Mastella sindaco: Vince il vecchio, perde Del Vecchio.

Quattro anni e più di nuova pena?

Innanzitutto premetto che non sono assolutamente ferrato in politica come molti altri miei conoscenti, ma una vaga idea di come vadano le cose credo di averla.
Nella giornata di ieri, 19 giugno 2016, a Benevento si è svolto il secondo turno delle Elezioni Amministrative che ha visto andare al ballottaggio il candidato sindaco Clemente Mastella e il candidato sindaco Raffaele Del Vecchio.

Due facce della stessa medaglia?!?

Maglioncino sulle spalle; in sella sulle biciclette. Due facce della stessa medaglia?!?

Nessuno dei due riscontrava le mie preferenze iniziali, volte invece al candidato sindaco Marianna Farese del Movimento 5 stelle (e qui magari ci sarebbe da aprire una parentesi più avanti nel post).
Dunque, a quel punto cosa fare?
Per due settimane mi sono scervellato su come poter votare (non volendo venire meno al mio diritto e dovere di cittadino… non sono mai stato propenso per l’astensione al voto), e se si fosse dovuto decidere su chi gettare dalla Torre tra Mastella e Del Vecchio, avrei preferito di gran lunga minare dalle fondamenta la Torre stessa per vederla crollare con entrambi alla sua sommità, inermi su come riuscire a salvarsi.

A quel punto la logica mi ha portato a pensare a quale potesse essere il male minore.
Ma anche qui mi sono trovato in difficoltà.
Basta googlare un po’ e vedere quali sono i commenti della Rete su Clemente Mastella, un politico che 5 anni fa si candidò a sindaco nella città di Napoli, e che davanti la prospettiva di vedersi sconfitto a favore di Luigi De Magistris, affermò che in caso di vittoria del rivale si sarebbe suicidato.
5 anni dopo sappiamo che De Magistris si è riconfermato sindaco di Napoli, e il “buon” Mastella è ancora vivo e vegeto.

D’altro canto non è che il candidato sindaco Del Vecchio fosse tanto meglio di Mastella: vicesindaco per 10 anni nell’amministrazione di Fausto Pepe targata PD, il “dinamico” duo ha portato la città di Benevento nei bassifondi delle classifiche positive riguardanti le città italiane, e viceversa ai vertici delle classifiche negative: corruzione, vivibilità, disoccupazione, inquinamento e chi più ne ha più ne metta.

delvecchiobici1 Votare quindi per Del Vecchio ai miei occhi non sarebbe stata una scelta per cambiare l’attuale pessimo stato in cui versa la nostra città, bensì quella di perpetuare la situazione esistente.

Il voto nei confronti di Mastella a quel punto mi sembrava l’unico modo per tentare di cambiare lo status quo vigente, ma anche in questo caso non mi sembrava di fare ciò che ritenevo giusto. I due candidati a quel punto sono diventati come la peretta gigante e il panino alla merda di South Park.
Al che si è fatta avanti invece l’idea di perseguire la linea di condotta del #nessunodeisuddetti; così come nel film con protagonista Richard Pryor, nel quale quest’ultimo si ritrova a candidarsi come sindaco della città di New York col solo scopo di impedire che i cittadini votino per gli altri due candidati, uno peggio dell’altro.

Dopo aver reso nota a voi che leggete (sempre che ovviamente ci sia ancora qualcuno che sia arrivato fino a questo punto…) quale sia stata la mia posizione in merito al ballottaggio tenutosi ieri, volevo arrivare a quella che è stata la ragione, il motivo che mi ha portato a scrivere questo post a sfondo politico, che è da trovarsi in questo link dalla pagina facebook di La Repubblica, link che è stato portato alla mia attenzione da un mio contatto facebook, Daniela P.

Davanti ai numerosi commenti di utenti (o utOnti?) che definivano noi Beneventani come una massa di ignoranti, idioti, coglioni, stupidi per essere arrivati ad avere come sindaco di Benevento Clemente Mastella, non ho potuto starmi zitto e ho lasciato quindi questo commento:

A tutti quelli che hanno commentato finora, vorrei specificare che l’altro candidato sindaco, era il vicesindaco uscente e c’era da ben 10 anni (perché il sindaco Pepe era stato riconfermato per un secondo mandato).
In questi 10 anni il PD ha portato più danni che benefici e Benevento si è sempre posizionata agli ultimi posti delle classifiche riguardanti le città italiane, grazie ad una amministrazione fallimentare.

Purtroppo il candidato sindaco del movimento 5 stelle si è classificato terzo al primo turno, altrimenti al ballottaggio di ieri penso che molti beneventani avrebbero tranquillamente votato per il candidato pentastellato.
L’elezione di Mastella dai più è stata vista come un segno di discontinuità a fronte di altri possibili 5 anni col PD.
Comunque sia andata, la città di Benevento ha perso.

P.S.: Lo so che è difficile per l’utente medio di facebook, ma prima di mettere bocca su qualche argomento sarebbe preferibile informarsi prima sulla situazione precedente di una città, prima di definire coglioni i suoi cittadini, i Beneventani.

P.P.S.: infine volevo ricordare che mentre al primo turno l’affluenza alle urne è stata del 78%, al ballottaggio l’affluenza è scesa al 58%. Qualcosa vorrà pur dire riguardo la volontà di votare uno dei due candidati sindaci???

Tornando alla questione del movimento 5 stelle, credo che l’unico errore che abbiano commesso sia stato quello di favorire la pur brava Marianna Farese, piuttosto che Nicola Sguera che nello stesso schieramento, senza aver affisso alcun manifesto elettorale (a memoria non ricordo nemmeno dei “santini” con la sua faccia) ha preso molti voti rispetto a tanti altri candidati consiglieri di altre liste.
Magari con il prof. Sguera al ballottaggio di ieri avremmo visto il Movimento 5 stelle contro Mastella, e non ci sarebbe stata una vittoria così schiacciante del ceppalonese (N.B.: su 72 seggi Del Vecchio non ha prevalso in nemmeno uno…); o addirittura non saremmo nemmeno arrivati al ballottaggio, con il Movimento 5 stelle che avrebbe vinto direttamente il 5 giugno (ricordo inoltre che a Benevento il M5S ha avuto la % più alta di voti dopo Roma e Torino).
Secondo me, ciò che ha illuso Del Vecchio, la sua coalizione e i suoi votanti, è stato il risultato del voto disgiunto che ha premiato oltremodo i suoi candidati consiglieri, sfavorendo invece lui come candidato sindaco (quasi 5000 voti in meno).

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Infine c’è da dire che il M5S con una sola lista a favore, è riuscito a fare benissimo, considerando che la coalizione di Mastella aveva 4 liste a favore, e quella di Del Vecchio ne aveva invece ben 7!

Chiudendo la discussione, spero che tra 5 anni Benevento sia messa un pochino meglio di adesso, e che dopo questo lustro con Mastella, il Movimento 5 stelle sappia offrire un candidato di tutto rispetto che possa guidare finalmente in alto la nostra città.

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Rocco Hunt… ma vedi un po’ dove te ne devi andare…

Il giovane rapper salernitano cantava mesi fa a Sanremo “E’ nu juorn’ bbuon’“.
Eh! Per te casomai caro Rocco (mi riferisco al solo titolo della canzone, lo so che il testo intende altro…)!

Piccola digressione:
non so perché, ma sarà la faccia da bravo ragazzo di Rocco Hunt, ma mi trovo spesso a chiamarlo Clementino, ovviamente confondendomi.
Ritorniamo a noi.
Su facebook avevo appena scritto:

 è meteoropatico
11 min · Possibile che come Tempesta degli X-Men io possa influenzare il tempo?

Cosa è successo oggi?
Beh, lasciamo stare che non vedrò la mia “scimmietta” preferita per un po’ di tempo perché se ne va in vacanza; lasciamo stare che nel frattempo si sta scatenando l’ira di Giove Pluvio (Santi Numi!); lasciamo stare che oggi inizierò un nuovo torneo di calcio a 5, e sebbene la rosa conti 12 elementi, molto probabilmente saremo 5 giocatori contati (fortuna che almeno il campo è al coperto, il PalaAdua a Rione Ferrovia).

Quello su cui voglio soffermarmi è l’immagine che è qui a fianco nel post.giffoniloungeexperience
Il Giffoni Lounge Experience.
Qualche tempo fa, su facebook lessi un link pubblicato da una mia docente del corso di organizzazione per eventi che seguì l’anno scorso in provincia di Salerno, andando poi a inizio aprile a fare un piccolo stage a Giffoni Valle Piana presso l’ufficio stampa del Giffoni Film Festival; fu una esperienza particolare, e speravo che sia io che le colleghe che fecero questo stage con me, saremmo poi andati nuovamente a Giffoni per i giorni del festival. Purtroppo non chiamarono nessuno di noi.

Stavo dicendo, questa mia docente aveva pubblicato un link nel quale cercavano un webmaster tirocinante per un nuovo progetto correlato al GFF: il Giffoni Lounge Experience.
Mando una mail, mi sento a telefono, e prendo appuntamento per sostenere un colloquio conoscitivo.
Arrivo in sede, faccio il colloquio, rivedo la mia docente dopo un po’ di tempo, e ci mettiamo d’accordo che avrei lavorato inizialmente da “remoto” come webmaster e che poi nei giorni a seguire, avrei partecipato ad una conference call su skype. Purtroppo non ho letto per tempo l’avviso per email della conference call, quindi non riuscii a parteciparvi.
Mi risentì con Angela, la mia docente, e mi disse che avevo sì sbagliato, ma che avrei dovuto prendere come abitudine quella di vedere la mail di mattina (e così ho sempre poi fatto).
Il tempo è passato, e stamattina leggo che mi è arrivata una mail dal GLE per una riunione da effettuare dalle 15 alle 17 di mercoledì 16 luglio.
Chiamo Angela e mi dice che quella mail che mi era arrivata era stata un errore: era arrivata a tutti quelli che avevano svolto un colloquio, e poi lei pensava che fossi io a dovermi rifare vivo (cosa che ho fatto poi solo oggi dopo la lettura della mail).
Mi spiega inoltre che il responsabile capo del progetto aveva preferito coinvolgere giusto un paio di ragazzi della zona di Salerno, che non avevano quindi problemi a stare lì sul posto, a differenza mia che almeno inizialmente, avrei dovuto lavorare da “remoto” e poi mi sarei trasferito a Giffoni Valle Piana per i giorni del festival, con vitto e alloggio a carico dell’organizzazione.

Lei si dispiace dell’errore e di come è andata (ci mancherebbe…) e mi dice che terrà conto del mio profilo per altri progetti futuri.
Magrissima consolazione.
Resta solo il fatto che oggi, caro Rocco Hunt, per me non è affatto “nu juorn bbuon’!

 

(This is the) Land of confusi… delusion

Sembra incredibile, assurdo, impossibile.
Eppure… eppure!

Chiamatelo karma, chiamatelo destino, chiamatelo fato.
Chiamatelo come vi pare, ma alla fine si tratta sempre di corsi e/o ricorsi storici.
“In amore vince chi fugge” e “gli stronzi hanno sempre la meglio sui bravi ragazzi”.
Possono bastare queste due semplici frasi per comprendere che la vita è sempre stata tutt’altro che foriera di gioie per la mia persona riguardo questo particolare campo sociale.

A questo punto credo proprio di essere sbagliato io.
Anche se alla fin fine non riesco mai a dare ragione alla mia parte razionale riguardo a questa situazione…
Eppure so di sbagliarmi, so di essere sbagliato, so che essere come sono io, nella società di oggi non può portarmi affatto alcuna situazione positiva.
Eppure non riesco a farne a meno!
Comportarmi da stronzo, o da pseudo tale non è affatto nelle mie corde.
Eppure sarebbe la migliore soluzione per me!

No, non è affatto contemplabile dalla mia persona.
E di ciò me ne dolgo.
Maledettamente!

E’ questa la terra della confusione in cui purtroppo mi aggiro, senza difese a parte l’arma del sarcasmo, dell’autoironia, del considerare ormai come tragicomico quello che è il sentiero che continuo a percorrere ostinatamente, nonostante numerose guide e/o cartelli lungo il percorso, mi dicono di procedere diversamente.
No, è più forte di me. Non ci riesco.
E continuo a vagare nella terra della confusione…
Ma siamo sicuri poi che questa è una terra della confusione?
Scosto i rami che coprono il cartello che delimita il territorio in cui sto vagabondando… “terra della delusione”.

Ah!

Ora forse qualcosa è più chiaro.
Eppure…
Eppure!
Eppure non riesco a cambiare le cose.

Mannaggia la miseria!
No!
Maledetto me!
Ma perché non riesco a far prevalere la mia parte maschile in tutto ciò?
Perché sono così “donna” riguardo le relazioni amorose?
Maledetto me!

Mi ripropongo sempre di comportarmi diversamente, ma (in)consciamente mi rendo conto che così facendo andrei contro quella che è (purtroppo…) la mia natura.

Destino avverso, karma beffardo, fato ingiusto.
Quand’è che il vento soffierà finalmente dalla mia parte?
Quand’è che la persona di turno con cui vorrei condividere una parte del mio percorso vitale (una parte, non tutta, mi accontento, eh!) concorderà con quelli che sono i miei pensieri, i miei interessi, i miei affetti?

Perché devo penare sempre così tanto?
Perché il passato deve in qualche modo aggiungersi nuovamente al presente, per farmi capire che così come sono, non riuscirò mai ad avere risultati nella mia vita?
Un passo avanti e uno indietro…
Un passo avanti e due indietro…
Un passo avanti e tre indietro…

Perché?
Perchè?
Perché?

Non riesco a trovare una ragione.
… o non voglio vederla?
Devo rassegnarmi?
Devo essere io ad adeguarmi forzatamente ed ogni volta alla situazione?

Vorrei sapere tanto dove sta scritto tutto ciò.
Vorrei saperlo così da potervi porre rimedio, cancellarlo con ogni mezzo possibile, e riscrivere il futuro a modo mio.
Così come finalmente sento di meritarmelo.

Una mia teoria è sempre stata:
“Non c’è nessuno al mondo completamente fortunato o sfortunato, a periodi fortuna e sfortuna si alternano sempre nella vita di un essere umano. Allora credo fermamente che se fino ad ora sono stato sempre sfortunato dal punto di vista sentimentale, in futuro sarà tutto il contrario”.

Peccato che a furia di pensare al futuro, questi arriva e diventa un presente quasi sempre molto simile a quello che è stato il passato.

MonkeyLoveSono le 5 di domenica 13 luglio, i pensieri che cerco di trascrivere qui sopra ancora non abbandonano la mia mente.
Mente? Siamo sicuri che si tratti di questo, e non di un altro organo vitale del corpo umano?

Ebbene sì, forse è proprio così.
Eppure… eppure, non riesco proprio a rassegnarmi.

 

Ridiculous

Si parla di ridicoli, di ridicolaggini.
Inizio col parlare di un sogno/pensiero che ho avuto quasi una settimana fa: il matrimonio di Lei col battilocchio.

Ridiculous (anche se in Harry Potter l’incantesimo si chiama riddikulus fatemela passare), e appunto per questo ne parlo, si sa, se si rendono noti certi sogni, difficilmente si avvereranno (almeno nel breve periodo).

De Sanctis che dopo sole 6 presenze e 6 gol subiti in nazionale, decide di ritirarsi?
Fantastici alcuni dei commenti sotto all’articolo, commenti che rispecchiano a pieno il mio pensiero.
Capisco un giocatore che prende una decisione simile dopo anni di nazionale, dopo 100 presenze, 50 presenze, va, pure 30! Ma dopo sole 6 presenze, risulta un (bel) po’ ridicolo…
Qualche mio compagno di tifo direbbe: “Son napoletani…”

Ridiculous…

In redazione:
– “Ma come mai non sono state più stampate le copie della rivista di gennaio, febbraio e marzo?”
– “Purtroppo c’è crisi, sono venuti a mancare gli sponsor, e col senno di poi, dovessimo tornare ad agosto/settembre, sicuramente non avrei preso la decisione di fare una rivista cartacea”

Grazie! Io l’avevo pensato sin da subito che poteva finire così, eppure mi sono fidato lo stesso! Scemo io che continuo a dare fiducia alla gente.

– “Comunque il progetto sulla storia del Benevento e le interviste agli ex calciatori continueremo a farle, poi a fine anno rileghiamo il tutto e facciamo un bel libriccino a riguardo, il tutto a nome tuo, visto che è un lavoro tuo.”

Ci mancherebbe altro!

Ridiculous…

Passiamo ad altro, cronache da chat:
– “Ehi ciao come va, è un sacco che non ci si vede, e non ci si sente.”
– “Eh già!”
– “Visto che mò arriva pasqua e poi fino a metà mese sarò occupato fuori città, che ne dici di vederci domani o dopodomani?”
– “Che ne dici se invece ci sentissimo dopo metà mese?”
– “Uaaahhh addirittura? E che è? Ma veramente posso fare un così brutto effetto da ritardare così tanto un incontro?”

Ridiculous…

Pasqua, pasquetta, pasquina, il giorno si avvicina.
Che si fa, che non si fa?
Piove, non piove?
Blablablablabla… lei… blablablablabla… a casa di… blablablablabla… inviti… blablablablabla
– “Oh, questa è la situazione, casomai dovesse succedere, tu che vuoi fare?”
– “Ci siamo messi d’accordo per stare assieme? A ro’ vai tu, vac’ je! (trad.: dove vai tu, vado io!)”

Ridiculous…

Le “buone” notizie non arrivano mai da sole, ma a braccetto.
Karma dove sei?

L’ennesima delusione…

Io veramente non so proprio cosa fare col mio karma.
Mi comporto sempre bene, da bravo ragazzo, e come ricompensa le cose mi vanno sempre male.
Devo veramente iniziare a comportarmi da pezzo di merda per potere finalmente avere qualche soddisfazione nella mia vita?
Non so veramente dove andare a sbattere la testa. Mi sto stufando sempre più, ma cosa c’è che non va in me???
E in tutto questo non ho nemmeno avuto una spiegazione del perché sia finita così…

🙁

DuemilaCredici…lo spero vivamente

Avevo intenzione da tempo di fare un sunto, un riepilogo di questo anno che si sta appena concludendo, e questa è l’occasione perfetta, a pochi minuti dallo scoccare della mezzanotte. Volevo darmi una mano con l’archivio del blog, ma nell’ultimo anno ho veramente scritto poco, quindi la memoria va a ramengo. Posso solo dire che per quanto riguarda l’anno “accademico” (come mi piace definirlo quando settiamo l’inizio a settembre e la fine a giugno/luglio, in concomitanza con l’inizio e la fine di scuole e università) è stato un continuo rimandare la stesura della tesi della mia specialistica. Fino a quando verso febbraio ho deciso di chiudere definitivamente la questione. Di gennaio ricordo solo la solita influenza post capodanno da smaltire, e l’entrata nel novero dei clienti del fraterno amico ottico Rob a.k.a. DJ Masso.
A febbraio oltre un san Valentino passato in famiglia (una bella pizzata), ricorderò l’assurda (e storica) nevicata che bloccò la città di BN per alcuni giorni. Fu un’impresa arrivare da casa mia a casa del Makkione per svolgere l’asta di riparazione del fantacalcio. Impresa poi sprecata visto che la giornata successiva saltò per innumerevoli partite di serie A rinviate.
A fine marzo ho consegnato tutto il materiale per la tesi all’ufficio lauree dell’UNISOB, dopo un tour de force di quasi tre settimane per la stesura della suddetta tesi.
Aprile dolce dormire? Mi sarebbe piaciuto, ma come previsto mi sono laureato il 26 aprile con un inaspettato 110 e lode, e domenica 29 ho festeggiato sia laurea che compleanno con amici e parenti. Fu veramente un bel fine settimana, weekend in cui partecipai anche come aiuto regista per le riprese di questo video (sono nei credits finali).
Ormai a spasso, a metà maggio, con buona parte dei soldi ricevuti come regalo di laurea me ne sono andato a Torino, per una trasferta sfiancante al fine di vedere l’ultima di campionato della Juventus, l’ultima partita di Del Piero lì a Torino, e infine la festa scudetto per la vittoria in campionato. Compagno di viaggio: Christian “Spawn”. Ricordo del viaggio: la maglietta originale e personalizzata “numero 5 De Toma”.
Non contento della trasferta a Torino, a giugno mi organizzo un viaggetto in quel di Madrid, contando sulla vittoria di un fantacalcio che come premio dava appunto un soggiorno di tre giorni a Madrid.
Ottima sistemazione nel centro di Madrid, ma dato il periodo, purtroppo non trovai compagni di viaggio. Per la prima volta nella mia vita affrontai un viaggio in aereo da solo. Paura e preoccupazione all’andata, tranquillità e scioltezza al ritorno. A farmi compagnia in quel breve periodo fu il vecchio compagno di corsi Domenico Rosso, che aveva trovato lavoro e moglie (brasiliana però) lì a Madrid.
Intanto erano iniziati i campionati europei di calcio, e l’Italia si era qualificata per il turno successivo, quarti semifinale e finale a luglio (se ben ricordo), e tutte queste partite viste a casa mia per scaramanzia; familiari e amici più stretti. Purtroppo l’Italia perse malamente 4-0 in finale contro la Spagna…
Sempre nel mese di luglio, ricordo una breve giornata di mare con gli amici e il matrimonio di una coppia di amici a cui voglio molto bene: Egiuann (Ag1) e Giusy.
In quel periodo iniziarono per me anche i primi problemi sentimentali…
Sempre a luglio, ebbi la notizia che avrei svolto attività di stage presso l’ArTelesia Festival: un periodo di quasi due settimane a Telese per l’organizzazione di questo evento a inizio agosto.
Fu molto stancante, ma altrettanto soddisfacente, e in quei giorni pensai anche che finalmente la mia vita sentimentale avrebbe visto il suo primo (e forse ultimo) lieto fine: lasciata perdere una ragazza di 20 anni conosciuta a giugno, mi concentrai sul mio amore di sempre che nel contempo aveva chiuso la sua lunga storia.
Mi feci avanti, e fui malamente rifiutato; Lei chiuse anche la nostra lunga storia di amicizia (quasi decennale) e caddi in depressione. Passammo assieme ferragosto, e a fine mese Vinestate a Torrecuso; pensai che forse potevano esserci ancora dei margini per ristabilire tutto come prima, ma mi sbagliavo.
In un certo senso fu una fortuna ritrovarmi impegnato a settembre per un altro stage, questa volta a Benevento Città Spettacolo; ma professionalmente parlando fu una delusione, di positivo ci fu solo il fatto che avevo accesso gratis a tutti gli eventi del programma, e la conoscenza con nuove persone.
A metà settembre ci fu un riavvicinamento con Lei: pensavo che le cose per noi potessero quindi migliorare, ma il tutto durò solo due settimane: lei conobbe un altro, ovvero il “battilocchio” e io fui presto accantonato. O meglio, decisi io di farmi da parte perché non potevo sopportare questa nuova situazione.
Mi ritrovai quindi nel mese di ottobre, a dover ricostruire tutto il mio mondo da capo: non potevo più uscire col vecchio gruppo di amici perché rischiavo di incontrarla, e quindi approfondì le conoscenze con tutte quelle persone con cui prima mi scambiavo un semplice saluto. Persi inoltre peso: mangiavo poco, dormivo altrettanto poco, e in compenso facevo molta più attività fisica, tra lunghe camminate per muovermi da casa al centro per andare in redazione (di Sanniosport) e tante partite a calcetto, in cui davo sfogo a tutta la mia rabbia per questa situazione. Inoltre la mia richiesta per frequentare un corso della regione campania come manager di eventi non era andata a buon fine: idoneo ma non beneficiario del voucher gratuito per il corso, per mancanza di fondi.
Anche il copione di novembre rispecchiò quello di ottobre, e pian piano la depressione e la tristezza lasciarono spazio alla rabbia e al nervosismo. L’insonnia data dallo stress e dai pensieri per la mia situazione amorosa prestò andò scemando e dalle consuete 3-4 ore di sonno, tornai alla quasi normalità, se non fosse che il mio bioritmo mi aveva costretto a prendere sonno non prima delle 4-5 di notte, per poi svegliarmi verso mezzogiorno. Unica nota positiva di questi ultimi tempi: la nascita del cartaceo di Sannio Sport.it.
A dicembre con le prime avvisaglie delle feste natalizie, mi rattristai un altro po’, sapendo che comunque non avrei passato le feste con i miei amici più cari, per un motivo dovuto a loro, o per i miei soliti motivi di non incontrare Lei.
Complici anche le tante chiacchiere sulla “presunta fine del mondo” mi feci un esame di coscienza, e da persona adulta e civile decisi di intraprendere un riavvicinamento verso di Lei, almeno per un quieto vivere in questi giorni di festa. Le regalai un libro che sapevo poteva piacerle, un regalo di compleanno che volevo riciclare come regalo di Natale, assieme ad una dichiarazione alla Love actually, ma andò tutto male: il regalo mi fu restituito e i miei auguri per le feste non furono accettati.
Decisi quindi di lasciar perdere definitivamente lo stare male per una persona a cui ho dato solo del bene, e dalla quale ho ricevuto solo male.
Perché precludermi le amicizie degli altri, per evitare Lei? Se non era Lei a farmi terra bruciata attorno, perché dovevo farlo da me? Basta con tutto ciò! Basta con l’atteggiamento infantile “se c’è Lei allora io non vengo”. Non sono io a dovermi fare di questi problemi: deve essere Lei a farseli!
Ecco perché il mio proposito per il nuovo anno è quello di tornare felice.

In definitiva è stato un 2012 da incorniciare fino a fine giugno inizio luglio. Da metà luglio in poi è stato solo da dimenticare. Sono però pronto ad altri 6 mesi di merda come gli ultimi del 2012, a patto che i successivi 6 siano finalmente per me pregni di felicità e soddisfazioni sia in campo professionale che sentimentale.
Come ogni anno vi lascio con “Crap Kraft Dinner” degli Hot Chip.

Favola amara

Tanto tempo fa, in un regno lontano lontano, vivevano un principe e una principessa. Un giorno il principe, stanco delle continue moine della principessa, decise di lasciarla, abbandonandola al proprio destino, con la speranza di poter vivere finalmente, e senza problemi la sua vita.
La principessa agli inizi ci rimase ovviamente male, e molti dei suoi cortigiani, tra cui il sempre fedele conte, innamorato di lei da anni, la aiutarono a riprendersi dall’abbandono.
Tutti pensavano che alla fine, il “cattivo” di tutta la situazione non fosse che il principe egoista e insensibile, ma si sbagliavano di grosso…

Dopo qualche tempo in cui la principessa decise di andare avanti con la sua vita, il conte pensò che i tempi fossero maturi per avanzare la propria proposta verso la principessa, convinto che con un po’ di fortuna avrebbe finalmente coronato il proprio sogno d’amore. Sembrerà strano, ma effettivamente il conte provava un forte e puro sentimento verso la principessa; non era minimamente attirato da pensieri materiali quali il diventare il nuovo principe e possibile re, e comandare su tutto il regno.

Purtroppo per lui le cose non andarono come sperato: la principessa si dimostrò esattamente il contrario di quello che si aspettava il conte, e tutti quegli anni di fedele servizio alle cause della principessa risultarono vani, il conte si era effettivamente illuso, o forse la principessa lo aveva semplicemente usato e abbindolato per i propri scopi? Il conte ci rimase ovviamente male, e la principessa non contenta del suo rifiuto verso il nobile, inoltre lo scacciò in malo modo dal palazzo.
Il conte cadde in depressione, ma al contempo cercò di continuare la sua vita di sempre, conscio del fatto che la principessa era ancora scossa dall’abbandono del principe, e che dopo un po’ di tempo magari sarebbe ritornata sulle sue decisioni e avrebbe quindi accolto il conte con sè.

Passarono i giorni ed effettivamente la principessa sembrò tornare sui suoi passi e riaccolse il conte con sè, anche se la giovin donzella non si scusò minimamente del suo operato ritenendolo comunque giusto e ragionevole, dall’alto della sua regale persona. Il conte lasciò soprassedere anche questa volta, quando invece non avrebbe dovuto farlo, ma di questo ne parleremo più avanti.
Le cose sembrarono tornate quelle di una volta tra il conte e la principessa, e un giorno capitò anche l’incontro fortuito tra il principe e la principessa; incontro durante il quale il conte cercò comunque, per quieto vivere, di limare l’atteggiamento astioso che la principessa provava ancora verso il principe.
Tempo poche settimane, e un giorno il conte ricevette una di quelle notizie da spezzare il cuore: la principessa aveva trovato un nuovo pretendente!

Il nuovo pretendente non era assolutamente niente di che, ma incredibilmente la principessa ne restò estasiata. Il conte lo considerava giusto un battilocchio, e all’inizio sebbene ci rimase male, pensò che era utile per la principessa fare da sè i propri errori da cui poi imparare per il futuro. E forse con il senno di poi fu una scelta sbagliata: il conte avrebbe dovuto quindi opporsi con tutte le sue forze alla nuova situazione? E quali certezze avrebbe potuto quindi ricavare da questo suo comportamento? Purtroppo per lui queste domande resteranno senza risposta…

Ben presto il battilocchio agli occhi della principessa stava diventando il nuovo principe, tant’è che appunto, anche se spesso la principessa negava questa possibilità, i fatti facevano intendere altro, e lei cercava di imporre questa nuova presenza a tutti i suoi sudditi, volenti o nolenti. Se questi non avessero accettato quindi la cosa, sarebbe stato un problema loro e conseguentemente avrebbero patito la pena dell’esilio dal regno.
Il conte senza nemmeno essere avvertito della cosa, decise comunque di intraprendere un breve viaggio lontano dal regno, per capire cosa fosse meglio per lui, e per dare quindi alla principessa l’opportunità di capire dov’è che stesse sbagliando.

Il conte fu molto egoista in questa sua scelta di allontanarsi, forse sarebbe dovuto rimanere nel regno per impedire che le cose andassero a scatafascio, e perché non era allontanandosi che avrebbe risolto il problema; avrebbe dovuto affrontarlo e superarlo con tutte le sue forze.
Al suo ritorno nel regno, il conte trovò uno scenario per lui apocalittico: il battilocchio fu effettivamente insignito del titolo di nuovo principe, il governo del regno andò a scatafascio e nei sudditi abitavano sentimenti tra loro contrastanti: terrore, dubbi, indifferenza, alcuni pensavano addirittura ad una possibile rivoluzione per insorgere contro la principessa e passare quindi da una monarchia ad una democrazia, ma non avevano tutto quel coraggio che mostravano a tratti solo a parole. Infine c’era anche chi pensava che la principessa fosse vittima di un sortilegio malefico, dato che era cambiata completamente rispetto a prima, un cambiamento che però non aveva alcunché di positivo, arrivando perfino a negare quello che era stato il suo precedente passato con il principe.

Con sua somma sorpresa il conte si ritrovò inoltre defraudato del proprio titolo nobiliare; dei suoi averi e persino dei diritti da semplice suddito. Senza neanche essere convocato a palazzo, si presentò di fronte la principessa e chiese quindi delucidazioni del perché di tutte queste decisioni a lui contrarie, e la principessa incredibilmente fredda e dimentica di tutti quegli anni passati insieme nel regno, decise nella sua falsa magnanimità di insignire l’ex conte del ridicolo titolo di giullare di corte.

Il conte che non poteva sopportare oltre quei soprusi, soprattutto perché venivano dalla donna che lui amava da tanti anni e che considerava la sua anima gemella, l’unica con cui potesse avere effettivamente un futuro, decise di rifiutare l’infima offerta: per troppi anni si era accontentato di fare parte della vita della principessa senza avere un ruolo da protagonista, e questa era la goccia che faceva traboccare l’acqua dal vaso.

La principessa sempre più rosa dal proprio personale orgoglio, e tronfia della propria relazione con il battilocchio neo principe, decise quindi di bandire ed esiliare a tutti gli effetti dal proprio regno l’ex conte. In più lo diffidò dal presentarsi al palazzo o nelle vicinanze del regno, per qualsiasi ragione anche se lecita e atta al bene del regno stesso.

L’ormai ex nobile fece dunque fagotto, con quel poco che ancora gli restava, e dopo aver visto cadere tutte le proprie certezze a questo mondo si allontanò mestamente dal regno con in mente due pensieri completamente diversi e contrari tra loro: da un lato pensava che forse così la principessa avrebbe trovato quella felicità che per tanti anni lui le aveva sempre augurato, e dall’altro lato confidava nella speranza che questi nuovi (e per lui tragici) eventi sarebbero finalmente cessati, con la principessa nuovamente abbandonata persino dal battilocchio, e lui, l’ex conte che nel frattempo si era rifatto sì una nuova vita, e di fronte alla possibilità di un ritorno della principessa, ci avrebbe pensato più di una volta su cosa fare, avendo finalmente dopo tanti anni, il coltello dalla parte del manico.

P.S.: Non tutti vissero felici e contenti, anche perché questa favola non è ancora effettivamente finita: restava ancora il dubbio se effettivamente la principessa fosse vittima di un malefico incantesimo oppure no.

La 25a ora… partenopea.

In pratica quella che ho passato oggi, doveva essere una giornata che avrebbe dovuto farmi dimenticare per un po’ dei brutti pensieri che mi stanno assalendo negli ultimi tempi, ma purtroppo per me, questi buoni propositi sono andati subito a farsi benedire, e tutto quello che poteva andare storto è effettivamente andato storto.

Per descrivervi un po’ questa mia giornata a Napoli, in cui dovevo consegnare e firmare il libretto di tirocinio formativo per lo stage fatto ad ArTelesia (e compilare anche un questionario finale), lo farò alla maniera di Montgomery Brogan (a.k.a. Edward Norton).

– Fanculo a quello che al Bar 2000 mi ha detto “Sì, è questo il Palombi!” e invece era l’Eavbus.

– Fanculo agli orari dell’Eavbus: “arrivo a Napoli centrale alle 9.25” e alle 9.48 eravamo ancora in alto mare…

– Fanculo all’autista dell’Eavbus, gli dico che devo andare al Suor Orsola Benincasa, corso Vittorio Emanuele, e lui mi risponde: “Ah, scendi qua e fatti questa via, poi arrivi…”
Era Corso Umberto e subito dopo Via De Pretis…
In pratica una sfacchinata, poi bisognava girare per Via Roma e andare a prendere finalmente la funicolare centrale. C’ho messo almeno mezz’ora.

– Fanculo alla funicolare centrale: ogni qual volta non mi serve, puntualmente becco il diretto che non si ferma alla fermata di Corso Vittorio Emanuele, ma arriva direttamente al capolinea di Piazza Fuga.

– Fanculo al mio karma: si può sapere cos’avrò fatto di male per essere trattato così?

“Vedi Napoli e poi muori”, ora ho capito perché!