Ceravolo: questa col Benevento è la favola più bella che io abbia mai vissuto

A volte mi capita che qualche articolo che scrivo per SannioSport.it non venga pubblicato perché ridondante con qualcosa pubblicato poco prima, quindi vedo di riciclarlo per il mio blog, che a dispetto delle rare pubblicazioni è sempre vivo. Ecco qua.

A Sky Sport 24, direttamente dagli spogliatoi dello stadio Ciro Vigorito, l’inviato Francesco Modugno ha intervistato la Belva Fabio Ceravolo, attaccante principe del Benevento, riguardo il grandissimo e storico risultato raggiunto ieri sera.

Siamo riusciti a conquistare questa favola della massima serie, all’inizio non ci credevo, poi stamattina mi sono svegliato con la maglia celebrativa della serie A, quindi è tutto vero e ce lo stiamo godendo.

Qualcosa di storico era già avvenuto l’anno scorso con la prima volta in serie B, ma raggiungere la serie A è qualcosa di straordinario. Quello che ho trovato ieri nello stadio era una città intera, in campo inoltre si sentiva un calore pazzesco, poi dopo la partita per la città ci sono stati dei festeggiamenti fantastici. Ad un certo punto sul pullman scoperto non abbiamo capito niente, tutti i tifosi volevano salire su con noi, è stato un momento indimenticabile, per me e soprattutto per tutto questo popolo che se lo è meritato.

Questo ambiente – lo spogliatoio – è il nostro segreto, in realtà il segreto di tutti i calciatori, dove sin dal primo giorno fino all’ultimo si costruisce qualcosa di straordinario così come abbiamo fatto noi ieri. Qua si dicono cose che magari non possiamo dirle davanti alle telecamere e ce le teniamo per noi. Ieri però qualcosa si è detta tra i microfoni… abbiamo fatto penso un miracolo sportivo, a trent’anni questa è stata la favola più bella che ho mai vissuto, quindi me la godo: con i miei compagni, con lo staff e con un presidente straordinario.

Ceravolo pittore, farai un’opera, alcuni calciatori pensano a farsi un tatuaggio giallorosso..

Adesso sinceramente penso a godermi questa serie A e a staccare un attimo in vacanza perché è stato un anno lunghissimo, travagliato e sofferente, però ho promesso a questa città di fare un’opera d’arte anche se un’opera d’arte l’ho vista fare ieri dentro il Ciro Vigorito, con una curva meravigliosa e come anche tutti gli altri settori. Ripeto: è stata la nostra arma in più, nel finale di campionato ci hanno dato una spinta in più e abbiamo vinto tante partite anche per il loro supporto.

Questo gruppo andrà bene così com’è in serie A, magari con pochi ritocchi?

Io credo che alla fine la serie A è un’altra categoria e ci vogliono quindi giocatori di categoria, ma anche quest’anno è stata cambiata la rosa con soli cinque sei uomini, poi per il resto c’erano tanti ragazzi che hanno vinto la Lega Pro, tanti ragazzi ambiziosi che non avevano mai fatto la serie B e con le motivazioni di tutti abbiamo poi raggiunto la massima serie.
E’ chiaro che poi ci penserà il direttore sportivo, il presidente se c’è da fare una campagna acquisti importante, ma qui vedo un bel futuro, in questa città, con questa squadra, il Benevento Calcio. Io ho altri due anni di contratto e me li voglio godere fino in fondo. Mi auguro con Baroni in panchina e spero che rimanga perché come ho detto ieri, a me ha dato tanto quest’anno, mi ha voluto fortemente qui e lo ringrazierò sempre, perché venti gol non sono pochi, è il primo anno che faccio questo numero di reti, è un record assoluto e quindi spero di ripetermi nella massima serie, e di contribuire ancora a qualcosa di importante.

La Cena in Bianco in salsa “giallorossa”

cena_in_bianco-640x360L’idea di questo post ce l’avevo già da ieri sera, ma prima volevo informarmi per bene per non incappare in errori o inesattezze. Intitolarlo semplicemente “White Dinner” o “Unconventional Dinner” (il nome dell’evento stesso) non mi andava, e per questo ho optato per un rimando colorato in riferimento ai colori della squadra calcistica cittadina (considerando anche che un paio di suoi esponenti vi hanno partecipato…).
Sin da prima che venisse effettivamente organizzata e realizzata, avevo letto o sentito numerosi commenti di miei concittadini (amici e non) che non erano entusiasti della cosa, criticando le modalità dell’evento:

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Per l’occasione su Facebook erano stati creati, oltre alla pagina istituzionale, anche un profilo e un evento. Le adesioni sono state inizialmente 1.500, salite poi (presumibilmente) a 1.600. Esauriti i posti a prenotazione, la gente pur di partecipare ha provveduto portandosi anche tavolino e sedie da casa, talmente era la voglia di esserci.

Ho appena finito di vedere i due video pubblicati dal sito EmozioniInRete:
“Cena in bianco”. Un successo di condivisione sotto il segno dello stile
Benevento sperimenta la “Cena in bianco” nel centro storico
Nel primo servizio viene intervistata Sandra Lonardo Mastella, moglie del Sindaco Clemente, che parla di come lo spunto sia venuto a lei solo dopo aver visto come la nuora abbia organizzato una Cena in bianco lì a Loano (in provincia di Savona, in Liguria) dove abita con il figlio di Mastella.
Da diverso tempo però questa modalità di evento, una specie di “flash-mob” se vogliamo definirlo tale, viene realizzata con successo in numerose metropoli mondiali, come Parigi e New York, oltre che in città italiane come Torino e Milano.
Mi era stato riferito anche di Bari e Napoli, il che cozzerebbe con l’affermazione del sindaco Mastella sulla primogenitura dell’evento da parte della città di Benevento non solo in Campania, ma anche nell’intero Sud. Ma d’altronde basta verificare su questo sito:
http://www.cenainbiancounconventionaldinner.it/p/cene-in-bianco-italia.html e guarda caso, dall’elenco manca proprio Benevento…
Piccola nota: tutto nacque quattro anni fa a Torino, nel 2012, da un’idea della torinese Antonella Bentivoglio d’Afflitto, un doppio cognome che mi ricorda l’alto lignaggio della fantozziana “Serbelloni Mazzanti Viendalmare”. Al di là dell’associazione di idee, volevo riportare una sua risposta alla domanda: “Perché il colore bianco?”
«Perché è un colore elegante, semplice, apartitico, e di grande impatto fotografico». Secondo lei le “white dinner” sono così attrattive perché sono portatrici di bellezza, in luoghi aulici o periferici delle città. La gente si sente parte di una favola romantica in cui si ride, si assaggia il tiramisù del vicino conosciuto pochi minuti prima, ci si innamora».
Mi soffermerei sull’aggettivo “apartitico” che anche la moglie del Sindaco ha sottolineato nella sua intervista, anche per rimarcare come la Cena in bianco beneventana non sia stata fatta per interessi politici, ma solo per la città di Benevento stessa.
[EDIT: Ho contattato su facebook proprio la signora Bentivoglio che mi ha confermato che seppur non in elenco, la città di Benevento è una delle 250 località italiane che partecipano a quest’iniziativa da lei ideata, e che non volendo lei né sponsor né guadagni, non aggiorna molto spesso il sito, ma dopo le mie domande al riguardo lo farà quanto prima.
Ah, mi ha anche detto che la prima città in Campania era stata Sarno, mentre Benevento era la quarta o quinta in ordine di tempo a fare la Cena in Bianco.]

Devo ammettere che ero molto curioso al riguardo (com’è di mia natura), ma a parte che nessuno delle persone con cui esco abitualmente, e nemmeno qualcuno della mia famiglia, era interessato alla cosa non vedo perché avrei dovuto parteciparvi in solitaria: già c’era molta diffidenza al riguardo poi, presentarsi da solo vestito di bianco, ad una cosa simile, mi avrebbe imbarazzato un po’; una cosa è farla in compagnia col supporto di altri, e una cosa è farla singolarmente.
La mia non partecipazione quindi non era di natura politica (come lo è stato per molti altri), e quindi ho deciso che seppur non vi avessi partecipato, sarei andato comunque a dare un’occhiata per verificare di persona come si sarebbe svolto il tutto; questo perché un conto è informarsi leggendo articoli e vedendo foto e video, e un altro conto è vedere tutto con i propri occhi.

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Sguardo dall’alto di metà Corso Garibaldi

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La preparazione delle tavolate a Santa Sofia e davanti al Teatro Comunale.

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La piazza di Santa Sofia con le tavole imbandite e colme di commensali.

Avendo parcheggiato l’automobile sotto le “Scalette Strette” ed essendo salito per il Corso Garibaldi provenendo da Piazza Roma, il primo pensiero che ho avuto in mente vedendo tutte quelle persone di bianco vestite è stato:
“ODDIO! Il Ku Klux Klan!”
Poi mi sono accorto che erano senza cappucci e senza torce e quindi mi son tranquillizzato… a parte la battuta, alla prima occhiata l’effetto di per sè è straniante, poi dopo un po’ ci si abitua e la cosa diventa piacevole allo sguardo.
Ho trovato un po’ fuori luogo la presenza di una drag queen vestita da sposa (molto apprezzata però da un paio di turisti asiatici e da commensali che si facevano selfie assieme) e la musica tipo tammorra, ma sono gusti personali. D’altronde erano presenti anche altri “illustri personaggi” beneventani (non vestiti di bianco però…) come Gaetano Pell e Can che serviva a qualche tavolo e ballava la tammorra anche lui; Gianluca il Pagliaccio che sorseggiava il suo cartone di Tavernello a Via Traiano e Antonio Buffet che cercava qualcuno dal quale scroccare la cena.

Girando per le tavolate ho avuto anche l’opportunità di parlare con quei pochi amici e conoscenti che avevano partecipato e anche con quelli che come me bazzicavano curiosamente nei dintorni.
A quest’ultimi ho chiesto cosa ne pensassero (per la privacy ometterò nomi e sesso delle persone):
C: Vedendo come sono organizzati i tavoli, con questa aggiunta del premio per il tavolo addobbato più bello, spiccano molto le differenze tra “patrizi e plebei”…

A: Non mi piace proprio, per me è stata una pacchianata organizzare queste tavolate lungo tutto il Corso Garibaldi e Via Traiano; potevano fare come hanno fatto altrove, a Torino, Milano e Parigi dove erano tutti concentrati in un luogo solo e il colpo d’occhio sarebbe stato migliore. Ad esempio si mettevano tutti a Piazza Roma, e delimitavano come fatto per lo spettacolo di Marco Travaglio a BCS con delle transenne.

G: Sto cercando di trovare un senso a questa cosa organizzata dal signor Mastella… ma più ci penso e più mi viene da piangere!! Sinceramente la trovo proprio una cosa insensata: lo devo preparare e me lo devo mangiare dove dici tu e alle tue regole… ma a sto punto me lo mangio a casa mia in grazia di Dio!!! Ma che senso ha?!!

M: Mi chiedo semplicemente cosa pensavano le 1500 persone lì sedute, ovvero quale fosse il senso, lo scopo di questo evento: se quello di valorizzare i monumenti, sentendoli ancora di più “casa propria” mangiandovi davanti (non mi pare); se quello di conoscere nuove persone (non mi pare); se quello di provare una nuova esperienza e poi vantarsene sui social; se quello di fare numero..davvero mi sfugge, e forse non dovrei nemmeno chiedermelo data l’assenza di senso e valori nella società odierna… comunque agli occhi esterni di una persona che nemmeno sapeva dell’esistenza di simili eventi,è sembrata una spettacolarizzazione e stop.. (in pieno stile dei nuovi coniugi che ci governano insomma…). Il motivo poteva essere anche quello di ottenere ulteriori consensi tra la gente…..alla “panem et circenses” per intenderci.
Non so, da fuori sembrava una cena per sé e per i suoi….solo se hai un certo abbigliamento entri, altrimenti no… se volevano fare un white party lo potevano fare in un posto delimitato, chiuso da mura insomma…mi ripeto, farlo così in piazza mi è sembrata un po’ una spettacolarizzazione..

F: No, non avrei mai partecipato, soprattutto considerando che bisognava pagare 15 euro per prenotare il posto, mi sto facendo solo un giro per vedere com’era organizzata.

A questo punto, dubbioso su quest’ultima affermazione, ho chiesto ad un’altra persona amica che era lì a cenare.

D: Assolutamente no! Non abbiamo pagato alcun contributo per partecipare. C’è però chi ha preferito il catering. Ad esempio il ristorante Pascalucci con 15 euro ha allestito i tavoli e portato la cena, servendola pure. Noi abbiamo portato il cibo da casa quindi era assolutamente gratis.

M2: Come ben sai lavorando fuori non mi trattengo molto in città, ma stasera i miei genitori mi hanno detto che c’era questo evento, mi è sembrata una cosa carina e simpatica e quindi sono qui con loro, ho dovuto solo vestirmi di bianco, e ad organizzare il tutto ci ha pensato un’amica di famiglia.

Arrivato a Piazza Santa Sofia, ho trovato anche alcuni tavoli vuoti, quindi oltre alle prenotazioni in più erano venute a mancare anche delle persone, proprio lì di fianco ho parlato con un’altra persona amica del perché lì fosse vuoto, e poi da parte ci fossero tavolini singoli.

P: Avevamo prenotato a più persone, poi per vari motivi alcuni sono venuti meno, ma abbiamo comunque lasciato tutto imbandito, magari potrebbe anche aggiungersi qualcun altro che non conosciamo, ma a quel punto non gli puoi dire niente, la cena in bianco è aperta a tutti.

Vedo che ci sono anche Pezzi e De Falco (N.d.A.: due giocatori del Benevento Calcio)!

P: Eh sì, ormai sono degli amici, ed è sempre bello che anche gente come loro che viene da fuori frequenti Benevento e si integri con i beneventani.

Insomma, in definitiva come spesso capita sia a Benevento che in Italia c’è sempre chi critica, sia che si faccia qualcosa (come sta cercando di dimostrare questa nuova amministrazione comunale) sia che non si faccia niente (e qui parlo della precedente e decennale amministrazione comunale targata Pepe-Delvecchio).
Se da una parte poi molti hanno apprezzato questa idea della Cena in Bianco che da lontano dava l’impressione di un ritrovato senso di comunità, dall’altra parte c’era comunque l’osservazione che anche se posti di fianco a degli sconosciuti, non tutti fraternizzavano con i vicini di posto, restando divisi ognuno nei propri gruppetti di amici o familiari.

Se avessi partecipato, sinceramente mi avrebbe dato fastidio se qualcuno come me ieri sera, passeggiava alle mie spalle o dall’altra parte della tavolata per guardare cosa stessi facendo, mettendomi quindi anche in imbarazzo oltre che fastidio.
Coraggiosi e menefreghisti quindi quelle persone che hanno partecipato? No, semplicemente una volta che ti siedi a tavola ci siete solo tu, il cibo e le persone con cui lo stai condividendo, niente di più.

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Fette di pane “nutellose”!

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Questa notte ho fatto un sogno come non ne facevo da tempo, i più forse non comprenderanno i riferimenti geografici, ma tant’è… non sono quelli i dettagli importanti…

Ero a Benevento, via Posillipo (per intenderci lungo Calore dalla parte dove c’è il Bue Apis), era sera inoltrata forse addirittura notte fonda, passata la mezzanotte molto probabilmente. Non ricordo nemmeno precisamente in compagnia di chi fossi, però mi ricordo che c’erano diverse persone che conoscevo sia personalmente che di vista.
La “movida beneventana” stranamente era concentrata lì, a partire dall’incrocio coi semafori tra ponte Calore e Corso Vittorio Emanuele, fino ad arrivare alla Torre piccionaia (o colombaia?) prima della curva del Bue Apis; una serie di localini un po’ tipo come ci sono nel centro di Salerno, solo che lì hanno il mare, e noi solo il fiume…

Comunque, mentre giravo lì attorno e stavo parlando con una ragazza che presumo sia stata una mia compagna di università alla triennale, noto diverse persone appoggiate dalla parte del fiume tipo come quando ci sono i fuochi d’artificio nell’ultima sera della Festa della Madonna delle Grazie, solo girate dalla parte della strada e non che guardavano verso il fiume. Ad un certo punto, mentre sto parlando con questa vecchia amica (che ora non ricordo nemmeno chi fosse visto che aveva un volto sconosciuto) vedo una ragazza incosciente della propria situazione, in compagnia di loschi individui: avete presente quei quei ragazzi di buona famiglia, ma dai comportamenti da mezzi criminali, come se a loro fosse tutto dovuto? Ecco, proprio quelli là. La ragazza semi svenuta tanto era in piedi perché mantenuta appunto da queste persone, appoggiata addosso a loro che avevano le chiappe sul muretto del lungo calore.
Questo gruppetto di ragazzi tra i 20 e i 30 anni probabilmente ubriachi se non addirittura drogati, volevano approfittarsi di questa ragazza e non ero a conoscenza del fatto se fossero stati loro a drogarla o a farla ubriacare, o se l’avevano trovata direttamente così.

Aguzzo lo sguardo, e riconosco nella figura della ragazza incosciente i lineamenti di una persona a me conosciuta: è Lei.
Immediatamente mi congedo dall’amica con cui mi stavo intrattenendo a parlare e mi fiondo in direzione di questo gruppetto di ragazzi; senza dire loro alcunché, la tiro a me e la prendo in braccio.
Mi allontano da tutto e da tutti, e inizio ad andare a piedi verso casa di Lei che nel frattempo si è avvinghiata fiduciosa a me, come quei bambini che di sera, dopo essersi scatenati a giocare, si fanno portare in braccio dai genitori a casa fino nel proprio lettino.

Attraverso a metà il ponte Calore, Lei fino a quel momento non aveva detto niente, e nel frattempo rimuginavo tra me e me: “Ma come mai si trovava lì con quelle persone? e dov’è il suo ragazzo, o qualche altro amico che conosco? E’ mai possibile che l’avessero lasciata da sola in quelle condizioni?” …a quel punto la guardo in faccia e noto che è completamente pallida in volto. Mi preoccupo visibilmente, la chiamo per nome, e le dò un paio di schiaffetti sulle guance per farla riprendere.
Lei alza la testa e riprende immediatamente colore, si accorge di me, e mi chiede di andare a riprendere la borsetta che aveva lasciato ad una festa privata, in una villetta dall’altra parte del fiume Calore. Acconsentò alla sua richiesta e continuò a portarla in braccio fino al suddetto luogo, ed arrivati lì davanti troviamo la sua borsetta che aveva lasciato per terra vicino ad un lampione. Lei si siede su una panchina lì a fianco e mi chiede di portarle qualcosa da mangiare.
Le chiedo che cosa volesse e lei mi risponde così: “un paio di fette di pane nutellose!”

Notte fonda, ore piccole, e dove potevo mai andarle a prendere lì in zona quel che voleva? Allora decido di entrare in questa villa privata per trovare il pane e nutella in questa festa a cui Lei era evidentemente stata in precedenza.
La assicuro che sarei tornata a prenderla con la sua “merenda” di lì a breve, il più veloce possibile, non l’avrei mai più lasciata da sola come invece avevano fatto altre persone quella sera stessa.
Entro dalla porta principale e sentendo delle voci provenire da una scala a chiocciola che scendeva verso una tavernetta, saluto i pochi presenti e mi dirigo direttamente verso una dispensa in cerca del necessario. Purtroppo la nutella era finita e c’erano solo dei tramezzini con prosciutto e sottilette, pronti per essere tostati.
Chiedo un po’ in giro dove trovare altro pane, e non avendo ricevuto risposte soddisfacenti, continuo a cercare da me.
Poco più tardi, aprendo una vetrinetta, trovo un filoncino di pane, ma mi manca ancora la Nutella…
I toni scuri dell’ambiente della festa privata improvvisamente si schiariscono e vengono inondati da una forte luce…Mi sono appena svegliato!

Il primo pensiero che mi viene in mente è di preoccupazione: “E ora? Come farà Lei senza di me???”

Mastella sindaco: Vince il vecchio, perde Del Vecchio.

Quattro anni e più di nuova pena?

Innanzitutto premetto che non sono assolutamente ferrato in politica come molti altri miei conoscenti, ma una vaga idea di come vadano le cose credo di averla.
Nella giornata di ieri, 19 giugno 2016, a Benevento si è svolto il secondo turno delle Elezioni Amministrative che ha visto andare al ballottaggio il candidato sindaco Clemente Mastella e il candidato sindaco Raffaele Del Vecchio.

Due facce della stessa medaglia?!?

Maglioncino sulle spalle; in sella sulle biciclette. Due facce della stessa medaglia?!?

Nessuno dei due riscontrava le mie preferenze iniziali, volte invece al candidato sindaco Marianna Farese del Movimento 5 stelle (e qui magari ci sarebbe da aprire una parentesi più avanti nel post).
Dunque, a quel punto cosa fare?
Per due settimane mi sono scervellato su come poter votare (non volendo venire meno al mio diritto e dovere di cittadino… non sono mai stato propenso per l’astensione al voto), e se si fosse dovuto decidere su chi gettare dalla Torre tra Mastella e Del Vecchio, avrei preferito di gran lunga minare dalle fondamenta la Torre stessa per vederla crollare con entrambi alla sua sommità, inermi su come riuscire a salvarsi.

A quel punto la logica mi ha portato a pensare a quale potesse essere il male minore.
Ma anche qui mi sono trovato in difficoltà.
Basta googlare un po’ e vedere quali sono i commenti della Rete su Clemente Mastella, un politico che 5 anni fa si candidò a sindaco nella città di Napoli, e che davanti la prospettiva di vedersi sconfitto a favore di Luigi De Magistris, affermò che in caso di vittoria del rivale si sarebbe suicidato.
5 anni dopo sappiamo che De Magistris si è riconfermato sindaco di Napoli, e il “buon” Mastella è ancora vivo e vegeto.

D’altro canto non è che il candidato sindaco Del Vecchio fosse tanto meglio di Mastella: vicesindaco per 10 anni nell’amministrazione di Fausto Pepe targata PD, il “dinamico” duo ha portato la città di Benevento nei bassifondi delle classifiche positive riguardanti le città italiane, e viceversa ai vertici delle classifiche negative: corruzione, vivibilità, disoccupazione, inquinamento e chi più ne ha più ne metta.

delvecchiobici1 Votare quindi per Del Vecchio ai miei occhi non sarebbe stata una scelta per cambiare l’attuale pessimo stato in cui versa la nostra città, bensì quella di perpetuare la situazione esistente.

Il voto nei confronti di Mastella a quel punto mi sembrava l’unico modo per tentare di cambiare lo status quo vigente, ma anche in questo caso non mi sembrava di fare ciò che ritenevo giusto. I due candidati a quel punto sono diventati come la peretta gigante e il panino alla merda di South Park.
Al che si è fatta avanti invece l’idea di perseguire la linea di condotta del #nessunodeisuddetti; così come nel film con protagonista Richard Pryor, nel quale quest’ultimo si ritrova a candidarsi come sindaco della città di New York col solo scopo di impedire che i cittadini votino per gli altri due candidati, uno peggio dell’altro.

Dopo aver reso nota a voi che leggete (sempre che ovviamente ci sia ancora qualcuno che sia arrivato fino a questo punto…) quale sia stata la mia posizione in merito al ballottaggio tenutosi ieri, volevo arrivare a quella che è stata la ragione, il motivo che mi ha portato a scrivere questo post a sfondo politico, che è da trovarsi in questo link dalla pagina facebook di La Repubblica, link che è stato portato alla mia attenzione da un mio contatto facebook, Daniela P.

Davanti ai numerosi commenti di utenti (o utOnti?) che definivano noi Beneventani come una massa di ignoranti, idioti, coglioni, stupidi per essere arrivati ad avere come sindaco di Benevento Clemente Mastella, non ho potuto starmi zitto e ho lasciato quindi questo commento:

A tutti quelli che hanno commentato finora, vorrei specificare che l’altro candidato sindaco, era il vicesindaco uscente e c’era da ben 10 anni (perché il sindaco Pepe era stato riconfermato per un secondo mandato).
In questi 10 anni il PD ha portato più danni che benefici e Benevento si è sempre posizionata agli ultimi posti delle classifiche riguardanti le città italiane, grazie ad una amministrazione fallimentare.

Purtroppo il candidato sindaco del movimento 5 stelle si è classificato terzo al primo turno, altrimenti al ballottaggio di ieri penso che molti beneventani avrebbero tranquillamente votato per il candidato pentastellato.
L’elezione di Mastella dai più è stata vista come un segno di discontinuità a fronte di altri possibili 5 anni col PD.
Comunque sia andata, la città di Benevento ha perso.

P.S.: Lo so che è difficile per l’utente medio di facebook, ma prima di mettere bocca su qualche argomento sarebbe preferibile informarsi prima sulla situazione precedente di una città, prima di definire coglioni i suoi cittadini, i Beneventani.

P.P.S.: infine volevo ricordare che mentre al primo turno l’affluenza alle urne è stata del 78%, al ballottaggio l’affluenza è scesa al 58%. Qualcosa vorrà pur dire riguardo la volontà di votare uno dei due candidati sindaci???

Tornando alla questione del movimento 5 stelle, credo che l’unico errore che abbiano commesso sia stato quello di favorire la pur brava Marianna Farese, piuttosto che Nicola Sguera che nello stesso schieramento, senza aver affisso alcun manifesto elettorale (a memoria non ricordo nemmeno dei “santini” con la sua faccia) ha preso molti voti rispetto a tanti altri candidati consiglieri di altre liste.
Magari con il prof. Sguera al ballottaggio di ieri avremmo visto il Movimento 5 stelle contro Mastella, e non ci sarebbe stata una vittoria così schiacciante del ceppalonese (N.B.: su 72 seggi Del Vecchio non ha prevalso in nemmeno uno…); o addirittura non saremmo nemmeno arrivati al ballottaggio, con il Movimento 5 stelle che avrebbe vinto direttamente il 5 giugno (ricordo inoltre che a Benevento il M5S ha avuto la % più alta di voti dopo Roma e Torino).
Secondo me, ciò che ha illuso Del Vecchio, la sua coalizione e i suoi votanti, è stato il risultato del voto disgiunto che ha premiato oltremodo i suoi candidati consiglieri, sfavorendo invece lui come candidato sindaco (quasi 5000 voti in meno).

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Infine c’è da dire che il M5S con una sola lista a favore, è riuscito a fare benissimo, considerando che la coalizione di Mastella aveva 4 liste a favore, e quella di Del Vecchio ne aveva invece ben 7!

Chiudendo la discussione, spero che tra 5 anni Benevento sia messa un pochino meglio di adesso, e che dopo questo lustro con Mastella, il Movimento 5 stelle sappia offrire un candidato di tutto rispetto che possa guidare finalmente in alto la nostra città.

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Beneventano Medio 3: il bacio gay in villa comunale, e non solo…

SOTTOTITOLO: beneventana media questa (s)conosciuta.

Scorcio della Villa Comunale a Benevento.

Qualche giorno fa c’è stato questo increscioso episodio avvenuto nella villa comunale, e per “increscioso” non mi riferisco all’atto affettuoso tra i due ragazzi, quanto per la reazione avuta dal custode della villa comunale dinanzi a questo gesto romantico:
“Ragazzi mi raccomando… allora non avete capito? di qui passano i bambini, se non ve ne andate, chiamo i carabinieri!”
Una vicenda che ha avuto così tanto risalto da finire persino sulle pagine di testate online nazionali (come si può evincere dal primo link del post).
Qualche “cittadino” beneventano avrà persino pensato che fosse assurdo da parte di alcuni esponenti del consiglio comunale, aprire una attività di accertamento interna per riscontrare e verificare l’episodio di discriminazione omofoba.

Su facebook ho condiviso qualche decina di minuti fa l’articolo scritto da una mia amica che scrive su Bmagazine (giovane testata giornalistica online di Benevento); articolo al quale ho accompagnato il seguente commento:

Era da un po’ che avrei voluto dire la mia su questo argomento, scrivendone sul mio blog, ma colgo ora l’occasione per farlo qui, sfruttando l’articolo scritto dall’amica Annalisa.

Se c’è una cosa che si devono mettere in testa i beneventani, è che Benevento non è una città alla stregua di Salerno, Napoli o uscendone fuori Roma, Milano, Bologna, Firenze o Torino.

Benevento è un paesotto! 
Un paese un po’ più grande di altri che abbiamo nella provincia, dai quali si può differenziare giusto per la storia dei sanniti, romani e longobardi che ci hanno lasciato nel corso dei secoli.
Se per il beneventano medio (che si crede alla stregua di un cittadino moderno delle città/metropoli che ho su nominato), un gesto affettuoso effettuato da due ragazzi dello stesso sesso assume ancora connotati così assurdi, dove vogliamo andare?
Come ci si vuole equiparare a gente molto più moderna ed aperta mentalmente se i primi a non essere aperti mentalmente sono loro stessi?

MI rendo conto che sto per dilungarmi troppo, quindi continuerò poi sul mio blog a riguardo.
ABBASSO IL BENEVENTANO MEDIO E RETROGRADO MENTALMENTE!!!

E quindi, come già accennato un paio di righe prima, mi son reso conto che mi sarei necessariamente dilungato affrontando nuovamente il discorso sul beneventano medio, proseguendo quindi la scia dei precedenti post a riguardo (quello sul Silent Party è un’appendice, quindi questo qui, invece che Beneventano Medio 3, dovrebbe intitolarsi Beneventano Medio 3.5).
L’ambito che volevo affrontare era quello della conoscenza tra due persone al fine di un coinvolgimento amoroso…
Ne parlai tempo fa con l’amico Mazi Sarcotrafficante, che davanti alle mie storie passate sulla difficoltà nel conoscere una ragazza per una relazione, mi disse:
“Ma tu dovresti cambiare città! A Roma dove sono io, non ci sono tutti i problemi di cui mi racconti.”
Non è da poco che mi rendo conto (dopo aver avuto a che fare con la tipica mentalità aperta di gente colta conosciuta negli anni universitari) che in effetti è proprio così.
Qui se provo a conoscere una ragazza da zero, senza alcun aggancio, difficilmente mi andrà bene. E parlando con diverse coppie della mia città, o venendo a conoscenza della genesi della storia di altrui coppie (sì lo so, sono molto curioso e indiscreto…) mi sono reso conto che il più delle volte queste relazioni sono nate grazie all’aggancio di persone amiche di entrambi i soggetti coinvolti.
Lo trovo assurdo!
Addirittura tempo fa (un paio di anni) mi capitò di trovare su facebook, tra le “Persone che potresti conoscere” una ragazza che conoscevo da tempo di vista, e della quale non sapevo assolutamente niente.
Ne approfittai e iniziai a mandarle messaggi, spiegandole la situazione, e dopo poco diventammo “amici di facebook”.
Il problema si ebbe poi, quando dopo i miei numerosi tentativi di voler combinare un incontro, questa ragazza si mostrava sempre titubante.
Tempo qualche mese e la suddetta ragazza mi dice le seguenti cose in ordine cronologico:
A) ha conosciuto un altro tramite una sua amica;
B) ci sta uscendo e lui le piace;
C) lui interrompe la relazione per motivi di lavoro, lasciando la città;
D) lei viene a conoscenza che lui aveva già una precedente relazione con un’altra ragazza con la quale è andato poi a convivere.

Insomma, in tutto questo, uno venuto dal nulla, e favorito dalla conoscenza di un’amica della ragazza, ha fatto i suoi porci comodi (naturalmente la ragazza aveva anche una predilezione estetica verso il suddetto tizio…) e poi se ne è bellamente lavato le mani successivamente, lasciando in cattive condizioni sentimentali la ragazza che ha dovuto poi raccogliere i cocci della relazione.
Non era servito a niente quindi professarsi per quello che si è: un bravo ragazzo, intelligente, né brutto né bello (un tipo insomma…). No, senza conoscenza pregressa di qualcun altro che facesse da gancio, non c’era assolutamente storia.

E che vuoi dire poi a quelle ragazze con cui provi ad accennare un saluto, e senza manco starti a sentire ti rispondono: “Sono fidanzata!”
Questo non è capitato a me, ma ad alcuni amici miei che vivono a Roma e che erano scesi per le ferie a Benevento, ed erano rimasti interdetti dalla reazione piccata di queste ragazze alle quali avevano solo detto “Ciao, io sono XXX”.
Le tipiche ragazze beneventane che si credono chissà chi, e che magari come la classica rana che esce fuori dal pozzo, non si troverebbe a proprio agio davanti alla vastità dell’oceano che le si para davanti.

In questo caso quindi urge ricorrere ad un’ulteriore rettifica: questo post non avrebbe dovuto intitolarsi nemmeno Beneventano Medio 3.5, bensì Beneventana Media
(EDIT: l’ho appena messo come sottotitolo del post).

Topolini, Topolino, scaratopi e vespe.

topolinodicampagnaUn venerdì che si prospettava un pochino moscio, alla fine non si è dimostrato poi tanto molle, e di questo ringrazio un topolino simpatico che si aggirava ieri sera nel giardino del Morgana, tra muretto e ringhiera verde, non so se impaurito dalla gente, incuriosito dalla stessa, e se in cerca di qualcosa da mangiare (non credo era il tipo di andare ad assaggiare i fondi dei bicchieri di plastica dei cocktail…).
Ben presto se ne sono accorti un po’ tutti gli avventori del Morgana, e l’amica Mari si è subito alzata con scatto da centometrista per paura di ritrovarsi il piccolo “Ratatouille” in testa.

A proposito di animali, ne ho approfittato per far vedere il video di uno scarafaggione che ho trovato nel garage di casa mia qualche giorno prima, ribattezzato affettuosamente da me come “Scaratopo”, come accade in How I Met Your Mother.
scaratopoIl bell’insettone, grande quanto la mia mano, si aggirava giulivo sul pavimento del garage, fino a quando gli ho dato un leggero calcetto, per fermarlo e fargli una foto decente.
Lo Scaratopo si è fermato per un attimo, ha fatto finta di sembrare morto, e dopo un altro piccolo movimento del mio piede, si è ripreso fermandosi come vedete nella foto qui a fianco.

Nella serata di ieri ho avuto anche a che fare con una “vecchia amica” che a momenti non avevo nemmeno riconosciuto, e quasi con mia somma sorpresa, non avvertivo più quel sentimento rancoroso di mesi fa.
Sarà che son cambiato come atteggiamento, in un certo senso maturato, e in un altro senso, dopo quasi 2 anni dal nostro “addio”, me ne importa veramente poco come invece mi poteva interessare tempo fa.

Stamattina invece, con un mezzogiorno di fuoco senza alcuna ombra, vestito completamente di bianco, sono sceso per andare a comprare il Topolino col terzo numero di “Potere e Potenza”, il ritorno a fumetti di Pikappa (una versione più avventurosa di Paperinik) dopo ben 12 anni dall’ultima storia uscita su albi a fumetti.
Nel pomeriggio quindi sono andato sul terrazzo per leggermi la rivista, ma mi son trovato ad avere a che fare con delle vespe che avevano nidificato nel bracciolo della sedia a sdraio.
Armato quindi di insetticida spray, ho cercato di debellare questo problema quanto prima, per poi rilassarmi e leggere prendendo anche un po’ di sole.
E niente, son riuscito ad uccidere una vespe su tre, più numerose larve che erano all’interno del favo costruito nella sedia a sdraio.
E’ stata una lotta ardua, visto che il sole era ancora bello forte che splendeva sul mio capoccione, quindi grondavo sudore come Zidane alla finale dei mondiali del 2006.
Il match con gli insetti tifosi del Borussia Dortmund non è ancora finito, temo che possano nidificare nuovamente, e quindi 1-0 per me, palla al centro!

P.S.: stasera invece mi aspetta il secondo appuntamento col Silent Party del Morgana Music Club.
P.P.S.. si vede che non hanno letto il mio articolo che diceva di aspettare un altro po’ prima di riproporlo.

 

Rocco Hunt… ma vedi un po’ dove te ne devi andare…

Il giovane rapper salernitano cantava mesi fa a Sanremo “E’ nu juorn’ bbuon’“.
Eh! Per te casomai caro Rocco (mi riferisco al solo titolo della canzone, lo so che il testo intende altro…)!

Piccola digressione:
non so perché, ma sarà la faccia da bravo ragazzo di Rocco Hunt, ma mi trovo spesso a chiamarlo Clementino, ovviamente confondendomi.
Ritorniamo a noi.
Su facebook avevo appena scritto:

 è meteoropatico
11 min · Possibile che come Tempesta degli X-Men io possa influenzare il tempo?

Cosa è successo oggi?
Beh, lasciamo stare che non vedrò la mia “scimmietta” preferita per un po’ di tempo perché se ne va in vacanza; lasciamo stare che nel frattempo si sta scatenando l’ira di Giove Pluvio (Santi Numi!); lasciamo stare che oggi inizierò un nuovo torneo di calcio a 5, e sebbene la rosa conti 12 elementi, molto probabilmente saremo 5 giocatori contati (fortuna che almeno il campo è al coperto, il PalaAdua a Rione Ferrovia).

Quello su cui voglio soffermarmi è l’immagine che è qui a fianco nel post.giffoniloungeexperience
Il Giffoni Lounge Experience.
Qualche tempo fa, su facebook lessi un link pubblicato da una mia docente del corso di organizzazione per eventi che seguì l’anno scorso in provincia di Salerno, andando poi a inizio aprile a fare un piccolo stage a Giffoni Valle Piana presso l’ufficio stampa del Giffoni Film Festival; fu una esperienza particolare, e speravo che sia io che le colleghe che fecero questo stage con me, saremmo poi andati nuovamente a Giffoni per i giorni del festival. Purtroppo non chiamarono nessuno di noi.

Stavo dicendo, questa mia docente aveva pubblicato un link nel quale cercavano un webmaster tirocinante per un nuovo progetto correlato al GFF: il Giffoni Lounge Experience.
Mando una mail, mi sento a telefono, e prendo appuntamento per sostenere un colloquio conoscitivo.
Arrivo in sede, faccio il colloquio, rivedo la mia docente dopo un po’ di tempo, e ci mettiamo d’accordo che avrei lavorato inizialmente da “remoto” come webmaster e che poi nei giorni a seguire, avrei partecipato ad una conference call su skype. Purtroppo non ho letto per tempo l’avviso per email della conference call, quindi non riuscii a parteciparvi.
Mi risentì con Angela, la mia docente, e mi disse che avevo sì sbagliato, ma che avrei dovuto prendere come abitudine quella di vedere la mail di mattina (e così ho sempre poi fatto).
Il tempo è passato, e stamattina leggo che mi è arrivata una mail dal GLE per una riunione da effettuare dalle 15 alle 17 di mercoledì 16 luglio.
Chiamo Angela e mi dice che quella mail che mi era arrivata era stata un errore: era arrivata a tutti quelli che avevano svolto un colloquio, e poi lei pensava che fossi io a dovermi rifare vivo (cosa che ho fatto poi solo oggi dopo la lettura della mail).
Mi spiega inoltre che il responsabile capo del progetto aveva preferito coinvolgere giusto un paio di ragazzi della zona di Salerno, che non avevano quindi problemi a stare lì sul posto, a differenza mia che almeno inizialmente, avrei dovuto lavorare da “remoto” e poi mi sarei trasferito a Giffoni Valle Piana per i giorni del festival, con vitto e alloggio a carico dell’organizzazione.

Lei si dispiace dell’errore e di come è andata (ci mancherebbe…) e mi dice che terrà conto del mio profilo per altri progetti futuri.
Magrissima consolazione.
Resta solo il fatto che oggi, caro Rocco Hunt, per me non è affatto “nu juorn bbuon’!

 

Scrivo post in attesa di far pace col figlio di Ipno e della Notte…

E fu così che la Coppa del Mondo 2014 la vinse la Germania…
Ecco, ora che ho attirato la vostra attenzione, sappiate che questo post non tratterà di calcio, della partita in sé, e di tutto il circo mediatico che ci ha girato intorno.
Quella che si è appena conclusa è stata una domenica sui-generis (sembra che io voglia per forza trovare delle citazioni della ex band di Phil Collins e Peter Gabriel, ma non è così…).
L’amico Cienzo è partito per una crociera di una settimana; mia sorella è andata a Napoli (accompagnata da mia madre) per sostenere un esame nella giornata di domani, a casa ci siamo trovati solo noi tre maschi (io, mio padre e mio fratello).

Stamattina mi son svegliato dopo sole 4 ore di sonno (mi pare quasi di essere tornato a 2 anni fa), stanotte sono andato a letto per sfinimento.
Durante la giornata ho avvertito in un paio di occasioni la voglia di andare a riposare un po’, ma non ci sono riuscito, il corpo era stanco, ma la mente non aveva voglia di spegnersi.
Nel pomeriggio ho rivisto gli amici Mari e Ub, tornati ieri da Venezia per reincontrare parenti e amici, e ci siamo presi un caffé, facendo inoltre conoscere loro la mia “scimmietta” Serena.
Ci tenevo particolarmente a farli incontrare, ed è stato un pomeriggio amabile.
In serata ho poi visto la finale Germania Argentina con gli amici Rutio, Mar-Io e Armand, ma ci siamo persi stupidamente la rete della vittoria.
Un giro in centro, e poi poco meno di un’ora fa son tornato a casa.
Come mio solito non riesco mai ad andare subito a letto, e ancora non so a che ora riuscirò a cadere sfinito sotto il martello del dio Morfeo (A Morfè, di ‘sti tempi mica basta un fazzoletto imbevuto di cloroformio! E’ una gara di resistenza!).
Intanto non so cosa mi aspetterà domani, se non in prima serata l’impegno del Memorial Simeone, secondo torneo di calcetto al quale parteciperò quest’anno.

Domani saluterò per diversi giorni anche la suddetta “quadrumane”, e non so proprio come mi sentirò prossimamente…

(This is the) Land of confusi… delusion

Sembra incredibile, assurdo, impossibile.
Eppure… eppure!

Chiamatelo karma, chiamatelo destino, chiamatelo fato.
Chiamatelo come vi pare, ma alla fine si tratta sempre di corsi e/o ricorsi storici.
“In amore vince chi fugge” e “gli stronzi hanno sempre la meglio sui bravi ragazzi”.
Possono bastare queste due semplici frasi per comprendere che la vita è sempre stata tutt’altro che foriera di gioie per la mia persona riguardo questo particolare campo sociale.

A questo punto credo proprio di essere sbagliato io.
Anche se alla fin fine non riesco mai a dare ragione alla mia parte razionale riguardo a questa situazione…
Eppure so di sbagliarmi, so di essere sbagliato, so che essere come sono io, nella società di oggi non può portarmi affatto alcuna situazione positiva.
Eppure non riesco a farne a meno!
Comportarmi da stronzo, o da pseudo tale non è affatto nelle mie corde.
Eppure sarebbe la migliore soluzione per me!

No, non è affatto contemplabile dalla mia persona.
E di ciò me ne dolgo.
Maledettamente!

E’ questa la terra della confusione in cui purtroppo mi aggiro, senza difese a parte l’arma del sarcasmo, dell’autoironia, del considerare ormai come tragicomico quello che è il sentiero che continuo a percorrere ostinatamente, nonostante numerose guide e/o cartelli lungo il percorso, mi dicono di procedere diversamente.
No, è più forte di me. Non ci riesco.
E continuo a vagare nella terra della confusione…
Ma siamo sicuri poi che questa è una terra della confusione?
Scosto i rami che coprono il cartello che delimita il territorio in cui sto vagabondando… “terra della delusione”.

Ah!

Ora forse qualcosa è più chiaro.
Eppure…
Eppure!
Eppure non riesco a cambiare le cose.

Mannaggia la miseria!
No!
Maledetto me!
Ma perché non riesco a far prevalere la mia parte maschile in tutto ciò?
Perché sono così “donna” riguardo le relazioni amorose?
Maledetto me!

Mi ripropongo sempre di comportarmi diversamente, ma (in)consciamente mi rendo conto che così facendo andrei contro quella che è (purtroppo…) la mia natura.

Destino avverso, karma beffardo, fato ingiusto.
Quand’è che il vento soffierà finalmente dalla mia parte?
Quand’è che la persona di turno con cui vorrei condividere una parte del mio percorso vitale (una parte, non tutta, mi accontento, eh!) concorderà con quelli che sono i miei pensieri, i miei interessi, i miei affetti?

Perché devo penare sempre così tanto?
Perché il passato deve in qualche modo aggiungersi nuovamente al presente, per farmi capire che così come sono, non riuscirò mai ad avere risultati nella mia vita?
Un passo avanti e uno indietro…
Un passo avanti e due indietro…
Un passo avanti e tre indietro…

Perché?
Perchè?
Perché?

Non riesco a trovare una ragione.
… o non voglio vederla?
Devo rassegnarmi?
Devo essere io ad adeguarmi forzatamente ed ogni volta alla situazione?

Vorrei sapere tanto dove sta scritto tutto ciò.
Vorrei saperlo così da potervi porre rimedio, cancellarlo con ogni mezzo possibile, e riscrivere il futuro a modo mio.
Così come finalmente sento di meritarmelo.

Una mia teoria è sempre stata:
“Non c’è nessuno al mondo completamente fortunato o sfortunato, a periodi fortuna e sfortuna si alternano sempre nella vita di un essere umano. Allora credo fermamente che se fino ad ora sono stato sempre sfortunato dal punto di vista sentimentale, in futuro sarà tutto il contrario”.

Peccato che a furia di pensare al futuro, questi arriva e diventa un presente quasi sempre molto simile a quello che è stato il passato.

MonkeyLoveSono le 5 di domenica 13 luglio, i pensieri che cerco di trascrivere qui sopra ancora non abbandonano la mia mente.
Mente? Siamo sicuri che si tratti di questo, e non di un altro organo vitale del corpo umano?

Ebbene sì, forse è proprio così.
Eppure… eppure, non riesco proprio a rassegnarmi.

 

Silent party e stampa silenziosa sì, siamo a Benevento.

Nella serata di sabato 5 luglio, qui a Benevento, e precisamente nel giardino del Morgana Music Club, si è avuto per la prima volta nella nostra città un particolare evento musicale: il Silent Party!

Purtroppo, sebbene ci sia stata una grossa affluenza (addirittura una quarantina di persona che ballava e andava a ritmo fino alle 4 di notte, orario in cui me ne sono andato), secondo me poche persone erano venute veramente a conoscenza dell’evento in sé.
A parte il passaparola effettuato da aficionados del Morgana come me; e l’evento su facebook linkato in apertura di post, resto convinto dell’idea che la stampa locale non abbia dato il giusto risalto al tutto.
Nel pomeriggio di ieri ho fatto una piccola ricerchina su google, e ho notato come nel “pre-evento”, erano stati pubblicati solo 4 articoli scritti in base al comunicato stampa che è stato inviato alle redazioni, e in alcuni casi incorporato dalle info prese dall’evento su facebook, verificate: Il Quaderno, Il Vaglio, Gazzetta di BeneventoBMagazine.
Per non parlare di OttoPagine, il giornale di proprietà del presidente del Benevento Calcio, Oreste Vigorito, che si è posto sin da subito come importante fonte di informazione di Sannio e Irpinia.
Beh, OttoPagine si è proprio sprecato nel dare risalto all’evento, relegando la cosa ad una semplice frase alla fine degli appuntamenti della sera a Benevento:
In serata al Morgana c’è il Silent Party, il primo party silenzioso mai realizzato a Benevento. 

Oh, vi siete sprecati cari colleghi di OttoPagine!
Dopo questa prima ricerchina, ne ho fatta un’altra per vedere in quanti dei suddetti giornali online avessero poi parlato del “post-evento”.
Ebbene cari lettori (sempre se qualcuno è riuscito ad arrivare fin qui a leggere…) ho trovato un solo articolo, su GazzettaBenevento.it persino con alcune immagini della serata (mi si intravede nella quarta).

Chiunque vi ha partecipato delle persone che conosco, ha detto che è stata una grande iniziativa; altre persone che erano poi risultate assenti e che avrebbero voluto esserci (tipo la “scimmietta” Serena) speravano in una seconda volta per potervi partecipare; e non dimentichiamo che con un Silent Party in pieno centro, si è avuto zero inquinamento acustico, non arrecando quindi alcun danno alla cittadinanza residente in zona, cosa che invece può capitare durante altri fine settimana, nei quali di solito già dopo mezzanotte e qualcosa, i locali devono abbassare o addirittura spegnere la musica.

Ora con chi me la voglio prendere? Ma col Beneventano Medio ovviamente (secondo link sul BM)!!!
In breve: il beneventano medio dice sempre che:
“A Benevento non c’è mai niente di nuovo e di interessante”
Ma il BM non fa neanche niente per non lamentarsi; il problema che esiste a Benevento è che quando accadono eventi particolari e nuovi come il Silent Party, questi non hanno quasi mai la giusta “sponsorizzazione”, quindi la gente resta nell’ignoranza e si lamenta della mancanza di nuove alternative.
I principali quotidiani (online e non) dovrebbero dare maggior risalto nella cronaca di questi eventi, e non limitandosi al solo comunicato stampa copi incollato.

Io nel mio piccolo cerco sempre di informarmi in merito ad eventi culturali e di puro divertimento che possono esserci nella mia città, e di conseguenza cerco anche di informare la mia rete di contatti affinché la particolare razza del BM possa estinguersi o almeno ridursi a meno esemplari possibili.