Senza Titolo: La Caduta

Dopo la pausa i nostri scoprono che la pianta continua ma non verso l’alto, bensì verso il basso, tipo arcobaleno. Vincenzo, nel comodo port-a-enfant , mentre si sta fumando un "castello" a personal:
– Roberto non indicare la pianta altrimenti ti esce di nuovo il porro!
Roberto: – A proposito Vincenzo, cosa sono le uova di lompo?
V.: – Chiattò non me ne tiene di spiegare, e poi non capiresti…
R.: – Non mi dici cosa sono le uova di lompo? E io ti rompo!
V.: – Va bene: BLA BLA BLA! Hai capito?
R.: – No!
Marco: – Vincè fammi fare due tiri!
V.: – No, ti fai in culo! La prossima volta t’impari a rompere il cazzo che devi arrampicarti!
Alberto: – Comunque la discesa inizia a farsi ripida, fate attenzione!
V.: – Tu invece sei la solita "mammina" del cazzooooooo!!!!!!

I quattro amici iniziano a scendere precipitosamente sulla pianta.
V.: – Oddio no! Sembra il Bruco Mela!
BOOM!
I quattro ragazzi si spiaccicano al suolo e perdono i sensi, tranne il Pario che avendo fumato non ha accusato minimamente della caduta: – Minimo!


L’unico inconveniente è che non sentendo dolore Vincenzo non si è accorto di essersi procurato fratture multiple in tutto il corpo, causa caduta del Ciacco con la schiena per terra (Vincenzo era dietro Roberto nel suo port-a-enfant).
V.: – Chiattone di merda svegliati!
Dopo un pò Roberto rinviene:
– Madonna Ciè! Mi ero sognato di stare nella casa ecologica del centro sociale, quella dove stava il tipo che diceva: "Più cachi, più mangi!"
V.: – Sbrigati stupido! Alzati che mi stai uccidendo… Levati dal cazzo che mi hai "fraccato"!
Roberto si alza e Vincenzo:
– Mi raccomando, dolcemente! Ah, Robbè, prendimi la canna che sta nel taschino, mettimela in bocca e accendimela!
R.: – Col cazzo che te la metto in bocca! Ti metto in bocca il mio ghigno tosto!
V.: – Robbè ‘sti atti vendicativi li puoi fare solo nelle storie… Muoviti fammi fumare!
Roberto, chinato lentamente il capo, obbedisce:
– Vabbè… Ciè ricorda: è solo perchè ti voglio bene!
Vincenzo con un filo di voce:
– Allora promettimi che mi farai scroccare a casa tua la connessione ad Alice
R.: – Vaffanculo brutto idiota! Devi morire!

Roberto prende Vincenzo per il collo e tenta di strozzarlo tipo Homer con Bart… Alberto e Marco con non poca fatica riescono a trattenerlo dal commettere un "pariocidio".

I protagonisti della storia
Roberto (DJ Masso) Vincenzo (Last Il Pario) Alberto (Kame il Kane) Marco (Spaik)
dj masso con capelli quel coglione del pario kame col taglio corto spaik old look

FINE SESTA PARTE

Cosa preferite: parti di storia brevi ma numerose; o parti di storia lunghe ma di meno? Altrimenti la prossima volta cambio.

ST: Pausa

I nostri iniziano la scalata della mega pianta: Marco, Alberto e Roberto sono impegnati con corde e moschettoni, mentre Vincenzo, sofferente di vertigini, obbliga il chiattone a portarlo in spalla in una sorta di port-a-enfant, con la scusa di farlo allenare.
Attrezzatura del Pario: n°2 pacchi di cartine di cui uno a rullo; n°1 bong con annesso braciere donato dall’amico Fulvio; n° 1 cylum placcato in oro che sembra sia appartenuto a Bob Marley.
Passa una mezza giornata e i nostri sono convinti di essere arrivati in cima alla pianta, tant’è che hanno superato anche le nuvole, più precisamente un gruppo di cumulonembi.
Roberto: – Basta Ciè! Mi sono rotto il cazzo di "scavalcare"! Io e ne torno giù a nutrirmi: Eolo mi aspetta, YUM!
Vincenzo: – No, Robbè continua a scalare, altrimenti non sarai abbastanza in forma per la finale del campionato di rugby… E poi devo fumare!
Alberto: – In verità mi sono stancato anche io di scrivere!
Marco: – Facciamo una pausa… Non me ne tiene!

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PUBBLICITA’

A.: – Oh, finalmente! Un pò di riposo ci voleva!
V.: – Albè, ‘nculo sta uscendo proprio uno "storione"!
A.: – "Storione" nel senso di caviale?
V.: – No, stolto! Nel senso di uova di lompo, succedaneo del caviale!
R.: – Ehi piccolo Osvaldo dammi un panino al cordon bleu con insalata e ketchup! (N.d.A.: Osvaldo è il figlio dei gestori della nota rosticceria beneventana City Dinner, che fa la spola tra terra e cielo con la mongolfiera della ditta).
M.: – Sì, Piccola non ti preoccupare, sabato ce la andiamo a vedere la partita di rugby, non fa niente che devo uscire con gli amici! MMMMM, dai dammi un bacio, MMMMM!
Roberto, vedendo Marco al telefono con la figlia del suo allenatore, coglie la palla (ovale) al balzo, e scippa il telefonino dalle mani di Marco:
– Dicci a CiccioBaffo che sabato devo giocare, che per colpa sua non sono andato al raduno della nazionale!
Poi mettendo una mano sul ricevitore Roberto fa vicino a Marco:
– Convincila tu, sennò arriva una bella letterina a Casa ievole e a Casa De Vanna… Me la canto!
A.: – Oh, si ricomincia, la pausa è finita!
V.: – Sì, sì, rientriamo in aula!

FINE QUINTA PARTE

Come solito se qualcuno non capisce qualcosa, me lo faccia presente nei commenti che provvederò a spiegare.

La Pas* in una delle sue serate alcoliche

ST: La mega pianta di Marijuana

Nel frattempo Vincenzo ha impugnato una motosega per tagliare la mega pianta per ricavarne fibre tessili e non; semi per la raccolta dell’anno prossimo; sostituti di carboidrati; e ovviamente resine e infiorescenze per schiattarsi il capone.
Marco non è del tutto favorevole:
Ehi Ciè aspetta, guarda che non si vede la fine di questa cazzo di pianta… Perchè non ci arrampichiamo per vedere dove finisce?
V.: – "Cazzo di pianta" lo dici al rosmarino che c’hai in giardino. Mi meraviglio di te… Vergogna! E poi che cazzo dici? Devo fumare, stong’ a rota! …MMM è anche skunk!
Interviene Roberto tra i due:
No Ciè, lo stupido ha ragione, dobbiamo scavalcare!
V.: – Ma i semi sono miei!
R.: – Sì, ma la Vespa che hai venduto era di Marco!
M.: – Infatti! Per colpa tua è successo un casino, sbrighiamoci ad andare che poi devo uscire con la mia Piccola, …forse oggi ci sono le presentazioni ufficiali con suo padre.
R.: – Chi? Cicciobaffo? Comunque Ciè, non sia mai pigliavi la mia Vespa ti riempivo di "paccheri"!
V.: – A dir la verità lo volevo fare, ma poi ho visto che le parti molii erano state rimosse…
R.: – BURP!!!
M.: – Ciè questo si è mangiato il carburatore… Robbè fai schifo!
A.: – Che è ‘sta puzza di benzina?
V.: – Eccolo, si è svegliato anche il cane!
A.: – Ho sentito di là che stavate parlando di seghe!
V.: – Sì, è vero, ma tanto tu non te le fai, ti scopi direttamente il letto! E poi non hai voce in capitolo, non hai ancora partecipato a nessun pippa-party… Comunque questi due stronzi vogliono arrampicarsi sulla pianta, ma io devo fumare… e poi soffro di vertigini!
A.: – Ma che cosa è ‘sta pianta che sta in mezzo alla stanza?
R. V. M.: – Bla, bla, bla, bla, bla!
A.: – Aspettate che non ho capito, che ci dobbiamo fare con questa pianta?
M.: – Io e lui vogliamo arrampicarci, invece il Pario se la vuole fumare!
R.: – Sì, sì, scavalchiamo!
A.: – Vabbè, sono d’accordo anch’io! Andiamo?
V.: – Sei un cagnaccio di merda! … Va bene andiamo, aspettate che prendo le cartine… Robby tu fai la guardia!
Robby: – Wuf!
Marco che deve per forza "pezzottare" (cioè copiare) Vincenzo:
Stewie fai anche tu la guardia!
R.: – Ma quello è un criceto! Che cazzo capisce? E’ meglio il mio gatto! Eolo vieni qua!
Il gatto visto il padrone si dilegua all’istante.
R.: – Eolo dopo facciamo i conti!

FINE QUARTA PARTE

Pario, Kame, Spaik, DJ Masso

ST: La sorpresa!

Ormai tutti dormono della grossa e una luna piena veglia sulla valle di Cazzimbocchio. Nel tetto di paglia della baracca i raggi lunari filtrano fino ad illuminare le stanze. Inaspettatamente qualcosa esce dalle assi del pavimento, e si innalza fino al soffitto come se cercasse di prendere aria, il tutto sulla base della “Danza della fata dei confetti” di Tchaikovskj.(https://www.youtube.com/watch?v=w_J4CJ504LQ)

La mattina dopo Marco, in dormiveglia. avvinghiato ad Alberto pensa alla sua Anna Chiara:
Piccola ti amo! No, non ti incazzare, te lo faccio il cd di Marco Masini… Dammi un bacio, tanto non sto fumando più!
Svegliatosi e accortosi della gaffe commessa Marco attacca Alberto:
Ma…ma non sei Anna Chiara! Brutto cane di merda, che ci fai nel mio letto? Ma sei proprio un ricchione!
Alberto: – Marco  vaffangulo! Che cazzo vuoi? Sei tu che stai nel mio letto, vattene e lasciami dormire!
M.: – Avrei dovuto capirlo dal sudore dei piedi puzzolenti che non eri la mia “Piccola”…
Improvvisamente il cellulare di Marco inizia a squillare, il logo “Anna Chiara” sul display del 3330 si illumina, e parte la suoneria impostata da Spaik per gli sms, “Non sono un cachiello” dei Capriccio Boys:
– A che ora mi vieni a prendere, eh? Visto che fa caldo vieni con la Vespa!
M.: – Vincè! Hai visto? Per colpa tua sono nei cazzi! Dovevo andare a prendere Anna Chiara con la Vespa e ora mi tocca prendere la macchina! Sei uno…
Il quasi ammogliato si interrompe e rimane sorpreso vedendo al centro della stanza un tronco di spropositate dimensioni.
Anche Vincenzo si sveglia ed esclama a bocca aperta:
Non potete immaginare cosa ho sognato stanotte!
Vincenzo vede Marco sbigottito e gira anche lui lo sguardo verso il centro della stanza:
Oddio no! E’ proprio quello che ho sognato! Una mega pianta di “cannabis sativa” pura… Ed è pure femmina per giunta…
Vincenzo tenta di incularsi la pianta ed inizia a danzare intorno ad essa come un pellerossa attorno al totem del villaggio:
Gira e sfera, sfera e gira, quel che vuoi si avvererà! Magie, magie, magie del Pario… Magie del Pario!

Nei padiglioni auricolari di Roberto riecheggiano le parole cristalline pronunciate dal Pario; reazione immediata del Ciacco che si sveglia tutto incacchiato e si dirige verso Vincenzo con una pantofola in mano per picchiarlo.
Vincenzo con un gesto istintivo chiede l’aiuto della signora Caterina, mamma di Roberto:
Signora, signora! Roberto mi sta picchiando! AHIA, AHIA!!!
R.: – Ciè non ti ho ancora toccato, e poi lo sai benissimo che mia madre non c’è!
Piano B di Vincenzo: correre verso Roberto ed abbracciarlo in segno di pace:
Grazie Robbè per aver gettato quei semi…
Roberto, che dell’elefante ha solo la mole e non la memoria, si è già dimenticato il motivo della sua arrabbiatura:
Di niente! Ti ho solo salvato la vita! Anch’io ti voglio bene. Dammi un bacio, dammi un bacio!
Il Ciacco mena una sòla in canna a Vincenzo che ribatte:
No, che schifo! ‘Ste cose le puoi fare solo con Marco, anche se ora c’è Anna Chiara, scommetto che ricorda ancora con piacere quei momenti…
M.: – Ma che cosa? Io quella sera ero ubriaco di birra, e non me ne ero reso conto…
R.: – …e poi diciamocela tutta: quella donna in realtà sono io! (N.d.A.: già da tempo si sospetta che Anna Chiara e Roberto siano la stessa persona. In più di un’occasione quando Marco era con la ragazza, Roberto non c’era, e viceversa. In quelle rare volte che Anna Chiara e il Ciacco sono “apparsi” insieme, pare si sia trattato di illusioni collettive dovute a fenomeni di specchi riflessi e/o ologrammi).

FINE TERZA PARTE

ST: il secondo giorno

L’indomani mattina nel granaio attiguo alla palafitta, adibito a garage per i mezzi di trasporto dei quattro, un’ombra si aggira furtiva.
Vincenzo: – Bello! Mò mi "carreo" la Vespa di Marco sulla 127… Andiamo Robby!
Robby: – Bau!
Il Pario e il suo fedele amico si dirigono al mercato.
Più tardi verso ora di pranzo…
Alberto: – Oh ragazzi finitela!!! E che cazzo!
Marco: – Robbè se ti mangi Stewie, poi ti scanno come un porco!
Roberto: – Ma è un bocconcino così succulento! Va bene, mi vado a mangiare l’ultima polpetta di Striscia che è rimasta in ghiacciaia…

SLAM! Fa il suo ingresso nella baracca Vincenzo che era tornato dal mercato:
Minimo!
Roberto mentre sta masticando l’ultimo boccone di Striscia:
Ciè, sei un uomo troppo stupido! Mi devo scopare tua sorella!
V.: – Chiattò piglialo in culo!
R.: – Magari più tardi… Ti aspetto nel granaio. PCIU’!
M.: – A proposito di granaio, Vincè dove sta la Vespa?
V.: – Che te ne frega della Vespa? Questo è solo un dettaglio! Guarda che cos’ho qui…
Il Pario si mette al centro della stanza ed alza le mani a conca verso l’alto come se fosse un rituale, e dalle mani fuoriescono fasci di luce in tutte le direzioni che abbagliano le adipose palpebre di Roberto:
Oddio, Ciè! Sembri un prete che benedice l’ostia… Ricorda per questo ti punirò!!! Ma ti rendi conto?
A.: – Vincè che tieni in mano?
V.: – E’ la vita! …e la vita trionferà!
M.: – Non dirmi che hai barattato la mia Vespa per quattro semi di Maria?
V.: – Sì!!! Porta loro un pò di rispetto! Con questi stiamo coperti per i prossimi due anni!
M.: – ‘Sti cazzi, io non posso fumare più di tanto sennò Anna Chiara non mi dà i baci!
R.: – Ciè, tu ci vuoi affamare!
V.: – Per tua norma e regola molte popolazioni del cosiddetto terzo mondo potrebbero essere sfamate tramite l’apporto energetico di semi di cannabis, adoperati come sostituto di carboidrati e,…

Dall’alto della sua ignoranza, Roberto si alza dal tavolo e, senza proferire parola alcuna, si dirige con fare minaccioso verso il Pario (N.d.A.: tipo quando gli tolgono il cibo da bocca) e gli dà un cazzotto sotto le mani a conca, di modo che i semi cadano nelle fenditure delle assi del pavimento della baracca:
Ciè, non te lo permetterò mai!
V.: – NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!
Dopo un urlo disumano e un mare di lacrime Vincenzo riprende coraggio e gira il capo verso il chiattone.
Con un’espressione marmorea il pario si alza e guarda nei non-occhi di Roberto per un tempo imperscrutabile a mò di sfida. Improvvisamente Vincenzo si fionda verso il Ciacco, e con un balzo da lanciatore di coriandoli gli salta addosso.
Roberto, che già aveva dimenticato il motivo della contesa, pensa che Vincenzo voglia fare un’ennesima prova del balletto stile "Lago dei Cigni" che i due attuano spesso per "pariare" e far pariare, e lo accoglie a braccia aperte.
Giunto a destinazione, Vincenzo mette in atto la "Tecnica dell’Orologio" (N.d.A.: dicasi "Tecnica dell’Orologio" quel particolare "mozzico" effettuato nella zona occipitale del cranio della vittima) e comincia instancabilmente a riempire di "pogne" Roberto, per castigarlo del gesto da lui commesso.

E’ mezzanotte, 12 ore sono passate, Marco e Alberto sono a letto già da un pezzo e Roberto sta finendo di allenarsi per il prossimo ITF (International Tourntabilism Federation).
Il chiattone avverte il bisogno di calarsi nelle braccia di Morfeo, e stancatosi del Pario se ne libera con un "votamano", scagliandolo dall’altra parte della stanza.
Trovatosi per terra, Vincenzo decide che è giunto anche per lui il momento di dormire e dà la buonanotte a Roberto:
Tanto non accuso! Comunque Robbè mi stavi facendo rompere gli occhiali, sta tutto parlato con tuo padre! ‘Notte!
Roberto neanche lo sente che sprofonda nel sonno e si dimentica di stendersi sul letto, rimanendo in piedi come i cavalli.

FINE SECONDA PARTE

 

Senza Titolo

Dopo tanto penare, ecco la prima parte di Senza Titolo la storia della Perverse All Star stile "Topolino e il fagiolo magico".

I protagonisti in ordine di apparizione

Last Il Pario (Vincenzo)

DJ Masso (Roberto)

Kame il Kane (Alberto)

Spaik 17 (Marco)

Nella Terra di Cazzimbocchio la gente viveva tranquillamente e in armonia, le messi erano rigogliose, il bestiame (con la denominazione di origine controllata) brucava "erba" di prima qualità (orange bud); non vi erano problemi di denaro, e la posta arrivava sempre puntuale, cascasse una pannocchia!
Tutto questo era dovuto alla presenza nella Terra di Cazzimbocchio della Mitica Sopressata d’Oro: un oggetto leggendario che donava a chi la possedeva uno stato di eterno benessere.
Questa situazione però non era destinata a durare a lungo perchè un dì arrivò dalla vicina Terra di Ciottolandia il gigante Peppone con la sua Pogo-mobile.
Già da tempo questo bestione di origine salumaia bramava la Mitica Sopressata d’Oro, forgiata dai suoi avi che all’inizio dei tempi la donarono ai cazzimbocchiesi.

In un impeto di onnipotenza l’antagonista del gigante delle Kinder Brioss (che data la sua mole se lo poteva permettere), reclamò per sè il leggendario insaccato.
Una volta distrutta la Terra di Cazzimbocchio il gigante Peppone si ritirò a Vieste (Fg), nota località balneare. Il Fato volle che la suddetta località si distaccò dal resto del continente a causa dei continui rimbombi di musica metal ascoltata dal gigante pseudo-satanista.
Vieste diventò un’isola e il gigante venne ribattezzato Peppone a Mare.
Con l’allontanamento dell’isola dalla terraferma risultò più ardua per il popolo di Cazzimbocchio l’impresa di recuperare la Mitica Sopressata.

I giorni divennero settimane, che divennero mesi, che divennero anni, che divennero decenni.
50 anni dopo la gente aveva dimenticato l’accaduto, e non si capacitava quale fosse l’origine della loro pezzenteria.
Vincenzo: – Che bello siamo dei pezzenti!
In una catapecchia alle porte di Cazzimbocchio vivevano quattro ragazzi, un gatto castrato, un criceto pelle e ossa e un cane cacacazzo.
Roberto: – Ciè, che cazzo! Io faccio la fame e tu sei contento di essere pezzente!
V.: – Ma se sei dimagrito solo di 200 grammi perchè poco fa hai cacato, e poi giusto 2 ore fa ti sei fatto un panino con il "salsicciotto" di Striscia… Vergognati sei un coreano di merda!
R.: – Tu sta zitto che il cane era il mio! Anzi se non la smetti mi mangio anche a Robby!
Robby: – Bau, bau, arf,  grrrrr!!!
V.: – Bravo Robby, fatti valere!

Intanto rientrano dentro gli altri due inquilini della baracca.
Alberto: – Anche oggi non abbiamo trovato un cazzo! Piuttosto che cosa stavate facendo voi due? Le urla si sentivano fino a fuori!
Marco: – Forse si stavano ingroppando come al solito!
V.: – No, ma quando mai, il gay è solo lui, questo chiattone voleva mangiarsi di nuovo Robby!
Marco preoccupato:
Robbè, mica ti sei mangiato Stewie?
R.: – No, purtroppo non ce l’ho fatta!
M.: – Meno male, allora anche tu hai un cuore…
R.: – Ma che ti credi? Non ce l’ho fatta perchè quella "zoccola" si è infilata in un buco nel muro e non riesco a prenderla!
V.: – Grazie ‘u cazz’! Con quelle mani a cepponi che ti ritrovi!
Roberto non sente l’amico e va fuori alla ricerca del gatto:
Eolo dove sei? Vieni qui micio! Fai il bravo che "buono" già lo sei! Non mi posso scordare quant’era buono il tuo "fringuello"… Cazzo, ce l’avevi pure più lungo del mio!
A.: – Porca troia non possiamo continuare a ad andare avanti così, dobbiamo fare qualcosa!
Un’idea balena nella mente del Pario:
Andiamoci a vendere l’Opel Corsa di Marco!
L’interessato però non ci sta e si adira:
Ma che cosa? Vendiamoci la tua 127 piuttosto!
V.: – Ma dalla tua ci ricaviamo di più!
M.: – No, scordatelo! L’Opel non si tocca, dopo Anna Chiara mi rompe il cazzo se non la vado a prendere!
A.: – Marco e che emm’ ffà? Ce murimm’ e fame?
I due amici, in preda ai morsi della fame, stanno per venire alle mani, ma Vincenzo interviene ristabilendo la pace:
D’accordo, non fa niente, mi inventerò qualcosa… HAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!!
La risata diabolica del Pario riecheggia in tutta la vallata.
Roberto: – Eoloooooo!!!

FINE PRIMA PARTE

P.S. :Per richieste di chiarimenti sulla storia, rimandiamo tutto ai commenti.
P.P.S.: Nuovo post su SpaikReview