La Cena in Bianco in salsa “giallorossa”

cena_in_bianco-640x360L’idea di questo post ce l’avevo già da ieri sera, ma prima volevo informarmi per bene per non incappare in errori o inesattezze. Intitolarlo semplicemente “White Dinner” o “Unconventional Dinner” (il nome dell’evento stesso) non mi andava, e per questo ho optato per un rimando colorato in riferimento ai colori della squadra calcistica cittadina (considerando anche che un paio di suoi esponenti vi hanno partecipato…).
Sin da prima che venisse effettivamente organizzata e realizzata, avevo letto o sentito numerosi commenti di miei concittadini (amici e non) che non erano entusiasti della cosa, criticando le modalità dell’evento:

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Per l’occasione su Facebook erano stati creati, oltre alla pagina istituzionale, anche un profilo e un evento. Le adesioni sono state inizialmente 1.500, salite poi (presumibilmente) a 1.600. Esauriti i posti a prenotazione, la gente pur di partecipare ha provveduto portandosi anche tavolino e sedie da casa, talmente era la voglia di esserci.

Ho appena finito di vedere i due video pubblicati dal sito EmozioniInRete:
“Cena in bianco”. Un successo di condivisione sotto il segno dello stile
Benevento sperimenta la “Cena in bianco” nel centro storico
Nel primo servizio viene intervistata Sandra Lonardo Mastella, moglie del Sindaco Clemente, che parla di come lo spunto sia venuto a lei solo dopo aver visto come la nuora abbia organizzato una Cena in bianco lì a Loano (in provincia di Savona, in Liguria) dove abita con il figlio di Mastella.
Da diverso tempo però questa modalità di evento, una specie di “flash-mob” se vogliamo definirlo tale, viene realizzata con successo in numerose metropoli mondiali, come Parigi e New York, oltre che in città italiane come Torino e Milano.
Mi era stato riferito anche di Bari e Napoli, il che cozzerebbe con l’affermazione del sindaco Mastella sulla primogenitura dell’evento da parte della città di Benevento non solo in Campania, ma anche nell’intero Sud. Ma d’altronde basta verificare su questo sito:
http://www.cenainbiancounconventionaldinner.it/p/cene-in-bianco-italia.html e guarda caso, dall’elenco manca proprio Benevento…
Piccola nota: tutto nacque quattro anni fa a Torino, nel 2012, da un’idea della torinese Antonella Bentivoglio d’Afflitto, un doppio cognome che mi ricorda l’alto lignaggio della fantozziana “Serbelloni Mazzanti Viendalmare”. Al di là dell’associazione di idee, volevo riportare una sua risposta alla domanda: “Perché il colore bianco?”
«Perché è un colore elegante, semplice, apartitico, e di grande impatto fotografico». Secondo lei le “white dinner” sono così attrattive perché sono portatrici di bellezza, in luoghi aulici o periferici delle città. La gente si sente parte di una favola romantica in cui si ride, si assaggia il tiramisù del vicino conosciuto pochi minuti prima, ci si innamora».
Mi soffermerei sull’aggettivo “apartitico” che anche la moglie del Sindaco ha sottolineato nella sua intervista, anche per rimarcare come la Cena in bianco beneventana non sia stata fatta per interessi politici, ma solo per la città di Benevento stessa.
[EDIT: Ho contattato su facebook proprio la signora Bentivoglio che mi ha confermato che seppur non in elenco, la città di Benevento è una delle 250 località italiane che partecipano a quest’iniziativa da lei ideata, e che non volendo lei né sponsor né guadagni, non aggiorna molto spesso il sito, ma dopo le mie domande al riguardo lo farà quanto prima.
Ah, mi ha anche detto che la prima città in Campania era stata Sarno, mentre Benevento era la quarta o quinta in ordine di tempo a fare la Cena in Bianco.]

Devo ammettere che ero molto curioso al riguardo (com’è di mia natura), ma a parte che nessuno delle persone con cui esco abitualmente, e nemmeno qualcuno della mia famiglia, era interessato alla cosa non vedo perché avrei dovuto parteciparvi in solitaria: già c’era molta diffidenza al riguardo poi, presentarsi da solo vestito di bianco, ad una cosa simile, mi avrebbe imbarazzato un po’; una cosa è farla in compagnia col supporto di altri, e una cosa è farla singolarmente.
La mia non partecipazione quindi non era di natura politica (come lo è stato per molti altri), e quindi ho deciso che seppur non vi avessi partecipato, sarei andato comunque a dare un’occhiata per verificare di persona come si sarebbe svolto il tutto; questo perché un conto è informarsi leggendo articoli e vedendo foto e video, e un altro conto è vedere tutto con i propri occhi.

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Sguardo dall’alto di metà Corso Garibaldi

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La preparazione delle tavolate a Santa Sofia e davanti al Teatro Comunale.

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La piazza di Santa Sofia con le tavole imbandite e colme di commensali.

Avendo parcheggiato l’automobile sotto le “Scalette Strette” ed essendo salito per il Corso Garibaldi provenendo da Piazza Roma, il primo pensiero che ho avuto in mente vedendo tutte quelle persone di bianco vestite è stato:
“ODDIO! Il Ku Klux Klan!”
Poi mi sono accorto che erano senza cappucci e senza torce e quindi mi son tranquillizzato… a parte la battuta, alla prima occhiata l’effetto di per sè è straniante, poi dopo un po’ ci si abitua e la cosa diventa piacevole allo sguardo.
Ho trovato un po’ fuori luogo la presenza di una drag queen vestita da sposa (molto apprezzata però da un paio di turisti asiatici e da commensali che si facevano selfie assieme) e la musica tipo tammorra, ma sono gusti personali. D’altronde erano presenti anche altri “illustri personaggi” beneventani (non vestiti di bianco però…) come Gaetano Pell e Can che serviva a qualche tavolo e ballava la tammorra anche lui; Gianluca il Pagliaccio che sorseggiava il suo cartone di Tavernello a Via Traiano e Antonio Buffet che cercava qualcuno dal quale scroccare la cena.

Girando per le tavolate ho avuto anche l’opportunità di parlare con quei pochi amici e conoscenti che avevano partecipato e anche con quelli che come me bazzicavano curiosamente nei dintorni.
A quest’ultimi ho chiesto cosa ne pensassero (per la privacy ometterò nomi e sesso delle persone):
C: Vedendo come sono organizzati i tavoli, con questa aggiunta del premio per il tavolo addobbato più bello, spiccano molto le differenze tra “patrizi e plebei”…

A: Non mi piace proprio, per me è stata una pacchianata organizzare queste tavolate lungo tutto il Corso Garibaldi e Via Traiano; potevano fare come hanno fatto altrove, a Torino, Milano e Parigi dove erano tutti concentrati in un luogo solo e il colpo d’occhio sarebbe stato migliore. Ad esempio si mettevano tutti a Piazza Roma, e delimitavano come fatto per lo spettacolo di Marco Travaglio a BCS con delle transenne.

G: Sto cercando di trovare un senso a questa cosa organizzata dal signor Mastella… ma più ci penso e più mi viene da piangere!! Sinceramente la trovo proprio una cosa insensata: lo devo preparare e me lo devo mangiare dove dici tu e alle tue regole… ma a sto punto me lo mangio a casa mia in grazia di Dio!!! Ma che senso ha?!!

M: Mi chiedo semplicemente cosa pensavano le 1500 persone lì sedute, ovvero quale fosse il senso, lo scopo di questo evento: se quello di valorizzare i monumenti, sentendoli ancora di più “casa propria” mangiandovi davanti (non mi pare); se quello di conoscere nuove persone (non mi pare); se quello di provare una nuova esperienza e poi vantarsene sui social; se quello di fare numero..davvero mi sfugge, e forse non dovrei nemmeno chiedermelo data l’assenza di senso e valori nella società odierna… comunque agli occhi esterni di una persona che nemmeno sapeva dell’esistenza di simili eventi,è sembrata una spettacolarizzazione e stop.. (in pieno stile dei nuovi coniugi che ci governano insomma…). Il motivo poteva essere anche quello di ottenere ulteriori consensi tra la gente…..alla “panem et circenses” per intenderci.
Non so, da fuori sembrava una cena per sé e per i suoi….solo se hai un certo abbigliamento entri, altrimenti no… se volevano fare un white party lo potevano fare in un posto delimitato, chiuso da mura insomma…mi ripeto, farlo così in piazza mi è sembrata un po’ una spettacolarizzazione..

F: No, non avrei mai partecipato, soprattutto considerando che bisognava pagare 15 euro per prenotare il posto, mi sto facendo solo un giro per vedere com’era organizzata.

A questo punto, dubbioso su quest’ultima affermazione, ho chiesto ad un’altra persona amica che era lì a cenare.

D: Assolutamente no! Non abbiamo pagato alcun contributo per partecipare. C’è però chi ha preferito il catering. Ad esempio il ristorante Pascalucci con 15 euro ha allestito i tavoli e portato la cena, servendola pure. Noi abbiamo portato il cibo da casa quindi era assolutamente gratis.

M2: Come ben sai lavorando fuori non mi trattengo molto in città, ma stasera i miei genitori mi hanno detto che c’era questo evento, mi è sembrata una cosa carina e simpatica e quindi sono qui con loro, ho dovuto solo vestirmi di bianco, e ad organizzare il tutto ci ha pensato un’amica di famiglia.

Arrivato a Piazza Santa Sofia, ho trovato anche alcuni tavoli vuoti, quindi oltre alle prenotazioni in più erano venute a mancare anche delle persone, proprio lì di fianco ho parlato con un’altra persona amica del perché lì fosse vuoto, e poi da parte ci fossero tavolini singoli.

P: Avevamo prenotato a più persone, poi per vari motivi alcuni sono venuti meno, ma abbiamo comunque lasciato tutto imbandito, magari potrebbe anche aggiungersi qualcun altro che non conosciamo, ma a quel punto non gli puoi dire niente, la cena in bianco è aperta a tutti.

Vedo che ci sono anche Pezzi e De Falco (N.d.A.: due giocatori del Benevento Calcio)!

P: Eh sì, ormai sono degli amici, ed è sempre bello che anche gente come loro che viene da fuori frequenti Benevento e si integri con i beneventani.

Insomma, in definitiva come spesso capita sia a Benevento che in Italia c’è sempre chi critica, sia che si faccia qualcosa (come sta cercando di dimostrare questa nuova amministrazione comunale) sia che non si faccia niente (e qui parlo della precedente e decennale amministrazione comunale targata Pepe-Delvecchio).
Se da una parte poi molti hanno apprezzato questa idea della Cena in Bianco che da lontano dava l’impressione di un ritrovato senso di comunità, dall’altra parte c’era comunque l’osservazione che anche se posti di fianco a degli sconosciuti, non tutti fraternizzavano con i vicini di posto, restando divisi ognuno nei propri gruppetti di amici o familiari.

Se avessi partecipato, sinceramente mi avrebbe dato fastidio se qualcuno come me ieri sera, passeggiava alle mie spalle o dall’altra parte della tavolata per guardare cosa stessi facendo, mettendomi quindi anche in imbarazzo oltre che fastidio.
Coraggiosi e menefreghisti quindi quelle persone che hanno partecipato? No, semplicemente una volta che ti siedi a tavola ci siete solo tu, il cibo e le persone con cui lo stai condividendo, niente di più.

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Breve trattato di filosofia amorosa social (offline e online).

Premessa.
L’idea di questo post, me l’ha data un’amica che come me ha studiato comunicazione, e che oggi aveva scritto questo su facebook:

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Letto questo post, sono intervenuto una prima volta commentando: “Se dico la mia qui, sotto forma di commento, rischio di scrivere un saggio a riguardo…
Al che sia lei, che un’altra sua amica, mi hanno poi convinto nel farlo, e io di getto, ho buttato giù queste righe.

Per quanto mi riguarda, la conoscenza con una ragazza che
mi interessa, anche se già l’ho vista in amicizie in
comune su facebook, la faccio sempre dal vivo.
Se vedo un minimo di interesse, allora dopo un po’ di
volte che ci si è visti per caso, mando la richiesta
(sempre se non è la lei in questione a farlo per prima).
Ci si sente per chat, e magari ci si dà un appuntamento
senza impegno, del tipo: sai io stasera vado a sentire
questo gruppo in questo locale, magari ci si vede lì.
Così lei sa dove poterti trovare.
Via via che la conoscenza si approfondisce, ci si scambia
anche i numeri di telefono per chiamate, sms, whatsapp.

Questo credo che sia un modus operandi decente. (potete
pure smentirmi o criticare qualche passaggio).
Per quanto riguarda la questione dei like, c’è chi li
apprezza, e chi invece non li apprezza affatto.
Soprattutto se i like che metti, sono a link, o a status
che a te uomo, non interessano.
Alcuni li mettono per far vedere che sono presenti alla
lei di turno, altri per dimostrare il proprio interesse o
per concordare con le opinioni espresse da lei, senza
doversi impegnare a scrivere dei commenti sensati
inerenti l’argomento del giorno.

Personalmente, una volta feci l’errore di mettere una
ventina di like, vedendo le foto degli album di una
ragazza, e lei lo trovò esagerato. (le foto dei vari
album però erano 300-400 quindi a me non sembravano
tanti).
Da allora, ho cambiato: mi fermo ad un like ad una delle
foto recenti del profilo, anche se invece guardo tutto
l’album; commento invece quando effettivamente ho
un’opinione e una conoscenza decente del link o dello
status di cui si parla.

Note vocali su whatsapp (e facebook):
ogni tanto sono apprezzabili così tu, prima di
addormentarti, senti la voce di lei e sognerai qualcosa
di bello.
Fortunatamente non mi è mai capitato di flirtare con
ragazze che sfruttavano a piè sospinto le note vocali, un
paio di volte le note le ho inviate io per essere sicuro
che la lei di turno “leggesse” effettivamente quel che
avevo da dire.

Mettiamo inoltre una cosa in chiaro: per quel che mi
riguarda, io sarei più per la semplice chiamata a voce,
ma ho constatato che non sempre è apprezzata, anzi, viene
considerata parte di un livello successivo alla prima
fase di conoscenza.
Perché sono arrivato a scoprire anche questa cosa
nell’ultimo anno: i livelli di conoscenza/frequentazione.
1° livello: conoscenza
2° livello: frequentazione
3° livello: relazione vera e propria.
E io avevo sempre pensato che i primi due livelli fossero
la stessa cosa!

Le chiamate di interesse “come stai? dove sei? cosa fai?”
alcune ragazze la vedono come una vera e propria
intrusione nella propria sfera privata.
Poi, ho avuto a che fare con ragazze che apprezzavano un
sentirsi costante, quotidiano; ed altre ragazze che meno
ci si sentiva, più lo apprezzavano, perché per loro
voleva dire che “entrambi hanno una propria vita a sé
stante” invece che passare i giorni alla continua ricerca
dell’altro, sempre e comunque, anche se per poco, che sia
un incontro dal vivo di pochi minuti, o una conversazione
telefonica di 10-15 min, o una conversazione whatsapp.

Ricapitolando:
sì all’aiuto dei social, no alla sostituzione completa
dell’interazione dal vivo con i social.

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Topolini, Topolino, scaratopi e vespe.

topolinodicampagnaUn venerdì che si prospettava un pochino moscio, alla fine non si è dimostrato poi tanto molle, e di questo ringrazio un topolino simpatico che si aggirava ieri sera nel giardino del Morgana, tra muretto e ringhiera verde, non so se impaurito dalla gente, incuriosito dalla stessa, e se in cerca di qualcosa da mangiare (non credo era il tipo di andare ad assaggiare i fondi dei bicchieri di plastica dei cocktail…).
Ben presto se ne sono accorti un po’ tutti gli avventori del Morgana, e l’amica Mari si è subito alzata con scatto da centometrista per paura di ritrovarsi il piccolo “Ratatouille” in testa.

A proposito di animali, ne ho approfittato per far vedere il video di uno scarafaggione che ho trovato nel garage di casa mia qualche giorno prima, ribattezzato affettuosamente da me come “Scaratopo”, come accade in How I Met Your Mother.
scaratopoIl bell’insettone, grande quanto la mia mano, si aggirava giulivo sul pavimento del garage, fino a quando gli ho dato un leggero calcetto, per fermarlo e fargli una foto decente.
Lo Scaratopo si è fermato per un attimo, ha fatto finta di sembrare morto, e dopo un altro piccolo movimento del mio piede, si è ripreso fermandosi come vedete nella foto qui a fianco.

Nella serata di ieri ho avuto anche a che fare con una “vecchia amica” che a momenti non avevo nemmeno riconosciuto, e quasi con mia somma sorpresa, non avvertivo più quel sentimento rancoroso di mesi fa.
Sarà che son cambiato come atteggiamento, in un certo senso maturato, e in un altro senso, dopo quasi 2 anni dal nostro “addio”, me ne importa veramente poco come invece mi poteva interessare tempo fa.

Stamattina invece, con un mezzogiorno di fuoco senza alcuna ombra, vestito completamente di bianco, sono sceso per andare a comprare il Topolino col terzo numero di “Potere e Potenza”, il ritorno a fumetti di Pikappa (una versione più avventurosa di Paperinik) dopo ben 12 anni dall’ultima storia uscita su albi a fumetti.
Nel pomeriggio quindi sono andato sul terrazzo per leggermi la rivista, ma mi son trovato ad avere a che fare con delle vespe che avevano nidificato nel bracciolo della sedia a sdraio.
Armato quindi di insetticida spray, ho cercato di debellare questo problema quanto prima, per poi rilassarmi e leggere prendendo anche un po’ di sole.
E niente, son riuscito ad uccidere una vespe su tre, più numerose larve che erano all’interno del favo costruito nella sedia a sdraio.
E’ stata una lotta ardua, visto che il sole era ancora bello forte che splendeva sul mio capoccione, quindi grondavo sudore come Zidane alla finale dei mondiali del 2006.
Il match con gli insetti tifosi del Borussia Dortmund non è ancora finito, temo che possano nidificare nuovamente, e quindi 1-0 per me, palla al centro!

P.S.: stasera invece mi aspetta il secondo appuntamento col Silent Party del Morgana Music Club.
P.P.S.. si vede che non hanno letto il mio articolo che diceva di aspettare un altro po’ prima di riproporlo.

 

“Il mio ippocratico dilemma”

149768 C’era un tempo in cui, qui sul blog, influenzato dalla mia passione smisurata verso “Scrubs“, intitolavo i miei post similmente a come veniva fatto coi titoli delle puntate del suddetto telefilm: “Il mio…” o “La mia…” Era il 2009, quindi di acqua sotto i ponti, o di caratteri su questo blog, ne è passata un bel po’, eppure oggi ho voluto riproporre la cosa.

In realtà dirò veramente poco in questo post (è sempre nelle mie intenzioni essere sintetico, lo sapete…), vorrei solo dire che mi ritrovo quasi nelle stesse condizioni del protagonista J.D. nella puntata della quarta stagione intitolata appunto “Il mio ippocratico dilemma”:
Ad un bar J.D. incontra Kylie, una barista. Lui ne rimane subito innamorato. Il giorno dopo Kylie si presenta all’ospedale con il fidanzato e J.D. scopre che questo ha la gonorrea ma l’uomo non vuole dirlo a Kylie e J.D. vorrebbe invece dirglielo, in modo che la ragazza non contragga la malattia, ma ciò violerebbe il segreto professionale e il Giuramento di Ippocrate. Quindi J.D. è costretto a tacere.

Non so, forse è la prima volta che mi ritrovo in una situazione simile, e per situazione simile intendo ‘sapere una determinata cosa, e non poterne parlare e/o intervenire‘. Se avessi intitolato il post con qualcosa inerente all’impotenza, sicuramente qualcuno avrebbe messo in mezzo una mia ipotetica flessione nella virilità attualmente in possesso, quindi ho rinominato il post prendendo pari pari il titolo di quell’episodio.
Chi mi conosce lo sa come spesso io possa equiparare la mia realtà quotidiana con situazioni da serie tv o da film, ma non ci posso fare niente, sono fatto così, e quindi il più delle volte cerco di evitare di fare paragoni del genere.

Purtroppo mi ritrovo quindi ad avere a che fare anche con lo squilibrio tra il tempo della finzione, in cui in una puntata di 20/40 min, o in un film da 90/180 minuti, tutti i problemi riescono a risolversi; e il tempo reale che inevitabilmente è dilatato all’inverosimile, in confronto a quello della finzione. E il più delle volte può persino accadere che certi problemi che ti/mi affliggono, non riescano a trovare nemmeno più una soluzione, restando quindi così, in sospeso.
Magari in sospeso per te, ma già archiviati da altre persone. Chissà in quanti di voi siano riusciti a comprendere quello che volevo esprimere almeno in parte. Mi spiace se vi ho fatto perdere un po’ di tempo, ma scrivere accennando superficialmente a ciò che mi affligge da un giorno a questa parte, per me è anche un modo di sfogarmi almeno un po’.

In fondo per me scrivere (sia su carta che al pc) è sempre stato un modo per allentare tensioni, nervosismi, preoccupazioni. La speranza è che quanto prima si riesca a risolvere il tutto, l’esperienza mi dice però che difficilmente le ciambelle nella cucina del Konte riescono col buco…

Conte, il Konte, con te, te.

antonio conteAnche se questo potrebbe sembrare un post calcistico (da titolo e da foto), non sarà così, …o per lo meno non lo sarà completamente.
Lo spunto parte dalla rescissione consensuale del contratto tra Antonio Conte e la Juventus. Come ho detto io (seguito poi da molti altri, pensiero comune quindi) è stato un fulmine a ciel sereno (qui il video delle sue prime parole).
Per quanto mi riguarda, a parte la tristezza per questa notizia, ne parlerò più concretamente in seguito, con maggiori informazioni a riguardo. Se mi mettessi a farlo ora, darei adito solo a supposizioni e ad illazioni.

Il Konte (ovvero io), si ritrova spiazzato da questa notizia, e dopo il (non)giorno buono di ieri (a questo proposito la mia squadra ha perso anche la prima partita del torneo di calcetto, quisquilie al momento, chiudendo quindi malamente questo infausto lunedì), non mi aspettavo una mazzata simile.
Per me è sempre difficile far finta di niente, non dire la mia, lasciar in sospeso le cose o lasciarmele scivolare via addosso.. Ah, precisazione! Ci riesco con facilità solo quando queste cose non le ritengo per me importanti.

Si parlava di addii, di rescissioni consensuali, di mazzate, di brutti periodi.
“Oooooohhhh!” – direbbe qualcuno che non sopporta queste menate – “Ma ti vuoi ripigliare o no?
Ed io infatti ti dò ragione, caro ed esimio qualcuno, ma non puoi biasimarmi se con la “freschezza” delle brutte nuove io non posso che deprimermi, abbassando di molto l’asticella della mia autostima.
Parlando di altri argomenti su whatsapp, mi è capitato oggi di sentirmi dire questa frase:
“Non dovresti sottovalutarti”
Vorrei tanto che frasi simili restassero impresse come promemoria dentro di me.
Ora come ora mi son ricordato di una conversazione che ebbi con un caro amico dell’università di Fisciano, con cui però non mi ci vedo da anni, ma col quale siamo rimasti in contatto tramite i nostri blog e facebook, il suo nome è Mazi.
Mazi è una delle poche persone che ho sempre ritenuto da prendere ad esempio ai tempi dell’università, era piacevole poter parlare con lui di ogni più disparato argomento del quale aveva il più delle volte sempre un pensiero, un’opinione, una critica.
Una persona che ho sempre stimato e che continuo a stimare tutt’ora.

Beh, un paio di anni fa, conoscendolo come persona intelligente, saggia e illuminata (ma al contempo è anche un cazzaro come pochi), mi rivolgo quindi a lui per dei consigli sulla mia disastrata vita sentimentale.
E lui mi senza tanti giri di parole, mi dice delle cose tra le più belle che un amico mi abbia mai detto.

“…no alby tu hai sempre avuto un solo difetto (e scusa se mi permetto): tu non hai proprio idea di che bella persona sei

“…non faccio complimenti. mai io descrivo solo, e te lo dico perchè l’ho sempre pensato ma non c’era bisogno di dirtelo, mo serve…
tu sei una persona creativa, piena di generosità e con valori che manco il Papa, una mosca bianca rarissima in un tempo di tronisti e bimbiminkia. 
non devi metterti in situazioni irraggiungibili o strane, perchè non ne hai bisogno affatto, tu te le fai capitare”

“…te lo spiego con una metafora:
quando uno beve, esiste un momento esatto quando sai perfettamente che se bevi di più esci ubriaco fradicio, non ci si ritrova ubriachi improvvisamente, out of the blue
ecco, tu devi semplicemente tirare il freno prima di schiantarti.
e non dirmi che non lo puoi fare.
scusa se mi permetto di dirti ste cose, ma non sopporto che una persona come te deve stare male per un rifiuto umano. tu devi prendere in mano la situazione e capire che è LEI ad aver perso una grande occasione.”

…tu pensa sempre che sei uno che vale. e indipendentemente da quello che dovesse pensare lei tu lo sei, davvero“.

Guardate le frasi che ho grassettato (N.d.A.: voglio mettere in chiaro che queste frasi e questa conversazione si riferiscono ad anni fa, e non al presente!!!), ebbene sono queste le frasi che devo cercare sempre di tenere a mente!!!
E invece io spesso me le dimentico.
Devo cercare di volermi più bene anche io, e non di suggerirlo solo alle altre persone.
Per troppo tempo sono stato altruista, ho pensato sempre prima al bene degli altri, e tutto questo perché ho sempre pensato di essere un egoista della peggior specie, e per controbilanciare questo mio egoismo, ho sempre cercato di fare diversamente.
Per rispetto alle altre persone ho accumulato tanti di quei rimpianti che non avete nemmeno idea, ed invece se non fossi stato così altruista, magari ora avrei invece una collezione di rimorsi.

Non voglio arrivare un giorno del futuro a pensare: “Perché non l’ho fatto?”
Vorrei pensare invece al contrario, magari poi ridendoci su: “Ma come mi è preso di farlo?”
Come molte persone a questo mondo, anche io spesso ho paura dell’ignoto, del futuro, di ciò che potrebbe essere, e per questo tendo magari a rovinare quello che è il presente, per queste mie paure.
Devo cercare di combattere questa mia tendenza. Cercando di godere di più del presente, o cercando di pensare con speranza e non con paura al futuro.
Il vivere giorno per giorno che ho attuato negli ultimi anni forse non è la cosa adatta. Devo cercare di trovare un giusto mix. Ma ancora non ci sono riuscito.

Se mi ritrovo a commettere degli errori non è quindi mai per cattiveria, ma è solo per paura. E dopo tutto quello che ho passato sono sempre un po’ restio a fidarmi della buonafede degli altri, visto che in passato mi sono sentito tradito dagli altri che hanno approfittato della mia buonafede.
Ma sento che sto divagando.
Stamattina andando a rileggere altre conversazioni di qualche mese fa, mi sono reso conto di aver sbagliato certi miei comportamenti. Devo riprendere a pensare un pochino di più a me stesso, e di meno agli altri, cercando di farmi influenzare il meno possibile e sperando che poi queste altre persone non si dimentichino di me, tenendomi ancora in conto nonostante tutte le difficoltà che potremmo incontrare.

Non voglio essere posto in un dimenticatoio, e nemmeno essere considerato una zona di passaggio, e infine, prima che le nostre strade possano dividersi ad un bivio, spero che prima di allora passino migliaia e migliaia di km.

Rocco Hunt… ma vedi un po’ dove te ne devi andare…

Il giovane rapper salernitano cantava mesi fa a Sanremo “E’ nu juorn’ bbuon’“.
Eh! Per te casomai caro Rocco (mi riferisco al solo titolo della canzone, lo so che il testo intende altro…)!

Piccola digressione:
non so perché, ma sarà la faccia da bravo ragazzo di Rocco Hunt, ma mi trovo spesso a chiamarlo Clementino, ovviamente confondendomi.
Ritorniamo a noi.
Su facebook avevo appena scritto:

 è meteoropatico
11 min · Possibile che come Tempesta degli X-Men io possa influenzare il tempo?

Cosa è successo oggi?
Beh, lasciamo stare che non vedrò la mia “scimmietta” preferita per un po’ di tempo perché se ne va in vacanza; lasciamo stare che nel frattempo si sta scatenando l’ira di Giove Pluvio (Santi Numi!); lasciamo stare che oggi inizierò un nuovo torneo di calcio a 5, e sebbene la rosa conti 12 elementi, molto probabilmente saremo 5 giocatori contati (fortuna che almeno il campo è al coperto, il PalaAdua a Rione Ferrovia).

Quello su cui voglio soffermarmi è l’immagine che è qui a fianco nel post.giffoniloungeexperience
Il Giffoni Lounge Experience.
Qualche tempo fa, su facebook lessi un link pubblicato da una mia docente del corso di organizzazione per eventi che seguì l’anno scorso in provincia di Salerno, andando poi a inizio aprile a fare un piccolo stage a Giffoni Valle Piana presso l’ufficio stampa del Giffoni Film Festival; fu una esperienza particolare, e speravo che sia io che le colleghe che fecero questo stage con me, saremmo poi andati nuovamente a Giffoni per i giorni del festival. Purtroppo non chiamarono nessuno di noi.

Stavo dicendo, questa mia docente aveva pubblicato un link nel quale cercavano un webmaster tirocinante per un nuovo progetto correlato al GFF: il Giffoni Lounge Experience.
Mando una mail, mi sento a telefono, e prendo appuntamento per sostenere un colloquio conoscitivo.
Arrivo in sede, faccio il colloquio, rivedo la mia docente dopo un po’ di tempo, e ci mettiamo d’accordo che avrei lavorato inizialmente da “remoto” come webmaster e che poi nei giorni a seguire, avrei partecipato ad una conference call su skype. Purtroppo non ho letto per tempo l’avviso per email della conference call, quindi non riuscii a parteciparvi.
Mi risentì con Angela, la mia docente, e mi disse che avevo sì sbagliato, ma che avrei dovuto prendere come abitudine quella di vedere la mail di mattina (e così ho sempre poi fatto).
Il tempo è passato, e stamattina leggo che mi è arrivata una mail dal GLE per una riunione da effettuare dalle 15 alle 17 di mercoledì 16 luglio.
Chiamo Angela e mi dice che quella mail che mi era arrivata era stata un errore: era arrivata a tutti quelli che avevano svolto un colloquio, e poi lei pensava che fossi io a dovermi rifare vivo (cosa che ho fatto poi solo oggi dopo la lettura della mail).
Mi spiega inoltre che il responsabile capo del progetto aveva preferito coinvolgere giusto un paio di ragazzi della zona di Salerno, che non avevano quindi problemi a stare lì sul posto, a differenza mia che almeno inizialmente, avrei dovuto lavorare da “remoto” e poi mi sarei trasferito a Giffoni Valle Piana per i giorni del festival, con vitto e alloggio a carico dell’organizzazione.

Lei si dispiace dell’errore e di come è andata (ci mancherebbe…) e mi dice che terrà conto del mio profilo per altri progetti futuri.
Magrissima consolazione.
Resta solo il fatto che oggi, caro Rocco Hunt, per me non è affatto “nu juorn bbuon’!

 

Scrivo post in attesa di far pace col figlio di Ipno e della Notte…

E fu così che la Coppa del Mondo 2014 la vinse la Germania…
Ecco, ora che ho attirato la vostra attenzione, sappiate che questo post non tratterà di calcio, della partita in sé, e di tutto il circo mediatico che ci ha girato intorno.
Quella che si è appena conclusa è stata una domenica sui-generis (sembra che io voglia per forza trovare delle citazioni della ex band di Phil Collins e Peter Gabriel, ma non è così…).
L’amico Cienzo è partito per una crociera di una settimana; mia sorella è andata a Napoli (accompagnata da mia madre) per sostenere un esame nella giornata di domani, a casa ci siamo trovati solo noi tre maschi (io, mio padre e mio fratello).

Stamattina mi son svegliato dopo sole 4 ore di sonno (mi pare quasi di essere tornato a 2 anni fa), stanotte sono andato a letto per sfinimento.
Durante la giornata ho avvertito in un paio di occasioni la voglia di andare a riposare un po’, ma non ci sono riuscito, il corpo era stanco, ma la mente non aveva voglia di spegnersi.
Nel pomeriggio ho rivisto gli amici Mari e Ub, tornati ieri da Venezia per reincontrare parenti e amici, e ci siamo presi un caffé, facendo inoltre conoscere loro la mia “scimmietta” Serena.
Ci tenevo particolarmente a farli incontrare, ed è stato un pomeriggio amabile.
In serata ho poi visto la finale Germania Argentina con gli amici Rutio, Mar-Io e Armand, ma ci siamo persi stupidamente la rete della vittoria.
Un giro in centro, e poi poco meno di un’ora fa son tornato a casa.
Come mio solito non riesco mai ad andare subito a letto, e ancora non so a che ora riuscirò a cadere sfinito sotto il martello del dio Morfeo (A Morfè, di ‘sti tempi mica basta un fazzoletto imbevuto di cloroformio! E’ una gara di resistenza!).
Intanto non so cosa mi aspetterà domani, se non in prima serata l’impegno del Memorial Simeone, secondo torneo di calcetto al quale parteciperò quest’anno.

Domani saluterò per diversi giorni anche la suddetta “quadrumane”, e non so proprio come mi sentirò prossimamente…

(This is the) Land of confusi… delusion

Sembra incredibile, assurdo, impossibile.
Eppure… eppure!

Chiamatelo karma, chiamatelo destino, chiamatelo fato.
Chiamatelo come vi pare, ma alla fine si tratta sempre di corsi e/o ricorsi storici.
“In amore vince chi fugge” e “gli stronzi hanno sempre la meglio sui bravi ragazzi”.
Possono bastare queste due semplici frasi per comprendere che la vita è sempre stata tutt’altro che foriera di gioie per la mia persona riguardo questo particolare campo sociale.

A questo punto credo proprio di essere sbagliato io.
Anche se alla fin fine non riesco mai a dare ragione alla mia parte razionale riguardo a questa situazione…
Eppure so di sbagliarmi, so di essere sbagliato, so che essere come sono io, nella società di oggi non può portarmi affatto alcuna situazione positiva.
Eppure non riesco a farne a meno!
Comportarmi da stronzo, o da pseudo tale non è affatto nelle mie corde.
Eppure sarebbe la migliore soluzione per me!

No, non è affatto contemplabile dalla mia persona.
E di ciò me ne dolgo.
Maledettamente!

E’ questa la terra della confusione in cui purtroppo mi aggiro, senza difese a parte l’arma del sarcasmo, dell’autoironia, del considerare ormai come tragicomico quello che è il sentiero che continuo a percorrere ostinatamente, nonostante numerose guide e/o cartelli lungo il percorso, mi dicono di procedere diversamente.
No, è più forte di me. Non ci riesco.
E continuo a vagare nella terra della confusione…
Ma siamo sicuri poi che questa è una terra della confusione?
Scosto i rami che coprono il cartello che delimita il territorio in cui sto vagabondando… “terra della delusione”.

Ah!

Ora forse qualcosa è più chiaro.
Eppure…
Eppure!
Eppure non riesco a cambiare le cose.

Mannaggia la miseria!
No!
Maledetto me!
Ma perché non riesco a far prevalere la mia parte maschile in tutto ciò?
Perché sono così “donna” riguardo le relazioni amorose?
Maledetto me!

Mi ripropongo sempre di comportarmi diversamente, ma (in)consciamente mi rendo conto che così facendo andrei contro quella che è (purtroppo…) la mia natura.

Destino avverso, karma beffardo, fato ingiusto.
Quand’è che il vento soffierà finalmente dalla mia parte?
Quand’è che la persona di turno con cui vorrei condividere una parte del mio percorso vitale (una parte, non tutta, mi accontento, eh!) concorderà con quelli che sono i miei pensieri, i miei interessi, i miei affetti?

Perché devo penare sempre così tanto?
Perché il passato deve in qualche modo aggiungersi nuovamente al presente, per farmi capire che così come sono, non riuscirò mai ad avere risultati nella mia vita?
Un passo avanti e uno indietro…
Un passo avanti e due indietro…
Un passo avanti e tre indietro…

Perché?
Perchè?
Perché?

Non riesco a trovare una ragione.
… o non voglio vederla?
Devo rassegnarmi?
Devo essere io ad adeguarmi forzatamente ed ogni volta alla situazione?

Vorrei sapere tanto dove sta scritto tutto ciò.
Vorrei saperlo così da potervi porre rimedio, cancellarlo con ogni mezzo possibile, e riscrivere il futuro a modo mio.
Così come finalmente sento di meritarmelo.

Una mia teoria è sempre stata:
“Non c’è nessuno al mondo completamente fortunato o sfortunato, a periodi fortuna e sfortuna si alternano sempre nella vita di un essere umano. Allora credo fermamente che se fino ad ora sono stato sempre sfortunato dal punto di vista sentimentale, in futuro sarà tutto il contrario”.

Peccato che a furia di pensare al futuro, questi arriva e diventa un presente quasi sempre molto simile a quello che è stato il passato.

MonkeyLoveSono le 5 di domenica 13 luglio, i pensieri che cerco di trascrivere qui sopra ancora non abbandonano la mia mente.
Mente? Siamo sicuri che si tratti di questo, e non di un altro organo vitale del corpo umano?

Ebbene sì, forse è proprio così.
Eppure… eppure, non riesco proprio a rassegnarmi.

 

Silent party e stampa silenziosa sì, siamo a Benevento.

Nella serata di sabato 5 luglio, qui a Benevento, e precisamente nel giardino del Morgana Music Club, si è avuto per la prima volta nella nostra città un particolare evento musicale: il Silent Party!

Purtroppo, sebbene ci sia stata una grossa affluenza (addirittura una quarantina di persona che ballava e andava a ritmo fino alle 4 di notte, orario in cui me ne sono andato), secondo me poche persone erano venute veramente a conoscenza dell’evento in sé.
A parte il passaparola effettuato da aficionados del Morgana come me; e l’evento su facebook linkato in apertura di post, resto convinto dell’idea che la stampa locale non abbia dato il giusto risalto al tutto.
Nel pomeriggio di ieri ho fatto una piccola ricerchina su google, e ho notato come nel “pre-evento”, erano stati pubblicati solo 4 articoli scritti in base al comunicato stampa che è stato inviato alle redazioni, e in alcuni casi incorporato dalle info prese dall’evento su facebook, verificate: Il Quaderno, Il Vaglio, Gazzetta di BeneventoBMagazine.
Per non parlare di OttoPagine, il giornale di proprietà del presidente del Benevento Calcio, Oreste Vigorito, che si è posto sin da subito come importante fonte di informazione di Sannio e Irpinia.
Beh, OttoPagine si è proprio sprecato nel dare risalto all’evento, relegando la cosa ad una semplice frase alla fine degli appuntamenti della sera a Benevento:
In serata al Morgana c’è il Silent Party, il primo party silenzioso mai realizzato a Benevento. 

Oh, vi siete sprecati cari colleghi di OttoPagine!
Dopo questa prima ricerchina, ne ho fatta un’altra per vedere in quanti dei suddetti giornali online avessero poi parlato del “post-evento”.
Ebbene cari lettori (sempre se qualcuno è riuscito ad arrivare fin qui a leggere…) ho trovato un solo articolo, su GazzettaBenevento.it persino con alcune immagini della serata (mi si intravede nella quarta).

Chiunque vi ha partecipato delle persone che conosco, ha detto che è stata una grande iniziativa; altre persone che erano poi risultate assenti e che avrebbero voluto esserci (tipo la “scimmietta” Serena) speravano in una seconda volta per potervi partecipare; e non dimentichiamo che con un Silent Party in pieno centro, si è avuto zero inquinamento acustico, non arrecando quindi alcun danno alla cittadinanza residente in zona, cosa che invece può capitare durante altri fine settimana, nei quali di solito già dopo mezzanotte e qualcosa, i locali devono abbassare o addirittura spegnere la musica.

Ora con chi me la voglio prendere? Ma col Beneventano Medio ovviamente (secondo link sul BM)!!!
In breve: il beneventano medio dice sempre che:
“A Benevento non c’è mai niente di nuovo e di interessante”
Ma il BM non fa neanche niente per non lamentarsi; il problema che esiste a Benevento è che quando accadono eventi particolari e nuovi come il Silent Party, questi non hanno quasi mai la giusta “sponsorizzazione”, quindi la gente resta nell’ignoranza e si lamenta della mancanza di nuove alternative.
I principali quotidiani (online e non) dovrebbero dare maggior risalto nella cronaca di questi eventi, e non limitandosi al solo comunicato stampa copi incollato.

Io nel mio piccolo cerco sempre di informarmi in merito ad eventi culturali e di puro divertimento che possono esserci nella mia città, e di conseguenza cerco anche di informare la mia rete di contatti affinché la particolare razza del BM possa estinguersi o almeno ridursi a meno esemplari possibili.

L’opinione del Konte sui 23 convocati azzurri alla Coppa del Mondo di Brasile 2014.

Su questo blog ogni tanto mi piace anche dire la mia su alcune vicende calcistiche – sapete com’è, volendo fare come professione il giornalista sportivo penso che mi possa anche essere concesso, no? – e in questo preciso momento, ho deciso quindi di impugnare la mia tastiera (manco fosse un’arma bianca…) per parlare dei 23 convocati ufficiali della Nazionale italiana di calcio.

Voglio partire con una premessa che forse inficerà la lettura di alcuni, oltre a voler fare il giornalista sportivo, sono anzitutto tifoso di due squadre: il Benevento Calcio, squadra della mia città, e la Juventus (magari in futuro parlerò anche di come sono nate in me queste due passioni).
Dopo il famoso scandalo di Calciopoli del 2006, a nulla è servita la Juventus nata dalle ceneri dello squadrone della triade Moggi-Giraudo-Bettega; quella Juve post 2006, venendo dalla serie B, e dopo due iniziali podi in serie A (3° e poi 2° posto), si attestò per due anni consecutivi al 7° posto.
Quella Juve poiché “non più vincente” come prima, doveva risultare “simpatica” agli occhi degli altri tifosi, secondo chi aveva orchestrato lo scandalo Calciopoli e chi aveva cavalcato l’onda dello scandalo stesso, andando poi ai vertici societari della Juventus (Cobolli Gigli, Blanc e Secco).
Ma l’antijuventinità non muore mai, e i cattivi risultati sportivi rispetto al passato di quella Juventus “finto-simpatica” non fece altro che corroborare le insinuazioni dei tifosi antijuventini su quella che era una delle squadre più forti della storia bianconera.

Col ritorno di un esponente della famiglia Agnelli come presidente (Andrea) a maggio 2011, e con la contemporanea assunzione come allenatore della prima squadra di Antonio Conte, le cose ben presto cambiarono, e la Juventus da 3 anni a questa parte è tornata ad essere vincente e antipatica (almeno nei confini nazionali).

Ora volevo dire che da tifoso juventino, dopo le tante critiche e insulti degli antijuventini che sono convinti di evidenti favoreggiamenti della FIGC e della Lega Calcio nei confronti della Juventus (che sia a riguardo di partite di campionato e coppa italia, o che sia per le convocazioni di calciatori juventini in nazionale), ultimamente ho coltivato l’idea che la società Juventus debba rifiutarsi di concedere i propri tesserati alla propria nazionale.
Questo perché?
La risposta è che nell’antijuventinità non si riesce mai a considerare un calciatore della Juventus come calciatore della Nazionale, come avviene invece per quelli delle altre squadre; Buffon non sarà mai solo il capitano e portiere titolare della nazionale, ma sarà prima di tutto uno “sporco bianconero”.
Benissimo!
Allora se voi antijuventini considerate il blocco Juve come il male che è insito nei fallimenti della Nazionale allenata da Cesare Prandelli, siete d’accordo che i tesserati bianconeri non vengano più convocati tra le file azzurre?
Poi però non venite a lamentarvi se la vostra Nazionale di calcio farà irrimediabilmente schifo come risultati nelle qualificazioni e nelle competizioni internazionali!

Da cosa viene questa mia convinzione che senza gli juventini la Nazionale di calcio possa sicuramente fallire? Beh, la storia insegna che nelle 4 Coppe del Mondo finora vinte dall’Italia, la maggior parte dei convocati e dei titolari delle selezioni vincenti vedeva sempre una nutrita colonia juventina.
Per restare all’ultima coppa del mondo vinta, quella del 2006 in Germania, nella finale contro la Francia giocarono ben 5 juventini (Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi e Del Piero). Successivamente altri 4 indossarono la casacca bianconera negli anni successivi (Grosso, Iaquinta, Pirlo e Toni); e nelle file degli avversari giocarono altri 3 juventini dell’epoca (Thuram, Vieira e Trezeguet), con altri due transalpini che in passato giocarono anche loro nella Juve (Zidane e Henry).
Altri giocatori di quella Juventus della stagione 2005-2006? Ibrahimovic, Nedved, Emerson, Chiellini, Mutu, Balzaretti, Zebina, Pessotto, Abbiati.

E secondo gli antijuventini questa formazione composta da questi giocatori aveva bisogno di aiuti arbitrali per vincere i campionati? Ma per favore!!!

Chiusa premessa.

FIUUU! E questa era solo la premessa! Il vero post non è ancora iniziato!
Scusatemi ma sono fatto per gli spiegoni e sono sempre un pignolo della peggior specie, non dimenticatelo!

Orsù eccoci al nocciolo della questione: i 23 convocati azzurri per Brasile 2014!
Parto subito dalla fine: personalmente sono contrario all’esclusione di Giuseppe “Pepito” Rossi dalla rosa mondiale e all’inserimento di Lorenzo Insigne al suo posto.
Per ogni calciatore vedrò quindi di mettere dei pro e dei contro alla propria convocazione, con motivazioni positive e negative, aggiungendo quindi il giudizio a riguardo in quanto tifoso juventino.
Si va per numero di maglia.

1 Buffon (Juventus).
Uno dei migliori portieri della storia italiana, iniziò giovanissimo nel Parma, a soli 17 anni giocando contro il Milan (allora una superpotenza mondiale), restò in campo per tutti i 90′ e  finì 0-0. Era nata una leggenda!
Nel corso degli anni, soprattutto da quando è passato alla corte di Madama, in molti hanno tentato di destituirlo dalla carica di “miglior portiere del mondo”, o più semplicemente come “portiere titolare della nazionale” (della quale è da diversi anni anche il capitano); ma alla fine tutti i suoi presunti contendenti sono scivolati nell’oblio (Toldo, Dida, Julio Cesar, Marchetti eccetera), mentre lui resta imperterrito lì in alto, sempre tra i migliori.
E quando non erano vicende calcistiche a farlo scendere dal podio dei migliori, i suoi detrattori hanno sempre tentato di gettare ombre con squallide vicende extracalcistiche (scommesse, influenze politiche, gossip).
Ma come si può dubitare di un “superuomo” come Gigi Buffon?
Convocazione approvata al 100%.

2 De Sciglio (Milan).
La scuola milanista ha da sempre offerto ottimi prospetti difensivi per la nazionale (mi limito solo agli ultimi 20 anni: Baresi, Costacurta, Tassotti, Maldini ed è tutto dire).
Nell’ultima stagione il 22enne rossonero ha messo insieme solo 16 presenze (troppi infortuni per lui), ma avendo partecipato all’ultima Confederations Cup, e potendo giocare sia come terzino destro che sinistro non poteva non essere considerato tra i convocati.
Convocazione approvata al 100%.

3 Chiellini (Juventus).
Anche per lui come per Buffon, mi dilungherò un po’.
In nazionale da quasi 10 anni (debuttò che era in prestito alla Fiorentina) e baluardo difensivo della Juve dal 2005, inizialmente giocava come terzino sinistro, ma poi fu riadattato come centrale in una difesa a 4. Con l’avvento di Conte sulla panchina bianconera e il passaggio alla difesa a 3, è passato ad essere il centrale difensivo di sinistra, limitando quindi le scorribande sulla fascia che lo contraddistinguevano agli esordi.
Obiettivamente è uno dei migliori difensori italiani degli ultimi anni, ma è da sempre bistrattato dai suoi detrattori dapprima per la sua irruenza (il che è vero), ma soprattutto perché considerato un falloso della peggior specie ed essendo juventino il più delle volte graziato dalla terna arbitrale di turno per le sue scorrettezze in campo.
Ruvido, brutto a vedersi esteticamente (se fosse un pro-wrestler americano sarebbe sicuramente annoverato nella schiera dei cattivi) Chiellini paga questa sua nomea e incredibilmente subisce numerosi falli da parte degli avversari a sua volta, non tirandosi però mai indietro una volta iniziata la tenzone.
Andatevi un po’ a vedere l’ultimo Roma-Juventus quanti falli ha subito da Totti, Pjanic e compagnia bella.
Per il pugno rifilato allo stesso Pjanic in quella partita, fu squalificato per tre giornate, chiudendo anzitempo la propria stagione, e per questa squalifica i suoi detrattori hanno chiesto a spada tratta l’esecuzione del cosiddetto “codice etico di Prandelli” per escluderlo dai convocati azzurri.
Dico io, ma veramente il vostro odio antijuventino è così radicato da non farvi rendere conto di trovarvi davanti al miglior difensore italiano degli ultimi anni?
E ditemi di grazia, chi altri sarebbe stato ben più meritevole di lui al suo posto?
Convocazione approvata al 100%. 

4 Darmian (Torino).
Anche lui come De Sciglio proviene dalle giovanili del Milan, e dopo gli esordi in prima squadra è passato prima in prestito e poi in compartecipazione, tra A e B a Padova e Palermo, per finire poi al Torino dove negli ultimi tre anni (dopo la promozione in A), si è distinto tra i migliori del campionato nel suo ruolo (difensore di fascia con predilezione per quella destra). Debutto assoluto in nazionale nell’amichevole contro l’Irlanda dove è uscito solo all’87’.
Convocazione approvata al 100%.

5 Thiago Motta (Paris Saint-Germain).
Centrocampista centrale di origine brasiliana, e quindi oriundo azzurro.
Per tanti anni a Barcellona (tra squadra B e prima squadra), si trasferì in Italia, prima al Genoa e poi all’Inter dove fu uno dei protagonisti del Triplete 2010 (Campionato, coppa Italia e Champions League). Gli infortuni e la perdita del posto, favorirono poi il passaggio al PSG in Francia dove gioca tuttora da 2 anni e mezzo.
Nella nazionale italiana ha partecipato all’Europeo 2012 oltre che alle qualificazioni per il suddetto e per l’attuale campionato del mondo.
Sarà per la sua non perfetta tenuta atletica degli ultimi anni (anche se in francia sembra aver ritrovato la continuità), sarà perché non mi è mai piaciuto come gioca in nazionale, non è tra i miei preferiti tra i convocati; a questo punto avrei preferito un altro oriundo, Romulo, ma ne parlerò più avanti. Molto probabilmente potrebbe essere tra i titolari per l’infortunio occorso a Montolivo, chissà…
Convocazione approvata al 50%. 

6 Candreva (Lazio).
Un vero e proprio jolly di centrocampo: iniziò come centrale, per poi evolversi prima in trequartista e poi in mezzala, negli ultimi tempi alla Lazio si è distinto tra i migliori della stagione corrente come esterno di centrocampo (ammetto di aver copiato da Wikipedia…)
Un autentico vagabondo che ha cambiato maglia quasi ogni anno trovando continuità da 2 anni e mezzo proprio a Roma sponda biancoceleste.
Personalmente mi è sempre piaciuto: quando venne per 6 mesi alla disastrosa Juventus dei settimi posti, per me era uno da riconfermare nonostante non avesse ancora trovato una sua collocazione tattica e lo vedevo ancora come un diamante grezzo.
In un modulo che prevede un gioco sugli esterni per foraggiare la prima punta Balotelli, Candreva per me deve giocare titolare.
Convocazione approvata al 100%. 

7 Abate (Milan).
Nasce come esterno alto offensivo, col ritorno in pianta stabile alla casa madre dopo i prestiti in ogni categoria (Napoli in C1, Piacenza e Modena in B, Empoli e Torino in A), Abate passa definitivamente al ruolo di terzino destro.
Per me è stato veramente un peccato, quando giocava nel Napoli lo ricordavo come uno che in quel ruolo avrebbe sicuramente sfondato nel calcio che conta. Alla fine ci è comunque riuscito, ma secondo me si è snaturato.
Nutro una certa simpatia per lui perché è nato a Sant’Agata dei Goti in provincia di Benevento, è figlio di Beniamino Abate (portiere che ha giocato dapprima nel Benevento e poi in A con diverse squadre) e infine è anche cugino di un mio ex compagno delle elementari, tale Paolo Abate.
Da sannita quindi sono fiero della carriera che si è costruito.
Nell’ultima stagione al Milan è stato diverso tempo fuori per infortunio, e per questo non ero sicuro che restasse tra i 23 convocati, nonostante sia nella rosa della nazionale in pianta stabile negli ultimi 3 anni (qualificazioni europee, Europeo 2012, Confederations Cup e qualificazioni mondiali).
Convocazione approvata all’80%. 

8 Marchisio (Juventus).
Cresciuto nella Juventus da quanto vi entrò a soli 7 anni, ha sempre giocato con la maglia bianconera tranne che nella stagione 2007-2008 nel quale fu prestato all’Empoli in serie A.
Quell’anno la Juve tornò prepotentemente nella massima serie dopo la retrocessione (per me ovviamente ingiusta) in serie B post Calciopoli.
Fu uno dei protagonisti della promozione, e poi ad Empoli assieme a Giovinco si riguadagnò i galloni da titolare una volta tornato alla casa madre.
Dà il meglio di sé come centrocampista centrale, ma si è sempre adattato sufficientemente in tutti gli altri ruoli a centrocampo (esterno, regista, trequartista, mezzala). In nazionale è presente dal fallimentare Mondiale 2010 in Sudafrica (partecipando anche a qualche partita di qualificazione allo stesso), e da quel che mi ricordo sono stati veramente pochi gli antijuventini che hanno avuto da ridire sulla presenza in azzurro del Principino bianconero, forse giusto nel 2010 quando Lippi lo snaturò facendolo giocare ovunque tranne che nel suo ruolo preferito.
Nell’ultima stagione subisce un infortunio che ne condiziona la prima parte, ma con l’anno nuovo recupera il posto da titolare offrendo anche buone prestazioni.
Convocazione approvata al 100%. 

9 Balotelli (Milan).
Di Mario Balotelli si è già detto tutto e il contrario di tutto e non ha nemmeno 30 anni!
Talento controverso dotato di una grande tecnica e potenza fisica, predilige il gioco come centravanti ma all’occorrenza può interpretare anche gli altri ruoli d’attacco (seconda punta, attaccante esterno). Dopo il fiasco degli azzurri a Sudafrica 2010 debutta in nazionale a soli 20 anni (precedentemente gioca un biennio in U21) e non la lascia più.
Nell’ultimo anno, sebbene non abbia disputato un gran campionato di serie A (nonostante i 14 gol segnati) Prandelli lo considera un titolarissimo e non ha mai pensato di escluderlo dai convocati e fare a meno della sua indubbia classe.
Per quel che mi riguarda Balotelli ha potenzialità grandissime ed effettivamente potrebbe entrare nella storia se solo smussasse un po’ quello che è il suo carattere fumantino.
Ne approfitto inoltre per dire che ogni qual volta negli stadi italiani Balotelli viene fischiato non è per presunto razzismo, ma perché sta sul cazzo a molti tifosi avversari per il suo atteggiamento.
Convocazione approvata al 100%. 

10 Cassano (Parma).
Fa il paio con Balotelli, tant’è che in passato fu coniato il neologismo “cassanata” per definire i suoi eccessi e i comportamenti indisciplinati realizzati dentro e fuori dal campo.
Alla sua seconda gara in serie A col Bari andò in gol con una splendida rete di pregevole fattura contro l’Inter, facendo echeggiare in Italia le voci su un nuovo erede di Baggio.
Col passaggio alla Roma il talento di Bari vecchia dapprima divenne pappa e ciccia con l’ambiente romano con Totti in primis, poi mandò tutto in vacca per un mancato rinnovo.
Andò al Real Madrid dove in un anno e mezzo non fece granché. Tornò in Italia alla Sampdoria dove sembrava aver trovato finalmente la sua dimensione.
Fece casino anche lì con la proprietà e si trasferì a Milano prima per un anno e mezzo al Milan e poi all’Inter per un anno.
Nella stagione attuale era in forza al Parma dove ha svolto un buon campionato tra gol fatti e assist offerti ai compagni riguadagnandosi la convocazione in nazionale.
In nazionale debuttò con Trapattoni, disputò l’Europeo 2004 dove fu tra i migliori ma complici gli anni al Real e con Lippi al timone della nazionale, Cassano non indossò più la casacca azzurra fino a quando Donadoni non prese il posto di Lippi.
Cassano disputò un altro Europeo (2008), ma col ritorno di Lippi sulla panca azzurra, il talento pugliese perse un altro mondiale.
Quando Prandelli prese il testimone come CT dopo Lippi, Cassano ritornò tra i convocati e disputò quindi tutte le qualificazioni europee e il successivo campionato continentale sempre tra i titolari.
Questo che affronterà ora sarà quindi il suo primo mondiale, ci si aspetta finalmente una prova di maturità e di responsabilità da parte sua.
Personalmente l’ho sempre visto come un giocatore a metà, con notevoli mezzi tecnici ma senza il giusto apporto di mentalità: se avesse avuto la testa a posto e la giusta mentalità avrebbe raccolto sicuramente di più nella sua carriera.
In queste convocazioni la sua presenza in rosa non sembrava certa come in passato, ma alla fine ce l’ha fatta.
Convocazione approvata al 70%.

11 Cerci (Torino).
Esterno offensivo mancino, preferisce però giocare sulla destra. Uno dei migliori talenti usciti dalle giovanili della Roma negli ultimi anni, a parte l’annata a Pisa in B con Ventura (suo attuale allenatore al Toro) non è mai parso in grado di confermare i suoi enormi mezzi tecnici (Brescia in B, Atalanta e ritorno a Roma in A).
La società capitolina lo cede alla Fiorentina dove in due anni, seppur andando in rete spesso nei mesi primaverili, non è riuscito a confermarsi tra i titolari.
Quando Cerci è poi passato l’anno scorso al Torino, pensai che questo trasferimento era una retrocessione nella sua carriera, e invece ritornando agli ordini di mister Ventura e giocando nella stagione corrente più stabilmente in attacco, Cerci è riuscito non solo a guadagnarsi la nazionale ma ad essere persino convocato prima in Confederations Cup e poi per il Mondiale, il primo per lui.
Resta da vedere come vorrà schierarlo Prandelli, se in coppia con Immobile riproponendo il tandem affiatato visto al Torino, o se schierato singolarmente con altri compagni di reparto.
Convocazione approvata al 90%. 

12 Sirigu (Paris Saint-Germain).
Il secondo portiere della rosa, degna riserva di Buffon.
Prodotto del vivaio palermitano, dopo prestiti in C1 e in B (Cremonese e Ancona) torna alla casa madre dove diventa subito titolare, dopo 2 anni in Sicilia, si mette talmente in luce, anche grazie alle convocazioni in nazionale, tanto da meritarsi il trasferimento in Francia al volenteroso e intraprendente PSG dove, sempre da titolare, vince due campionati una supercoppa e una coppa di lega francese.
Gioca solo una partita ufficiale da titolare (una di qualificazione agli Europei 2012) in nazionale anche perché nelle gerarchie veniva dopo Marchetti e De Sanctis (oltre che all’ovvio Buffon).
Ciononostante Sirigu era entrato nei preconvocati del mondiale 2010, ed era terzo portiere all’Europeo 2012 e alla Confederations Cup.
Convocazione approvata al 100%. 

13 Perin (Genoa).
Terzo portiere e tra i più giovani convocati della rosa azzurra, Perin si è guadagnato la convocazione grazie alle sue prestazioni in A degli ultimi due anni con Pescara e Genoa: nonostante i tanti gol presi con entrambe, è riuscito però a mettersi in luce con diverse buone prestazioni, superando inoltre la concorrenza di Mirante, portiere del Parma, in ballottaggio con lui per il ruolo di terzo portiere. Personalmente speravo in una convocazione di Mirante, visto che è dell’83 e se lo meritava anche lui. Perin è del ’92 e ha ancora un sacco di tempo avanti per giocarsi le chances per la selezione azzurra.
Ancora non ha debuttato in nazionale.
Convocazione approvata al 70%. 

14 Aquilani (Fiorentina).
Un altro talento uscito dalle giovanili della Roma e centrocampista poliedrico (mediano, regista, trequartista) che però preferisce giocare da interno.
Dopo un iniziale prestito in B alla Triestina, torna a Roma dove resta per 5 stagioni prima di trasferirsi a Liverpool per 20 milioni di euro! In Inghilterra però non riesce a farsi valere e l’anno dopo si trasferisce in prestito alla Juventus.
A Torino offre buone prestazioni, ma non viene riscattato perché con l’arrivo di Pirlo avrebbe trovato pochissimo spazio, ed era inutile per la dirigenza bianconera riscattarlo ad un prezzo così alto (16 milioni).
Torna al Liverpool che lo dà nuovamente in prestito, questa volta al Milan. Anche la squadra rossonera non esercita il riscatto ma Aquilani resta in italia alla Fiorentina che lo acquista a titolo definitivo dal Liverpool.
Da due anni a Firenze, Aquilani è tra i titolari della squadra ed aumenta anche il suo contributo in zona gol rispetto al passato.
In nazionale fa parte della rosa di Euro 2008, Confederations Cup. Questo sarà il suo primo mondiale.
Convocazione approvata al 100%. 

15 Barzagli (Juventus).
Difensore centrale che prima di stabilirsi a Palermo per 4 stagioni aveva girato l’Italia e giocato in tutte le categorie professionistiche (dai dilettanti a salire). Si trasferisce poi al Wolfsburg in Germania dove vince anche il campionato al primo anno. Resta per un altro anno e mezzo al Wolfsburg prima di trasferirsi a gennaio 2011 alla Juventus che conclude l’anno al 7° posto fuori dalle coppe europee.
Nei successivi tre anni vince tre scudetti con la Juve e torna stabilmente in nazionale dove era già entrato ai tempi di Palermo per poi uscirne dopo il trasferimento all’estero.
Nell’ultima stagione le presenze in squadra diminuiscono per via di qualche infortunio, e sino all’ultimo si temeva per un suo forfait per Brasile 2014.
Alla fine Prandelli ha deciso di tenerlo visto che è una pedina troppo importante per lo schiacchiere azzurro, io avrei preferito che fosse rimasto fuori per non precludergli la prossima stagione con la Juventus.
In nazionale Barzagli ha vinto la coppa del mondo del 2006 (giocando agli ottavi e ai quarti), ha fatto poi parte delle rose azzurre per Euro 2008, Euro 2012, Confederations Cup oltre che in tutte le precedenti qualificazioni europee e mondiali. E’ rimasto fuori solo per il mondiale 2010 in Sudafrica.
Convocazione approvata all’80%. 

16 De Rossi (Roma).
Centrocampista centrale, ma all’occorrenza anche difensore centrale negli ultimi anni sia a Roma che con la Nazionale, De Rossi sin dai suoi esordi in serie A (dove ha sempre giocato con la Roma), l’ho visto da subito come un predestinato tant’è che alla prima da titolare va anche in gol. Anche lui come Aquilani e Cerci è un prodotto del prolifico vivaio giallorosso. Debuttò subito anche in nazionale e anche qui, al suo esordio, va immediatamente in gol.
Una delle colonne azzurre che ho sempre ammirato e che ho sempre sperato potesse un giorno trasferirsi alla Juventus, infatti c’aveva visto lungo Luciano Moggi che nel 2002 chiese alla Roma De Rossi e Aquilani in cambio di Davids (allora cercato dai giallorossi).
Ha fatto parte delle rose di tutte le spedizioni azzurre in tutte le manifestazioni internazionali in cui ha partecipato l’Italia: vittoria al Mondiale 2006, Euro 2008, Confederations Cup 2009, Mondiale 2010, Euro 2012, Confederations Cup 2013.
Convocazione approvata al 100%. 

17 Immobile (Torino).
Centravanti che preferisce giocare in campo aperto e in solitaria tant’è che giocando così, col solo Cerci dietro di lui in appoggio, si è laureato capocannoniere in serie A con 22 gol.
Ha giocato nelle giovanili del Sorrento e successivamente nella Juve primavera. Mette assieme 5 presenze totali in prima squadra, prima di trasferirsi in prestito in altre squadre (Siena, Grosseto e Pescara in B).
Torna ad essere l’attaccante ammirato nelle giovanili nella stagione a Pescara quando diventa capocannoniere con 28 reti. Si merita il passaggio ad una squadra di serie A, al Genoa, ma sigla solo 5 reti. La Juventus nell’ambito dell’operazione Ogbonna lo manda ai cugini del Torino come già detto mette assieme ottime prestazioni in coppia col “gemello” Cerci laureandosi cannoniere principe della massima serie.
In nazionale colleziona giusto 2 presenze per poi meritarsi la conferma nei 23 convocati.
Sarebbe stato assurdo per Prandelli non considerarlo.
Di poche ore è l’ufficialità del suo passaggio al Borussia Dortmund.
Convocazione approvata al 100%.

18 Parolo (Parma).
Centrocampista centrale con tendenze offensive. Essendo ambidestro può calciare indifferentemente e con buoni esiti dalla distanza. Cresciuto nel Como gioca sempre in C1 (Como, Pistoiese, Foligno, Verona) fino a quando non arriva al Cesena in B dove consegue la promozione in serie A. Coi romagnoli riesce nell’impresa di salvarsi il primo anno, non riuscendo a fare lo stesso nella seconda stagione. L’anno scorso passa al Parma, ma è solo quest’anno che balza agli onori della cronaca con ben 8 gol siglati in campionato, e quasi tutti decisivi.
In nazionale debutta nel 2011, torna due anni dopo con un’altra amichevole, e infine colleziona la terza presenza nell’amichevole pre-mondiale contro l’Irlanda.
Complice l’infortunio di Montolivo, viene confermato nei 23 ufficiali per la kermesse internazionale in Brasile.
Sinceramente avrei preferito un Florenzi al suo posto.
Convocazione approvata all’80%. 

19 Bonucci (Juventus).
Difensore centrale (anche se con un passato giovanile da centrocampista) della Juventus da 4 stagioni, è diventato anche lui come Chiellini uno dei più bistrattati dai detrattori antijuventini. Inizia con le giovanili di Viterbese e Inter nel 2006 avendo debuttato con Mancini in prima squadra e a seguito di Calciopoli, risulta vincitore dello scudetto “a tavolino” poi definito “di cartone”. Passa in prestito per un anno e mezzo in B al Treviso, e poi al Pisa per 6 mesi. Nell’ambito dell’operazione Milito e Thiago Motta dal Genoa all’Inter, passa a titolo definitivo al Genoa che lo gira subito al Bari in serie A.
Qui ritrova Giampiero Ventura (avuto già a Pisa) che lo rende un titolarissimo (gioca tutte le partite di campionato) guadagnandosi la chiamata alla Juventus che aiuta il Bari a riscattarlo dal Genoa.
Passato alla Juventus inizialmente viene definito un bidone anche perché si ritrova a far parte della rosa della “Juventus dei settimi posti”. Con l’arrivo di Conte l’anno dopo, Bonucci migliora sensibilmente il suo gioco e grazie ai compagni di reparto Buffon, Chiellini e Barzagli compone poi una difesa granitica che per 3 anni consecutivi si confermerà la meno battuta del campionato.
Difesa juventina che viene poi trasferita in blocco in nazionale portando in dote anche lo schieramento difensivo a 3.
Bonucci in nazionale fa parte delle rose dell’Euro 2012 e della Confederations Cup 2013, partecipando poi alle qualificazioni europee e mondiali.
Prima dell’Euro 2012 entra nell’occhio del ciclone riguardo il Calcioscommesse, e in molti lo additano come sicuro colpevole (ancor prima delle sentenze effettive). In seguito viene prosciolto e assolto in tutte le inchieste in cui era stato coinvolto, ma l’opinione pubblica juventina se la prende con lui in favore di Criscito che per accuse simili, viene escluso dalla nazionale. In quell’occasione Bonucci fu ritenuto favorito in quanto juventino e perché Prandelli in gioventù aveva militato nella società bianconera.
Inutile considerare che anche lo stesso Criscito aveva militato diverse stagioni sia nella primavera che in prima squadra bianconera. In quell’occasione sbagliò sicuramente Prandelli.
Convocazione approvata al 100%. 

20 Paletta (Parma).
Dopo Thiago Motta il secondo oriundo in questa rosa mondiale italiana.
Difensore centrale argentino annovera solo 7 presenze nell’U20 sudamericana tutte nel 2005 quando vinse il campionato del mondo di categoria.
Con la modifica del regolamento per le convocazioni di giocatori con doppia nazionalità anche lui ha potuto quindi debuttare con la nazionale italiana.
In Argentina ha giocato con Banfield e Boca Juniors, esperienze inframezzate da una stagione in Inghilterra al Liverpool. Da quattro stagioni gioca in serie A col Parma dove nel corso degli ultimi tempi si è distinto come uno dei migliori centrali difensivi del campionato grazie alla sua grinta.
L’unica pecca è la sua pettinatura indecente, ma a parte gli scherzi era rimasto in dubbio tra i convocati a causa della sua forma fisica, visto che aveva perso mezza stagione per infortunio.
Convocazione approvata al 100%. 

21 Pirlo (Juventus).
Dopo Buffon è il giocatore dell’attuale rosa con più presenze in nazionale.
Centrocampista che ha iniziato come trequartista per poi spostarsi successivamente e con maggiori frutti come regista.
Debutta col Brescia giocando in A e in B, passa giovanissimo all’Inter che lo manda in prestito prima alla Reggina e poi al Brescia. Successivamente passa al Milan dove farà le fortune dei rossoneri per 10 stagioni.
Con l’arrivo di Allegri sulla panchina rossonera, dopo aver vinto il suo secondo scudetto, passa a parametro zero alla Juventus, perché il tecnico rossonero non lo ritiene più utile alla causa.
Coi bianconeri Pirlo diventa subito protagonista e vince tre scudetti consecutivi, rivelandosi tutt’altro che bollito.
In nazionale debutta nel 2002, e partecipa a tutte le spedizioni azzurre successive, e sempre tra i titolari, vincendo anche lui la coppa del mondo 2006.
Convocazione approvata al 100%. 

22 Insigne (Napoli).
Ultimo attaccante ad essere considerato nella rosa azzurra dopo le esclusioni di Rossi e Destro (entrambi tra i pre-convocati di Prandelli), gioca preferibilmente come attaccante sinistro in un tridente, ma può giocare anche dietro le punte.
Cresciuto nelle giovanili del Napoli viene mandato in prestito in C1 prima alla Cavese e poi al Foggia (dove mette a segno 19 reti le sue prime da professionista). L’anno successivo viene mandato a Pescara dove con Immobile e Verratti riesce a conquistare la promozione dalla B alla A. In Abruzzo sono 18 le reti segnate.
Insigne si guadagna finalmente di far parte della rosa del Napoli e negli ultimi due anni gioca quasi tutte le partite diminuendo sensibilmente il computo delle marcature, ma mantenendo su buon livello quello degli assist, prodigandosi sopratutto nel ripiegamento difensivo sia con Mazzarri che con Benitez sulla panca del Napoli.
In nazionale debutta nelle qualificazioni mondiali e prima del mondiale 2014 colleziona 4 presenze e 1 rete (contro l’Argentina in un’amichevole).
Convocazione approvata al 50%. 

23 Verratti (Paris Saint-Germain).
Terzo italiano dopo Sirigu e Thiago Motta che fa parte di una squadra estera (sempre il PSG). Giovanissimo, anche lui come Pirlo inizia da trequartista per poi passare da regista.
Cresciuto nel Pescara debutta in prima squadra in C1, l’anno dopo anche se con poche presenze contribuisce alla promozione in serie B tramite play-off. Nella serie cadetta resta 2 anni, dove al secondo assieme ai compagni Immobile e Insigne è tra i protagonisti per la promozione in massima serie.
In A non debutta perché nell’estate di 2 anni fa passa al PSG con Ancelotti allenatore. Anche lui come Sirigu vince 2 campionati, 1 supercoppa e una coppa di lega francese.
In nazionale viene preconvocato (sebbene militi ancora in serie B) per l’Euro 2012, ma debutta in amichevole solo dopo la competizione continentale.
Non partecipa a nessuna partita di qualificazione mondiale ma solo ad amichevoli. E’ in dubbio fino alla fine, ma complice anche l’infortunio a Montolivo, viene confermato per far parte per la prima volta nella sua carriera ad un mondiale.
Convocazione utile per lui per respirare ulteriormente l’aria delle competizioni internazionali (dopo la champions col PSG) e per crescere all’ombra di Pirlo, magari rubandogli qualche segreto del mestiere.
Convocazione approvata al 70%. 

24 Ranocchia (Inter).
Il difensore centrale interista è stato inserito da Prandelli come riserva.
Cresciuto nelle giovanili di Perugia e Arezzo, Ranocchia debutta coi toscani in serie B agli ordini di Antonio Conte. L’anno successivo con la retrocessione, gioca in C1 da titolare.
Torna in B al Bari sempre con Conte come allenatore e consegue la promozione in serie A. Nella massima serie gioca in coppia con Bonucci.
La sua squadra successiva è il Genoa (già proprietaria del suo cartellino sin dalla prima stagione a Bari) ma vi resta solo 6 mesi, passando poi all’Inter dove resta per 3 stagioni e mezzo, giocando da titolare solo nella scorsa stagione. In nazionale debutta nel 2010, in amichevole, partecipa alle qualificazioni per Euro 2012, viene inserito nei pre-convocati ma non riesce a passare l’ultima selezione.
Riesce a fare un passo in avanti in quest’occasione diventando la riserva per Brasile 2014.
Convocazione approvata al 70%. 

Dopo la lunga sequela riguardo ai 23 convocati +1 passo quindi ai 6 esclusi dalle convocazioni.

Mirante (Parma)
Portiere, sebbene Prandelli aveva inizialmente considerato solo 30 pre-convocati, decide di convocare un quarto portiere che sarà il +1 delle pre-convocazioni.
Mirante alla fine non riesce a superare la concorrenza del più giovane Perin e viene escluso dalla rosa mondiale.
Cresciuto nelle giovanili del Sorrento, passa poi alla primavera della Juventus. Viene mandato prima in prestito in B al Crotone dove gioca titolare, e poi in A dove debutta col Siena. Ritorna alla Juventus come secondo di Buffon in serie B, con 7 presenze.
Non viene riconfermato e passa quindi alla Sampdoria in A, dove fa da secondo portiere a Castellazzi.
Dopo due stagioni passa al Parma dove diventa titolare per ben 5 stagioni.
In nazionale non debutta mai, ma viene convocato una prima volta nel 2010, una seconda nel 2012 e infine per uno stage a marzo 2014; sempre con Prandelli come CT.
Per me si meritava la convocazione come terzo portiere: non troppo vecchio, ma nemmeno troppo giovane, dopo tanti anni di gavetta in serie A.
Convocazione approvata al 100%. 

Maggio (Napoli).
Inizia come esterno destro di centrocampo, passa poi come terzino destro.
Giovanili del Vicenza debutta in A con i veneti e disputa poi due stagioni in B. Passa alla Fiorentina sempre in B dove diventa titolare, una volta promossi in A, perde il posto e dopo un anno e mezzo passa al Treviso per 6 mesi sempre in A. L’anno dopo va alla Sampdoria dove soprattutto al secondo anno diventa uno dei migliori esterni del campionato nel 3-5-2 di Mazzarri.
Passa al Napoli (dove resta per 6 stagioni), prima con Reja e poi con lo stesso Mazzarri.
Nell’ultima stagione con Benitez allenatore, Maggio salta diverse gare di campionato a causa di infortuni, ma resta comunque nel giro della nazionale venendo pre-convocato da Prandelli.
In nazionale Maggio debutta nel 2008, viene convocati ai mondiali 2010 e poi a tutte le successive competizioni comprese le qualificazioni, sempre da titolare e sempre come terzino destro.
Le sue non perfette condizioni fisiche lo escludono dai 23+1 per Brasile 2014.
Esclusione giusta per la sua stagione che a definire opaca è dir poco.
Convocazione approvata al 40%. 

Pasqual (Fiorentina).
Terzino o esterno sinistro di centrocampo, Pasqual si adatta in entrambe le posizioni con buoni esiti risultando sempre un buon assist man grazie ai suoi cross precisi.
Prima dell’arrivo alla Fiorentina, nel quale milita da 9 stagioni e ultimamente anche capitano, Pasqual ha sempre militato nelle serie inferiori (Derthona e Pordenone in D, Treviso e Arezzo in C1 e poi in B con l’Arezzo).
In nazionale non ha mai avuto vita facile: debutta con Lippi nel 2006, non va al mondiale perché aveva Zambrotta e Grosso davanti, per 7 anni non viene convocato fino a quando Prandelli non si ricorda di lui nelle qualificazioni mondiali dell’anno scorso.
Anche in questo caso erano poche le possibilità di giocare chiuso da De Sciglio, Darmian e volendo anche da Chiellini.
Convocazione approvata al 50%. 

Montolivo (Milan).
Interno di centrocampo, ma in grado di coprire anche tutti gli altri ruoli (regista, trequartista).
Debutta con l’Atalanta in B e poi in A, passa poi alla Fiorentina dove resta per 7 stagioni e nelle ultime 2 passa al Milan a parametro zero dove diventa anche capitano della squadra (dopo esserlo già stato a Firenze).
Entra a far parte stabilmente della rosa azzurra a partire dalla Confederations Cup 2009.
Sinceramente come già scritto su facebook a seguito del suo infortunio (frattura alla tibia) che lo ha escluso da un mondiale nel quale la sua presenza sarebbe stata certa al 100%, mi dispiace poco della sua esclusione perché l’ho sempre visto come un giocatore a metà, un po’ come per Cassano quindi.
Un diamante grezzo che sarebbe dovuto esplodere negli anni a seguire, ma che non è mai riuscito a mantenere le attese, almeno le mie.
Buon giocatore per carità, ma la sua continua presenza tra i convocati e tra i titolari in nazionale la adduco solo al fatto che Prandelli lo ha allenato per anni nella Fiorentina; ho sempre ritenuto altri calciatori ben più meritevoli di lui come tecnica ad esempio il collega di nazionale Aquilani, per fare un esempio pratico.
Convocazione approvata all’80%.

Romulo (Verona).
Dopo Paletta sarebbe stato il secondo nuovo oriundo di questa nazionale.
Brasiliano impiegato come terzino destro o esterno alto di centrocampo, ultimamente è stato schierato con profitto anche come interno di centrocampo.
Dopo diverse stagioni in Brasile dove ha cambiato squadra ogni anno (l’ultima prima di trasferirsi in Italia era stata l’Atletico Paranaense in prestito dal Cruzeiro), Romulo passa alla Fiorentina tre stagioni fa. A Firenze resta due anni mettendo assieme tra campionato e coppa italia 32 presenze e 2 reti totali.
Nella scorsa estate passa al Verona in prestito dove si distingue come uno dei migliori centrocampisti del campionato con 6 reti e diversi assist ai compagni.
Non ha mai giocato in nessuna rappresentativa nazionale brasiliana, e grazie ai suoi trisavoli veneti prende il passaporto italiano e la doppia nazionalità.
Viene convocato per un breve stage ad aprile da Prandelli ed entra a far parte prima dei 30 pre-convocati e poi dei 23 convocati per il mondiale 2014.
Romulo però dichiara ai media di aver rifiutato l’opportunità perché essendo solo al 70% (sua opinione personale) come condizione fisica gli è sembrato brutto accettare la convocazione a fronte di qualche altro compagno che rispetto a lui era invece al 100% della condizione.
Difatti nelle ultime giornate di campionato Romulo aveva fatto diverse assenze appunto per un infortunio.
Se fosse stato integro, per me si meritava appieno il posto in rosa.
Convocazione approvata all’90%.

Destro (Roma).
Attaccante che può giocare in tutti i ruoli del reparto.
Giovanili di Ascoli prima e poi Inter con quest’ultima vince un torneo di Viareggio. Nel 2010 avviene il debutto tra i grandi col Genoa (2 reti), ma è al Siena sempre in A, unica categoria in cui ha militato finora Destro, che si mette in luce guadagnandosi il trasferimento in una grande, ovvero la Roma, grazie a 12 reti.
Nel primo anno sigla la metà delle reti messe a segno col Siena, ma nel secondo anno, dopo essere tornato da un brutto infortunio in sole 20 presenze segna 13 reti migliorando il proprio score personale nella massima serie.
In nazionale partecipa alle qualificazioni mondiali di due anni fa, partecipa all’amichevole contro la Spagna di marzo 2014, e viene inserito nei pre-convocati.
Alla fine ne viene escluso e si vocifera di una proposta fattagli da Prandelli come prima riserva al posto di un acciacato Rossi (sempre secondo il CT); Destro poi avrebbe rifiutato escludendo di fatto anche Rossi tra i 23, e inserendo poi al posto di entrambi Insigne che nella graduatoria del CT era all’ultimo posto degli attaccanti.
Convocazione approvata al 90%. 

Rossi (Fiorentina).
Ed eccoci infine al grande escluso di queste convocazioni mondiali.
Giuseppe Rossi detto Pepito, gioca preferibilmente come seconda punta, ma può giostrare anche come esterno d’attacco o come unico termine offensivo centrale (come accaduto ultimamente alla Fiorentina).
Nato e cresciuto in America, nel New Jersey, Rossi a 12 anni si trasferisce a Parma dove inizia con le giovanili. Passa quasi subito al Manchester United a 17 anni, e a 18 debutta in Premier League con un gol. Successivamente viene mandato in prestito prima al Newcastle e poi al Parma dove in 6 mesi mette assieme 19 presenze e 9 reti.
Torna poi a Manchester che lo cede in Spagna al Villarreal dove resta per 5 stagioni con un ottimo bottino di reti (54 in campionato, 7 in coppa del re, 21 tra Champions ed Europa League). Sul finire dell’ultima stagione nella Liga, Rossi si infortuna, il Villarreal retrocede, e a gennaio del 2013 passa infortunato alla Fiorentina che lo acquista a titolo definitivo.
Con la maglia viola riesce a debuttare nell’ultima di campionato e va in gol alla prima giornata dell’attuale campionato.
Ben presto Pepito Rossi diventa capocannoniere del campionato con 14 reti in 18 partite, ma a gennaio a seguito di un bruttissimo fallo di Rinaudo, difensore del Livorno, Rossi si infortuna di nuovo al ginocchio, temendo quindi di perdere il mondiale.
Dopo 4 mesi torna a giocare prima in finale di Coppa Italia contro il Napoli (suo debutto assoluto in questa competizione), e poi in campionato contro il Sassuolo, andando subito in gol. Rossi gioca poi anche le ultime due partite mettendo a segno un’altra rete.
Alla fine conclude la stagione in serie A con 21 presenze in campionato e 16 reti.
In nazionale Pepito Rossi ha partecipato con ottimo esito alla Confederations Cup del 2009 (doppietta contro gli USA alla prima partita), e alle qualificazioni mondiali per Sudafrica 2010, ma alla fine Lippi lo escluse dalla rosa finale.
Partecipa poi alle qualificazioni per Euro 2012, ma non vi riesce a partecipare per via dell’infortunio al ginocchio quando era al Villarreal. Gioca una sola partita per le qualificazioni mondiali del 2014, e dopo essere riuscito a rimettersi in sesto nel finale di stagione viene incluso nei 30 pre-convocati.

Tenendo conto del gioco delle parti su descritto nella parte relativa a Destro, voglio invece considerare le differenze sostanziali in termini di rapporto presenze reti tra Insigne (inserito nei 23 ufficiali) e Rossi, escluso dai 23:
– Insigne 37 presenze e 3 reti in campionato;
– Rossi 21 presenze e 16 reti in campionato.

Non bastano? Allora consideriamo anche le altre competizioni:
– Insigne 5 presenze e 3 reti in Coppa Italia, 6 presenze e 2 reti in Champions League, 4 presenze e 1 rete in Europa League; totale comprese quelle in campionato: 51 presenze e 9 reti.
Rossi 1 presenza in Coppa Italia, 2 presenze e 1 rete in Europa League; totale comprese quelle in campionato: 25 presenze e 17 reti.

C’è ancora da chiedersi perché Insigne no e Rossi sì?
Convocazione approvata al 100%!!! 

Piccola curiosità finale: nello stage avvenuto dal 10 al 12 marzo nel centro sportivo dell’Acqua Acetosa a Roma, agli ordini di mister Prandelli, erano stati convocati questi giocatori tra serie A e serie B:

Portieri: Bardi (Livorno), Leali (Spezia), Mirante (Parma), Perin (Genoa), Scuffet (Udinese);
Difensori: Biraghi (Catania), Brivio (Atalanta), Camporese (Cesena), Ceccherini (Livorno), Darmian (Torino), De Silvestri (Sampdoria), Murru (Cagliari), Romagnoli (Roma), Rugani (Empoli);
Centrocampisti: Baselli (Atalanta), Bellomo (Spezia), Benassi (Livorno), Bernardeschi (Crotone), Bertolacci (Genoa), Bonaventura (Atalanta), Dezi (Crotone), Gagliardini (Cesena), Marrone (Sassuolo), Soriano (Sampdoria), Viviani (Latina);
Attaccanti: Cerri (Parma), Comi (Virtus Lanciano), Gabbiadini (Sampdoria), Paloschi (Chievo Verona), Sau (Cagliari), Zaza (Sassuolo).

Alla fine chi è riuscito ad andare ai mondiali?
Solo il portiere Perin e il difensore Darmian, con Mirante che ha fatto da +1 ai 30 preconvocati.