Kame, 25 anni version 3.1

Mi sa che l’anno scorso non parlai affatto del giorno in cui compio il giro di boa di quando sono nato… Mmm mumble mumble, ma come mai?
Mah, e chi se lo ricorda… (strano detto da me che ho una buona memoria… sì, ma mica per tutte le cose del mondo, eh!)

Tralasciando la diatriba tra me e il sottoscritto, procedo e vado avanti.
Come ben sa chi mi conosce bene, da diverso tempo, quando domando alle persone che ancora non mi conoscono quanti anni ho, la maggior parte mi risponde sempre che ne ho 25. Se tutto questo vi suona familiare, e siete appassionati cinefili un po’ come me, allora forse vi ricorderà la trama di In Time.
Infatti l’anno scorso, festeggiai con una splendida torta realizzata da mia sorella, che potete vedere proprio qui sotto 25+5. Inutile dirvi quanto fa, a meno che voi non siate analfabeti o a completo digiuno di matematica elementare…
Ecco, dopo il consueto insulto a chi sta peggio di me, possiamo proseguire ulteriormente.
Peccato che l’anno scorso non ho avuto testimonianze fotografiche decenti del mio compleanno (ovvero, ci sono ma non mi son tanto piaciute…), a dir la verità nemmeno quest’anno son perfette, ma in un certo senso son rimasto comunque contento.
L’anno scorso quindi 25+5, l’anno prima aprile 2012 era 29 il 29 aprile; nel 2011 28 giorni/anni dopo (perché il 1 aprile feci il pesce d’aprile su facebook che era il mio compleanno); nel 2010 entrai nel Club dei 27 (all’epoca sonora grattata dei gioielli di famiglia); nel 2009 feci per la seconda volta 25 anni; nel 2008 la splendida data dei 25 anni. E così via. In effetti pensandoci, mi è sempre piaciuto giocare sui numeri e sui significati inerenti ad essi durante il mio compleanno.
L’anno scorso per un motivo preciso, non mi son goduto decentemente la festa, ma mi ricordo che ero molto brillo, e che almeno i miei amici più stretti erano presenti all’evento.
Il regalo fu un po’ pacchiano: la busta coi soldi, e la busta era uno dei foglietti che danno in chiesa per seguire la messa (dovrei averlo ancora conservato da qualche parte).

Quest’anno invece ho affrontato la ricorrenza natale con uno spirito diverso. Pochi amici ma buoni; anche per forza di cose: chi era fuori Benevento, chi addirittura fuori l’Italia, chi lavorava, e chi invece si è ritrovato a badare ad un proprio mini-Me al femminile tutto ad un tratto (e sì, parlo dell’ormai papà DJ Masso).
Nessuno spesone, nessuna festa in mezzo alla strada, nessuna festa a casa mia o di mia nonna. Semplicemente una sera all’Irish Pub dove offrivo da bere e da mangiare, con in più una torta fatta in fretta e furia dalla mia sempre diligente sorella, ormai più futura cuoca/pasticcera che futura dottoressa (non me ne volere, ma al momento è così).
Classica busta coi soldi anche quest’anno, ma almeno è stata organizzata meglio la cosa, con un bel bigliettino di auguri recante sulla busta la scritta “Tetè” (tradotto in italiano, “eccotela qua, prendi!”).
E soprattutto il regalo di compleanno che ho apprezzato di più: un coupon regalo da sfruttare presso il Morgana Music Club; un’idea originale realizzata dalla mia “scimmietta/pollastrella” preferita.
Non so proprio come le sia venuto in mente, ma ha fatto proprio una bella composizione, semplice semplice. Un plauso poi per la faccia tosta dimostrata per proporre questa cosa ai proprietari del mio locale beneventano preferito. Ehehehe, grande Serena!
La prima cosa che ho pensato: ed ora come farò ad essere abbastanza originale anche io quando arriverà il suo compleanno? Beh, qualcosa sempre mi inventerò…

Veramente son rimasto più soddisfatto di questo compleanno che non di quello dell’anno scorso, ma molto probabilmente ha giocato a suo favore il mio differente stato d’animo. E’ proprio vero che il tempo è la miglior medicina. A buon intenditor poche parole.

Album speciale solo per il blog (chi l’ha detto che le foto si devono pubblicare solo su facebook o su instagram???)


E fu così che passarono altri 365 giorni… Loading 2014.

 

Ora che sto iniziando a scrivere sul mio pc sono esattamente le 23e32.
Forse non c’è più molta gente che come me si ostina ancora a scrivere le proprie sensazioni, i propri ricordi, le proprie speranze su un blog, roba che definire ormai antidiluviana è dir poco, difatti si usa di più fare una cosa simile su Facebook, Whatsapp, Instagram e chi più ne ha più ne metta.

L’anno scorso, dopo un riepilogo dei 12 mesi passati (in breve, bene fino a luglio 2012, il resto lasciamo perdere…), chiusi il mio post con la speranza di poter vivere il contrario: male fino a giugno/luglio 2013, e poi solo bene.
Purtroppo non è andata così, ed ora non mi va nemmeno di mettermi a pensare per filo e per segno cosa ho fatto in ogni mese, anche perché rispetto all’anno precedente credo di aver fatto veramente poco.
Di una cosa però sono contento e ringrazio questi mesi appena passati: sono riuscito a farmi nuove amicizie, a riabbracciarne di vecchie, e magari rinsaldarne quelle che ci sono sempre state (almeno credo di aver fatto tutto ciò…).

Ad un anno e mezzo dal conseguimento della laurea purtroppo anche per la crisi che attanaglia il nostro paese, non sono riuscito in alcun modo a ritagliarmi un posto nel mondo del lavoro. Di conseguenza non ho potuto nemmeno guadagnare denaro per aiutare la mia famiglia e togliermi diversi sfizi, tipo una vacanza come si deve e come non ne faccio da anni, magari con qualche fidato amico.
E in tutto questo, il gentil sesso percepisce anche la tua situazione, e mai si azzarderebbe ad intrecciare una relazione con una persona che non ha nessuna stabilità nella propria vita. Ok, vi comprendo per questo, ma solo ora; prima ero sempre stato della convinzione che magari, iniziando da una relazione, il resto sarebbe venuto di conseguenza.

Ah, vorrei dire una cosa a chi è già riuscito ad arrivare a leggere fino a questo punto: in questo post non ho intenzione di “lamentarmi” come forse poteva risultare da quello dell’anno scorso, o dall’andazzo che stava appunto prendendo.
No! Voglio cercare di essere positivo, e contemporaneamente non voglio nemmeno stilare una lista di desideri, anche perché penso che ormai si sia capito cosa vorrei tanto (o quale persona vorrei tanto stesse con me).
Per questo 2014 spero solo di mantenere una buona salute, e magari di migliorare queste membra trentennali che mi porto appresso. Ehehehe. Forse così facendo potrò anche sperare a qualcosa di più, e vedere finalmente fare un passo in avanti alla mia vita.

Tornando all’attualità, permettetemi di dire che mi sono letteralmente stufato che nel mio quartiere, a partire dalle 18 di sera, si inizia già con lo sparare i primi “botti delle feste”.
Ma che cazzo! – dico io – piangete sempre miseria e poi spendete fior di quattrini per sparare petardi, fuochi, ciccioli, miniciccioli, cipolline, rauti eccetera eccetera!
A volte vorrei pensarla come qualche amico che spera in menomazioni fisiche a chi si diletta a sparare.
Ormai sono le 23e45 e manca un quarto d’ora all’arrivo del nuovo anno, leggermente satollo e un po’ stanco dall’ultima partitella a calcetto dell’anno giocata oggi pomeriggio, tra un po’ mi accingerò a raggiungere gli amici per le vie del centro di Benevento, e “festeggiare” a suon di bevute l’arrivo di questo 2014 (1+4=5, mio numero fortunato, hai visto mai che… SSSHHHHHHH! Meglio non dire altro).

Come ogni anno, chiudo linkando la canzone che ascolto ogni 31 dicembre: “Crap Kraft Dinner” degli Hot Chip.
P.S.: non chiedetemi perché ma l’ho eletta a canzone must per il 365° giorno dell’anno.
Auguri a tutti quelli che mi vogliono bene (o che pensano di volermene). 😀

Sfortunato al gioco, fortunato in amore… Un par de palle!

Festività natalizie significa anche mettersi attorno ad un tavolo, dopo abbuffate pantagrueliche, e trovare poi la forza di cacciare dal portafoglio una manciata di spiccioli per poterseli giocare ai classici giochi di natale: la tombola che non manca mai, magari mercante in fiera, oppure gli intramontabili e più gettonati (almeno dalle nostre parti, Benevento e dintorni): Cucù e Sette e mezzo.
Già la sera del 24 a casa mia, verso le undici e mezza-mezzanotte, era iniziato il primo giro di giochi, ma complice la scesa da casa per raggiungere gli amici e “festeggiare” assieme il compleanno di Gesù, mi ero sapientemente sottratto alla cosa.
Il giorno dopo i “giochi natalizi” volevano farmi nuovamente loro, prendendomi di soppiatto la sera del 25, ma tra l’azzeccarmi con Plague inc. su Nosferatu (come ho battezzato il mio smartphone) e dilettarmi sulla Xbox dei miei cugini con Fifa 13 (raramente gioco con le nuove consolle videoludiche), ho evitato nuovamente la perdita di cash dalle mie tasche.
Complice poi vecchie situazioni datate un anno e mezzo prima, mi sono risparmiato anche un’altra serata giochi a casa di altre persone.
Il mio portafoglio, da poco rimpinguato e reso pacioccone dai soldi regalatami da mia nonna, mi ha reso grazie con un sorriso da bambino obeso, un sorriso di quelli contagiosi, non so se ho reso l’idea.

Passano un altro paio di giorni,e nel frattempo non si fa viva nemmeno la “maledizione del 27” (sarà che forse è diventata del 25? boh!?), fino a quando, ieri sera, non sono stato quasi costretto a partecipare ad una serata giochi…
Il programma della giornata prevedeva partita a calcetto per riprendere confidenza col pallone e col fisico (purtroppo è ritornata la fitta ad un muscolo della gamba), ritorno a casa per cena, e poi verso le 22, classico giro per il centro a Bn al fine di fare “public relations” (sempre meglio dire così, che ridurre il tutto a “ci beviamo una birra e vediamo che succede e chi incontriamo”).
Invece sul gruppo di whatsapp tra noi amici, mi giunge la notizia che “la Zia” è debilitata dal raffreddore, proponendo quindi di giocare a casa sua.
Mi capita anche l’onere di dover provvedere io ai giochi, e quindi ritorno sopra casa, prendo la busta con tombola e carte napoletane e mi dirigo alla casa della suddetta amica.

Ora, dico io, statisticamente parlando, uno se si mette a giocare, dovrebbe pur vincere qualcosa, non rientrando di tutto quel che aveva speso, ma avvicinandosi almeno di un poco? Tipo se metti 5 euro, li perdi ma poi rientrando di almeno 2 euro/2 euro e 50?
Per me evidentemente non funziona così.

Come fai a non fare almeno un ambo a Tombola pur avendo a disposizione il tabellone?
Come fai a perdere tre vite a Cucù, ai primi tre giri, con un 3 e due 2 come carte?
Come fai a non sapere che a Sette e mezzo, il 10 di denari (la cosiddetta Matta) vale 7 solo se ha un’altra figura a fianco, e da sola fa solo mezzo punto? E tutto questo, nella più completa ignoranza ti porta quindi ad affermare spavaldamente “Piatto!” perdendo più di quanto effettivamente avevi a disposizione in quel momento!

L’ho sempre pensato che i giochi d’azzardo, che siano questi, o che siano scommesse sportive, non fanno per me.
E ormai non vale neanche più la frase che a volte ti dicono “Vabbè, non ti preoccupare: sfortunato al gioco, fortunato in amore…”
In passato ho sempre sperato in questo detto: una magra consolazione per rendere meno amaro il dimagrimento progressivo del mio portafoglio ciccioso durante le feste; eppure ormai non ci credo più.
Quindi la prossima persona che mi dice ciò, è meglio che faccia molta attenzione prima di aprire bocca.

Buona giornata dell’asciugamano a tutti!

Mi sa che l’ultima volta che mi son fatto una foto per omaggiare Douglas Adams (autore di Guida galattica per autostoppisti, precisazione fatta per chi è troppo pigro per andare su wikipedia ed informarsi) fu ben 3 anni fa!

Come ogni 25 maggio, si festeggia quindi il Towel Day, e cosa che non sapevo, si festeggia anche il Pride Geek Day, in breve si ricorda la prima proiezione del film Guerre Stellari (25 maggio 1977).

Il mio ricordo odierno per Douglas Adams, prima foto molto stile Padre Maronno, l’asciugamano è quello mio storico della Juventus. :P:

Benvenuto (oppure no?) nel Club 27*!

http://it.wikipedia.org/wiki/Club_27

makkione Innanzitutto partiamo con gli auguri di rito per questo nuovo numero anagrafico che ti accompagnerà per il prossimo anno…

AUGURI GUIDO!!!

Ovviamente non ti auguro di far parte del club 27, ci mancherebbe, ma volevo giocarci un po’ su, sai com’è, poi per “coccodrilli” ed elogi funebri c’è ancora tempo, e a questo riguardo, già ci siamo messi d’accordo su cosa dovrò dire.
Prima di scrivere questo post, ho dato un’occhiata fugace a quali fossero i precedenti interventi su di te qui su questo blog, e ho trovato anche due vecchie foto:

A dir la verità ne avevo trovate altrettanto sfiziose sul tuo profilo facebook, ma non volevo esagerare nella tua celebrazione.
Piuttosto mi sarebbe piaciuto linkare la tua presentazione sul sito di Bmagazine, quella in cui si parlava di una vita passata all’insegna delle tre F: football, filosofia e figa. La trovai esilarante, peccato che è stata poi cancellata.
EDIT del 15 maggio 16.11:Guido Bianchini nasce dall’accoppiamento di un babà e una sfogliatella, cresce con saggezza popolare sannita e partite del Benevento. Scopre poi un’altra scontatissima f da affiancare al football a cui si aggiungerà quella di filosofia, per formare il trittico dei valori fondanti la sua esistenza. Li coltiva alternando momenti di nichilismo nietzschiano a vitalismo cubano, passando con naturalezza da Dostoevskij a Franco Califano, spesso parla da solo con Giovanni Lindo Ferretti e lui risponde anche. Un giorno in un aula dell’Università di Salerno sente dire da Vincenzo Vitiello, suo maestro di filosofia teoretica, : “Il Cristianesimo e il nichilismo o è nichilismo?”. Credendo che si trattasse di una domanda retorica ne ha fatto un’ossessione dedicandosi allo studio della filosofia delle religioni munito di Nietzsche ed Heidegger e condendo il tutto con il linguaggio poetico di Celan e Hӧlderlin.Ha condensato i suoi primi sforzi ermeneutici in una tesi sperimentale su: L’onto-teologia possibile di Vincenzo Vitiello” che probabilmente sarà capita e apprezzata soltanto alla morte dell’autore e del suo primo interprete. Ultimamente sta deviando sulla filosofia decostruttiva francese perché il linguaggio di Derrida lo eccita come una donna prosperosa. Se non morirà a breve ha intenzione di scrivere un testo su Derrida e l’origine della scrittura e uno sulla fotografia , tanto per dimostrare al mondo che questa nobile arte non serve ad attirare solo “ mi piace” su Facebook. Ha accettato di scrivere per Bmagazine perché ama incondizionatamente Massimo Varchione . Segue le sorti del Benevento Calcio e invece di fare i bottoni in corpo , li butta sul web, alternando la critica al sarcasmo. All’occorrenza si occupa anche di cultura perché trova molto divertente l’ intellighenzia beneventana, anche se non ha ancora capito cos’è . Ogni tanto sfoga con pipponi satirici a quattro mani con Luigi Furno : è l’unico modo per produrre qualcosa insieme visto che non abbiamo il giusto apparato e per applicare l’intuizione di Derrida: “ Il piacere della scrittura è pari a quello dell’autoerotismo”.
Per me è sempre un onore fare le veci di tuo “addetto stampa” ufficioso, barcamenandomi tra le tue innumerevoli citazioni e riferimenti; i tuoi cosiddetti “valori”: il Benevento Calcio, Cuba, Milf, badanti dell’est, il poker e via dicendo (mi dilungherei troppo se dovessi nominare anche le tue persone ispiratrici).

Passando ad un tono più serio, fatti dire che data la scomparsa di splinder, mi è dispiaciuto non effettuare un backup del tuo fu allora blog: lateladipenelope.splinder.com; più e più volte in quelle pagine ho apprezzato la tua vena scrittoria da compassato romanziere e non da “giornalaio” (come ogni tanto ami definirti pur di non sentirti nominare “giornalista”); quei post pieni della tua verve polemica e scanzonata ironia; quelle righe in cui l’intellettualità pura la faceva quasi sempre da padrona, ritrovandomi al tempo stesso estasiato da quel che avevo appena letto, e poi deluso raffrontando i tuoi scritti ai miei, facendomi però capire che potevo ancora migliorare riguardo al suscitare emozioni in un mio post.
Come altri ti hanno definito (e continuano a farlo), da te c’è solo da imparare, imparare dal maestro Makkione: per me una delle pochissime persone con cui riesco ad essere veramente me stesso, uno dei pochi beneventani con cui non mi sento mai un pesce fuor d’acqua.

In passato su questo blog mi rimproverasti di non averti “elogiato” come era accaduto con altri miei amici e compagni di vita, ma penso che ora io sia riuscito a colmare almeno in parte questa lacuna.

Ancora buon compleanno Guido, sono sinceramente fiero di conoscerti.

Da fottuti ubriaconi a fottuti artisti.

Proprio stamattina ho spulciato il blog, andando a vedere i vecchi post di auguri di questo mese di ottobre, e quello di 5 anni fa, ha attirato la mia attenzione per la foto, più precisamente l’espressione di Guiduccio, e per i commenti al post stesso.

Appunto come appena ricordato, da allora sono passati 5 anni, il venticinquenne Pario è diventato il trentenne Vincenzo, e il ventunenne Guiduccio è diventato il ventiseienne Chantico.
Entrambi si sono laureati sia alla triennale che alla specialistica del loro corso di laurea, ed ora… i casi strani della vita… entrambi sono diventati degli “artisti” nel loro ambito professionale.

Da che erano dei “fottuti ubriaconi” ora sono dei “fottuti artisti”!
Guido-Chantico che in questi anni si è affinato come giocoliere di strada (e me lo ricordo ancora ad una vecchia pasquetta iniziare a prendere confidenza con i “poi” infuocati); e Pario-Vincenzo-Last22 che è ritornato al vecchio amore dei graffiti, evolvendo poi il tutto nella stencil art e nelle decorazioni di ogni genere (comprese performance teatrali)

BUON COMPLEANNO AD ENTRAMBI UAGLIO’!

Indietro o avanti nel tempo? Happy birthday Mari!

Tanti auguri Marisella! Naturalmente la foto è di repertorio… oppure no? Mica anche quest’anno hai festeggiato 25 anni? Vabbè chi se ne frega, giusto? L’importante poi sono gli anni che si sentono dentro, non quelli che si hanno effettivamente, ma già fare di questi discorsi potrebbe significare che si sta cedendo all’avanzare del tempo? Mah…
In ogni caso, in qualche modo, l’idea degli auguri di buon compleanno ti è arrivata lo stesso.
Ciao Mari!
P.S.: ci siamo quasi con l’orario di edizione del post, no?

Buon comple-blog! E sono 8!

Questo qui sopra era l’header del vecchio blog quando era ancora su splinder.com.
Gli anni passano per tutti, e ad un certo punto della vita, si arriva sempre al seguente bivio: restare sempre sé stessi, o aggiornarsi? Così come è per le persone, vale anche per le cose, e in questo caso per il blog. Come dice il titolo sono passati ormai 9 anni da quando decisi di aprire un blog e far partecipare anche gli amici di una vita alla sua realizzazione.
Col tempo poi la loro passione verso l’ormai leggendario “pas.splinder.com” è scemata, ma io, il suo creatore e realizzatore, non ho voluto far morire il blog con tutti i suoi post e commenti, che ancora adesso mi aiutano non poco a scoperchiare la scatola dei ricordi e rimembrare con gioia, stupore e divertimento gli attimi passati anni e anni fa; rendendo partecipi di quei momenti anche gli amici di una vita.

Magari agli altri potrà fregare poco di questo anniversario, considerandolo più futile che utile, ma a me piace comunque festeggiarlo nel mio piccolo con questo post. Ormai non si chiama più pas.splinder.com, sono l’unico depositario di tutti questi ricordi da almeno 4-5 anni a questa parte, e quindi ho deciso di rinominarlo semplicemente “Kame il Kane detto il Konte – l’Alterblog“, oppure come usavamo fare per la sua precedente reincarnazione, “kameilkane.altervista.org”.

Onore imperituro al blog che fu, al blog che è, al blog che sarà.
E di rimando anche alla Perverse All Star.

Mattinata a rischio diabete?

Domani mattina oltre ad essere il mio compleanno, sarà anche il giorno in cui festeggerò con amici e parenti, il conseguimento della laurea specialistica avvenuto questo giovedì.
Già ipotizzo che a qualsiasi ora mi sveglierò, sarò accolto da baci e abbracci, sì fa pure piacere, ma se fatto in dosi esagerate, non sai quanto bisogna alzare l’asticella dell’imbarazzo. Stay tuned…

En-Plein!

Incredibile signori!
Oltre ogni più rosea aspettativa: en-plein con lode! Bu-bu!

110 buoni motivi per sorridere prima di andare a dormire.
Ho letteralmente “spaccato tutto”, e la mazza di baseball era rimasta riposta nell’armadio a casa.

Senza falsa modestia, puntavo ad un mite 108, figuratevi la sorpresa alla proclamazione.
Quanto durerà questa gioia?
Spero il più a lungo possibile. Notte a tutti.