con entrambe, è riuscito però a mettersi in luce con diverse buone prestazioni, superando inoltre la concorrenza di Mirante, portiere del Parma, in ballottaggio con lui per il ruolo di terzo portiere. Personalmente speravo in una convocazione di Mirante, visto che è dell’83 e se lo meritava anche lui. Perin è del ’92 e ha ancora un sacco di tempo avanti per giocarsi le chances per la selezione azzurra.
Ancora non ha debuttato in nazionale.
Convocazione approvata al 70%. 

14 Aquilani (Fiorentina).
Un altro talento uscito dalle giovanili della Roma e centrocampista poliedrico (mediano, regista, trequartista) che però preferisce giocare da interno.
Dopo un iniziale prestito in B alla Triestina, torna a Roma dove resta per 5 stagioni prima di trasferirsi a Liverpool per 20 milioni di euro! In Inghilterra però non riesce a farsi valere e l’anno dopo si trasferisce in prestito alla Juventus.
A Torino offre buone prestazioni, ma non viene riscattato perché con l’arrivo di Pirlo avrebbe trovato pochissimo spazio, ed era inutile per la dirigenza bianconera riscattarlo ad un prezzo così alto (16 milioni).
Torna al Liverpool che lo dà nuovamente in prestito, questa volta al Milan. Anche la squadra rossonera non esercita il riscatto ma Aquilani resta in italia alla Fiorentina che lo acquista a titolo definitivo dal Liverpool.
Da due anni a Firenze, Aquilani è tra i titolari della squadra ed aumenta anche il suo contributo in zona gol rispetto al passato.
In nazionale fa parte della rosa di Euro 2008, Confederations Cup. Questo sarà il suo primo mondiale.
Convocazione approvata al 100%. 

15 Barzagli (Juventus).
Difensore centrale che prima di stabilirsi a Palermo per 4 stagioni aveva girato l’Italia e giocato in tutte le categorie professionistiche (dai dilettanti a salire). Si trasferisce poi al Wolfsburg in Germania dove vince anche il campionato al primo anno. Resta per un altro anno e mezzo al Wolfsburg prima di trasferirsi a gennaio 2011 alla Juventus che conclude l’anno al 7° posto fuori dalle coppe europee.
Nei successivi tre anni vince tre scudetti con la Juve e torna stabilmente in nazionale dove era già entrato ai tempi di Palermo per poi uscirne dopo il trasferimento all’estero.
Nell’ultima stagione le presenze in squadra diminuiscono per via di qualche infortunio, e sino all’ultimo si temeva per un suo forfait per Brasile 2014.
Alla fine Prandelli ha deciso di tenerlo visto che è una pedina troppo importante per lo schiacchiere azzurro, io avrei preferito che fosse rimasto fuori per non precludergli la prossima stagione con la Juventus.
In nazionale Barzagli ha vinto la coppa del mondo del 2006 (giocando agli ottavi e ai quarti), ha fatto poi parte delle rose azzurre per Euro 2008, Euro 2012, Confederations Cup oltre che in tutte le precedenti qualificazioni europee e mondiali. E’ rimasto fuori solo per il mondiale 2010 in Sudafrica.
Convocazione approvata all’80%. 

16 De Rossi (Roma).
Centrocampista centrale, ma all’occorrenza anche difensore centrale negli ultimi anni sia a Roma che con la Nazionale, De Rossi sin dai suoi esordi in serie A (dove ha sempre giocato con la Roma), l’ho visto da subito come un predestinato tant’è che alla prima da titolare va anche in gol. Anche lui come Aquilani e Cerci è un prodotto del prolifico vivaio giallorosso. Debuttò subito anche in nazionale e anche qui, al suo esordio, va immediatamente in gol.
Una delle colonne azzurre che ho sempre ammirato e che ho sempre sperato potesse un giorno trasferirsi alla Juventus, infatti c’aveva visto lungo Luciano Moggi che nel 2002 chiese alla Roma De Rossi e Aquilani in cambio di Davids (allora cercato dai giallorossi).
Ha fatto parte delle rose di tutte le spedizioni azzurre in tutte le manifestazioni internazionali in cui ha partecipato l’Italia: vittoria al Mondiale 2006, Euro 2008, Confederations Cup 2009, Mondiale 2010, Euro 2012, Confederations Cup 2013.
Convocazione approvata al 100%. 

17 Immobile (Torino).
Centravanti che preferisce giocare in campo aperto e in solitaria tant’è che giocando così, col solo Cerci dietro di lui in appoggio, si è laureato capocannoniere in serie A con 22 gol.
Ha giocato nelle giovanili del Sorrento e successivamente nella Juve primavera. Mette assieme 5 presenze totali in prima squadra, prima di trasferirsi in prestito in altre squadre (Siena, Grosseto e Pescara in B).
Torna ad essere l’attaccante ammirato nelle giovanili nella stagione a Pescara quando diventa capocannoniere con 28 reti. Si merita il passaggio ad una squadra di serie A, al Genoa, ma sigla solo 5 reti. La Juventus nell’ambito dell’operazione Ogbonna lo manda ai cugini del Torino come già detto mette assieme ottime prestazioni in coppia col “gemello” Cerci laureandosi cannoniere principe della massima serie.
In nazionale colleziona giusto 2 presenze per poi meritarsi la conferma nei 23 convocati.
Sarebbe stato assurdo per Prandelli non considerarlo.
Di poche ore è l’ufficialità del suo passaggio al Borussia Dortmund.
Convocazione approvata al 100%.

18 Parolo (Parma).
Centrocampista centrale con tendenze offensive. Essendo ambidestro può calciare indifferentemente e con buoni esiti dalla distanza. Cresciuto nel Como gioca sempre in C1 (Como, Pistoiese, Foligno, Verona) fino a quando non arriva al Cesena in B dove consegue la promozione in serie A. Coi romagnoli riesce nell’impresa di salvarsi il primo anno, non riuscendo a fare lo stesso nella seconda stagione. L’anno scorso passa al Parma, ma è solo quest’anno che balza agli onori della cronaca con ben 8 gol siglati in campionato, e quasi tutti decisivi.
In nazionale debutta nel 2011, torna due anni dopo con un’altra amichevole, e infine colleziona la terza presenza nell’amichevole pre-mondiale contro l’Irlanda.
Complice l’infortunio di Montolivo, viene confermato nei 23 ufficiali per la kermesse internazionale in Brasile.
Sinceramente avrei preferito un Florenzi al suo posto.
Convocazione approvata all’80%. 

19 Bonucci (Juventus).
Difensore centrale (anche se con un passato giovanile da centrocampista) della Juventus da 4 stagioni, è diventato anche lui come Chiellini uno dei più bistrattati dai detrattori antijuventini. Inizia con le giovanili di Viterbese e Inter nel 2006 avendo debuttato con Mancini in prima squadra e a seguito di Calciopoli, risulta vincitore dello scudetto “a tavolino” poi definito “di cartone”. Passa in prestito per un anno e mezzo in B al Treviso, e poi al Pisa per 6 mesi. Nell’ambito dell’operazione Milito e Thiago Motta dal Genoa all’Inter, passa a titolo definitivo al Genoa che lo gira subito al Bari in serie A.
Qui ritrova Giampiero Ventura (avuto già a Pisa) che lo rende un titolarissimo (gioca tutte le partite di campionato) guadagnandosi la chiamata alla Juventus che aiuta il Bari a riscattarlo dal Genoa.
Passato alla Juventus inizialmente viene definito un bidone anche perché si ritrova a far parte della rosa della “Juventus dei settimi posti”. Con l’arrivo di Conte l’anno dopo, Bonucci migliora sensibilmente il suo gioco e grazie ai compagni di reparto Buffon, Chiellini e Barzagli compone poi una difesa granitica che per 3 anni consecutivi si confermerà la meno battuta del campionato.
Difesa juventina che viene poi trasferita in blocco in nazionale portando in dote anche lo schieramento difensivo a 3.
Bonucci in nazionale fa parte delle rose dell’Euro 2012 e della Confederations Cup 2013, partecipando poi alle qualificazioni europee e mondiali.
Prima dell’Euro 2012 entra nell’occhio del ciclone riguardo il Calcioscommesse, e in molti lo additano come sicuro colpevole (ancor prima delle sentenze effettive). In seguito viene prosciolto e assolto in tutte le inchieste in cui era stato coinvolto, ma l’opinione pubblica juventina se la prende con lui in favore di Criscito che per accuse simili, viene escluso dalla nazionale. In quell’occasione Bonucci fu ritenuto favorito in quanto juventino e perché Prandelli in gioventù aveva militato nella società bianconera.
Inutile considerare che anche lo stesso Criscito aveva militato diverse stagioni sia nella primavera che in prima squadra bianconera. In quell’occasione sbagliò sicuramente Prandelli.
Convocazione approvata al 100%. 

20 Paletta (Parma).
Dopo Thiago Motta il secondo oriundo in questa rosa mondiale italiana.
Difensore centrale argentino annovera solo 7 presenze nell’U20 sudamericana tutte nel 2005 quando vinse il campionato del mondo di categoria.
Con la modifica del regolamento per le convocazioni di giocatori con doppia nazionalità anche lui ha potuto quindi debuttare con la nazionale italiana.
In Argentina ha giocato con Banfield e Boca Juniors, esperienze inframezzate da una stagione in Inghilterra al Liverpool. Da quattro stagioni gioca in serie A col Parma dove nel corso degli ultimi tempi si è distinto come uno dei migliori centrali difensivi del campionato grazie alla sua grinta.
L’unica pecca è la sua pettinatura indecente, ma a parte gli scherzi era rimasto in dubbio tra i convocati a causa della sua forma fisica, visto che aveva perso mezza stagione per infortunio.
Convocazione approvata al 100%. 

21 Pirlo (Juventus).
Dopo Buffon è il giocatore dell’attuale rosa con più presenze in nazionale.
Centrocampista che ha iniziato come trequartista per poi spostarsi successivamente e con maggiori frutti come regista.
Debutta col Brescia giocando in A e in B, passa giovanissimo all’Inter che lo manda in prestito prima alla Reggina e poi al Brescia. Successivamente passa al Milan dove farà le fortune dei rossoneri per 10 stagioni.
Con l’arrivo di Allegri sulla panchina rossonera, dopo aver vinto il suo secondo scudetto, passa a parametro zero alla Juventus, perché il tecnico rossonero non lo ritiene più utile alla causa.
Coi bianconeri Pirlo diventa subito protagonista e vince tre scudetti consecutivi, rivelandosi tutt’altro che bollito.
In nazionale debutta nel 2002, e partecipa a tutte le spedizioni azzurre successive, e sempre tra i titolari, vincendo anche lui la coppa del mondo 2006.
Convocazione approvata al 100%. 

22 Insigne (Napoli).
Ultimo attaccante ad essere considerato nella rosa azzurra dopo le esclusioni di Rossi e Destro (entrambi tra i pre-convocati di Prandelli), gioca preferibilmente come attaccante sinistro in un tridente, ma può giocare anche dietro le punte.
Cresciuto nelle giovanili del Napoli viene mandato in prestito in C1 prima alla Cavese e poi al Foggia (dove mette a segno 19 reti le sue prime da professionista). L’anno successivo viene mandato a Pescara dove con Immobile e Verratti riesce a conquistare la promozione dalla B alla A. In Abruzzo sono 18 le reti segnate.
Insigne si guadagna finalmente di far parte della rosa del Napoli e negli ultimi due anni gioca quasi tutte le partite diminuendo sensibilmente il computo delle marcature, ma mantenendo su buon livello quello degli assist, prodigandosi sopratutto nel ripiegamento difensivo sia con Mazzarri che con Benitez sulla panca del Napoli.
In nazionale debutta nelle qualificazioni mondiali e prima del mondiale 2014 colleziona 4 presenze e 1 rete (contro l’Argentina in un’amichevole).
Convocazione approvata al 50%. 

23 Verratti (Paris Saint-Germain).
Terzo italiano dopo Sirigu e Thiago Motta che fa parte di una squadra estera (sempre il PSG). Giovanissimo, anche lui come Pirlo inizia da trequartista per poi passare da regista.
Cresciuto nel Pescara debutta in prima squadra in C1, l’anno dopo anche se con poche presenze contribuisce alla promozione in serie B tramite play-off. Nella serie cadetta resta 2 anni, dove al secondo assieme ai compagni Immobile e Insigne è tra i protagonisti per la promozione in massima serie.
In A non debutta perché nell’estate di 2 anni fa passa al PSG con Ancelotti allenatore. Anche lui come Sirigu vince 2 campionati, 1 supercoppa e una coppa di lega francese.
In nazionale viene preconvocato (sebbene militi ancora in serie B) per l’Euro 2012, ma debutta in amichevole solo dopo la competizione continentale.
Non partecipa a nessuna partita di qualificazione mondiale ma solo ad amichevoli. E’ in dubbio fino alla fine, ma complice anche l’infortunio a Montolivo, viene confermato per far parte per la prima volta nella sua carriera ad un mondiale.
Convocazione utile per lui per respirare ulteriormente l’aria delle competizioni internazionali (dopo la champions col PSG) e per crescere all’ombra di Pirlo, magari rubandogli qualche segreto del mestiere.
Convocazione approvata al 70%. 

24 Ranocchia (Inter).
Il difensore centrale interista è stato inserito da Prandelli come riserva.
Cresciuto nelle giovanili di Perugia e Arezzo, Ranocchia debutta coi toscani in serie B agli ordini di Antonio Conte. L’anno successivo con la retrocessione, gioca in C1 da titolare.
Torna in B al Bari sempre con Conte come allenatore e consegue la promozione in serie A. Nella massima serie gioca in coppia con Bonucci.
La sua squadra successiva è il Genoa (già proprietaria del suo cartellino sin dalla prima stagione a Bari) ma vi resta solo 6 mesi, passando poi all’Inter dove resta per 3 stagioni e mezzo, giocando da titolare solo nella scorsa stagione. In nazionale debutta nel 2010, in amichevole, partecipa alle qualificazioni per Euro 2012, viene inserito nei pre-convocati ma non riesce a passare l’ultima selezione.
Riesce a fare un passo in avanti in quest’occasione diventando la riserva per Brasile 2014.
Convocazione approvata al 70%. 

Dopo la lunga sequela riguardo ai 23 convocati +1 passo quindi ai 6 esclusi dalle convocazioni.

Mirante (Parma)
Portiere, sebbene Prandelli aveva inizialmente considerato solo 30 pre-convocati, decide di convocare un quarto portiere che sarà il +1 delle pre-convocazioni.
Mirante alla fine non riesce a superare la concorrenza del più giovane Perin e viene escluso dalla rosa mondiale.
Cresciuto nelle giovanili del Sorrento, passa poi alla primavera della Juventus. Viene mandato prima in prestito in B al Crotone dove gioca titolare, e poi in A dove debutta col Siena. Ritorna alla Juventus come secondo di Buffon in serie B, con 7 presenze.
Non viene riconfermato e passa quindi alla Sampdoria in A, dove fa da secondo portiere a Castellazzi.
Dopo due stagioni passa al Parma dove diventa titolare per ben 5 stagioni.
In nazionale non debutta mai, ma viene convocato una prima volta nel 2010, una seconda nel 2012 e infine per uno stage a marzo 2014; sempre con Prandelli come CT.
Per me si meritava la convocazione come terzo portiere: non troppo vecchio, ma nemmeno troppo giovane, dopo tanti anni di gavetta in serie A.
Convocazione approvata al 100%. 

Maggio (Napoli).
Inizia come esterno destro di centrocampo, passa poi come terzino destro.
Giovanili del Vicenza debutta in A con i veneti e disputa poi due stagioni in B. Passa alla Fiorentina sempre in B dove diventa titolare, una volta promossi in A, perde il posto e dopo un anno e mezzo passa al Treviso per 6 mesi sempre in A. L’anno dopo va alla Sampdoria dove soprattutto al secondo anno diventa uno dei migliori esterni del campionato nel 3-5-2 di Mazzarri.
Passa al Napoli (dove resta per 6 stagioni), prima con Reja e poi con lo stesso Mazzarri.
Nell’ultima stagione con Benitez allenatore, Maggio salta diverse gare di campionato a causa di infortuni, ma resta comunque nel giro della nazionale venendo pre-convocato da Prandelli.
In nazionale Maggio debutta nel 2008, viene convocati ai mondiali 2010 e poi a tutte le successive competizioni comprese le qualificazioni, sempre da titolare e sempre come terzino destro.
Le sue non perfette condizioni fisiche lo escludono dai 23+1 per Brasile 2014.
Esclusione giusta per la sua stagione che a definire opaca è dir poco.
Convocazione approvata al 40%. 

Pasqual (Fiorentina).
Terzino o esterno sinistro di centrocampo, Pasqual si adatta in entrambe le posizioni con buoni esiti risultando sempre un buon assist man grazie ai suoi cross precisi.
Prima dell’arrivo alla Fiorentina, nel quale milita da 9 stagioni e ultimamente anche capitano, Pasqual ha sempre militato nelle serie inferiori (Derthona e Pordenone in D, Treviso e Arezzo in C1 e poi in B con l’Arezzo).
In nazionale non ha mai avuto vita facile: debutta con Lippi nel 2006, non va al mondiale perché aveva Zambrotta e Grosso davanti, per 7 anni non viene convocato fino a quando Prandelli non si ricorda di lui nelle qualificazioni mondiali dell’anno scorso.
Anche in questo caso erano poche le possibilità di giocare chiuso da De Sciglio, Darmian e volendo anche da Chiellini.
Convocazione approvata al 50%. 

Montolivo (Milan).
Interno di centrocampo, ma in grado di coprire anche tutti gli altri ruoli (regista, trequartista).
Debutta con l’Atalanta in B e poi in A, passa poi alla Fiorentina dove resta per 7 stagioni e nelle ultime 2 passa al Milan a parametro zero dove diventa anche capitano della squadra (dopo esserlo già stato a Firenze).
Entra a far parte stabilmente della rosa azzurra a partire dalla Confederations Cup 2009.
Sinceramente come già scritto su facebook a seguito del suo infortunio (frattura alla tibia) che lo ha escluso da un mondiale nel quale la sua presenza sarebbe stata certa al 100%, mi dispiace poco della sua esclusione perché l’ho sempre visto come un giocatore a metà, un po’ come per Cassano quindi.
Un diamante grezzo che sarebbe dovuto esplodere negli anni a seguire, ma che non è mai riuscito a mantenere le attese, almeno le mie.
Buon giocatore per carità, ma la sua continua presenza tra i convocati e tra i titolari in nazionale la adduco solo al fatto che Prandelli lo ha allenato per anni nella Fiorentina; ho sempre ritenuto altri calciatori ben più meritevoli di lui come tecnica ad esempio il collega di nazionale Aquilani, per fare un esempio pratico.
Convocazione approvata all’80%.

Romulo (Verona).
Dopo Paletta sarebbe stato il secondo nuovo oriundo di questa nazionale.
Brasiliano impiegato come terzino destro o esterno alto di centrocampo, ultimamente è stato schierato con profitto anche come interno di centrocampo.
Dopo diverse stagioni in Brasile dove ha cambiato squadra ogni anno (l’ultima prima di trasferirsi in Italia era stata l’Atletico Paranaense in prestito dal Cruzeiro), Romulo passa alla Fiorentina tre stagioni fa. A Firenze resta due anni mettendo assieme tra campionato e coppa italia 32 presenze e 2 reti totali.
Nella scorsa estate passa al Verona in prestito dove si distingue come uno dei migliori centrocampisti del campionato con 6 reti e diversi assist ai compagni.
Non ha mai giocato in nessuna rappresentativa nazionale brasiliana, e grazie ai suoi trisavoli veneti prende il passaporto italiano e la doppia nazionalità.
Viene convocato per un breve stage ad aprile da Prandelli ed entra a far parte prima dei 30 pre-convocati e poi dei 23 convocati per il mondiale 2014.
Romulo però dichiara ai media di aver rifiutato l’opportunità perché essendo solo al 70% (sua opinione personale) come condizione fisica gli è sembrato brutto accettare la convocazione a fronte di qualche altro compagno che rispetto a lui era invece al 100% della condizione.
Difatti nelle ultime giornate di campionato Romulo aveva fatto diverse assenze appunto per un infortunio.
Se fosse stato integro, per me si meritava appieno il posto in rosa.
Convocazione approvata all’90%.

Destro (Roma).
Attaccante che può giocare in tutti i ruoli del reparto.
Giovanili di Ascoli prima e poi Inter con quest’ultima vince un torneo di Viareggio. Nel 2010 avviene il debutto tra i grandi col Genoa (2 reti), ma è al Siena sempre in A, unica categoria in cui ha militato finora Destro, che si mette in luce guadagnandosi il trasferimento in una grande, ovvero la Roma, grazie a 12 reti.
Nel primo anno sigla la metà delle reti messe a segno col Siena, ma nel secondo anno, dopo essere tornato da un brutto infortunio in sole 20 presenze segna 13 reti migliorando il proprio score personale nella massima serie.
In nazionale partecipa alle qualificazioni mondiali di due anni fa, partecipa all’amichevole contro la Spagna di marzo 2014, e viene inserito nei pre-convocati.
Alla fine ne viene escluso e si vocifera di una proposta fattagli da Prandelli come prima riserva al posto di un acciacato Rossi (sempre secondo il CT); Destro poi avrebbe rifiutato escludendo di fatto anche Rossi tra i 23, e inserendo poi al posto di entrambi Insigne che nella graduatoria del CT era all’ultimo posto degli attaccanti.
Convocazione approvata al 90%. 

Rossi (Fiorentina).
Ed eccoci infine al grande escluso di queste convocazioni mondiali.
Giuseppe Rossi detto Pepito, gioca preferibilmente come seconda punta, ma può giostrare anche come esterno d’attacco o come unico termine offensivo centrale (come accaduto ultimamente alla Fiorentina).
Nato e cresciuto in America, nel New Jersey, Rossi a 12 anni si trasferisce a Parma dove inizia con le giovanili. Passa quasi subito al Manchester United a 17 anni, e a 18 debutta in Premier League con un gol. Successivamente viene mandato in prestito prima al Newcastle e poi al Parma dove in 6 mesi mette assieme 19 presenze e 9 reti.
Torna poi a Manchester che lo cede in Spagna al Villarreal dove resta per 5 stagioni con un ottimo bottino di reti (54 in campionato, 7 in coppa del re, 21 tra Champions ed Europa League). Sul finire dell’ultima stagione nella Liga, Rossi si infortuna, il Villarreal retrocede, e a gennaio del 2013 passa infortunato alla Fiorentina che lo acquista a titolo definitivo.
Con la maglia viola riesce a debuttare nell’ultima di campionato e va in gol alla prima giornata dell’attuale campionato.
Ben presto Pepito Rossi diventa capocannoniere del campionato con 14 reti in 18 partite, ma a gennaio a seguito di un bruttissimo fallo di Rinaudo, difensore del Livorno, Rossi si infortuna di nuovo al ginocchio, temendo quindi di perdere il mondiale.
Dopo 4 mesi torna a giocare prima in finale di Coppa Italia contro il Napoli (suo debutto assoluto in questa competizione), e poi in campionato contro il Sassuolo, andando subito in gol. Rossi gioca poi anche le ultime due partite mettendo a segno un’altra rete.
Alla fine conclude la stagione in serie A con 21 presenze in campionato e 16 reti.
In nazionale Pepito Rossi ha partecipato con ottimo esito alla Confederations Cup del 2009 (doppietta contro gli USA alla prima partita), e alle qualificazioni mondiali per Sudafrica 2010, ma alla fine Lippi lo escluse dalla rosa finale.
Partecipa poi alle qualificazioni per Euro 2012, ma non vi riesce a partecipare per via dell’infortunio al ginocchio quando era al Villarreal. Gioca una sola partita per le qualificazioni mondiali del 2014, e dopo essere riuscito a rimettersi in sesto nel finale di stagione viene incluso nei 30 pre-convocati.

Tenendo conto del gioco delle parti su descritto nella parte relativa a Destro, voglio invece considerare le differenze sostanziali in termini di rapporto presenze reti tra Insigne (inserito nei 23 ufficiali) e Rossi, escluso dai 23:
– Insigne 37 presenze e 3 reti in campionato;
– Rossi 21 presenze e 16 reti in campionato.

Non bastano? Allora consideriamo anche le altre competizioni:
– Insigne 5 presenze e 3 reti in Coppa Italia, 6 presenze e 2 reti in Champions League, 4 presenze e 1 rete in Europa League; totale comprese quelle in campionato: 51 presenze e 9 reti.
Rossi 1 presenza in Coppa Italia, 2 presenze e 1 rete in Europa League; totale comprese quelle in campionato: 25 presenze e 17 reti.

C’è ancora da chiedersi perché Insigne no e Rossi sì?
Convocazione approvata al 100%!!! 

Piccola curiosità finale: nello stage avvenuto dal 10 al 12 marzo nel centro sportivo dell’Acqua Acetosa a Roma, agli ordini di mister Prandelli, erano stati convocati questi giocatori tra serie A e serie B:

Portieri: Bardi (Livorno), Leali (Spezia), Mirante (Parma), Perin (Genoa), Scuffet (Udinese);
Difensori: Biraghi (Catania), Brivio (Atalanta), Camporese (Cesena), Ceccherini (Livorno), Darmian (Torino), De Silvestri (Sampdoria), Murru (Cagliari), Romagnoli (Roma), Rugani (Empoli);
Centrocampisti: Baselli (Atalanta), Bellomo (Spezia), Benassi (Livorno), Bernardeschi (Crotone), Bertolacci (Genoa), Bonaventura (Atalanta), Dezi (Crotone), Gagliardini (Cesena), Marrone (Sassuolo), Soriano (Sampdoria), Viviani (Latina);
Attaccanti: Cerri (Parma), Comi (Virtus Lanciano), Gabbiadini (Sampdoria), Paloschi (Chievo Verona), Sau (Cagliari), Zaza (Sassuolo).

Alla fine chi è riuscito ad andare ai mondiali?
Solo il portiere Perin e il difensore Darmian, con Mirante che ha fatto da +1 ai 30 preconvocati.

Fantacacchio, cronaca di un fantacalcista (s)fortunato.

Era da un po’ che non mi capitava di parlare di Fantacalcio qui sul blog, ma ora che è finito questo fantacampionato, vorrei dire brevemente la mia su una situazione spiacevole che mi è capitata, ma prima vorrei fare un excursus storico sulla mia storia col fantacalcio.

Mi appassionai a questo gioco nel lontano 1996-97, avevo 13 anni, eravamo poche persone e sebbene io conservi quasi tutto, non riesco a trovare o a ricordarmi cosa feci quell’anno. Mi pare fossimo solo in 4 a giocare all’inizio, poi coinvolgemmo altre persone.
Negli anni successivi pure giocai, ma non sempre consecutivamente.
Una volta mi ricordo di aver avuto in attacco (sarà stato in secondo o terzo superiore) Batistuta, Del Piero, Trezeguet, Bierhoff, Hubner e Ferrante (fantacalcio 2001-2002), ma eravamo sempre in pochi a giocare.

Un fantacalcio a cui sono molto legato fu quello svoltosi nel 2003-04, giocato con gli amici dell’allora Bar Capriccio. Quando c’erano i posticipi serali della domenica, ci incontravamo tutti lì, prenotavamo due tre tavolini e insieme seguivamo la partita, esaltandoci per un cross, deludendoci per un’ammonizione presa, o per un palo colpito. A seconda di ogni azione che faceva un nostro giocatore, il voto sul giornale, secondo noi, aumentava o diminuiva; e così facendo potevamo ipotizzare a grandi linee se avevamo vinto o perso quella giornata di fantacalcio.
Eravamo a 8 a giocare, io e Matteo Monero eravamo stati i fautori del fantacampionato, e ci eleggemmo a presidenti di Lega (all’epoca mi pare fossero Moggi e Galliani, perché è così che venivamo soprannominati dagli altri partecipanti)
Ricordo con piacere i nomi fantasiosi dati alle squadre; lo scambiarsi le formazioni per telefono a voce, oppure per sms, a volte se si frequentava la stessa classe o scuola, le formazioni arrivavano su fogliettini volanti, e io come presidente della fantalega dovevo raccogliere le formazioni di tutti per fare i calcoli e stilare la classifica di giornata.
Quel fantacalcio ricordo di averlo vinto grazie ad una signora formazione (fantacalcio 2003-04), schierata con un 3-4-3 con difensori goleador, buoni portieri, centrocampisti tiratori di punizioni e rigori e due tre bomber di sicuro affidamento. I colpi maggiori furono principalmente due: Amantino Mancini della Roma che all’epoca era schierato tra i difensori (preso a 1 miliardo), e Alberto Gilardino del Parma che presi a soli 3 miliardi.
Fino al mese di gennaio Gilardino era solo la riserva di Adriano, poi il brasiliano passò all’Inter e Gilardino in soli 6 mesi si scatenò mettendo a segno qualcosa come 20 reti.

Vinto quel fantacalcio, ripresi a giocarci dopo qualche anno, stagione 2005-06, ma sebbene fossi primo a gennaio con largo distacco sulle altre squadre, per dei casini vari organizzati dagli altri partecipanti, decisi di lasciare il campionato e di farmi ridare indietro la mia quota di partecipazione.
Nel 2007-08 ripresi a giocare con gli amici con cui uscivo all’epoca: Spaik, Renosteiger, Tokombo, Gianluca Orange Plonster, Nic Sboron. Mi pare fossimo solo in 6 allora. Comunque quel fantacalcio fu diviso in due sessioni, una la vinsi e nell’altra arrivai secondo, sempre se non ricordo male.

Per diversi anni, fino al 2011-12 non giocai più a fantacalcio. Quella stagione, con il contemporaneo avvento di Antonio Conte sulla panchina della Juventus, ripresi a giocare, non solo con gli amici della comitiva con cui uscivo, ma persino con dei ragazzi su Hattrick, facenti parte della federazione della Juventus.
Vinsi entrambi i fantacampionati, e con quello degli amici accumulai soldi (assieme a quelli dati dai regali di laurea), per togliermi un paio di sfizi: andare a Torino a vedere Juventus-Atalanta, l’ultima partita di Del Piero con la Juventus e festa scudetto, e un paio di settimane più tardi, mi feci un weekend (da giovedì a sabato) a Madrid, grazie alla vincita dell’altro fantacalcio, quello su Hattrick, nel quale c’era in palio un soggiorno gratuito in un appartamentino nel centro di Madrid. Pagai quindi solo le spese di viaggio, andai a trovare l’amico Domenico Rosso, compagno di università ormai trasferitosi da anni lì, e feci un po’ il turista solitario (partì da solo).

Quest’anno, dopo un anno di pausa, ho ripreso a fare il fantacalcio, coinvolgendo degli amici con cui spesso vado a giocare a calcetto, e un altro paio di vecchi amici con cui avevo ripreso contatti nell’ultimo anno.
E’ storia di oggi che domenica scorsa ho vinto il campionato con tre punti sul secondo in classifica, e contemporaneamente, due domeniche fa, ho vinto anche la Champions League (ovvero la nostra fantacoppa), aggiudicandomi quindi due premi su quattro a disposizioni: campionato a scontri diretti e champions league, gli altri due erano classifica generale e europa league (ma solo per quelli eliminati dalla champions), quindi in definitiva due premi su tre competizioni disputate.

Apriti cielo! Già in passato mi sono attirato ire o antipatie di manager fantacalcistici sulla base di aver più culo degli altri, ma quest’anno è successo veramente l’incredibile!
Prosegue tutto bene fino a un paio di giorni fa, quando ho scritto nel nostro gruppo segreto su facebook i verdetti delle competizioni e le cronache dell’ultima giornata.
L’ultimo in classifica caccia fuori la storia che ho imbrogliato, perché in quanto amministratore della lega su fantagazzetta, ho salvato la formazione in 4 occasioni (alla 4a giornata, alla 12a, alla 26a e alla 30a del nostro campionato) come amministratore.
In 3 di queste 4 volte, la formazione salvata è stata comunque inserita prima dell’inizio della prima partita della giornata (ovvero l’anticipo del sabato delle 18), in un caso, alla 26a giornata, ho salvato la formazione 4 minuti dopo l’inizio della prima partita disputata.

Proprio perché è tutto automatizzato e visibile, pensavo fosse una pignoleria far presente che non essendo riuscito a salvare la formazione per tutte le competizioni sullo smartphone, ho poi provveduto a farlo una volta tornato a casa; cancellando quindi il precedente salvataggio, e mettendo quello successivo, sempre di pochi minuti.
Purtroppo questa spiegazione di un errore fatto in buonafede, non è servita, e addirittura due partecipanti pretendono penalizzazioni di punti nei miei confronti. Persino il secondo in classifica ha paragonato la cosa come a togliere un campionato ad una squadra di serie A, perché in 4 partite ha battuto un fallo laterale qualche metro più avanti.

Vi basti sapere che io che ho sempre fatto di onestà, sincerità e chiarezza i miei valori fondamentali per vivere la mia vita, essere tacciato di aver imbrogliato, di aver aggirato le regole, per me equivale ad una grossa offesa!
Uno fa tanto per comportarsi da persona retta e poi viene a sentire di queste cose?
Talmente che ero adirato, ho preferito non continuare la conversazione su facebook, mi son vestito, ho preso la macchina, e me ne sono andato da solo a cinema a vedere The Amazing Spiderman 2 – Il potere di Electro. Ho persino spento per tre ore il cellulare perché non volevo essere minimamente disturbato, non pensare più alla brutta faccenda, e cercare di rilassarmi un po’.

Ora non so come andrà a finire, e pensare che mi ero pure ripromesso di elargire 50 euro del premio del fantacalcio per offrire una pizza e birra a tutti i partecipanti, così come feci due anni prima (anche se all’epoca pagai solo all’ultimo in classifica).

 

Una domenica da incorniciare tra calcio e altro!

Ma anche una giornata da incorniciare, se vogliamo allargare ancor di più il campo.
Cosa è mai accaduto al nostro Kame il Konte (o kameilkane che dir si voglia…) nella giornata di ieri?
Beh, iniziamo col dire che le mie due squadre calcistiche del cuore, Benevento prima e Juventus poi, hanno entrambe vinto (e la cosa capita di rado, questo a causa più del Benevento sfortunato, che non della Juventus che sono tre anni che vince lo scudetto); continuiamo poi col dire che entrambe affrontavano partite difficili, ed entrambe in trasferta: il Benevento a Catanzaro per i quarti di finale di play-off (sola andata in casa della meglio classificata, in caso di pareggio al 90′, supplementari e poi rigori), mentre la Juventus a Roma, contro la seconda in classifica, ormai già fuori dai giochi la settimana prima, ma che voleva comunque vincere per l’onore, e per dimostrare che la Juventus non è poi tanto superiore ai giallorossi romani, e che non ci sono tutti quei punti di differenza in classifica (11 prima del fischio di inizio).

Come son finite?
Catanzaro – Benevento 1-2: vantaggio di Melara, pareggio dell’ex Germinale su papera del nostro portiere Baiocco, e gol del difensore centrale Padella, su assist dello stesso Melara, esterno destro di centrocampo.

Roma – Juventus 0-1: gol al 94′ ultimissimo minuto di recupero, del neo entrato Osvaldo, tra l’altro ex romanista lasciatosi male con l’ambiente capitolino.

Bellissima la bolgia creatasi per il Benevento al Morgana Music Club, locale del centro di Benevento del quale ormai sono affezionato avventore. Mai avevo visto così tanta gente per una partita, ho dovuto farmi spazio a fatica per trovare uno sgabellino libero dove sedermi (tra l’altro vicino all’attuale ragazzo della mia “ex” Lei).
Un caldo micidiale assillava all’interno del locale tutti noi tifosi, tant’è che hanno dovuto accendere il condizionatore per fare un po’ aria. Io poi ero addirittura a maniche corte, senza nient’altro sotto la maglietta.
Al secondo gol del Benevento, mancava poco meno di un quarto d’ora alla fine della partita, e partivano tipo stadio i cori inneggianti ai nostri beniamini, gli stregoni giallorossi.
Bellissimo! Tutti uniti sotto la bandiera del Benevento, e tutti insieme a tifare assieme a gente sconosciuta e a scambiarsi opinioni come se ci si conoscesse da tempo.
Dato il caldo poi, all’intervallo non ho potuto prendermi il mio consueto thé domenicale, e ho quindi optato per una più dissetante bottiglietta d’acqua frizzante.

Conclusasi la partita del Benevento, ho salutato giusto un paio di amici lì fuori al Morgana, e mi son subito diretto verso casa, per vedere dalla metà del primo tempo, Roma – Juventus, fortunatamente ancora ferma sullo 0-0.
La giornata fantacalcistica stava andando male, ma nutrivo ancora qualche speranza di non farmi recuperare dal secondo in classifica, perché Cassano gli aveva sbagliato un rigore, e in compenso non gli aveva segnato nessun giocatore.
Io la mia partita la stavo già perdendo, ma speravo ancora in un ribaltamento di fronte grazie ai miei Totti, Pirlo, Chiellini, Asamoah e Llorente.
Purtroppo non è andata così, ma non mi è andata nemmeno male più del solito, permettendomi così di aggiudicarmi la vittoria nel fantacalcio.

La sera poi con gli amici Cienzo, Marti e Nunu, sono andato al cinema a vedere “Diario di un maniaco perbene” film italiano con protagonista Giorgio Pasotti.
E’ sempre difficile queste persone a convincerle a venire con me a cinema, ma grazie alla Festa del Cinema, con biglietti a soli 3 euro, ci son riuscito. Filmetto caruccio, da 6,5-7; poi siamo rientrati in città (eravamo al Torrevillage multiplex, a Torrecuso) e ci siamo andati a prendere una birretta in centro. Dove? Ma che domanda! Al Morgana!

Lì poi mi è arrivato un messaggio su whatsapp della mia “scimmietta pollastrella” che mi diceva che mi avrebbe raggiunto a breve assieme all’amica e al ragazzo di quest’ultima.
La “scimmietta” era andata al Tufo Jazz Festival, e si era fatta riaccompagnare dagli amici di origine avellinese per mostrarle alcune cose del centro di Benevento.
Arrivati quindi al Morgana, ho salutato la combriccola precedente e mi sono unito alla nuova. Un’oretta e mezza assieme, e poi li ho salutati alla macchina, e io me ne son tornato a casa sentendo musica con lo smartphone.
Giunto finalmente a casa, dopo una lunga giornata molto soddisfacente, ho dato la buonanotte alla “pollastrella” su whatsapp, e poi mi son goduto su facebook tutti i link e i commenti inerenti a Benevento e Juventus.
Ho fatto tardi, tre-tre e mezza, ma ne è valsa pienamente la pena. 😀

Scusi sa l’ora? Llorente rapinato! Anzi no! E’ una bufala!

Quella di cui mi ritrovo a parlare è una vera e propria manipolazione dell’informazione per gettare veleno sulla Juventus e su Torino.
Perché ne sto parlando? Beh, forse perché riguarda la Juventus, la squadra di cui sono tifoso, e perché l’anno scorso mi laureai con 110 e lode con una tesi sulla “Manipolazione dell’informazione nel sistema dei media italiani”. Quisquilie, pinzillacchere.

Nell’ambito della rivalità calcistica tra Juventus e Napoli (avvertita però maggiormente o forse solamente dai tifosi di fede azzurra), nella giornata di ieri è rimbalzata nel web la notizia che in mattinata l’attaccante spagnolo della Juventus, Fernando Llorente, fosse rimasto vittima di una rapina nella zona di Torino sud: bottino della rapina da parte di due malviventi su uno scooter, era un Rolex, l’orologio d’oro da 20.000 euro portato al polso dal calciatore.

A dare la notizia era stato il sito torinonotizieweb.com.

Tutto questo però era apparso su un sito a chiare tinte partenopee: napolinetwork.it, perché c’è questa certezza?
Semplice, il suddetto sito di torino non esiste!
Un altro indizio sull’infondatezza della notizia?
A quell’ora in cui si sarebbe svolta la rapina, Llorente era impegnato a Vinovo per l’allenamento mattutino con la squadra.

Perché è “nata” questa notizia?

In passato erano stare rese note le rapine effettuate a calciatori del Napoli (Hamsik, Behrami i primi che mi vengono a mente) e naturalmente le prime reazioni e i primi commenti nel web erano: succede solo a Napoli, i criminali sono solo lì, ed altre “amenità” simili.
Ok, le rapine avvengono ovunque, e non solo ai calciatori del Napoli, ma anche ai calciatori di altre squadre di serie A, però si dà loro risalto solo quando queste avvengono a Napoli.

Ora, non potendo controbattere sportivamente e fisicamente parlando (la Juventus ha vinto 3-0 il primo scontro diretto a Torino, e da quella giornata il Napoli ha accumulato intanto 8 punti di svantaggio rispetto alla Juventus) qualche tifoso azzurro ha ben pensato di rivalersi sugli odiati avversari bianconeri, facendo “rimbalzare” tramite link, tweet, eccetera questa falsa notizia della rapina a Llorente.

Perché il principale scopo era far capire: “non è solo Napoli la città di delinquenti che rubano oggetti di valore ai propri beniamini calcistici! Questo succede anche a Torino, sede della Juventus!

Quello che dico io a quei tifosi napoletani che hanno architettato questa bufala mal orchestrata: la prossima volta impegnatevi di più se volete far passare per vera una bugia simile.
Il bello è che non potete manco farla passare per uno scherzo, visto che: Halloween è passato da due mesi; Carnevale è tra altri due mesi, e il 1 aprile è ancora lontano.

P.S.: Sempre Forza Napoli, eh!
P.P.S.: o è una bufala anche questa qui sopra? 😀

Un weekend calcistico coi fiocchi!

Come capita spesso al maschio italico, anche io non mi sottraggo alla pratica di essere un tifoso di una squadra di calcio. Chi mi conosce e mi segue su questo blog, sa benissimo anche per chi tifo: Benevento, la squadra della mia città che milita in Lega Pro 1a divisione (la vecchia C1), e la Juventus.

Dicevo, come molti, risulterò banale, e quando le cose principali non vanno bene nella tua vita (lavoro e vita sentimentale), allora per non cadere nell’angoscia e nella repressione, l’italiano medio si rifugia nella passione per eccellenza: il calcio, o ancor più specificatamente il tifo calcistico.
Quante volte è capitato nella nostra vita di ricevere delusioni a destra e a manca, e magari ad addolcirle ha provveduto una vittoria della nostra squadra preferita?
Chissà a quante persone è capitato nel 2006 di affrontare il proprio “annus horribilis” ma consolarsi in parte grazie alle gioie della vittoria dell’Italia alla Coppa del mondo di calcio?
(Non vi parlo del mio “annus horribilis” che è trascorso e che piano piano si sta pure prolungando per diventare un biennale, ma lasciamo stare per ora…)

Bene, in questa ottica, a fronte di un weekend nè più nè meno riguardo a soddisfazioni sociali (senza infamia e senza lode), è stato proprio il calcio a risollevarmi e a dare un giudizio più che positivo al fine settimana appena trascorso.
A che mi riferisco?
Andiamo con ordine.

1) Vittoria della mia squadra su Hattrick (gioco manageriale online) a cui sono iscritto dal lontano settembre 2006. Vittoria che mi ha permesso di salvarmi in VI serie con ben due giornate d’anticipo. Lessolandia – Kame Team FC 2-5.

2) Ritorno alla vittoria del Benevento dopo quasi due mesi dall’ultima, sempre in casa: Benevento-Nocerina 1-0. Da allora i giallorossi hanno realizzato cinque pareggi e una sconfitta, risultati equivalenti a 5 punti su 18 a disposizione. La squadra si era fatta superare e raggiungere dal resto delle squadre che le erano subito dietro, ma ciononostante, grazie al solito campionato mediocre livellato verso il basso, il Benevento dista solo 6 punti dalla vetta.
Ok, si giocava contro la terzultima in classifica, ma una vittoria è una vittoria, ed era necessaria per il morale di tutto l’ambiente giallorosso.
Benevento-Barletta 4-2. 

3) Quinta vittoria consecutiva della Juventus! Dopo la sconfitta di Firenze per 4-2 (arrivata in soli 20 minuti, a seguito dell’iniziale vantaggio bianconero di 2-0) la Juventus si è ampiamente ripresa nelle giornate successive, mettendo a segno 12 reti e non subendone nessuna. I 15 punti hanno permesso quindi alla squadra bianconera di arrivare prima in classifica con 34 punti (record di Antonio Conte) e di superare di 1 punto la Roma (che nel posticipo di ieri sera ha pareggiato 0-0 col Cagliari) e di ben 6 il Napoli (che due giornate fa era al pari della Juve, ma dopo la sconfitta per 3-0, ha perso di nuovo nell’anticipo del sabato, per 1-0 col Parma, in casa propria).
Ah, la Juve ha vinto 2-0 a Livorno con gol di Llorente e Tevez, ed il primo ce l’ho pure al fantacalcio.

4) Infine la vittoria della “Caramba che Newppy!” (più brevemente “Newppy”) nel campionato di fantacalcio che sto facendo con alcuni amici.
Squadra di Pellerin – Caramba che Newppy 0-3.
Newppy fantacalcio
In questo caso l’amico che ha avuto la peggio, è il simpatico Tony Doolittle, a.k.a. Antonio u Mast! All’andata vinse lui per 3-1, subissandomi di sfottò e chiamate a riguardo, a questo giro, alla vigilia, gli dissi: “Un po’ per uno non fa male a nessuno, questa volta vincerò io” e così è stato. Un secco 3-0 in trasferta che in un turno di coppa mi farebbe passare come squadra qualificata sulla base del totale dei gol segnati. 😀

Juventus-Lazio 4-0 e ora lasciatemi sfogare!

Ieri si è giocata la finale di Supercoppa Italiana tra la Juventus, vincitrice dello scudetto 2012-13, e la Lazio, vincitrice della Coppa Italia TIM 2012-13.
Perché ne parlo?
Semplice, per sfogarmi! Come d’altronde sono solito fare su queste pagine (che diamine, è il mio blog, permettete, no?).
Per la cronaca la Juventus ha vinto ben 4-0 sulla Lazio; squadra capitolina mai in partita se è per questo, visto che la squadra torinese l’ha surclassato in lungo e in largo (ci sono le statistiche a confermarlo, quindi niente polemiche, grazie).
E allora cosa ci sarebbe da scrivere in proposito?
Ve lo dico subito!
Sappiate che da diverso tempo a questa parte, sono dell’idea che non conviene mai parlare prima di una partita, proclamandosi vincitori, o facendo assurdi pronostici con sicurezza tendente al 100%! No, io resto sempre sul vago, e d’altronde nei giorni precedenti questa sfida non mi sono mai pronunciato.

Beh, in parole povere sono per la scuola “non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso”. Cosa che invece molti tifosi (e molti colleghi della carta stampata) non sono proprio avvezzi a fare.
In questo precampionato, la Juventus ha disputato poche gare amichevoli: vittoria contro la selezione valdostana; una vittoria ai rigori sul Sassuolo e una sconfitta ai rigori col Milan nel trofeo TIM (partite di 45′); e infine nella famigerata tournée americana: sconfitta ai rigori con l’Everton, sconfitta col Galaxy, e sconfitta ai rigori con l’Inter. Risultati che hanno portato la Juventus ad occupare l’ultimo posto nel torneo International Guinness Champions Cup.
A nulla è servita la vittoria contro la squadra primavera nel classico test di fine estate a Villar Perosa, per buona e larga parte della carta stampata, non ché dei tifosi italiani (ma diciamo antijuventini così non sbagliamo di certo), la Juventus targata 2013-14 non era tutta ‘sta gran cosa; non era più la miracolosa squadra di due anni fa, e il carrarmato della scorsa stagione.
La Juventus era diventata (nonostante i soli tre innesti di Ogbonna, Llorente e Tevez di cui solo l’ultimo titolare, e la sola cessione pesante di Giaccherini) una squadra che non poteva competere con gli altri “squadroni” allestiti in estate dalle rivali, prima fra tutte il Napoli che seppur privo di Cavani, ha sopperito benissimo col nuovo idolo del tifo partenopeo Higuain, migliorando inoltre la propria rosa con molti altri innesti.
Addirittura anche la Fiorentina, con l’acquisto dell’attaccante Mario Gomez, agli occhi dell’opinione pubblica, era arrivata a pareggiare la forza dei campioni in carica bianconeri.
E per forza di cose, anche le altre squadre a seguito (Milan, Inter, Roma e Lazio) potevano iniziare a fare sogni di gloria dopo aver visto per ben due anni consecutivi la Vecchia Signora raccogliere risultati positivi a iosa.

Ma mi sto dilungando, e quindi voglio tornare a parlare della Supercoppa di ieri.
Sin da prima della sua disputa, e prima del precampionato bianconero, non ho visto altro che fare di tutto per impedire che la Juventus potesse fare il bis in questa manifestazione!
Innanzitutto dovete sapere che per regolamento, in Supercoppa si gioca in casa della vincitrice dello scudetto (lasciando perdere le occasioni in cui si è giocato all’estero, tipo Pechino l’anno scorso).
La Lazio, nella persona del proprio presidente Lotito, non voleva assolutamente che si giocasse allo Juventus Stadium: “Giochiamo a Pechino!” Ma i vertici societari bianconeri non erano d’accordo, c’era già in programma la tournée negli USA, e non potevano sballare tutta la preparazione estiva.
Giochiamo a Toronto il 10 agosto!” ha tuonato allora Lotito, non sapendo che sarebbe stata due giorni dopo la fine della tournée americana bianconera;  “Mi hanno fatto perdere i soldi della tournée in Colombia, quelli di Pechino e ora quelli di Toronto, ma che pensano alla Juve? Di essere la Lega e di comandare loro?”
Allora Lotito, per venire incontro alle “esigenze” della Juve ha proposto: “Giochiamo a Roma! E visto che non volendo giocare a Pechino, ho perso il grande incasso e ritorno economico da parte dei tifosi cinesi, voglio per me la maggior parte dei ricavi della partita!
Questo il succo del presidente laziale (e non le sue testuali parole).

Cioè, scusa… non ho capito… Questo non solo vuole decidere dove si gioca, ma vuole pure gli incassi? Difatti in tutto questo la Juve perde 600.000 euro, ricavato della biglietteria.
Il bello è che poi, a domanda precisa, Lotito ha risposto: “Ah, ma non si gioca nello stadio della Lazio, l’Olimpico è la sede designata della nazionale italiana, è solo un caso che anche Lazio e Roma vi giochino le partite di campionato, anzi così come è per la Coppa Italia, spero che Roma diventi la sede fissa anche della Supercoppa”.
Continuo a non capire, ma questo qui ci vuole prendere per fessi?
Aggiungiamo inoltre che dopo tutto questo, era difficile trovare qualcuno che perorasse le ragioni juventine a scapito di quelle laziali, anzi, stampa e opinione pubblica (nonché tifosi avversari tutti, non solo laziali) davano ragione a Lotito, trincerandosi dietro gli ipotetici capricci di una società come quella bianconera, alla quale non stava mai bene niente.
Una squadra che dopo quel fallimentare precampionato, in molti speravano uscisse perdente dal confronto con la Lazio in Supercoppa.
Ma non è finita qui! Le polemiche sono continuate riguardo la sede degli allenamenti alla vigilia della partita: la Juventus doveva allenarsi ai campi della Borghesiana, ma arrivati lì, Conte e il suo staff hanno trovato inadatto il luogo dell’allenamento, ritirandosi in hotel e pensando addirittura di tornare a Torino; per poi virare dapprima ai campi della Marina militare a Tor di Quinto, e poi a Trigoria, campo d’allenamento della Roma che era però impegnata a Terni per un’amichevole.
Ora non so se i campi della Borghesiana erano stati concessi dalla Lega, o dalla Lazio stessa, fatto sta che anche andando a Trigoria, ci sono stati molti tifosi romanisti che alle radio e sui social network hanno tuonato contro questa concessione da parte della società giallorossa ai “rivali” storici bianconeri.

In pratica tutto e tutti contro la Juventus; il terreno era ben preparato per una sconfitta bianconera osannata da mezza Italia.
Conte in conferenza stampa già dopo la tournée americana aveva risposto alle domande polemiche dei giornalisti: “Quando il presidente Agnelli mi dirà di vincere la Guinness Cup, svolgeremo la preparazione estiva per vincerla, per ora ci alleniamo per la Supercoppa, per il Campionato e per la Champions.
E alla vigilia della partita Conte ha rincarato la dose: “Ci giochiamo un trofeo importante, sia che lo vinca la Juventus, sia che lo vinca la Lazio. Non vorrei che se dovesse vincerlo la Juve è ordinaria amministrazione, se dovesse vincerlo la Lazio diventa una cosa straordinaria. E’ un trofeo importante, lo abbiamo vinto l’anno scorso e vorremmo rivincerlo. Mi auguro che sia dato il giusto valore sia in caso di vittoria della Juve, sia in caso di vittoria della Lazio”
Infine ancora l’allenatore bianconero: “Io penso che non ci sia una favorita. L’unica cosa è che la coppa vada alla squadra che ha meritato di più sul campo e non a una squadra fortunata. Mi auguro solo questo”.

Difatti nella scorsa stagione, in quattro confronti tra campionato e coppa, la Juventus riuscì a vincere solo una volta, in campionato, mentre le altre tre volte ci furono due pareggi e una sconfitta (in coppa), sebbene abbia stradominato in tutti i match, trovandosi sulla strada un superlativo e miracoloso Marchetti, vero e proprio paratutto.
A questo proposito, fioccavano sondaggi sia in rete che in tv, su chi fosse il più forte e chi meritasse di più il posto da titolare in Nazionale tra il capitano Buffon e il suo vice Marchetti.
Inutile dire che da ogni dove arrivavano commenti positivi per Marchetti e commenti negativi per Buffon, un portiere che tanto era titolare della nazionale solo perchè facente parte della Juventus, e non perché meritasse veramente…
Beh, ieri alla fine dei 90′ Marchetti non ha potuto nulla davanti allo strapotere della Juventus che a inizio ripresa ha rifilato tre colpi da KO alla Lazio, mentre dall’altra parte Buffon spegneva le velleità offensive di Klose che sul risultato di 4-0 stava tentando la via della rete della bandiera, mettendo così fine alla “maledizione” che lo accompagna da quando affronta i colori bianconeri.
E sì, perché ad infiammare la sfida di Supercoppa c’era anche quest’altra cosa: da quando Klose gioca a pallone, contro la Juve non ha mai segnato (né con la maglia del Werder Brema, né con quella del Bayern Monaco, tantomeno con quella della Lazio). Solo una volta segnò a Buffon, ma si trattava di un’amichevole tra nazionali nel marzo 2011.
Tifosi e giornalisti contavano anche su questo, ma alla fine le loro speranze sono state nuovamente disattese.

In definitiva: stampa e tifosi avversari che parlavano sempre prima della sconfitta della Juventus (o della speranza che potesse perdere), mentre Buffon, Conte e tutti gli altri tesserati della Juventus, mantenevano il loro aplomb in merito, lasciando al campo (come sempre) l’ardua sentenza.

Campo che come ampiamente dimostrato ieri, ha detto solo una cosa: la Juventus c’è ancora, è sempre contro tutto e tutti, e resta ancora una volta la squadra da battere in Italia. Pensate poi che dopo il 4-0, i giocatori bianconeri si sono addirittura fermati! Per me invece dovevano insistere alla ricerca di altre segnature…
E infine l’arbitro della contesa, il signor Rocchi che non ha dato il recupero nella ripresa, anzi ha finito il prima possibile per evidente inferiorità della squadra laziale!
Sull’arbitraggio solo tre cose:
1) sbagliata la decisione di non ammonire per la seconda volta Hernanes per i fallacci commessi a metà primo tempo, sì, magari la partita sarebbe risultata falsata, ma alla fine le cose sono andate comunque male alla Lazio;
2) assurda l’ammonizione comminata a Barzagli che aveva un braccio attaccato al corpo;
3) non dato un rigore a fine partita alla Juventus, fischiando addirittura prima la fine delle ostilità (89 minuti e 56 secondi!).

Ulteriore chicca: ieri sul 4-0 i tifosi laziali lanciavano buu razzisti nei confronti di Pogba, Asamoah e Ogbonna. In questo caso lo speaker dello stadio dovrebbe diramare il comunicato di sospensione della partita, comunicato che però è arrivato molti minuti dopo, l’arbitro Rocchi ha poi fatto finta di niente, visto che nessuno dei colored bianconeri ha accennato a qualche protesta, e se l’avesse sospesa, la Lazio sarebbe andata sicuramente alla squalifica del campo, mentre invece così facendo sono arrivati solo alla chiusura della Curva per una giornata di campionato.
Poche parole invece sul solito commento RAI antiJuve: Cerqueti noto tifoso romanista e antijuventino, sul 3-0 per la Juve era ancora alla ricerca di “un miracolo sportivo della Lazio”, così come disse due anni fa ai quarti di Coppa Italia tra Juventus e Roma sul 3-0 per i bianconeri. Ridicolo…

Ahhhhh!
Finalmente ho detto tutto quello che volevo dire!
Perché è così che dobbiamo fare noi tifosi juventini: parlare dei fatti, di ciò che accade sul campo, e non di aria fritta come fanno tutti gli altri!
Hasta la vista baby!