Fette di pane “nutellose”!

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Questa notte ho fatto un sogno come non ne facevo da tempo, i più forse non comprenderanno i riferimenti geografici, ma tant’è… non sono quelli i dettagli importanti…

Ero a Benevento, via Posillipo (per intenderci lungo Calore dalla parte dove c’è il Bue Apis), era sera inoltrata forse addirittura notte fonda, passata la mezzanotte molto probabilmente. Non ricordo nemmeno precisamente in compagnia di chi fossi, però mi ricordo che c’erano diverse persone che conoscevo sia personalmente che di vista.
La “movida beneventana” stranamente era concentrata lì, a partire dall’incrocio coi semafori tra ponte Calore e Corso Vittorio Emanuele, fino ad arrivare alla Torre piccionaia (o colombaia?) prima della curva del Bue Apis; una serie di localini un po’ tipo come ci sono nel centro di Salerno, solo che lì hanno il mare, e noi solo il fiume…

Comunque, mentre giravo lì attorno e stavo parlando con una ragazza che presumo sia stata una mia compagna di università alla triennale, noto diverse persone appoggiate dalla parte del fiume tipo come quando ci sono i fuochi d’artificio nell’ultima sera della Festa della Madonna delle Grazie, solo girate dalla parte della strada e non che guardavano verso il fiume. Ad un certo punto, mentre sto parlando con questa vecchia amica (che ora non ricordo nemmeno chi fosse visto che aveva un volto sconosciuto) vedo una ragazza incosciente della propria situazione, in compagnia di loschi individui: avete presente quei quei ragazzi di buona famiglia, ma dai comportamenti da mezzi criminali, come se a loro fosse tutto dovuto? Ecco, proprio quelli là. La ragazza semi svenuta tanto era in piedi perché mantenuta appunto da queste persone, appoggiata addosso a loro che avevano le chiappe sul muretto del lungo calore.
Questo gruppetto di ragazzi tra i 20 e i 30 anni probabilmente ubriachi se non addirittura drogati, volevano approfittarsi di questa ragazza e non ero a conoscenza del fatto se fossero stati loro a drogarla o a farla ubriacare, o se l’avevano trovata direttamente così.

Aguzzo lo sguardo, e riconosco nella figura della ragazza incosciente i lineamenti di una persona a me conosciuta: è Lei.
Immediatamente mi congedo dall’amica con cui mi stavo intrattenendo a parlare e mi fiondo in direzione di questo gruppetto di ragazzi; senza dire loro alcunché, la tiro a me e la prendo in braccio.
Mi allontano da tutto e da tutti, e inizio ad andare a piedi verso casa di Lei che nel frattempo si è avvinghiata fiduciosa a me, come quei bambini che di sera, dopo essersi scatenati a giocare, si fanno portare in braccio dai genitori a casa fino nel proprio lettino.

Attraverso a metà il ponte Calore, Lei fino a quel momento non aveva detto niente, e nel frattempo rimuginavo tra me e me: “Ma come mai si trovava lì con quelle persone? e dov’è il suo ragazzo, o qualche altro amico che conosco? E’ mai possibile che l’avessero lasciata da sola in quelle condizioni?” …a quel punto la guardo in faccia e noto che è completamente pallida in volto. Mi preoccupo visibilmente, la chiamo per nome, e le dò un paio di schiaffetti sulle guance per farla riprendere.
Lei alza la testa e riprende immediatamente colore, si accorge di me, e mi chiede di andare a riprendere la borsetta che aveva lasciato ad una festa privata, in una villetta dall’altra parte del fiume Calore. Acconsentò alla sua richiesta e continuò a portarla in braccio fino al suddetto luogo, ed arrivati lì davanti troviamo la sua borsetta che aveva lasciato per terra vicino ad un lampione. Lei si siede su una panchina lì a fianco e mi chiede di portarle qualcosa da mangiare.
Le chiedo che cosa volesse e lei mi risponde così: “un paio di fette di pane nutellose!”

Notte fonda, ore piccole, e dove potevo mai andarle a prendere lì in zona quel che voleva? Allora decido di entrare in questa villa privata per trovare il pane e nutella in questa festa a cui Lei era evidentemente stata in precedenza.
La assicuro che sarei tornata a prenderla con la sua “merenda” di lì a breve, il più veloce possibile, non l’avrei mai più lasciata da sola come invece avevano fatto altre persone quella sera stessa.
Entro dalla porta principale e sentendo delle voci provenire da una scala a chiocciola che scendeva verso una tavernetta, saluto i pochi presenti e mi dirigo direttamente verso una dispensa in cerca del necessario. Purtroppo la nutella era finita e c’erano solo dei tramezzini con prosciutto e sottilette, pronti per essere tostati.
Chiedo un po’ in giro dove trovare altro pane, e non avendo ricevuto risposte soddisfacenti, continuo a cercare da me.
Poco più tardi, aprendo una vetrinetta, trovo un filoncino di pane, ma mi manca ancora la Nutella…
I toni scuri dell’ambiente della festa privata improvvisamente si schiariscono e vengono inondati da una forte luce…Mi sono appena svegliato!

Il primo pensiero che mi viene in mente è di preoccupazione: “E ora? Come farà Lei senza di me???”

Mastella sindaco: Vince il vecchio, perde Del Vecchio.

Quattro anni e più di nuova pena?

Innanzitutto premetto che non sono assolutamente ferrato in politica come molti altri miei conoscenti, ma una vaga idea di come vadano le cose credo di averla.
Nella giornata di ieri, 19 giugno 2016, a Benevento si è svolto il secondo turno delle Elezioni Amministrative che ha visto andare al ballottaggio il candidato sindaco Clemente Mastella e il candidato sindaco Raffaele Del Vecchio.

Due facce della stessa medaglia?!?

Maglioncino sulle spalle; in sella sulle biciclette. Due facce della stessa medaglia?!?

Nessuno dei due riscontrava le mie preferenze iniziali, volte invece al candidato sindaco Marianna Farese del Movimento 5 stelle (e qui magari ci sarebbe da aprire una parentesi più avanti nel post).
Dunque, a quel punto cosa fare?
Per due settimane mi sono scervellato su come poter votare (non volendo venire meno al mio diritto e dovere di cittadino… non sono mai stato propenso per l’astensione al voto), e se si fosse dovuto decidere su chi gettare dalla Torre tra Mastella e Del Vecchio, avrei preferito di gran lunga minare dalle fondamenta la Torre stessa per vederla crollare con entrambi alla sua sommità, inermi su come riuscire a salvarsi.

A quel punto la logica mi ha portato a pensare a quale potesse essere il male minore.
Ma anche qui mi sono trovato in difficoltà.
Basta googlare un po’ e vedere quali sono i commenti della Rete su Clemente Mastella, un politico che 5 anni fa si candidò a sindaco nella città di Napoli, e che davanti la prospettiva di vedersi sconfitto a favore di Luigi De Magistris, affermò che in caso di vittoria del rivale si sarebbe suicidato.
5 anni dopo sappiamo che De Magistris si è riconfermato sindaco di Napoli, e il “buon” Mastella è ancora vivo e vegeto.

D’altro canto non è che il candidato sindaco Del Vecchio fosse tanto meglio di Mastella: vicesindaco per 10 anni nell’amministrazione di Fausto Pepe targata PD, il “dinamico” duo ha portato la città di Benevento nei bassifondi delle classifiche positive riguardanti le città italiane, e viceversa ai vertici delle classifiche negative: corruzione, vivibilità, disoccupazione, inquinamento e chi più ne ha più ne metta.

delvecchiobici1 Votare quindi per Del Vecchio ai miei occhi non sarebbe stata una scelta per cambiare l’attuale pessimo stato in cui versa la nostra città, bensì quella di perpetuare la situazione esistente.

Il voto nei confronti di Mastella a quel punto mi sembrava l’unico modo per tentare di cambiare lo status quo vigente, ma anche in questo caso non mi sembrava di fare ciò che ritenevo giusto. I due candidati a quel punto sono diventati come la peretta gigante e il panino alla merda di South Park.
Al che si è fatta avanti invece l’idea di perseguire la linea di condotta del #nessunodeisuddetti; così come nel film con protagonista Richard Pryor, nel quale quest’ultimo si ritrova a candidarsi come sindaco della città di New York col solo scopo di impedire che i cittadini votino per gli altri due candidati, uno peggio dell’altro.

Dopo aver reso nota a voi che leggete (sempre che ovviamente ci sia ancora qualcuno che sia arrivato fino a questo punto…) quale sia stata la mia posizione in merito al ballottaggio tenutosi ieri, volevo arrivare a quella che è stata la ragione, il motivo che mi ha portato a scrivere questo post a sfondo politico, che è da trovarsi in questo link dalla pagina facebook di La Repubblica, link che è stato portato alla mia attenzione da un mio contatto facebook, Daniela P.

Davanti ai numerosi commenti di utenti (o utOnti?) che definivano noi Beneventani come una massa di ignoranti, idioti, coglioni, stupidi per essere arrivati ad avere come sindaco di Benevento Clemente Mastella, non ho potuto starmi zitto e ho lasciato quindi questo commento:

A tutti quelli che hanno commentato finora, vorrei specificare che l’altro candidato sindaco, era il vicesindaco uscente e c’era da ben 10 anni (perché il sindaco Pepe era stato riconfermato per un secondo mandato).
In questi 10 anni il PD ha portato più danni che benefici e Benevento si è sempre posizionata agli ultimi posti delle classifiche riguardanti le città italiane, grazie ad una amministrazione fallimentare.

Purtroppo il candidato sindaco del movimento 5 stelle si è classificato terzo al primo turno, altrimenti al ballottaggio di ieri penso che molti beneventani avrebbero tranquillamente votato per il candidato pentastellato.
L’elezione di Mastella dai più è stata vista come un segno di discontinuità a fronte di altri possibili 5 anni col PD.
Comunque sia andata, la città di Benevento ha perso.

P.S.: Lo so che è difficile per l’utente medio di facebook, ma prima di mettere bocca su qualche argomento sarebbe preferibile informarsi prima sulla situazione precedente di una città, prima di definire coglioni i suoi cittadini, i Beneventani.

P.P.S.: infine volevo ricordare che mentre al primo turno l’affluenza alle urne è stata del 78%, al ballottaggio l’affluenza è scesa al 58%. Qualcosa vorrà pur dire riguardo la volontà di votare uno dei due candidati sindaci???

Tornando alla questione del movimento 5 stelle, credo che l’unico errore che abbiano commesso sia stato quello di favorire la pur brava Marianna Farese, piuttosto che Nicola Sguera che nello stesso schieramento, senza aver affisso alcun manifesto elettorale (a memoria non ricordo nemmeno dei “santini” con la sua faccia) ha preso molti voti rispetto a tanti altri candidati consiglieri di altre liste.
Magari con il prof. Sguera al ballottaggio di ieri avremmo visto il Movimento 5 stelle contro Mastella, e non ci sarebbe stata una vittoria così schiacciante del ceppalonese (N.B.: su 72 seggi Del Vecchio non ha prevalso in nemmeno uno…); o addirittura non saremmo nemmeno arrivati al ballottaggio, con il Movimento 5 stelle che avrebbe vinto direttamente il 5 giugno (ricordo inoltre che a Benevento il M5S ha avuto la % più alta di voti dopo Roma e Torino).
Secondo me, ciò che ha illuso Del Vecchio, la sua coalizione e i suoi votanti, è stato il risultato del voto disgiunto che ha premiato oltremodo i suoi candidati consiglieri, sfavorendo invece lui come candidato sindaco (quasi 5000 voti in meno).

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Infine c’è da dire che il M5S con una sola lista a favore, è riuscito a fare benissimo, considerando che la coalizione di Mastella aveva 4 liste a favore, e quella di Del Vecchio ne aveva invece ben 7!

Chiudendo la discussione, spero che tra 5 anni Benevento sia messa un pochino meglio di adesso, e che dopo questo lustro con Mastella, il Movimento 5 stelle sappia offrire un candidato di tutto rispetto che possa guidare finalmente in alto la nostra città.

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Sanremo 2016, non mi avrai certo alla terza sera!

Come spesso mi capita di giovedì, dalle 19.30 alle 21 mi ritrovo a giocare a calcetto, e come sta capitando da un paio di mesi, tornato a casa, mi guardo su Sky Uno +1, le due puntate settimanali di MasterChef 5a edizione (ed è la prima che seguo, le altre quattro, mai viste…).
Purtroppo così non è stato questa sera, perché appena tornato a casa, che erano le dieci meno venti, trovo mio padre seduto sul divano a vedere l’anticipo di serie A Lazio-Verona (di giovedì!!! Cosa che ha scombussolato gli studi sulle formazioni del fantacalcio normalmente fatti il sabato pomeriggio…).
Poso lo zaino col quale sono andato a giocare, e dico a mio padre che a breve mi sarei “appropriato” di Sky, col beneplacito dei miei fratelli anche loro appassionati di MasterChef, per vedere il suddetto programma.
Purtroppo non avevo fatto i conti con la passione per la musica di mia sorella, che ha intimato senza troppi fronzoli, la visione della terza serata di Sanremo 2016, rimandando di fatto il mio tranquillo giovedì a vedere gli “aspiranti chef” cazziati a più riprese dal poker di chef d’alta categoria: Cracco, Bastianich, Barbieri e Cannavacciuolo.

Mangio la cena, e subito dopo, vado al pc per vedere se riesco a beccare Sky Uno+1 in streaming. Purtroppo trovo solo il canale normale (senza +1), e dopo aver dato una fugace occhiata al programma in onda, decido di lasciar perdere, e di vedermi le puntate registrate più tardi o l’indomani.
A quel punto, come mi conviene impegnare il mio tempo nell’attesa che finisca la terza serata del Festival di Sanremo?
Decido di rivedere (a distanza di anni) “Il grande Lebowski” del quale una settimana prima avevo rivisto qualche spezzone su Youtube.
Link di AltaDefinizione, nella più assoluta tranquillità della mia stanza.
Alla fine del film, è l’1 e qualcosa, e decido di vedere MasterChef il giorno dopo, in tutto questo non ho nemmeno finito di vedere Lazio-Verona conclusasi 5-2 (e no, non avevo nessun fantagiocatore che mi interessava).

P.S.: a calcetto ho perso 13-5 e io ho fatto tre gol di pregevole fattura.

Beneventano Medio 3: il bacio gay in villa comunale, e non solo…

SOTTOTITOLO: beneventana media questa (s)conosciuta.

Scorcio della Villa Comunale a Benevento.

Qualche giorno fa c’è stato questo increscioso episodio avvenuto nella villa comunale, e per “increscioso” non mi riferisco all’atto affettuoso tra i due ragazzi, quanto per la reazione avuta dal custode della villa comunale dinanzi a questo gesto romantico:
“Ragazzi mi raccomando… allora non avete capito? di qui passano i bambini, se non ve ne andate, chiamo i carabinieri!”
Una vicenda che ha avuto così tanto risalto da finire persino sulle pagine di testate online nazionali (come si può evincere dal primo link del post).
Qualche “cittadino” beneventano avrà persino pensato che fosse assurdo da parte di alcuni esponenti del consiglio comunale, aprire una attività di accertamento interna per riscontrare e verificare l’episodio di discriminazione omofoba.

Su facebook ho condiviso qualche decina di minuti fa l’articolo scritto da una mia amica che scrive su Bmagazine (giovane testata giornalistica online di Benevento); articolo al quale ho accompagnato il seguente commento:

Era da un po’ che avrei voluto dire la mia su questo argomento, scrivendone sul mio blog, ma colgo ora l’occasione per farlo qui, sfruttando l’articolo scritto dall’amica Annalisa.

Se c’è una cosa che si devono mettere in testa i beneventani, è che Benevento non è una città alla stregua di Salerno, Napoli o uscendone fuori Roma, Milano, Bologna, Firenze o Torino.

Benevento è un paesotto! 
Un paese un po’ più grande di altri che abbiamo nella provincia, dai quali si può differenziare giusto per la storia dei sanniti, romani e longobardi che ci hanno lasciato nel corso dei secoli.
Se per il beneventano medio (che si crede alla stregua di un cittadino moderno delle città/metropoli che ho su nominato), un gesto affettuoso effettuato da due ragazzi dello stesso sesso assume ancora connotati così assurdi, dove vogliamo andare?
Come ci si vuole equiparare a gente molto più moderna ed aperta mentalmente se i primi a non essere aperti mentalmente sono loro stessi?

MI rendo conto che sto per dilungarmi troppo, quindi continuerò poi sul mio blog a riguardo.
ABBASSO IL BENEVENTANO MEDIO E RETROGRADO MENTALMENTE!!!

E quindi, come già accennato un paio di righe prima, mi son reso conto che mi sarei necessariamente dilungato affrontando nuovamente il discorso sul beneventano medio, proseguendo quindi la scia dei precedenti post a riguardo (quello sul Silent Party è un’appendice, quindi questo qui, invece che Beneventano Medio 3, dovrebbe intitolarsi Beneventano Medio 3.5).
L’ambito che volevo affrontare era quello della conoscenza tra due persone al fine di un coinvolgimento amoroso…
Ne parlai tempo fa con l’amico Mazi Sarcotrafficante, che davanti alle mie storie passate sulla difficoltà nel conoscere una ragazza per una relazione, mi disse:
“Ma tu dovresti cambiare città! A Roma dove sono io, non ci sono tutti i problemi di cui mi racconti.”
Non è da poco che mi rendo conto (dopo aver avuto a che fare con la tipica mentalità aperta di gente colta conosciuta negli anni universitari) che in effetti è proprio così.
Qui se provo a conoscere una ragazza da zero, senza alcun aggancio, difficilmente mi andrà bene. E parlando con diverse coppie della mia città, o venendo a conoscenza della genesi della storia di altrui coppie (sì lo so, sono molto curioso e indiscreto…) mi sono reso conto che il più delle volte queste relazioni sono nate grazie all’aggancio di persone amiche di entrambi i soggetti coinvolti.
Lo trovo assurdo!
Addirittura tempo fa (un paio di anni) mi capitò di trovare su facebook, tra le “Persone che potresti conoscere” una ragazza che conoscevo da tempo di vista, e della quale non sapevo assolutamente niente.
Ne approfittai e iniziai a mandarle messaggi, spiegandole la situazione, e dopo poco diventammo “amici di facebook”.
Il problema si ebbe poi, quando dopo i miei numerosi tentativi di voler combinare un incontro, questa ragazza si mostrava sempre titubante.
Tempo qualche mese e la suddetta ragazza mi dice le seguenti cose in ordine cronologico:
A) ha conosciuto un altro tramite una sua amica;
B) ci sta uscendo e lui le piace;
C) lui interrompe la relazione per motivi di lavoro, lasciando la città;
D) lei viene a conoscenza che lui aveva già una precedente relazione con un’altra ragazza con la quale è andato poi a convivere.

Insomma, in tutto questo, uno venuto dal nulla, e favorito dalla conoscenza di un’amica della ragazza, ha fatto i suoi porci comodi (naturalmente la ragazza aveva anche una predilezione estetica verso il suddetto tizio…) e poi se ne è bellamente lavato le mani successivamente, lasciando in cattive condizioni sentimentali la ragazza che ha dovuto poi raccogliere i cocci della relazione.
Non era servito a niente quindi professarsi per quello che si è: un bravo ragazzo, intelligente, né brutto né bello (un tipo insomma…). No, senza conoscenza pregressa di qualcun altro che facesse da gancio, non c’era assolutamente storia.

E che vuoi dire poi a quelle ragazze con cui provi ad accennare un saluto, e senza manco starti a sentire ti rispondono: “Sono fidanzata!”
Questo non è capitato a me, ma ad alcuni amici miei che vivono a Roma e che erano scesi per le ferie a Benevento, ed erano rimasti interdetti dalla reazione piccata di queste ragazze alle quali avevano solo detto “Ciao, io sono XXX”.
Le tipiche ragazze beneventane che si credono chissà chi, e che magari come la classica rana che esce fuori dal pozzo, non si troverebbe a proprio agio davanti alla vastità dell’oceano che le si para davanti.

In questo caso quindi urge ricorrere ad un’ulteriore rettifica: questo post non avrebbe dovuto intitolarsi nemmeno Beneventano Medio 3.5, bensì Beneventana Media
(EDIT: l’ho appena messo come sottotitolo del post).

Conte, il Konte, con te, te.

antonio conteAnche se questo potrebbe sembrare un post calcistico (da titolo e da foto), non sarà così, …o per lo meno non lo sarà completamente.
Lo spunto parte dalla rescissione consensuale del contratto tra Antonio Conte e la Juventus. Come ho detto io (seguito poi da molti altri, pensiero comune quindi) è stato un fulmine a ciel sereno (qui il video delle sue prime parole).
Per quanto mi riguarda, a parte la tristezza per questa notizia, ne parlerò più concretamente in seguito, con maggiori informazioni a riguardo. Se mi mettessi a farlo ora, darei adito solo a supposizioni e ad illazioni.

Il Konte (ovvero io), si ritrova spiazzato da questa notizia, e dopo il (non)giorno buono di ieri (a questo proposito la mia squadra ha perso anche la prima partita del torneo di calcetto, quisquilie al momento, chiudendo quindi malamente questo infausto lunedì), non mi aspettavo una mazzata simile.
Per me è sempre difficile far finta di niente, non dire la mia, lasciar in sospeso le cose o lasciarmele scivolare via addosso.. Ah, precisazione! Ci riesco con facilità solo quando queste cose non le ritengo per me importanti.

Si parlava di addii, di rescissioni consensuali, di mazzate, di brutti periodi.
“Oooooohhhh!” – direbbe qualcuno che non sopporta queste menate – “Ma ti vuoi ripigliare o no?
Ed io infatti ti dò ragione, caro ed esimio qualcuno, ma non puoi biasimarmi se con la “freschezza” delle brutte nuove io non posso che deprimermi, abbassando di molto l’asticella della mia autostima.
Parlando di altri argomenti su whatsapp, mi è capitato oggi di sentirmi dire questa frase:
“Non dovresti sottovalutarti”
Vorrei tanto che frasi simili restassero impresse come promemoria dentro di me.
Ora come ora mi son ricordato di una conversazione che ebbi con un caro amico dell’università di Fisciano, con cui però non mi ci vedo da anni, ma col quale siamo rimasti in contatto tramite i nostri blog e facebook, il suo nome è Mazi.
Mazi è una delle poche persone che ho sempre ritenuto da prendere ad esempio ai tempi dell’università, era piacevole poter parlare con lui di ogni più disparato argomento del quale aveva il più delle volte sempre un pensiero, un’opinione, una critica.
Una persona che ho sempre stimato e che continuo a stimare tutt’ora.

Beh, un paio di anni fa, conoscendolo come persona intelligente, saggia e illuminata (ma al contempo è anche un cazzaro come pochi), mi rivolgo quindi a lui per dei consigli sulla mia disastrata vita sentimentale.
E lui mi senza tanti giri di parole, mi dice delle cose tra le più belle che un amico mi abbia mai detto.

“…no alby tu hai sempre avuto un solo difetto (e scusa se mi permetto): tu non hai proprio idea di che bella persona sei

“…non faccio complimenti. mai io descrivo solo, e te lo dico perchè l’ho sempre pensato ma non c’era bisogno di dirtelo, mo serve…
tu sei una persona creativa, piena di generosità e con valori che manco il Papa, una mosca bianca rarissima in un tempo di tronisti e bimbiminkia. 
non devi metterti in situazioni irraggiungibili o strane, perchè non ne hai bisogno affatto, tu te le fai capitare”

“…te lo spiego con una metafora:
quando uno beve, esiste un momento esatto quando sai perfettamente che se bevi di più esci ubriaco fradicio, non ci si ritrova ubriachi improvvisamente, out of the blue
ecco, tu devi semplicemente tirare il freno prima di schiantarti.
e non dirmi che non lo puoi fare.
scusa se mi permetto di dirti ste cose, ma non sopporto che una persona come te deve stare male per un rifiuto umano. tu devi prendere in mano la situazione e capire che è LEI ad aver perso una grande occasione.”

…tu pensa sempre che sei uno che vale. e indipendentemente da quello che dovesse pensare lei tu lo sei, davvero“.

Guardate le frasi che ho grassettato (N.d.A.: voglio mettere in chiaro che queste frasi e questa conversazione si riferiscono ad anni fa, e non al presente!!!), ebbene sono queste le frasi che devo cercare sempre di tenere a mente!!!
E invece io spesso me le dimentico.
Devo cercare di volermi più bene anche io, e non di suggerirlo solo alle altre persone.
Per troppo tempo sono stato altruista, ho pensato sempre prima al bene degli altri, e tutto questo perché ho sempre pensato di essere un egoista della peggior specie, e per controbilanciare questo mio egoismo, ho sempre cercato di fare diversamente.
Per rispetto alle altre persone ho accumulato tanti di quei rimpianti che non avete nemmeno idea, ed invece se non fossi stato così altruista, magari ora avrei invece una collezione di rimorsi.

Non voglio arrivare un giorno del futuro a pensare: “Perché non l’ho fatto?”
Vorrei pensare invece al contrario, magari poi ridendoci su: “Ma come mi è preso di farlo?”
Come molte persone a questo mondo, anche io spesso ho paura dell’ignoto, del futuro, di ciò che potrebbe essere, e per questo tendo magari a rovinare quello che è il presente, per queste mie paure.
Devo cercare di combattere questa mia tendenza. Cercando di godere di più del presente, o cercando di pensare con speranza e non con paura al futuro.
Il vivere giorno per giorno che ho attuato negli ultimi anni forse non è la cosa adatta. Devo cercare di trovare un giusto mix. Ma ancora non ci sono riuscito.

Se mi ritrovo a commettere degli errori non è quindi mai per cattiveria, ma è solo per paura. E dopo tutto quello che ho passato sono sempre un po’ restio a fidarmi della buonafede degli altri, visto che in passato mi sono sentito tradito dagli altri che hanno approfittato della mia buonafede.
Ma sento che sto divagando.
Stamattina andando a rileggere altre conversazioni di qualche mese fa, mi sono reso conto di aver sbagliato certi miei comportamenti. Devo riprendere a pensare un pochino di più a me stesso, e di meno agli altri, cercando di farmi influenzare il meno possibile e sperando che poi queste altre persone non si dimentichino di me, tenendomi ancora in conto nonostante tutte le difficoltà che potremmo incontrare.

Non voglio essere posto in un dimenticatoio, e nemmeno essere considerato una zona di passaggio, e infine, prima che le nostre strade possano dividersi ad un bivio, spero che prima di allora passino migliaia e migliaia di km.

Rocco Hunt… ma vedi un po’ dove te ne devi andare…

Il giovane rapper salernitano cantava mesi fa a Sanremo “E’ nu juorn’ bbuon’“.
Eh! Per te casomai caro Rocco (mi riferisco al solo titolo della canzone, lo so che il testo intende altro…)!

Piccola digressione:
non so perché, ma sarà la faccia da bravo ragazzo di Rocco Hunt, ma mi trovo spesso a chiamarlo Clementino, ovviamente confondendomi.
Ritorniamo a noi.
Su facebook avevo appena scritto:

 è meteoropatico
11 min · Possibile che come Tempesta degli X-Men io possa influenzare il tempo?

Cosa è successo oggi?
Beh, lasciamo stare che non vedrò la mia “scimmietta” preferita per un po’ di tempo perché se ne va in vacanza; lasciamo stare che nel frattempo si sta scatenando l’ira di Giove Pluvio (Santi Numi!); lasciamo stare che oggi inizierò un nuovo torneo di calcio a 5, e sebbene la rosa conti 12 elementi, molto probabilmente saremo 5 giocatori contati (fortuna che almeno il campo è al coperto, il PalaAdua a Rione Ferrovia).

Quello su cui voglio soffermarmi è l’immagine che è qui a fianco nel post.giffoniloungeexperience
Il Giffoni Lounge Experience.
Qualche tempo fa, su facebook lessi un link pubblicato da una mia docente del corso di organizzazione per eventi che seguì l’anno scorso in provincia di Salerno, andando poi a inizio aprile a fare un piccolo stage a Giffoni Valle Piana presso l’ufficio stampa del Giffoni Film Festival; fu una esperienza particolare, e speravo che sia io che le colleghe che fecero questo stage con me, saremmo poi andati nuovamente a Giffoni per i giorni del festival. Purtroppo non chiamarono nessuno di noi.

Stavo dicendo, questa mia docente aveva pubblicato un link nel quale cercavano un webmaster tirocinante per un nuovo progetto correlato al GFF: il Giffoni Lounge Experience.
Mando una mail, mi sento a telefono, e prendo appuntamento per sostenere un colloquio conoscitivo.
Arrivo in sede, faccio il colloquio, rivedo la mia docente dopo un po’ di tempo, e ci mettiamo d’accordo che avrei lavorato inizialmente da “remoto” come webmaster e che poi nei giorni a seguire, avrei partecipato ad una conference call su skype. Purtroppo non ho letto per tempo l’avviso per email della conference call, quindi non riuscii a parteciparvi.
Mi risentì con Angela, la mia docente, e mi disse che avevo sì sbagliato, ma che avrei dovuto prendere come abitudine quella di vedere la mail di mattina (e così ho sempre poi fatto).
Il tempo è passato, e stamattina leggo che mi è arrivata una mail dal GLE per una riunione da effettuare dalle 15 alle 17 di mercoledì 16 luglio.
Chiamo Angela e mi dice che quella mail che mi era arrivata era stata un errore: era arrivata a tutti quelli che avevano svolto un colloquio, e poi lei pensava che fossi io a dovermi rifare vivo (cosa che ho fatto poi solo oggi dopo la lettura della mail).
Mi spiega inoltre che il responsabile capo del progetto aveva preferito coinvolgere giusto un paio di ragazzi della zona di Salerno, che non avevano quindi problemi a stare lì sul posto, a differenza mia che almeno inizialmente, avrei dovuto lavorare da “remoto” e poi mi sarei trasferito a Giffoni Valle Piana per i giorni del festival, con vitto e alloggio a carico dell’organizzazione.

Lei si dispiace dell’errore e di come è andata (ci mancherebbe…) e mi dice che terrà conto del mio profilo per altri progetti futuri.
Magrissima consolazione.
Resta solo il fatto che oggi, caro Rocco Hunt, per me non è affatto “nu juorn bbuon’!

 

Scrivo post in attesa di far pace col figlio di Ipno e della Notte…

E fu così che la Coppa del Mondo 2014 la vinse la Germania…
Ecco, ora che ho attirato la vostra attenzione, sappiate che questo post non tratterà di calcio, della partita in sé, e di tutto il circo mediatico che ci ha girato intorno.
Quella che si è appena conclusa è stata una domenica sui-generis (sembra che io voglia per forza trovare delle citazioni della ex band di Phil Collins e Peter Gabriel, ma non è così…).
L’amico Cienzo è partito per una crociera di una settimana; mia sorella è andata a Napoli (accompagnata da mia madre) per sostenere un esame nella giornata di domani, a casa ci siamo trovati solo noi tre maschi (io, mio padre e mio fratello).

Stamattina mi son svegliato dopo sole 4 ore di sonno (mi pare quasi di essere tornato a 2 anni fa), stanotte sono andato a letto per sfinimento.
Durante la giornata ho avvertito in un paio di occasioni la voglia di andare a riposare un po’, ma non ci sono riuscito, il corpo era stanco, ma la mente non aveva voglia di spegnersi.
Nel pomeriggio ho rivisto gli amici Mari e Ub, tornati ieri da Venezia per reincontrare parenti e amici, e ci siamo presi un caffé, facendo inoltre conoscere loro la mia “scimmietta” Serena.
Ci tenevo particolarmente a farli incontrare, ed è stato un pomeriggio amabile.
In serata ho poi visto la finale Germania Argentina con gli amici Rutio, Mar-Io e Armand, ma ci siamo persi stupidamente la rete della vittoria.
Un giro in centro, e poi poco meno di un’ora fa son tornato a casa.
Come mio solito non riesco mai ad andare subito a letto, e ancora non so a che ora riuscirò a cadere sfinito sotto il martello del dio Morfeo (A Morfè, di ‘sti tempi mica basta un fazzoletto imbevuto di cloroformio! E’ una gara di resistenza!).
Intanto non so cosa mi aspetterà domani, se non in prima serata l’impegno del Memorial Simeone, secondo torneo di calcetto al quale parteciperò quest’anno.

Domani saluterò per diversi giorni anche la suddetta “quadrumane”, e non so proprio come mi sentirò prossimamente…

(This is the) Land of confusi… delusion

Sembra incredibile, assurdo, impossibile.
Eppure… eppure!

Chiamatelo karma, chiamatelo destino, chiamatelo fato.
Chiamatelo come vi pare, ma alla fine si tratta sempre di corsi e/o ricorsi storici.
“In amore vince chi fugge” e “gli stronzi hanno sempre la meglio sui bravi ragazzi”.
Possono bastare queste due semplici frasi per comprendere che la vita è sempre stata tutt’altro che foriera di gioie per la mia persona riguardo questo particolare campo sociale.

A questo punto credo proprio di essere sbagliato io.
Anche se alla fin fine non riesco mai a dare ragione alla mia parte razionale riguardo a questa situazione…
Eppure so di sbagliarmi, so di essere sbagliato, so che essere come sono io, nella società di oggi non può portarmi affatto alcuna situazione positiva.
Eppure non riesco a farne a meno!
Comportarmi da stronzo, o da pseudo tale non è affatto nelle mie corde.
Eppure sarebbe la migliore soluzione per me!

No, non è affatto contemplabile dalla mia persona.
E di ciò me ne dolgo.
Maledettamente!

E’ questa la terra della confusione in cui purtroppo mi aggiro, senza difese a parte l’arma del sarcasmo, dell’autoironia, del considerare ormai come tragicomico quello che è il sentiero che continuo a percorrere ostinatamente, nonostante numerose guide e/o cartelli lungo il percorso, mi dicono di procedere diversamente.
No, è più forte di me. Non ci riesco.
E continuo a vagare nella terra della confusione…
Ma siamo sicuri poi che questa è una terra della confusione?
Scosto i rami che coprono il cartello che delimita il territorio in cui sto vagabondando… “terra della delusione”.

Ah!

Ora forse qualcosa è più chiaro.
Eppure…
Eppure!
Eppure non riesco a cambiare le cose.

Mannaggia la miseria!
No!
Maledetto me!
Ma perché non riesco a far prevalere la mia parte maschile in tutto ciò?
Perché sono così “donna” riguardo le relazioni amorose?
Maledetto me!

Mi ripropongo sempre di comportarmi diversamente, ma (in)consciamente mi rendo conto che così facendo andrei contro quella che è (purtroppo…) la mia natura.

Destino avverso, karma beffardo, fato ingiusto.
Quand’è che il vento soffierà finalmente dalla mia parte?
Quand’è che la persona di turno con cui vorrei condividere una parte del mio percorso vitale (una parte, non tutta, mi accontento, eh!) concorderà con quelli che sono i miei pensieri, i miei interessi, i miei affetti?

Perché devo penare sempre così tanto?
Perché il passato deve in qualche modo aggiungersi nuovamente al presente, per farmi capire che così come sono, non riuscirò mai ad avere risultati nella mia vita?
Un passo avanti e uno indietro…
Un passo avanti e due indietro…
Un passo avanti e tre indietro…

Perché?
Perchè?
Perché?

Non riesco a trovare una ragione.
… o non voglio vederla?
Devo rassegnarmi?
Devo essere io ad adeguarmi forzatamente ed ogni volta alla situazione?

Vorrei sapere tanto dove sta scritto tutto ciò.
Vorrei saperlo così da potervi porre rimedio, cancellarlo con ogni mezzo possibile, e riscrivere il futuro a modo mio.
Così come finalmente sento di meritarmelo.

Una mia teoria è sempre stata:
“Non c’è nessuno al mondo completamente fortunato o sfortunato, a periodi fortuna e sfortuna si alternano sempre nella vita di un essere umano. Allora credo fermamente che se fino ad ora sono stato sempre sfortunato dal punto di vista sentimentale, in futuro sarà tutto il contrario”.

Peccato che a furia di pensare al futuro, questi arriva e diventa un presente quasi sempre molto simile a quello che è stato il passato.

MonkeyLoveSono le 5 di domenica 13 luglio, i pensieri che cerco di trascrivere qui sopra ancora non abbandonano la mia mente.
Mente? Siamo sicuri che si tratti di questo, e non di un altro organo vitale del corpo umano?

Ebbene sì, forse è proprio così.
Eppure… eppure, non riesco proprio a rassegnarmi.

 

L’opinione del Konte sui 23 convocati azzurri alla Coppa del Mondo di Brasile 2014.

Su questo blog ogni tanto mi piace anche dire la mia su alcune vicende calcistiche – sapete com’è, volendo fare come professione il giornalista sportivo penso che mi possa anche essere concesso, no? – e in questo preciso momento, ho deciso quindi di impugnare la mia tastiera (manco fosse un’arma bianca…) per parlare dei 23 convocati ufficiali della Nazionale italiana di calcio.

Voglio partire con una premessa che forse inficerà la lettura di alcuni, oltre a voler fare il giornalista sportivo, sono anzitutto tifoso di due squadre: il Benevento Calcio, squadra della mia città, e la Juventus (magari in futuro parlerò anche di come sono nate in me queste due passioni).
Dopo il famoso scandalo di Calciopoli del 2006, a nulla è servita la Juventus nata dalle ceneri dello squadrone della triade Moggi-Giraudo-Bettega; quella Juve post 2006, venendo dalla serie B, e dopo due iniziali podi in serie A (3° e poi 2° posto), si attestò per due anni consecutivi al 7° posto.
Quella Juve poiché “non più vincente” come prima, doveva risultare “simpatica” agli occhi degli altri tifosi, secondo chi aveva orchestrato lo scandalo Calciopoli e chi aveva cavalcato l’onda dello scandalo stesso, andando poi ai vertici societari della Juventus (Cobolli Gigli, Blanc e Secco).
Ma l’antijuventinità non muore mai, e i cattivi risultati sportivi rispetto al passato di quella Juventus “finto-simpatica” non fece altro che corroborare le insinuazioni dei tifosi antijuventini su quella che era una delle squadre più forti della storia bianconera.

Col ritorno di un esponente della famiglia Agnelli come presidente (Andrea) a maggio 2011, e con la contemporanea assunzione come allenatore della prima squadra di Antonio Conte, le cose ben presto cambiarono, e la Juventus da 3 anni a questa parte è tornata ad essere vincente e antipatica (almeno nei confini nazionali).

Ora volevo dire che da tifoso juventino, dopo le tante critiche e insulti degli antijuventini che sono convinti di evidenti favoreggiamenti della FIGC e della Lega Calcio nei confronti della Juventus (che sia a riguardo di partite di campionato e coppa italia, o che sia per le convocazioni di calciatori juventini in nazionale), ultimamente ho coltivato l’idea che la società Juventus debba rifiutarsi di concedere i propri tesserati alla propria nazionale.
Questo perché?
La risposta è che nell’antijuventinità non si riesce mai a considerare un calciatore della Juventus come calciatore della Nazionale, come avviene invece per quelli delle altre squadre; Buffon non sarà mai solo il capitano e portiere titolare della nazionale, ma sarà prima di tutto uno “sporco bianconero”.
Benissimo!
Allora se voi antijuventini considerate il blocco Juve come il male che è insito nei fallimenti della Nazionale allenata da Cesare Prandelli, siete d’accordo che i tesserati bianconeri non vengano più convocati tra le file azzurre?
Poi però non venite a lamentarvi se la vostra Nazionale di calcio farà irrimediabilmente schifo come risultati nelle qualificazioni e nelle competizioni internazionali!

Da cosa viene questa mia convinzione che senza gli juventini la Nazionale di calcio possa sicuramente fallire? Beh, la storia insegna che nelle 4 Coppe del Mondo finora vinte dall’Italia, la maggior parte dei convocati e dei titolari delle selezioni vincenti vedeva sempre una nutrita colonia juventina.
Per restare all’ultima coppa del mondo vinta, quella del 2006 in Germania, nella finale contro la Francia giocarono ben 5 juventini (Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi e Del Piero). Successivamente altri 4 indossarono la casacca bianconera negli anni successivi (Grosso, Iaquinta, Pirlo e Toni); e nelle file degli avversari giocarono altri 3 juventini dell’epoca (Thuram, Vieira e Trezeguet), con altri due transalpini che in passato giocarono anche loro nella Juve (Zidane e Henry).
Altri giocatori di quella Juventus della stagione 2005-2006? Ibrahimovic, Nedved, Emerson, Chiellini, Mutu, Balzaretti, Zebina, Pessotto, Abbiati.

E secondo gli antijuventini questa formazione composta da questi giocatori aveva bisogno di aiuti arbitrali per vincere i campionati? Ma per favore!!!

Chiusa premessa.

FIUUU! E questa era solo la premessa! Il vero post non è ancora iniziato!
Scusatemi ma sono fatto per gli spiegoni e sono sempre un pignolo della peggior specie, non dimenticatelo!

Orsù eccoci al nocciolo della questione: i 23 convocati azzurri per Brasile 2014!
Parto subito dalla fine: personalmente sono contrario all’esclusione di Giuseppe “Pepito” Rossi dalla rosa mondiale e all’inserimento di Lorenzo Insigne al suo posto.
Per ogni calciatore vedrò quindi di mettere dei pro e dei contro alla propria convocazione, con motivazioni positive e negative, aggiungendo quindi il giudizio a riguardo in quanto tifoso juventino.
Si va per numero di maglia.

1 Buffon (Juventus).
Uno dei migliori portieri della storia italiana, iniziò giovanissimo nel Parma, a soli 17 anni giocando contro il Milan (allora una superpotenza mondiale), restò in campo per tutti i 90′ e  finì 0-0. Era nata una leggenda!
Nel corso degli anni, soprattutto da quando è passato alla corte di Madama, in molti hanno tentato di destituirlo dalla carica di “miglior portiere del mondo”, o più semplicemente come “portiere titolare della nazionale” (della quale è da diversi anni anche il capitano); ma alla fine tutti i suoi presunti contendenti sono scivolati nell’oblio (Toldo, Dida, Julio Cesar, Marchetti eccetera), mentre lui resta imperterrito lì in alto, sempre tra i migliori.
E quando non erano vicende calcistiche a farlo scendere dal podio dei migliori, i suoi detrattori hanno sempre tentato di gettare ombre con squallide vicende extracalcistiche (scommesse, influenze politiche, gossip).
Ma come si può dubitare di un “superuomo” come Gigi Buffon?
Convocazione approvata al 100%.

2 De Sciglio (Milan).
La scuola milanista ha da sempre offerto ottimi prospetti difensivi per la nazionale (mi limito solo agli ultimi 20 anni: Baresi, Costacurta, Tassotti, Maldini ed è tutto dire).
Nell’ultima stagione il 22enne rossonero ha messo insieme solo 16 presenze (troppi infortuni per lui), ma avendo partecipato all’ultima Confederations Cup, e potendo giocare sia come terzino destro che sinistro non poteva non essere considerato tra i convocati.
Convocazione approvata al 100%.

3 Chiellini (Juventus).
Anche per lui come per Buffon, mi dilungherò un po’.
In nazionale da quasi 10 anni (debuttò che era in prestito alla Fiorentina) e baluardo difensivo della Juve dal 2005, inizialmente giocava come terzino sinistro, ma poi fu riadattato come centrale in una difesa a 4. Con l’avvento di Conte sulla panchina bianconera e il passaggio alla difesa a 3, è passato ad essere il centrale difensivo di sinistra, limitando quindi le scorribande sulla fascia che lo contraddistinguevano agli esordi.
Obiettivamente è uno dei migliori difensori italiani degli ultimi anni, ma è da sempre bistrattato dai suoi detrattori dapprima per la sua irruenza (il che è vero), ma soprattutto perché considerato un falloso della peggior specie ed essendo juventino il più delle volte graziato dalla terna arbitrale di turno per le sue scorrettezze in campo.
Ruvido, brutto a vedersi esteticamente (se fosse un pro-wrestler americano sarebbe sicuramente annoverato nella schiera dei cattivi) Chiellini paga questa sua nomea e incredibilmente subisce numerosi falli da parte degli avversari a sua volta, non tirandosi però mai indietro una volta iniziata la tenzone.
Andatevi un po’ a vedere l’ultimo Roma-Juventus quanti falli ha subito da Totti, Pjanic e compagnia bella.
Per il pugno rifilato allo stesso Pjanic in quella partita, fu squalificato per tre giornate, chiudendo anzitempo la propria stagione, e per questa squalifica i suoi detrattori hanno chiesto a spada tratta l’esecuzione del cosiddetto “codice etico di Prandelli” per escluderlo dai convocati azzurri.
Dico io, ma veramente il vostro odio antijuventino è così radicato da non farvi rendere conto di trovarvi davanti al miglior difensore italiano degli ultimi anni?
E ditemi di grazia, chi altri sarebbe stato ben più meritevole di lui al suo posto?
Convocazione approvata al 100%. 

4 Darmian (Torino).
Anche lui come De Sciglio proviene dalle giovanili del Milan, e dopo gli esordi in prima squadra è passato prima in prestito e poi in compartecipazione, tra A e B a Padova e Palermo, per finire poi al Torino dove negli ultimi tre anni (dopo la promozione in A), si è distinto tra i migliori del campionato nel suo ruolo (difensore di fascia con predilezione per quella destra). Debutto assoluto in nazionale nell’amichevole contro l’Irlanda dove è uscito solo all’87’.
Convocazione approvata al 100%.

5 Thiago Motta (Paris Saint-Germain).
Centrocampista centrale di origine brasiliana, e quindi oriundo azzurro.
Per tanti anni a Barcellona (tra squadra B e prima squadra), si trasferì in Italia, prima al Genoa e poi all’Inter dove fu uno dei protagonisti del Triplete 2010 (Campionato, coppa Italia e Champions League). Gli infortuni e la perdita del posto, favorirono poi il passaggio al PSG in Francia dove gioca tuttora da 2 anni e mezzo.
Nella nazionale italiana ha partecipato all’Europeo 2012 oltre che alle qualificazioni per il suddetto e per l’attuale campionato del mondo.
Sarà per la sua non perfetta tenuta atletica degli ultimi anni (anche se in francia sembra aver ritrovato la continuità), sarà perché non mi è mai piaciuto come gioca in nazionale, non è tra i miei preferiti tra i convocati; a questo punto avrei preferito un altro oriundo, Romulo, ma ne parlerò più avanti. Molto probabilmente potrebbe essere tra i titolari per l’infortunio occorso a Montolivo, chissà…
Convocazione approvata al 50%. 

6 Candreva (Lazio).
Un vero e proprio jolly di centrocampo: iniziò come centrale, per poi evolversi prima in trequartista e poi in mezzala, negli ultimi tempi alla Lazio si è distinto tra i migliori della stagione corrente come esterno di centrocampo (ammetto di aver copiato da Wikipedia…)
Un autentico vagabondo che ha cambiato maglia quasi ogni anno trovando continuità da 2 anni e mezzo proprio a Roma sponda biancoceleste.
Personalmente mi è sempre piaciuto: quando venne per 6 mesi alla disastrosa Juventus dei settimi posti, per me era uno da riconfermare nonostante non avesse ancora trovato una sua collocazione tattica e lo vedevo ancora come un diamante grezzo.
In un modulo che prevede un gioco sugli esterni per foraggiare la prima punta Balotelli, Candreva per me deve giocare titolare.
Convocazione approvata al 100%. 

7 Abate (Milan).
Nasce come esterno alto offensivo, col ritorno in pianta stabile alla casa madre dopo i prestiti in ogni categoria (Napoli in C1, Piacenza e Modena in B, Empoli e Torino in A), Abate passa definitivamente al ruolo di terzino destro.
Per me è stato veramente un peccato, quando giocava nel Napoli lo ricordavo come uno che in quel ruolo avrebbe sicuramente sfondato nel calcio che conta. Alla fine ci è comunque riuscito, ma secondo me si è snaturato.
Nutro una certa simpatia per lui perché è nato a Sant’Agata dei Goti in provincia di Benevento, è figlio di Beniamino Abate (portiere che ha giocato dapprima nel Benevento e poi in A con diverse squadre) e infine è anche cugino di un mio ex compagno delle elementari, tale Paolo Abate.
Da sannita quindi sono fiero della carriera che si è costruito.
Nell’ultima stagione al Milan è stato diverso tempo fuori per infortunio, e per questo non ero sicuro che restasse tra i 23 convocati, nonostante sia nella rosa della nazionale in pianta stabile negli ultimi 3 anni (qualificazioni europee, Europeo 2012, Confederations Cup e qualificazioni mondiali).
Convocazione approvata all’80%. 

8 Marchisio (Juventus).
Cresciuto nella Juventus da quanto vi entrò a soli 7 anni, ha sempre giocato con la maglia bianconera tranne che nella stagione 2007-2008 nel quale fu prestato all’Empoli in serie A.
Quell’anno la Juve tornò prepotentemente nella massima serie dopo la retrocessione (per me ovviamente ingiusta) in serie B post Calciopoli.
Fu uno dei protagonisti della promozione, e poi ad Empoli assieme a Giovinco si riguadagnò i galloni da titolare una volta tornato alla casa madre.
Dà il meglio di sé come centrocampista centrale, ma si è sempre adattato sufficientemente in tutti gli altri ruoli a centrocampo (esterno, regista, trequartista, mezzala). In nazionale è presente dal fallimentare Mondiale 2010 in Sudafrica (partecipando anche a qualche partita di qualificazione allo stesso), e da quel che mi ricordo sono stati veramente pochi gli antijuventini che hanno avuto da ridire sulla presenza in azzurro del Principino bianconero, forse giusto nel 2010 quando Lippi lo snaturò facendolo giocare ovunque tranne che nel suo ruolo preferito.
Nell’ultima stagione subisce un infortunio che ne condiziona la prima parte, ma con l’anno nuovo recupera il posto da titolare offrendo anche buone prestazioni.
Convocazione approvata al 100%. 

9 Balotelli (Milan).
Di Mario Balotelli si è già detto tutto e il contrario di tutto e non ha nemmeno 30 anni!
Talento controverso dotato di una grande tecnica e potenza fisica, predilige il gioco come centravanti ma all’occorrenza può interpretare anche gli altri ruoli d’attacco (seconda punta, attaccante esterno). Dopo il fiasco degli azzurri a Sudafrica 2010 debutta in nazionale a soli 20 anni (precedentemente gioca un biennio in U21) e non la lascia più.
Nell’ultimo anno, sebbene non abbia disputato un gran campionato di serie A (nonostante i 14 gol segnati) Prandelli lo considera un titolarissimo e non ha mai pensato di escluderlo dai convocati e fare a meno della sua indubbia classe.
Per quel che mi riguarda Balotelli ha potenzialità grandissime ed effettivamente potrebbe entrare nella storia se solo smussasse un po’ quello che è il suo carattere fumantino.
Ne approfitto inoltre per dire che ogni qual volta negli stadi italiani Balotelli viene fischiato non è per presunto razzismo, ma perché sta sul cazzo a molti tifosi avversari per il suo atteggiamento.
Convocazione approvata al 100%. 

10 Cassano (Parma).
Fa il paio con Balotelli, tant’è che in passato fu coniato il neologismo “cassanata” per definire i suoi eccessi e i comportamenti indisciplinati realizzati dentro e fuori dal campo.
Alla sua seconda gara in serie A col Bari andò in gol con una splendida rete di pregevole fattura contro l’Inter, facendo echeggiare in Italia le voci su un nuovo erede di Baggio.
Col passaggio alla Roma il talento di Bari vecchia dapprima divenne pappa e ciccia con l’ambiente romano con Totti in primis, poi mandò tutto in vacca per un mancato rinnovo.
Andò al Real Madrid dove in un anno e mezzo non fece granché. Tornò in Italia alla Sampdoria dove sembrava aver trovato finalmente la sua dimensione.
Fece casino anche lì con la proprietà e si trasferì a Milano prima per un anno e mezzo al Milan e poi all’Inter per un anno.
Nella stagione attuale era in forza al Parma dove ha svolto un buon campionato tra gol fatti e assist offerti ai compagni riguadagnandosi la convocazione in nazionale.
In nazionale debuttò con Trapattoni, disputò l’Europeo 2004 dove fu tra i migliori ma complici gli anni al Real e con Lippi al timone della nazionale, Cassano non indossò più la casacca azzurra fino a quando Donadoni non prese il posto di Lippi.
Cassano disputò un altro Europeo (2008), ma col ritorno di Lippi sulla panca azzurra, il talento pugliese perse un altro mondiale.
Quando Prandelli prese il testimone come CT dopo Lippi, Cassano ritornò tra i convocati e disputò quindi tutte le qualificazioni europee e il successivo campionato continentale sempre tra i titolari.
Questo che affronterà ora sarà quindi il suo primo mondiale, ci si aspetta finalmente una prova di maturità e di responsabilità da parte sua.
Personalmente l’ho sempre visto come un giocatore a metà, con notevoli mezzi tecnici ma senza il giusto apporto di mentalità: se avesse avuto la testa a posto e la giusta mentalità avrebbe raccolto sicuramente di più nella sua carriera.
In queste convocazioni la sua presenza in rosa non sembrava certa come in passato, ma alla fine ce l’ha fatta.
Convocazione approvata al 70%.

11 Cerci (Torino).
Esterno offensivo mancino, preferisce però giocare sulla destra. Uno dei migliori talenti usciti dalle giovanili della Roma negli ultimi anni, a parte l’annata a Pisa in B con Ventura (suo attuale allenatore al Toro) non è mai parso in grado di confermare i suoi enormi mezzi tecnici (Brescia in B, Atalanta e ritorno a Roma in A).
La società capitolina lo cede alla Fiorentina dove in due anni, seppur andando in rete spesso nei mesi primaverili, non è riuscito a confermarsi tra i titolari.
Quando Cerci è poi passato l’anno scorso al Torino, pensai che questo trasferimento era una retrocessione nella sua carriera, e invece ritornando agli ordini di mister Ventura e giocando nella stagione corrente più stabilmente in attacco, Cerci è riuscito non solo a guadagnarsi la nazionale ma ad essere persino convocato prima in Confederations Cup e poi per il Mondiale, il primo per lui.
Resta da vedere come vorrà schierarlo Prandelli, se in coppia con Immobile riproponendo il tandem affiatato visto al Torino, o se schierato singolarmente con altri compagni di reparto.
Convocazione approvata al 90%. 

12 Sirigu (Paris Saint-Germain).
Il secondo portiere della rosa, degna riserva di Buffon.
Prodotto del vivaio palermitano, dopo prestiti in C1 e in B (Cremonese e Ancona) torna alla casa madre dove diventa subito titolare, dopo 2 anni in Sicilia, si mette talmente in luce, anche grazie alle convocazioni in nazionale, tanto da meritarsi il trasferimento in Francia al volenteroso e intraprendente PSG dove, sempre da titolare, vince due campionati una supercoppa e una coppa di lega francese.
Gioca solo una partita ufficiale da titolare (una di qualificazione agli Europei 2012) in nazionale anche perché nelle gerarchie veniva dopo Marchetti e De Sanctis (oltre che all’ovvio Buffon).
Ciononostante Sirigu era entrato nei preconvocati del mondiale 2010, ed era terzo portiere all’Europeo 2012 e alla Confederations Cup.
Convocazione approvata al 100%. 

13 Perin (Genoa).
Terzo portiere e tra i più giovani convocati della rosa azzurra, Perin si è guadagnato la convocazione grazie alle sue prestazioni in A degli ultimi due anni con Pescara e Genoa: nonostante i tanti gol presi con entrambe, è riuscito però a mettersi in luce con diverse buone prestazioni, superando inoltre la concorrenza di Mirante, portiere del Parma, in ballottaggio con lui per il ruolo di terzo portiere. Personalmente speravo in una convocazione di Mirante, visto che è dell’83 e se lo meritava anche lui. Perin è del ’92 e ha ancora un sacco di tempo avanti per giocarsi le chances per la selezione azzurra.
Ancora non ha debuttato in nazionale.
Convocazione approvata al 70%. 

14 Aquilani (Fiorentina).
Un altro talento uscito dalle giovanili della Roma e centrocampista poliedrico (mediano, regista, trequartista) che però preferisce giocare da interno.
Dopo un iniziale prestito in B alla Triestina, torna a Roma dove resta per 5 stagioni prima di trasferirsi a Liverpool per 20 milioni di euro! In Inghilterra però non riesce a farsi valere e l’anno dopo si trasferisce in prestito alla Juventus.
A Torino offre buone prestazioni, ma non viene riscattato perché con l’arrivo di Pirlo avrebbe trovato pochissimo spazio, ed era inutile per la dirigenza bianconera riscattarlo ad un prezzo così alto (16 milioni).
Torna al Liverpool che lo dà nuovamente in prestito, questa volta al Milan. Anche la squadra rossonera non esercita il riscatto ma Aquilani resta in italia alla Fiorentina che lo acquista a titolo definitivo dal Liverpool.
Da due anni a Firenze, Aquilani è tra i titolari della squadra ed aumenta anche il suo contributo in zona gol rispetto al passato.
In nazionale fa parte della rosa di Euro 2008, Confederations Cup. Questo sarà il suo primo mondiale.
Convocazione approvata al 100%. 

15 Barzagli (Juventus).
Difensore centrale che prima di stabilirsi a Palermo per 4 stagioni aveva girato l’Italia e giocato in tutte le categorie professionistiche (dai dilettanti a salire). Si trasferisce poi al Wolfsburg in Germania dove vince anche il campionato al primo anno. Resta per un altro anno e mezzo al Wolfsburg prima di trasferirsi a gennaio 2011 alla Juventus che conclude l’anno al 7° posto fuori dalle coppe europee.
Nei successivi tre anni vince tre scudetti con la Juve e torna stabilmente in nazionale dove era già entrato ai tempi di Palermo per poi uscirne dopo il trasferimento all’estero.
Nell’ultima stagione le presenze in squadra diminuiscono per via di qualche infortunio, e sino all’ultimo si temeva per un suo forfait per Brasile 2014.
Alla fine Prandelli ha deciso di tenerlo visto che è una pedina troppo importante per lo schiacchiere azzurro, io avrei preferito che fosse rimasto fuori per non precludergli la prossima stagione con la Juventus.
In nazionale Barzagli ha vinto la coppa del mondo del 2006 (giocando agli ottavi e ai quarti), ha fatto poi parte delle rose azzurre per Euro 2008, Euro 2012, Confederations Cup oltre che in tutte le precedenti qualificazioni europee e mondiali. E’ rimasto fuori solo per il mondiale 2010 in Sudafrica.
Convocazione approvata all’80%. 

16 De Rossi (Roma).
Centrocampista centrale, ma all’occorrenza anche difensore centrale negli ultimi anni sia a Roma che con la Nazionale, De Rossi sin dai suoi esordi in serie A (dove ha sempre giocato con la Roma), l’ho visto da subito come un predestinato tant’è che alla prima da titolare va anche in gol. Anche lui come Aquilani e Cerci è un prodotto del prolifico vivaio giallorosso. Debuttò subito anche in nazionale e anche qui, al suo esordio, va immediatamente in gol.
Una delle colonne azzurre che ho sempre ammirato e che ho sempre sperato potesse un giorno trasferirsi alla Juventus, infatti c’aveva visto lungo Luciano Moggi che nel 2002 chiese alla Roma De Rossi e Aquilani in cambio di Davids (allora cercato dai giallorossi).
Ha fatto parte delle rose di tutte le spedizioni azzurre in tutte le manifestazioni internazionali in cui ha partecipato l’Italia: vittoria al Mondiale 2006, Euro 2008, Confederations Cup 2009, Mondiale 2010, Euro 2012, Confederations Cup 2013.
Convocazione approvata al 100%. 

17 Immobile (Torino).
Centravanti che preferisce giocare in campo aperto e in solitaria tant’è che giocando così, col solo Cerci dietro di lui in appoggio, si è laureato capocannoniere in serie A con 22 gol.
Ha giocato nelle giovanili del Sorrento e successivamente nella Juve primavera. Mette assieme 5 presenze totali in prima squadra, prima di trasferirsi in prestito in altre squadre (Siena, Grosseto e Pescara in B).
Torna ad essere l’attaccante ammirato nelle giovanili nella stagione a Pescara quando diventa capocannoniere con 28 reti. Si merita il passaggio ad una squadra di serie A, al Genoa, ma sigla solo 5 reti. La Juventus nell’ambito dell’operazione Ogbonna lo manda ai cugini del Torino come già detto mette assieme ottime prestazioni in coppia col “gemello” Cerci laureandosi cannoniere principe della massima serie.
In nazionale colleziona giusto 2 presenze per poi meritarsi la conferma nei 23 convocati.
Sarebbe stato assurdo per Prandelli non considerarlo.
Di poche ore è l’ufficialità del suo passaggio al Borussia Dortmund.
Convocazione approvata al 100%.

18 Parolo (Parma).
Centrocampista centrale con tendenze offensive. Essendo ambidestro può calciare indifferentemente e con buoni esiti dalla distanza. Cresciuto nel Como gioca sempre in C1 (Como, Pistoiese, Foligno, Verona) fino a quando non arriva al Cesena in B dove consegue la promozione in serie A. Coi romagnoli riesce nell’impresa di salvarsi il primo anno, non riuscendo a fare lo stesso nella seconda stagione. L’anno scorso passa al Parma, ma è solo quest’anno che balza agli onori della cronaca con ben 8 gol siglati in campionato, e quasi tutti decisivi.
In nazionale debutta nel 2011, torna due anni dopo con un’altra amichevole, e infine colleziona la terza presenza nell’amichevole pre-mondiale contro l’Irlanda.
Complice l’infortunio di Montolivo, viene confermato nei 23 ufficiali per la kermesse internazionale in Brasile.
Sinceramente avrei preferito un Florenzi al suo posto.
Convocazione approvata all’80%. 

19 Bonucci (Juventus).
Difensore centrale (anche se con un passato giovanile da centrocampista) della Juventus da 4 stagioni, è diventato anche lui come Chiellini uno dei più bistrattati dai detrattori antijuventini. Inizia con le giovanili di Viterbese e Inter nel 2006 avendo debuttato con Mancini in prima squadra e a seguito di Calciopoli, risulta vincitore dello scudetto “a tavolino” poi definito “di cartone”. Passa in prestito per un anno e mezzo in B al Treviso, e poi al Pisa per 6 mesi. Nell’ambito dell’operazione Milito e Thiago Motta dal Genoa all’Inter, passa a titolo definitivo al Genoa che lo gira subito al Bari in serie A.
Qui ritrova Giampiero Ventura (avuto già a Pisa) che lo rende un titolarissimo (gioca tutte le partite di campionato) guadagnandosi la chiamata alla Juventus che aiuta il Bari a riscattarlo dal Genoa.
Passato alla Juventus inizialmente viene definito un bidone anche perché si ritrova a far parte della rosa della “Juventus dei settimi posti”. Con l’arrivo di Conte l’anno dopo, Bonucci migliora sensibilmente il suo gioco e grazie ai compagni di reparto Buffon, Chiellini e Barzagli compone poi una difesa granitica che per 3 anni consecutivi si confermerà la meno battuta del campionato.
Difesa juventina che viene poi trasferita in blocco in nazionale portando in dote anche lo schieramento difensivo a 3.
Bonucci in nazionale fa parte delle rose dell’Euro 2012 e della Confederations Cup 2013, partecipando poi alle qualificazioni europee e mondiali.
Prima dell’Euro 2012 entra nell’occhio del ciclone riguardo il Calcioscommesse, e in molti lo additano come sicuro colpevole (ancor prima delle sentenze effettive). In seguito viene prosciolto e assolto in tutte le inchieste in cui era stato coinvolto, ma l’opinione pubblica juventina se la prende con lui in favore di Criscito che per accuse simili, viene escluso dalla nazionale. In quell’occasione Bonucci fu ritenuto favorito in quanto juventino e perché Prandelli in gioventù aveva militato nella società bianconera.
Inutile considerare che anche lo stesso Criscito aveva militato diverse stagioni sia nella primavera che in prima squadra bianconera. In quell’occasione sbagliò sicuramente Prandelli.
Convocazione approvata al 100%. 

20 Paletta (Parma).
Dopo Thiago Motta il secondo oriundo in questa rosa mondiale italiana.
Difensore centrale argentino annovera solo 7 presenze nell’U20 sudamericana tutte nel 2005 quando vinse il campionato del mondo di categoria.
Con la modifica del regolamento per le convocazioni di giocatori con doppia nazionalità anche lui ha potuto quindi debuttare con la nazionale italiana.
In Argentina ha giocato con Banfield e Boca Juniors, esperienze inframezzate da una stagione in Inghilterra al Liverpool. Da quattro stagioni gioca in serie A col Parma dove nel corso degli ultimi tempi si è distinto come uno dei migliori centrali difensivi del campionato grazie alla sua grinta.
L’unica pecca è la sua pettinatura indecente, ma a parte gli scherzi era rimasto in dubbio tra i convocati a causa della sua forma fisica, visto che aveva perso mezza stagione per infortunio.
Convocazione approvata al 100%. 

21 Pirlo (Juventus).
Dopo Buffon è il giocatore dell’attuale rosa con più presenze in nazionale.
Centrocampista che ha iniziato come trequartista per poi spostarsi successivamente e con maggiori frutti come regista.
Debutta col Brescia giocando in A e in B, passa giovanissimo all’Inter che lo manda in prestito prima alla Reggina e poi al Brescia. Successivamente passa al Milan dove farà le fortune dei rossoneri per 10 stagioni.
Con l’arrivo di Allegri sulla panchina rossonera, dopo aver vinto il suo secondo scudetto, passa a parametro zero alla Juventus, perché il tecnico rossonero non lo ritiene più utile alla causa.
Coi bianconeri Pirlo diventa subito protagonista e vince tre scudetti consecutivi, rivelandosi tutt’altro che bollito.
In nazionale debutta nel 2002, e partecipa a tutte le spedizioni azzurre successive, e sempre tra i titolari, vincendo anche lui la coppa del mondo 2006.
Convocazione approvata al 100%. 

22 Insigne (Napoli).
Ultimo attaccante ad essere considerato nella rosa azzurra dopo le esclusioni di Rossi e Destro (entrambi tra i pre-convocati di Prandelli), gioca preferibilmente come attaccante sinistro in un tridente, ma può giocare anche dietro le punte.
Cresciuto nelle giovanili del Napoli viene mandato in prestito in C1 prima alla Cavese e poi al Foggia (dove mette a segno 19 reti le sue prime da professionista). L’anno successivo viene mandato a Pescara dove con Immobile e Verratti riesce a conquistare la promozione dalla B alla A. In Abruzzo sono 18 le reti segnate.
Insigne si guadagna finalmente di far parte della rosa del Napoli e negli ultimi due anni gioca quasi tutte le partite diminuendo sensibilmente il computo delle marcature, ma mantenendo su buon livello quello degli assist, prodigandosi sopratutto nel ripiegamento difensivo sia con Mazzarri che con Benitez sulla panca del Napoli.
In nazionale debutta nelle qualificazioni mondiali e prima del mondiale 2014 colleziona 4 presenze e 1 rete (contro l’Argentina in un’amichevole).
Convocazione approvata al 50%. 

23 Verratti (Paris Saint-Germain).
Terzo italiano dopo Sirigu e Thiago Motta che fa parte di una squadra estera (sempre il PSG). Giovanissimo, anche lui come Pirlo inizia da trequartista per poi passare da regista.
Cresciuto nel Pescara debutta in prima squadra in C1, l’anno dopo anche se con poche presenze contribuisce alla promozione in serie B tramite play-off. Nella serie cadetta resta 2 anni, dove al secondo assieme ai compagni Immobile e Insigne è tra i protagonisti per la promozione in massima serie.
In A non debutta perché nell’estate di 2 anni fa passa al PSG con Ancelotti allenatore. Anche lui come Sirigu vince 2 campionati, 1 supercoppa e una coppa di lega francese.
In nazionale viene preconvocato (sebbene militi ancora in serie B) per l’Euro 2012, ma debutta in amichevole solo dopo la competizione continentale.
Non partecipa a nessuna partita di qualificazione mondiale ma solo ad amichevoli. E’ in dubbio fino alla fine, ma complice anche l’infortunio a Montolivo, viene confermato per far parte per la prima volta nella sua carriera ad un mondiale.
Convocazione utile per lui per respirare ulteriormente l’aria delle competizioni internazionali (dopo la champions col PSG) e per crescere all’ombra di Pirlo, magari rubandogli qualche segreto del mestiere.
Convocazione approvata al 70%. 

24 Ranocchia (Inter).
Il difensore centrale interista è stato inserito da Prandelli come riserva.
Cresciuto nelle giovanili di Perugia e Arezzo, Ranocchia debutta coi toscani in serie B agli ordini di Antonio Conte. L’anno successivo con la retrocessione, gioca in C1 da titolare.
Torna in B al Bari sempre con Conte come allenatore e consegue la promozione in serie A. Nella massima serie gioca in coppia con Bonucci.
La sua squadra successiva è il Genoa (già proprietaria del suo cartellino sin dalla prima stagione a Bari) ma vi resta solo 6 mesi, passando poi all’Inter dove resta per 3 stagioni e mezzo, giocando da titolare solo nella scorsa stagione. In nazionale debutta nel 2010, in amichevole, partecipa alle qualificazioni per Euro 2012, viene inserito nei pre-convocati ma non riesce a passare l’ultima selezione.
Riesce a fare un passo in avanti in quest’occasione diventando la riserva per Brasile 2014.
Convocazione approvata al 70%. 

Dopo la lunga sequela riguardo ai 23 convocati +1 passo quindi ai 6 esclusi dalle convocazioni.

Mirante (Parma)
Portiere, sebbene Prandelli aveva inizialmente considerato solo 30 pre-convocati, decide di convocare un quarto portiere che sarà il +1 delle pre-convocazioni.
Mirante alla fine non riesce a superare la concorrenza del più giovane Perin e viene escluso dalla rosa mondiale.
Cresciuto nelle giovanili del Sorrento, passa poi alla primavera della Juventus. Viene mandato prima in prestito in B al Crotone dove gioca titolare, e poi in A dove debutta col Siena. Ritorna alla Juventus come secondo di Buffon in serie B, con 7 presenze.
Non viene riconfermato e passa quindi alla Sampdoria in A, dove fa da secondo portiere a Castellazzi.
Dopo due stagioni passa al Parma dove diventa titolare per ben 5 stagioni.
In nazionale non debutta mai, ma viene convocato una prima volta nel 2010, una seconda nel 2012 e infine per uno stage a marzo 2014; sempre con Prandelli come CT.
Per me si meritava la convocazione come terzo portiere: non troppo vecchio, ma nemmeno troppo giovane, dopo tanti anni di gavetta in serie A.
Convocazione approvata al 100%. 

Maggio (Napoli).
Inizia come esterno destro di centrocampo, passa poi come terzino destro.
Giovanili del Vicenza debutta in A con i veneti e disputa poi due stagioni in B. Passa alla Fiorentina sempre in B dove diventa titolare, una volta promossi in A, perde il posto e dopo un anno e mezzo passa al Treviso per 6 mesi sempre in A. L’anno dopo va alla Sampdoria dove soprattutto al secondo anno diventa uno dei migliori esterni del campionato nel 3-5-2 di Mazzarri.
Passa al Napoli (dove resta per 6 stagioni), prima con Reja e poi con lo stesso Mazzarri.
Nell’ultima stagione con Benitez allenatore, Maggio salta diverse gare di campionato a causa di infortuni, ma resta comunque nel giro della nazionale venendo pre-convocato da Prandelli.
In nazionale Maggio debutta nel 2008, viene convocati ai mondiali 2010 e poi a tutte le successive competizioni comprese le qualificazioni, sempre da titolare e sempre come terzino destro.
Le sue non perfette condizioni fisiche lo escludono dai 23+1 per Brasile 2014.
Esclusione giusta per la sua stagione che a definire opaca è dir poco.
Convocazione approvata al 40%. 

Pasqual (Fiorentina).
Terzino o esterno sinistro di centrocampo, Pasqual si adatta in entrambe le posizioni con buoni esiti risultando sempre un buon assist man grazie ai suoi cross precisi.
Prima dell’arrivo alla Fiorentina, nel quale milita da 9 stagioni e ultimamente anche capitano, Pasqual ha sempre militato nelle serie inferiori (Derthona e Pordenone in D, Treviso e Arezzo in C1 e poi in B con l’Arezzo).
In nazionale non ha mai avuto vita facile: debutta con Lippi nel 2006, non va al mondiale perché aveva Zambrotta e Grosso davanti, per 7 anni non viene convocato fino a quando Prandelli non si ricorda di lui nelle qualificazioni mondiali dell’anno scorso.
Anche in questo caso erano poche le possibilità di giocare chiuso da De Sciglio, Darmian e volendo anche da Chiellini.
Convocazione approvata al 50%. 

Montolivo (Milan).
Interno di centrocampo, ma in grado di coprire anche tutti gli altri ruoli (regista, trequartista).
Debutta con l’Atalanta in B e poi in A, passa poi alla Fiorentina dove resta per 7 stagioni e nelle ultime 2 passa al Milan a parametro zero dove diventa anche capitano della squadra (dopo esserlo già stato a Firenze).
Entra a far parte stabilmente della rosa azzurra a partire dalla Confederations Cup 2009.
Sinceramente come già scritto su facebook a seguito del suo infortunio (frattura alla tibia) che lo ha escluso da un mondiale nel quale la sua presenza sarebbe stata certa al 100%, mi dispiace poco della sua esclusione perché l’ho sempre visto come un giocatore a metà, un po’ come per Cassano quindi.
Un diamante grezzo che sarebbe dovuto esplodere negli anni a seguire, ma che non è mai riuscito a mantenere le attese, almeno le mie.
Buon giocatore per carità, ma la sua continua presenza tra i convocati e tra i titolari in nazionale la adduco solo al fatto che Prandelli lo ha allenato per anni nella Fiorentina; ho sempre ritenuto altri calciatori ben più meritevoli di lui come tecnica ad esempio il collega di nazionale Aquilani, per fare un esempio pratico.
Convocazione approvata all’80%.

Romulo (Verona).
Dopo Paletta sarebbe stato il secondo nuovo oriundo di questa nazionale.
Brasiliano impiegato come terzino destro o esterno alto di centrocampo, ultimamente è stato schierato con profitto anche come interno di centrocampo.
Dopo diverse stagioni in Brasile dove ha cambiato squadra ogni anno (l’ultima prima di trasferirsi in Italia era stata l’Atletico Paranaense in prestito dal Cruzeiro), Romulo passa alla Fiorentina tre stagioni fa. A Firenze resta due anni mettendo assieme tra campionato e coppa italia 32 presenze e 2 reti totali.
Nella scorsa estate passa al Verona in prestito dove si distingue come uno dei migliori centrocampisti del campionato con 6 reti e diversi assist ai compagni.
Non ha mai giocato in nessuna rappresentativa nazionale brasiliana, e grazie ai suoi trisavoli veneti prende il passaporto italiano e la doppia nazionalità.
Viene convocato per un breve stage ad aprile da Prandelli ed entra a far parte prima dei 30 pre-convocati e poi dei 23 convocati per il mondiale 2014.
Romulo però dichiara ai media di aver rifiutato l’opportunità perché essendo solo al 70% (sua opinione personale) come condizione fisica gli è sembrato brutto accettare la convocazione a fronte di qualche altro compagno che rispetto a lui era invece al 100% della condizione.
Difatti nelle ultime giornate di campionato Romulo aveva fatto diverse assenze appunto per un infortunio.
Se fosse stato integro, per me si meritava appieno il posto in rosa.
Convocazione approvata all’90%.

Destro (Roma).
Attaccante che può giocare in tutti i ruoli del reparto.
Giovanili di Ascoli prima e poi Inter con quest’ultima vince un torneo di Viareggio. Nel 2010 avviene il debutto tra i grandi col Genoa (2 reti), ma è al Siena sempre in A, unica categoria in cui ha militato finora Destro, che si mette in luce guadagnandosi il trasferimento in una grande, ovvero la Roma, grazie a 12 reti.
Nel primo anno sigla la metà delle reti messe a segno col Siena, ma nel secondo anno, dopo essere tornato da un brutto infortunio in sole 20 presenze segna 13 reti migliorando il proprio score personale nella massima serie.
In nazionale partecipa alle qualificazioni mondiali di due anni fa, partecipa all’amichevole contro la Spagna di marzo 2014, e viene inserito nei pre-convocati.
Alla fine ne viene escluso e si vocifera di una proposta fattagli da Prandelli come prima riserva al posto di un acciacato Rossi (sempre secondo il CT); Destro poi avrebbe rifiutato escludendo di fatto anche Rossi tra i 23, e inserendo poi al posto di entrambi Insigne che nella graduatoria del CT era all’ultimo posto degli attaccanti.
Convocazione approvata al 90%. 

Rossi (Fiorentina).
Ed eccoci infine al grande escluso di queste convocazioni mondiali.
Giuseppe Rossi detto Pepito, gioca preferibilmente come seconda punta, ma può giostrare anche come esterno d’attacco o come unico termine offensivo centrale (come accaduto ultimamente alla Fiorentina).
Nato e cresciuto in America, nel New Jersey, Rossi a 12 anni si trasferisce a Parma dove inizia con le giovanili. Passa quasi subito al Manchester United a 17 anni, e a 18 debutta in Premier League con un gol. Successivamente viene mandato in prestito prima al Newcastle e poi al Parma dove in 6 mesi mette assieme 19 presenze e 9 reti.
Torna poi a Manchester che lo cede in Spagna al Villarreal dove resta per 5 stagioni con un ottimo bottino di reti (54 in campionato, 7 in coppa del re, 21 tra Champions ed Europa League). Sul finire dell’ultima stagione nella Liga, Rossi si infortuna, il Villarreal retrocede, e a gennaio del 2013 passa infortunato alla Fiorentina che lo acquista a titolo definitivo.
Con la maglia viola riesce a debuttare nell’ultima di campionato e va in gol alla prima giornata dell’attuale campionato.
Ben presto Pepito Rossi diventa capocannoniere del campionato con 14 reti in 18 partite, ma a gennaio a seguito di un bruttissimo fallo di Rinaudo, difensore del Livorno, Rossi si infortuna di nuovo al ginocchio, temendo quindi di perdere il mondiale.
Dopo 4 mesi torna a giocare prima in finale di Coppa Italia contro il Napoli (suo debutto assoluto in questa competizione), e poi in campionato contro il Sassuolo, andando subito in gol. Rossi gioca poi anche le ultime due partite mettendo a segno un’altra rete.
Alla fine conclude la stagione in serie A con 21 presenze in campionato e 16 reti.
In nazionale Pepito Rossi ha partecipato con ottimo esito alla Confederations Cup del 2009 (doppietta contro gli USA alla prima partita), e alle qualificazioni mondiali per Sudafrica 2010, ma alla fine Lippi lo escluse dalla rosa finale.
Partecipa poi alle qualificazioni per Euro 2012, ma non vi riesce a partecipare per via dell’infortunio al ginocchio quando era al Villarreal. Gioca una sola partita per le qualificazioni mondiali del 2014, e dopo essere riuscito a rimettersi in sesto nel finale di stagione viene incluso nei 30 pre-convocati.

Tenendo conto del gioco delle parti su descritto nella parte relativa a Destro, voglio invece considerare le differenze sostanziali in termini di rapporto presenze reti tra Insigne (inserito nei 23 ufficiali) e Rossi, escluso dai 23:
– Insigne 37 presenze e 3 reti in campionato;
– Rossi 21 presenze e 16 reti in campionato.

Non bastano? Allora consideriamo anche le altre competizioni:
– Insigne 5 presenze e 3 reti in Coppa Italia, 6 presenze e 2 reti in Champions League, 4 presenze e 1 rete in Europa League; totale comprese quelle in campionato: 51 presenze e 9 reti.
Rossi 1 presenza in Coppa Italia, 2 presenze e 1 rete in Europa League; totale comprese quelle in campionato: 25 presenze e 17 reti.

C’è ancora da chiedersi perché Insigne no e Rossi sì?
Convocazione approvata al 100%!!! 

Piccola curiosità finale: nello stage avvenuto dal 10 al 12 marzo nel centro sportivo dell’Acqua Acetosa a Roma, agli ordini di mister Prandelli, erano stati convocati questi giocatori tra serie A e serie B:

Portieri: Bardi (Livorno), Leali (Spezia), Mirante (Parma), Perin (Genoa), Scuffet (Udinese);
Difensori: Biraghi (Catania), Brivio (Atalanta), Camporese (Cesena), Ceccherini (Livorno), Darmian (Torino), De Silvestri (Sampdoria), Murru (Cagliari), Romagnoli (Roma), Rugani (Empoli);
Centrocampisti: Baselli (Atalanta), Bellomo (Spezia), Benassi (Livorno), Bernardeschi (Crotone), Bertolacci (Genoa), Bonaventura (Atalanta), Dezi (Crotone), Gagliardini (Cesena), Marrone (Sassuolo), Soriano (Sampdoria), Viviani (Latina);
Attaccanti: Cerri (Parma), Comi (Virtus Lanciano), Gabbiadini (Sampdoria), Paloschi (Chievo Verona), Sau (Cagliari), Zaza (Sassuolo).

Alla fine chi è riuscito ad andare ai mondiali?
Solo il portiere Perin e il difensore Darmian, con Mirante che ha fatto da +1 ai 30 preconvocati.

Fantacacchio, cronaca di un fantacalcista (s)fortunato.

Era da un po’ che non mi capitava di parlare di Fantacalcio qui sul blog, ma ora che è finito questo fantacampionato, vorrei dire brevemente la mia su una situazione spiacevole che mi è capitata, ma prima vorrei fare un excursus storico sulla mia storia col fantacalcio.

Mi appassionai a questo gioco nel lontano 1996-97, avevo 13 anni, eravamo poche persone e sebbene io conservi quasi tutto, non riesco a trovare o a ricordarmi cosa feci quell’anno. Mi pare fossimo solo in 4 a giocare all’inizio, poi coinvolgemmo altre persone.
Negli anni successivi pure giocai, ma non sempre consecutivamente.
Una volta mi ricordo di aver avuto in attacco (sarà stato in secondo o terzo superiore) Batistuta, Del Piero, Trezeguet, Bierhoff, Hubner e Ferrante (fantacalcio 2001-2002), ma eravamo sempre in pochi a giocare.

Un fantacalcio a cui sono molto legato fu quello svoltosi nel 2003-04, giocato con gli amici dell’allora Bar Capriccio. Quando c’erano i posticipi serali della domenica, ci incontravamo tutti lì, prenotavamo due tre tavolini e insieme seguivamo la partita, esaltandoci per un cross, deludendoci per un’ammonizione presa, o per un palo colpito. A seconda di ogni azione che faceva un nostro giocatore, il voto sul giornale, secondo noi, aumentava o diminuiva; e così facendo potevamo ipotizzare a grandi linee se avevamo vinto o perso quella giornata di fantacalcio.
Eravamo a 8 a giocare, io e Matteo Monero eravamo stati i fautori del fantacampionato, e ci eleggemmo a presidenti di Lega (all’epoca mi pare fossero Moggi e Galliani, perché è così che venivamo soprannominati dagli altri partecipanti)
Ricordo con piacere i nomi fantasiosi dati alle squadre; lo scambiarsi le formazioni per telefono a voce, oppure per sms, a volte se si frequentava la stessa classe o scuola, le formazioni arrivavano su fogliettini volanti, e io come presidente della fantalega dovevo raccogliere le formazioni di tutti per fare i calcoli e stilare la classifica di giornata.
Quel fantacalcio ricordo di averlo vinto grazie ad una signora formazione (fantacalcio 2003-04), schierata con un 3-4-3 con difensori goleador, buoni portieri, centrocampisti tiratori di punizioni e rigori e due tre bomber di sicuro affidamento. I colpi maggiori furono principalmente due: Amantino Mancini della Roma che all’epoca era schierato tra i difensori (preso a 1 miliardo), e Alberto Gilardino del Parma che presi a soli 3 miliardi.
Fino al mese di gennaio Gilardino era solo la riserva di Adriano, poi il brasiliano passò all’Inter e Gilardino in soli 6 mesi si scatenò mettendo a segno qualcosa come 20 reti.

Vinto quel fantacalcio, ripresi a giocarci dopo qualche anno, stagione 2005-06, ma sebbene fossi primo a gennaio con largo distacco sulle altre squadre, per dei casini vari organizzati dagli altri partecipanti, decisi di lasciare il campionato e di farmi ridare indietro la mia quota di partecipazione.
Nel 2007-08 ripresi a giocare con gli amici con cui uscivo all’epoca: Spaik, Renosteiger, Tokombo, Gianluca Orange Plonster, Nic Sboron. Mi pare fossimo solo in 6 allora. Comunque quel fantacalcio fu diviso in due sessioni, una la vinsi e nell’altra arrivai secondo, sempre se non ricordo male.

Per diversi anni, fino al 2011-12 non giocai più a fantacalcio. Quella stagione, con il contemporaneo avvento di Antonio Conte sulla panchina della Juventus, ripresi a giocare, non solo con gli amici della comitiva con cui uscivo, ma persino con dei ragazzi su Hattrick, facenti parte della federazione della Juventus.
Vinsi entrambi i fantacampionati, e con quello degli amici accumulai soldi (assieme a quelli dati dai regali di laurea), per togliermi un paio di sfizi: andare a Torino a vedere Juventus-Atalanta, l’ultima partita di Del Piero con la Juventus e festa scudetto, e un paio di settimane più tardi, mi feci un weekend (da giovedì a sabato) a Madrid, grazie alla vincita dell’altro fantacalcio, quello su Hattrick, nel quale c’era in palio un soggiorno gratuito in un appartamentino nel centro di Madrid. Pagai quindi solo le spese di viaggio, andai a trovare l’amico Domenico Rosso, compagno di università ormai trasferitosi da anni lì, e feci un po’ il turista solitario (partì da solo).

Quest’anno, dopo un anno di pausa, ho ripreso a fare il fantacalcio, coinvolgendo degli amici con cui spesso vado a giocare a calcetto, e un altro paio di vecchi amici con cui avevo ripreso contatti nell’ultimo anno.
E’ storia di oggi che domenica scorsa ho vinto il campionato con tre punti sul secondo in classifica, e contemporaneamente, due domeniche fa, ho vinto anche la Champions League (ovvero la nostra fantacoppa), aggiudicandomi quindi due premi su quattro a disposizioni: campionato a scontri diretti e champions league, gli altri due erano classifica generale e europa league (ma solo per quelli eliminati dalla champions), quindi in definitiva due premi su tre competizioni disputate.

Apriti cielo! Già in passato mi sono attirato ire o antipatie di manager fantacalcistici sulla base di aver più culo degli altri, ma quest’anno è successo veramente l’incredibile!
Prosegue tutto bene fino a un paio di giorni fa, quando ho scritto nel nostro gruppo segreto su facebook i verdetti delle competizioni e le cronache dell’ultima giornata.
L’ultimo in classifica caccia fuori la storia che ho imbrogliato, perché in quanto amministratore della lega su fantagazzetta, ho salvato la formazione in 4 occasioni (alla 4a giornata, alla 12a, alla 26a e alla 30a del nostro campionato) come amministratore.
In 3 di queste 4 volte, la formazione salvata è stata comunque inserita prima dell’inizio della prima partita della giornata (ovvero l’anticipo del sabato delle 18), in un caso, alla 26a giornata, ho salvato la formazione 4 minuti dopo l’inizio della prima partita disputata.

Proprio perché è tutto automatizzato e visibile, pensavo fosse una pignoleria far presente che non essendo riuscito a salvare la formazione per tutte le competizioni sullo smartphone, ho poi provveduto a farlo una volta tornato a casa; cancellando quindi il precedente salvataggio, e mettendo quello successivo, sempre di pochi minuti.
Purtroppo questa spiegazione di un errore fatto in buonafede, non è servita, e addirittura due partecipanti pretendono penalizzazioni di punti nei miei confronti. Persino il secondo in classifica ha paragonato la cosa come a togliere un campionato ad una squadra di serie A, perché in 4 partite ha battuto un fallo laterale qualche metro più avanti.

Vi basti sapere che io che ho sempre fatto di onestà, sincerità e chiarezza i miei valori fondamentali per vivere la mia vita, essere tacciato di aver imbrogliato, di aver aggirato le regole, per me equivale ad una grossa offesa!
Uno fa tanto per comportarsi da persona retta e poi viene a sentire di queste cose?
Talmente che ero adirato, ho preferito non continuare la conversazione su facebook, mi son vestito, ho preso la macchina, e me ne sono andato da solo a cinema a vedere The Amazing Spiderman 2 – Il potere di Electro. Ho persino spento per tre ore il cellulare perché non volevo essere minimamente disturbato, non pensare più alla brutta faccenda, e cercare di rilassarmi un po’.

Ora non so come andrà a finire, e pensare che mi ero pure ripromesso di elargire 50 euro del premio del fantacalcio per offrire una pizza e birra a tutti i partecipanti, così come feci due anni prima (anche se all’epoca pagai solo all’ultimo in classifica).