Ceravolo: questa col Benevento è la favola più bella che io abbia mai vissuto

A volte mi capita che qualche articolo che scrivo per SannioSport.it non venga pubblicato perché ridondante con qualcosa pubblicato poco prima, quindi vedo di riciclarlo per il mio blog, che a dispetto delle rare pubblicazioni è sempre vivo. Ecco qua.

A Sky Sport 24, direttamente dagli spogliatoi dello stadio Ciro Vigorito, l’inviato Francesco Modugno ha intervistato la Belva Fabio Ceravolo, attaccante principe del Benevento, riguardo il grandissimo e storico risultato raggiunto ieri sera.

Siamo riusciti a conquistare questa favola della massima serie, all’inizio non ci credevo, poi stamattina mi sono svegliato con la maglia celebrativa della serie A, quindi è tutto vero e ce lo stiamo godendo.

Qualcosa di storico era già avvenuto l’anno scorso con la prima volta in serie B, ma raggiungere la serie A è qualcosa di straordinario. Quello che ho trovato ieri nello stadio era una città intera, in campo inoltre si sentiva un calore pazzesco, poi dopo la partita per la città ci sono stati dei festeggiamenti fantastici. Ad un certo punto sul pullman scoperto non abbiamo capito niente, tutti i tifosi volevano salire su con noi, è stato un momento indimenticabile, per me e soprattutto per tutto questo popolo che se lo è meritato.

Questo ambiente – lo spogliatoio – è il nostro segreto, in realtà il segreto di tutti i calciatori, dove sin dal primo giorno fino all’ultimo si costruisce qualcosa di straordinario così come abbiamo fatto noi ieri. Qua si dicono cose che magari non possiamo dirle davanti alle telecamere e ce le teniamo per noi. Ieri però qualcosa si è detta tra i microfoni… abbiamo fatto penso un miracolo sportivo, a trent’anni questa è stata la favola più bella che ho mai vissuto, quindi me la godo: con i miei compagni, con lo staff e con un presidente straordinario.

Ceravolo pittore, farai un’opera, alcuni calciatori pensano a farsi un tatuaggio giallorosso..

Adesso sinceramente penso a godermi questa serie A e a staccare un attimo in vacanza perché è stato un anno lunghissimo, travagliato e sofferente, però ho promesso a questa città di fare un’opera d’arte anche se un’opera d’arte l’ho vista fare ieri dentro il Ciro Vigorito, con una curva meravigliosa e come anche tutti gli altri settori. Ripeto: è stata la nostra arma in più, nel finale di campionato ci hanno dato una spinta in più e abbiamo vinto tante partite anche per il loro supporto.

Questo gruppo andrà bene così com’è in serie A, magari con pochi ritocchi?

Io credo che alla fine la serie A è un’altra categoria e ci vogliono quindi giocatori di categoria, ma anche quest’anno è stata cambiata la rosa con soli cinque sei uomini, poi per il resto c’erano tanti ragazzi che hanno vinto la Lega Pro, tanti ragazzi ambiziosi che non avevano mai fatto la serie B e con le motivazioni di tutti abbiamo poi raggiunto la massima serie.
E’ chiaro che poi ci penserà il direttore sportivo, il presidente se c’è da fare una campagna acquisti importante, ma qui vedo un bel futuro, in questa città, con questa squadra, il Benevento Calcio. Io ho altri due anni di contratto e me li voglio godere fino in fondo. Mi auguro con Baroni in panchina e spero che rimanga perché come ho detto ieri, a me ha dato tanto quest’anno, mi ha voluto fortemente qui e lo ringrazierò sempre, perché venti gol non sono pochi, è il primo anno che faccio questo numero di reti, è un record assoluto e quindi spero di ripetermi nella massima serie, e di contribuire ancora a qualcosa di importante.

Sanremo 2016, non mi avrai certo alla terza sera!

Come spesso mi capita di giovedì, dalle 19.30 alle 21 mi ritrovo a giocare a calcetto, e come sta capitando da un paio di mesi, tornato a casa, mi guardo su Sky Uno +1, le due puntate settimanali di MasterChef 5a edizione (ed è la prima che seguo, le altre quattro, mai viste…).
Purtroppo così non è stato questa sera, perché appena tornato a casa, che erano le dieci meno venti, trovo mio padre seduto sul divano a vedere l’anticipo di serie A Lazio-Verona (di giovedì!!! Cosa che ha scombussolato gli studi sulle formazioni del fantacalcio normalmente fatti il sabato pomeriggio…).
Poso lo zaino col quale sono andato a giocare, e dico a mio padre che a breve mi sarei “appropriato” di Sky, col beneplacito dei miei fratelli anche loro appassionati di MasterChef, per vedere il suddetto programma.
Purtroppo non avevo fatto i conti con la passione per la musica di mia sorella, che ha intimato senza troppi fronzoli, la visione della terza serata di Sanremo 2016, rimandando di fatto il mio tranquillo giovedì a vedere gli “aspiranti chef” cazziati a più riprese dal poker di chef d’alta categoria: Cracco, Bastianich, Barbieri e Cannavacciuolo.

Mangio la cena, e subito dopo, vado al pc per vedere se riesco a beccare Sky Uno+1 in streaming. Purtroppo trovo solo il canale normale (senza +1), e dopo aver dato una fugace occhiata al programma in onda, decido di lasciar perdere, e di vedermi le puntate registrate più tardi o l’indomani.
A quel punto, come mi conviene impegnare il mio tempo nell’attesa che finisca la terza serata del Festival di Sanremo?
Decido di rivedere (a distanza di anni) “Il grande Lebowski” del quale una settimana prima avevo rivisto qualche spezzone su Youtube.
Link di AltaDefinizione, nella più assoluta tranquillità della mia stanza.
Alla fine del film, è l’1 e qualcosa, e decido di vedere MasterChef il giorno dopo, in tutto questo non ho nemmeno finito di vedere Lazio-Verona conclusasi 5-2 (e no, non avevo nessun fantagiocatore che mi interessava).

P.S.: a calcetto ho perso 13-5 e io ho fatto tre gol di pregevole fattura.

Conte, il Konte, con te, te.

antonio conteAnche se questo potrebbe sembrare un post calcistico (da titolo e da foto), non sarà così, …o per lo meno non lo sarà completamente.
Lo spunto parte dalla rescissione consensuale del contratto tra Antonio Conte e la Juventus. Come ho detto io (seguito poi da molti altri, pensiero comune quindi) è stato un fulmine a ciel sereno (qui il video delle sue prime parole).
Per quanto mi riguarda, a parte la tristezza per questa notizia, ne parlerò più concretamente in seguito, con maggiori informazioni a riguardo. Se mi mettessi a farlo ora, darei adito solo a supposizioni e ad illazioni.

Il Konte (ovvero io), si ritrova spiazzato da questa notizia, e dopo il (non)giorno buono di ieri (a questo proposito la mia squadra ha perso anche la prima partita del torneo di calcetto, quisquilie al momento, chiudendo quindi malamente questo infausto lunedì), non mi aspettavo una mazzata simile.
Per me è sempre difficile far finta di niente, non dire la mia, lasciar in sospeso le cose o lasciarmele scivolare via addosso.. Ah, precisazione! Ci riesco con facilità solo quando queste cose non le ritengo per me importanti.

Si parlava di addii, di rescissioni consensuali, di mazzate, di brutti periodi.
“Oooooohhhh!” – direbbe qualcuno che non sopporta queste menate – “Ma ti vuoi ripigliare o no?
Ed io infatti ti dò ragione, caro ed esimio qualcuno, ma non puoi biasimarmi se con la “freschezza” delle brutte nuove io non posso che deprimermi, abbassando di molto l’asticella della mia autostima.
Parlando di altri argomenti su whatsapp, mi è capitato oggi di sentirmi dire questa frase:
“Non dovresti sottovalutarti”
Vorrei tanto che frasi simili restassero impresse come promemoria dentro di me.
Ora come ora mi son ricordato di una conversazione che ebbi con un caro amico dell’università di Fisciano, con cui però non mi ci vedo da anni, ma col quale siamo rimasti in contatto tramite i nostri blog e facebook, il suo nome è Mazi.
Mazi è una delle poche persone che ho sempre ritenuto da prendere ad esempio ai tempi dell’università, era piacevole poter parlare con lui di ogni più disparato argomento del quale aveva il più delle volte sempre un pensiero, un’opinione, una critica.
Una persona che ho sempre stimato e che continuo a stimare tutt’ora.

Beh, un paio di anni fa, conoscendolo come persona intelligente, saggia e illuminata (ma al contempo è anche un cazzaro come pochi), mi rivolgo quindi a lui per dei consigli sulla mia disastrata vita sentimentale.
E lui mi senza tanti giri di parole, mi dice delle cose tra le più belle che un amico mi abbia mai detto.

“…no alby tu hai sempre avuto un solo difetto (e scusa se mi permetto): tu non hai proprio idea di che bella persona sei

“…non faccio complimenti. mai io descrivo solo, e te lo dico perchè l’ho sempre pensato ma non c’era bisogno di dirtelo, mo serve…
tu sei una persona creativa, piena di generosità e con valori che manco il Papa, una mosca bianca rarissima in un tempo di tronisti e bimbiminkia. 
non devi metterti in situazioni irraggiungibili o strane, perchè non ne hai bisogno affatto, tu te le fai capitare”

“…te lo spiego con una metafora:
quando uno beve, esiste un momento esatto quando sai perfettamente che se bevi di più esci ubriaco fradicio, non ci si ritrova ubriachi improvvisamente, out of the blue
ecco, tu devi semplicemente tirare il freno prima di schiantarti.
e non dirmi che non lo puoi fare.
scusa se mi permetto di dirti ste cose, ma non sopporto che una persona come te deve stare male per un rifiuto umano. tu devi prendere in mano la situazione e capire che è LEI ad aver perso una grande occasione.”

…tu pensa sempre che sei uno che vale. e indipendentemente da quello che dovesse pensare lei tu lo sei, davvero“.

Guardate le frasi che ho grassettato (N.d.A.: voglio mettere in chiaro che queste frasi e questa conversazione si riferiscono ad anni fa, e non al presente!!!), ebbene sono queste le frasi che devo cercare sempre di tenere a mente!!!
E invece io spesso me le dimentico.
Devo cercare di volermi più bene anche io, e non di suggerirlo solo alle altre persone.
Per troppo tempo sono stato altruista, ho pensato sempre prima al bene degli altri, e tutto questo perché ho sempre pensato di essere un egoista della peggior specie, e per controbilanciare questo mio egoismo, ho sempre cercato di fare diversamente.
Per rispetto alle altre persone ho accumulato tanti di quei rimpianti che non avete nemmeno idea, ed invece se non fossi stato così altruista, magari ora avrei invece una collezione di rimorsi.

Non voglio arrivare un giorno del futuro a pensare: “Perché non l’ho fatto?”
Vorrei pensare invece al contrario, magari poi ridendoci su: “Ma come mi è preso di farlo?”
Come molte persone a questo mondo, anche io spesso ho paura dell’ignoto, del futuro, di ciò che potrebbe essere, e per questo tendo magari a rovinare quello che è il presente, per queste mie paure.
Devo cercare di combattere questa mia tendenza. Cercando di godere di più del presente, o cercando di pensare con speranza e non con paura al futuro.
Il vivere giorno per giorno che ho attuato negli ultimi anni forse non è la cosa adatta. Devo cercare di trovare un giusto mix. Ma ancora non ci sono riuscito.

Se mi ritrovo a commettere degli errori non è quindi mai per cattiveria, ma è solo per paura. E dopo tutto quello che ho passato sono sempre un po’ restio a fidarmi della buonafede degli altri, visto che in passato mi sono sentito tradito dagli altri che hanno approfittato della mia buonafede.
Ma sento che sto divagando.
Stamattina andando a rileggere altre conversazioni di qualche mese fa, mi sono reso conto di aver sbagliato certi miei comportamenti. Devo riprendere a pensare un pochino di più a me stesso, e di meno agli altri, cercando di farmi influenzare il meno possibile e sperando che poi queste altre persone non si dimentichino di me, tenendomi ancora in conto nonostante tutte le difficoltà che potremmo incontrare.

Non voglio essere posto in un dimenticatoio, e nemmeno essere considerato una zona di passaggio, e infine, prima che le nostre strade possano dividersi ad un bivio, spero che prima di allora passino migliaia e migliaia di km.

Rocco Hunt… ma vedi un po’ dove te ne devi andare…

Il giovane rapper salernitano cantava mesi fa a Sanremo “E’ nu juorn’ bbuon’“.
Eh! Per te casomai caro Rocco (mi riferisco al solo titolo della canzone, lo so che il testo intende altro…)!

Piccola digressione:
non so perché, ma sarà la faccia da bravo ragazzo di Rocco Hunt, ma mi trovo spesso a chiamarlo Clementino, ovviamente confondendomi.
Ritorniamo a noi.
Su facebook avevo appena scritto:

 è meteoropatico
11 min · Possibile che come Tempesta degli X-Men io possa influenzare il tempo?

Cosa è successo oggi?
Beh, lasciamo stare che non vedrò la mia “scimmietta” preferita per un po’ di tempo perché se ne va in vacanza; lasciamo stare che nel frattempo si sta scatenando l’ira di Giove Pluvio (Santi Numi!); lasciamo stare che oggi inizierò un nuovo torneo di calcio a 5, e sebbene la rosa conti 12 elementi, molto probabilmente saremo 5 giocatori contati (fortuna che almeno il campo è al coperto, il PalaAdua a Rione Ferrovia).

Quello su cui voglio soffermarmi è l’immagine che è qui a fianco nel post.giffoniloungeexperience
Il Giffoni Lounge Experience.
Qualche tempo fa, su facebook lessi un link pubblicato da una mia docente del corso di organizzazione per eventi che seguì l’anno scorso in provincia di Salerno, andando poi a inizio aprile a fare un piccolo stage a Giffoni Valle Piana presso l’ufficio stampa del Giffoni Film Festival; fu una esperienza particolare, e speravo che sia io che le colleghe che fecero questo stage con me, saremmo poi andati nuovamente a Giffoni per i giorni del festival. Purtroppo non chiamarono nessuno di noi.

Stavo dicendo, questa mia docente aveva pubblicato un link nel quale cercavano un webmaster tirocinante per un nuovo progetto correlato al GFF: il Giffoni Lounge Experience.
Mando una mail, mi sento a telefono, e prendo appuntamento per sostenere un colloquio conoscitivo.
Arrivo in sede, faccio il colloquio, rivedo la mia docente dopo un po’ di tempo, e ci mettiamo d’accordo che avrei lavorato inizialmente da “remoto” come webmaster e che poi nei giorni a seguire, avrei partecipato ad una conference call su skype. Purtroppo non ho letto per tempo l’avviso per email della conference call, quindi non riuscii a parteciparvi.
Mi risentì con Angela, la mia docente, e mi disse che avevo sì sbagliato, ma che avrei dovuto prendere come abitudine quella di vedere la mail di mattina (e così ho sempre poi fatto).
Il tempo è passato, e stamattina leggo che mi è arrivata una mail dal GLE per una riunione da effettuare dalle 15 alle 17 di mercoledì 16 luglio.
Chiamo Angela e mi dice che quella mail che mi era arrivata era stata un errore: era arrivata a tutti quelli che avevano svolto un colloquio, e poi lei pensava che fossi io a dovermi rifare vivo (cosa che ho fatto poi solo oggi dopo la lettura della mail).
Mi spiega inoltre che il responsabile capo del progetto aveva preferito coinvolgere giusto un paio di ragazzi della zona di Salerno, che non avevano quindi problemi a stare lì sul posto, a differenza mia che almeno inizialmente, avrei dovuto lavorare da “remoto” e poi mi sarei trasferito a Giffoni Valle Piana per i giorni del festival, con vitto e alloggio a carico dell’organizzazione.

Lei si dispiace dell’errore e di come è andata (ci mancherebbe…) e mi dice che terrà conto del mio profilo per altri progetti futuri.
Magrissima consolazione.
Resta solo il fatto che oggi, caro Rocco Hunt, per me non è affatto “nu juorn bbuon’!

 

Silent party e stampa silenziosa sì, siamo a Benevento.

Nella serata di sabato 5 luglio, qui a Benevento, e precisamente nel giardino del Morgana Music Club, si è avuto per la prima volta nella nostra città un particolare evento musicale: il Silent Party!

Purtroppo, sebbene ci sia stata una grossa affluenza (addirittura una quarantina di persona che ballava e andava a ritmo fino alle 4 di notte, orario in cui me ne sono andato), secondo me poche persone erano venute veramente a conoscenza dell’evento in sé.
A parte il passaparola effettuato da aficionados del Morgana come me; e l’evento su facebook linkato in apertura di post, resto convinto dell’idea che la stampa locale non abbia dato il giusto risalto al tutto.
Nel pomeriggio di ieri ho fatto una piccola ricerchina su google, e ho notato come nel “pre-evento”, erano stati pubblicati solo 4 articoli scritti in base al comunicato stampa che è stato inviato alle redazioni, e in alcuni casi incorporato dalle info prese dall’evento su facebook, verificate: Il Quaderno, Il Vaglio, Gazzetta di BeneventoBMagazine.
Per non parlare di OttoPagine, il giornale di proprietà del presidente del Benevento Calcio, Oreste Vigorito, che si è posto sin da subito come importante fonte di informazione di Sannio e Irpinia.
Beh, OttoPagine si è proprio sprecato nel dare risalto all’evento, relegando la cosa ad una semplice frase alla fine degli appuntamenti della sera a Benevento:
In serata al Morgana c’è il Silent Party, il primo party silenzioso mai realizzato a Benevento. 

Oh, vi siete sprecati cari colleghi di OttoPagine!
Dopo questa prima ricerchina, ne ho fatta un’altra per vedere in quanti dei suddetti giornali online avessero poi parlato del “post-evento”.
Ebbene cari lettori (sempre se qualcuno è riuscito ad arrivare fin qui a leggere…) ho trovato un solo articolo, su GazzettaBenevento.it persino con alcune immagini della serata (mi si intravede nella quarta).

Chiunque vi ha partecipato delle persone che conosco, ha detto che è stata una grande iniziativa; altre persone che erano poi risultate assenti e che avrebbero voluto esserci (tipo la “scimmietta” Serena) speravano in una seconda volta per potervi partecipare; e non dimentichiamo che con un Silent Party in pieno centro, si è avuto zero inquinamento acustico, non arrecando quindi alcun danno alla cittadinanza residente in zona, cosa che invece può capitare durante altri fine settimana, nei quali di solito già dopo mezzanotte e qualcosa, i locali devono abbassare o addirittura spegnere la musica.

Ora con chi me la voglio prendere? Ma col Beneventano Medio ovviamente (secondo link sul BM)!!!
In breve: il beneventano medio dice sempre che:
“A Benevento non c’è mai niente di nuovo e di interessante”
Ma il BM non fa neanche niente per non lamentarsi; il problema che esiste a Benevento è che quando accadono eventi particolari e nuovi come il Silent Party, questi non hanno quasi mai la giusta “sponsorizzazione”, quindi la gente resta nell’ignoranza e si lamenta della mancanza di nuove alternative.
I principali quotidiani (online e non) dovrebbero dare maggior risalto nella cronaca di questi eventi, e non limitandosi al solo comunicato stampa copi incollato.

Io nel mio piccolo cerco sempre di informarmi in merito ad eventi culturali e di puro divertimento che possono esserci nella mia città, e di conseguenza cerco anche di informare la mia rete di contatti affinché la particolare razza del BM possa estinguersi o almeno ridursi a meno esemplari possibili.

Kame, 25 anni version 3.1

Mi sa che l’anno scorso non parlai affatto del giorno in cui compio il giro di boa di quando sono nato… Mmm mumble mumble, ma come mai?
Mah, e chi se lo ricorda… (strano detto da me che ho una buona memoria… sì, ma mica per tutte le cose del mondo, eh!)

Tralasciando la diatriba tra me e il sottoscritto, procedo e vado avanti.
Come ben sa chi mi conosce bene, da diverso tempo, quando domando alle persone che ancora non mi conoscono quanti anni ho, la maggior parte mi risponde sempre che ne ho 25. Se tutto questo vi suona familiare, e siete appassionati cinefili un po’ come me, allora forse vi ricorderà la trama di In Time.
Infatti l’anno scorso, festeggiai con una splendida torta realizzata da mia sorella, che potete vedere proprio qui sotto 25+5. Inutile dirvi quanto fa, a meno che voi non siate analfabeti o a completo digiuno di matematica elementare…
Ecco, dopo il consueto insulto a chi sta peggio di me, possiamo proseguire ulteriormente.
Peccato che l’anno scorso non ho avuto testimonianze fotografiche decenti del mio compleanno (ovvero, ci sono ma non mi son tanto piaciute…), a dir la verità nemmeno quest’anno son perfette, ma in un certo senso son rimasto comunque contento.
L’anno scorso quindi 25+5, l’anno prima aprile 2012 era 29 il 29 aprile; nel 2011 28 giorni/anni dopo (perché il 1 aprile feci il pesce d’aprile su facebook che era il mio compleanno); nel 2010 entrai nel Club dei 27 (all’epoca sonora grattata dei gioielli di famiglia); nel 2009 feci per la seconda volta 25 anni; nel 2008 la splendida data dei 25 anni. E così via. In effetti pensandoci, mi è sempre piaciuto giocare sui numeri e sui significati inerenti ad essi durante il mio compleanno.
L’anno scorso per un motivo preciso, non mi son goduto decentemente la festa, ma mi ricordo che ero molto brillo, e che almeno i miei amici più stretti erano presenti all’evento.
Il regalo fu un po’ pacchiano: la busta coi soldi, e la busta era uno dei foglietti che danno in chiesa per seguire la messa (dovrei averlo ancora conservato da qualche parte).

Quest’anno invece ho affrontato la ricorrenza natale con uno spirito diverso. Pochi amici ma buoni; anche per forza di cose: chi era fuori Benevento, chi addirittura fuori l’Italia, chi lavorava, e chi invece si è ritrovato a badare ad un proprio mini-Me al femminile tutto ad un tratto (e sì, parlo dell’ormai papà DJ Masso).
Nessuno spesone, nessuna festa in mezzo alla strada, nessuna festa a casa mia o di mia nonna. Semplicemente una sera all’Irish Pub dove offrivo da bere e da mangiare, con in più una torta fatta in fretta e furia dalla mia sempre diligente sorella, ormai più futura cuoca/pasticcera che futura dottoressa (non me ne volere, ma al momento è così).
Classica busta coi soldi anche quest’anno, ma almeno è stata organizzata meglio la cosa, con un bel bigliettino di auguri recante sulla busta la scritta “Tetè” (tradotto in italiano, “eccotela qua, prendi!”).
E soprattutto il regalo di compleanno che ho apprezzato di più: un coupon regalo da sfruttare presso il Morgana Music Club; un’idea originale realizzata dalla mia “scimmietta/pollastrella” preferita.
Non so proprio come le sia venuto in mente, ma ha fatto proprio una bella composizione, semplice semplice. Un plauso poi per la faccia tosta dimostrata per proporre questa cosa ai proprietari del mio locale beneventano preferito. Ehehehe, grande Serena!
La prima cosa che ho pensato: ed ora come farò ad essere abbastanza originale anche io quando arriverà il suo compleanno? Beh, qualcosa sempre mi inventerò…

Veramente son rimasto più soddisfatto di questo compleanno che non di quello dell’anno scorso, ma molto probabilmente ha giocato a suo favore il mio differente stato d’animo. E’ proprio vero che il tempo è la miglior medicina. A buon intenditor poche parole.

Album speciale solo per il blog (chi l’ha detto che le foto si devono pubblicare solo su facebook o su instagram???)


Roma-Madrid: all’avventura da solo…

3.57 con un quarto d’ora di ritardo arriva il pulmann (3.55). Il mio posto prenotato sulla Marozzi è il 55 al secondo piano, ma non sono riuscito a trovarlo. Mi siedo al primo posto che trovo, e solo dopo tre quarti d’ora mi accorgo che i numeri sono a fianco del sedile, in basso, e sono seduto al 33.
Spero di non arrivare troppo tardi, così riesco a prendere la navetta delle 8 dall’Anagnina a Ciampino, altrimenti dovrei sganciare soldi per il taxi, cavolo!

Ho dormito pochissimo sulla Marozzi, in pratica appena si è fermata per far scendere uno degli autisti sull’autostrada, subito mi son svegliato. Poco male, almeno il pulmann è arrivato alle 6.37 a Tiburtina, e io che pensavo peggio, pensavo che potesse far più tardi (avevo preventivato le 7 meno 10).

La metro B da Tiburtina a Termini, arriva quasi subito, ma è letteralmente un inferno, talmente che era pieno, difatti ho preso poi la seconda corsa, sempre piena, ma un po’ di meno rispetto alla prima. E non sono manco le 7!
Il cambio di metro dalla B alla A è stato indolore, anche perché la metro A era quasi completamente vuota e ho trovato anche posto a sedere per poter continuare a scrivere tranquillamente.
Sono quasi le 7e10 e penso di farcela ad arrivare ad Anagnina (il capolinea) per le 8, e prendere così la navetta per Ciampino.
Mancano 12 fermate. Continuo a incrociare le dita.

Sono arrivato ad Anagnina contemporaneamente in largo anticipo (per prendere la navetta delle 8) e in leggero ritardo (per perdere la navetta delle 7e20).
Solita colazione “sdreusa” da viaggio: gelato confezionato, in questo caso il cornetto Enigma gusto pistacchio.
In questo momento sto pensando se prendere o no un cocktail/alcolico sull’aereo…

Gli errori dell’inesperienza…
PREMESSA: mica lo sapevo che quel che mi era arrivato sull’email era solo la prenotazione del biglietto aereo, e non il check in online?
Arrivato a Ciampino mi metto in fila per l’accettazione, la fila della Ryanair è lunga, e ad un certo punto, decidono di chiamare i passeggeri per Madrid, sta scadendo l’orario di imbarco…
Salto la fila, mi fiondo al banco e scopro quindi di dover pagare ben 60 euro per il motivo di cui sopra.
Mi chiedono se voglio pagare con bancomat o con carta di credito, ma sono sprovvisto di entrambe: non posso volare!!!
Mi hanno tarpato le ali prima del tempo!

I soldi li ho però in contanti, ma guarda caso non posso pagare cash; l’impiegata chiude un occhio (per simpatia o per pena, forse più la seconda…) e chiama la biglietteria, ricevuto l’ok, mi scrive un bigliettino e mi manda lì per risolvere al più presto possibile la questione.
Dannato me e la mia pignoleria che quando mi serve non c’è mai…

Alla biglietteria posso quindi pagare cash per uno strappo alla regola fatto apposta per me, ma sorge immediatamente un altro problema: non hanno resto ed io ho una 50€ e una 20€, e con gli spiccioli che ho arrivo solo a 9€, arrivando quindi ad un totale di 59€. Per un euro non posso volare! Per un singolo euro mi hanno tarpato le ali prima del tempo.
L’impiegata alla biglietteria Ryanair mi consiglia di andare a cambiare la 20€ al bar, ma devo far presto, il tempo stringe.
Chiedo se posso lasciare un attimo il bagaglio a mano (il mio trolley) lì da loro, ma non posso: la polizia aeroportuale mi potrebbe far pagare una multa di non so quante migliaia di euro (ero già scappato con la valigia in una mano e i soldi nell’altra per ascoltare meglio).

C’è fila anche lì al bar, chiedo a quelli in fila se mi possono cambiare la 20 in due 10 ma nessuno può.
Sfoggio la mia faccia di bronzo rivolgendomi direttamente al cassiere “…altrimenti perdo il volo, grazie”
Soldi cambiati, check in pagato e corro finalmente verso l’imbarco; velocemente svolgo la procedura (oggetti elettronici e quel che ho in tasca nella vaschetta) e in tutto questo sono l’ultimo ad imbarcarmi per Madrid… un po’ come Hurley sull’815 in LOST.

Finalmente trovo posto sia per me che per il trolley (chissà dove me l’hanno menato gli steward…), in mano ho portatile ecc. per il viaggio, assieme al mio quadernetto/pseudo diario.
Sono le 9 e qualcosa, l’aereo sta rollando, pronto per il decollo, ho già spento il cell e quindi non so di preciso che ore siano.

Sono in mezzo nella fila di sinistra, proprio sul reattore e sull’ala, le file sono composte di 3 posti ognuna. Alla mia sinistra ho un ragazzo, e alla mia destra una ragazza, siamo tutti perfetti sconosciuti. Sono sudato, ho la gola secca per le corse fatte poco prima, e dovrei anche andare in bagno.
Dagli altoparlanti mi riempiono le orecchie con messaggi in inglese e in spagnolo, io non faccio attenzione e carpisco solo qualche singola parola.
Gli steward fanno le classiche dimostrazioni per le situazioni di emergenza, ed io comincio ad avere le mani spugnate alla Fantozzi.

Sciolgo un po’ la tensione conversando col ragazzo alla mia sinistra, sta andando in Spagna a trovare la famiglia che abita e lavora lì, italiani emigrati in Spagna, “grazie” alla crisi molto probabilmente diventeranno una consuetudine?
Parliamo un po’ di questa mia prima volta in viaggio da solo sull’aereo, del fatto che voglio documentarla per poi ricordarmene anche in futuro; parliamo anche brevemente degli europei e del fatto che tornerò in tempo per vedere Italia Inghilterra a Benevento.
La ragazza alla mia destra si premunisce con i tappi per le orecchie, ci offre dei chewing gum, e poi scrive anche lei qualcosa sulla sua agendina portatile con una portamine (almeno così mi è parso).
Ora penso di fare qualche foto e magari una testimonianza video qui sull’aereo, vediamo se la mia faccia di bronzo continua a funzionare anche qui sulle nuvole.

Sono le 10.11, tra un’ora e mezzo atterreremo a Madrid.

Stinco di santo

Eh sì, mi sa che prima o poi, uno dei miei due stinchi farà questa fine.
In pratica con oggi ho disputato 3 partite a calcetto in 3 giorni, cosa che non facevo da anni, forse addirittura più di 10, ora non ricordo, però sicuramente è così.

Forse ho trovato anche di cosa soffro, ma devo approfondire la cosa.
Oggi poi ci son stati momenti che se stavo fermo sentivo tutto il dolore accumulato, mentre se mi muovevo non lo sentivo.
Alla fine diciamo che le due partite precedenti son servite per alzare la mia resistenza, visto che non avevo il fiatone, anzi ne è pure uscita una buona partita corredata anche da un bell'hattrick!

Stinco di santo in tutti i sensi, visto che in tutte e tre le partite, diciamo che ho fatto favori alla persona che mi ha chiamato, visto che ho dato sempre l'ok, a poche ore dalla disputa del match, ieri addirittura solo mezz'ora prima.
Ieri e l'altro ieri poi mi son trovato sempre nella squadra che ha subito un infortunio, e per questo si è giocato un uomo in meno, perdendo entrambe le partite, oggi invece non è andata così, e abbiamo vinto addirittura per 16-8!

Vabbè, mi sa che ho dato troppo spazio a 'sta cosa, e presto su facebook solidarizzerò con lo stoicismo, o ne diventerò fan.
Ieri comunque volevo scrivere un post sul countdown per il mio vero compleanno, perché ci trovavamo esattamente a meno sette giorni dall'evento, però ho preferito soprassedere, perché veramente non sapevo cosa dire.
Domani sarà pasqua, e lunedì pasquetta, e per questa occasione, devo vedere se riesco a mettere in atto un'idea che mi è venuta in mente, in realtà sarebbe un'emulazione vera e propria, ma saprete meglio tra qualche giorno.

P.S.: sempre ieri, grande ritrovo con un mucchio di vecchi amici per organizzarci per pasquetta stessa, abbiamo rinverdito i fasti del passato. Grandi tutti!

Saint Patrick’s Day

io e il chiatto

Quanti avvenimenti o ricorrenze sono avvenuti il 17 marzo!
Abbiamo la tanto acclamata unità d'Italia, avvenuta 150 anni fa con la proclamazione di Re Vittorio Emanuele II; e piccola digressione, faccio i miei complimenti alla nostra classe politica che interrogata dalle Iene, non ha saputo rispondere, a tal proposito candiderò il parcheggiatore davanti allo stadio Santa Colomba per un posto in Parlamento…

Con oggi sono 20 anni dall'ultima partita giocata da Maradona col Napoli (facciamo felici anche gli amici tifosi del Ciuccio); poi ci sono anche tante altre feste e ricorrenze, se volete però leggetele su wikipedia, non voglio dilungarmi troppo, negli ultimi due giorni ci ho dato troppo dentro con i "post papielli".

Infine, anche se non è molto sentita in Italia, se non appunto negli irish pub dislocati sul nostro territorio nazionale, c'è la festa nazionale irlandese, il Saint Patrick's Day.
A questo proposito, mi sono messo in mezzo di chiedere agli amici di festeggiare la tal cosa, andando o all'Irish Pub (uno dei nostri luoghi di ritrovo preferiti), oppure al Craven's Road (ex Dubliners), gli unici pub che avrebbero festeggiato la ricorrenza della terra di Smeraldo.

Alla fine come potete vedere nella foto col DJ Masso, ci siamo andati, e ci siamo anche presi i cappelli ricordo della festa, e ringrazio l'amico Reno per avermi lasciato il cappello, visto che venivano dati ogni 2 pinte di birra Guinness acquistata. Tra gli altri con noi c'erano anche Zio Silvio e Marti, Alessio/TizianoFerro, e VGFuture che era venuto nonostante lui volesse festeggiare l'unità di Italia, e non questa "festa commerciale per i pub".
Altra nota di colore, per tenere fede alle usanze della festività, nel pub c'è stata anche una rissa tra due irlandesi, il bello era che erano fratelli e uno dei due ha rotto in testa all'altro un bicchiere di birra, e il ferito con il bernoccolo in testa e un bel taglio in faccia, era tutto felice della cosa. Naturalmente i due sono stati cacciati in malo modo dal locale, ma non sappiamo neanche se abbiano o meno pagato le birre…

S per Settembre – S come Sagre*

*Giocando sull'assonanza col mitico "V per Vendetta".

Come si evince dal titolo, ne approfitto per parlare delle sagre a cui ho partecipato nel mese appena passato di settembre. A dir la verità la prima, la Sagra del cicatiello a Paupisi (BN), è avvenuta sabato 28 agosto, ma non mi voglio formalizzare troppo; la seconda invece, che è VinEstate 2010 a Torrecuso (BN) il 4 settembre.

La sera passata a Paupisi la ricorderò soprattutto per le interminabili file fatte: prima alla cassa per pagare, e poi alle cucine per prendere cibo e bibite; l'appropriarsi astutamente di buoni per patatine fritte lasciati incautamente incustoditi lì sul bancone (bella a Zio Silvio e VGFuture); l'indovinare la distanza tra un prosciutto appeso e un cubo di legno posto sotto di esso; il venire attirati da musica dance anni '90-2000, messa da un dj che definire tale sarebbe un'offesa per tutti quelli che praticano decentemente l'arte del djing, e nonostante tutto divertirsi lo stesso come non mai.
Tutto questo finora detto naturalmente non è niente di così eclatante da essere ricordato come tale, e sarà stata certamente la compagnia avuta che ha reso tutto così degno di essere vissuto, sta di fatto che ne conserverò comunque un bel ricordo.

sagra del cicatiello 2

Una settimana dopo abbiamo bissato con VinEstate 2010, ma la sera prima, venerdì 3 settembre, al Goodfellows dopo una combattuta gara al Dr Why, abbiamo vinto un barilotto di birra di 5 litri (purtroppo solo Heineken…) opportunatamente portato con noi a Torrecuso.

La compagnia rispetto a 7 giorni prima ha mantenuto solo tre elementi (io, Simo, e VGFuture), ma il resto della combriccola non è stata da meno.  
Quest'anno a Vinestate rispetto agli anni passati, c'è stata la novità della "carta assaggi", versione standard e versione premium, per vini più pregiati. Quindi bisognava pagare non solo per il bicchiere da assaggio con relativa borsetta da appendere al collo, ma anche per gli assaggi stessi.
Bei tempi quelli in cui con solo il bicchiere ti giravi stand dopo stand ad assaggiare quasi ogni tipo di vino…

S per Settembre - S come Sagre* (e non solo...)

(scattata da Simo, fuori campo)

Consapevole di ciò, ho rispolverato il mio bicchiere preso l'anno scorso (anche lavato ben bene, eh!) e insieme al gruppetto di amici, mi sono mosso alla volta di Torrecuso, per poi scoprire che non sono stato l'unico a pensarla così, visto che anche la piccola Simo aveva fatto lo stesso.
Tra assaggi gratis, birra premio, vino a iosa, panini con la salsiccia alla brace e giri per il paesello, c'è stata anche la mia vana ricerca di un locale che faceva arrosticini abruzzesi, ricerca che mi ha fatto uscire persino dal percorso della festa per poi trovarmi davanti al locale stesso strapieno di gente e con camerieri che tra fuori e dentro il locale erano oberati dagli ordini.
Dinanzi alla possibile perdita di tempo immane, ho desistito dai miei propositi ripiegando sul modesto ma pur buono panino con la salsiccia.

In conclusione bella serata anche questa, ulteriormente bissata la sera successiva con un ben più sparuto manipolo di "eroi" (il sopravvissuto Last Il Pario e DJ Masso + Ziggie) con cui ho vissuto altri bei momenti di amicizia.