Fantacacchio, cronaca di un fantacalcista (s)fortunato.

Era da un po’ che non mi capitava di parlare di Fantacalcio qui sul blog, ma ora che è finito questo fantacampionato, vorrei dire brevemente la mia su una situazione spiacevole che mi è capitata, ma prima vorrei fare un excursus storico sulla mia storia col fantacalcio.

Mi appassionai a questo gioco nel lontano 1996-97, avevo 13 anni, eravamo poche persone e sebbene io conservi quasi tutto, non riesco a trovare o a ricordarmi cosa feci quell’anno. Mi pare fossimo solo in 4 a giocare all’inizio, poi coinvolgemmo altre persone.
Negli anni successivi pure giocai, ma non sempre consecutivamente.
Una volta mi ricordo di aver avuto in attacco (sarà stato in secondo o terzo superiore) Batistuta, Del Piero, Trezeguet, Bierhoff, Hubner e Ferrante (fantacalcio 2001-2002), ma eravamo sempre in pochi a giocare.

Un fantacalcio a cui sono molto legato fu quello svoltosi nel 2003-04, giocato con gli amici dell’allora Bar Capriccio. Quando c’erano i posticipi serali della domenica, ci incontravamo tutti lì, prenotavamo due tre tavolini e insieme seguivamo la partita, esaltandoci per un cross, deludendoci per un’ammonizione presa, o per un palo colpito. A seconda di ogni azione che faceva un nostro giocatore, il voto sul giornale, secondo noi, aumentava o diminuiva; e così facendo potevamo ipotizzare a grandi linee se avevamo vinto o perso quella giornata di fantacalcio.
Eravamo a 8 a giocare, io e Matteo Monero eravamo stati i fautori del fantacampionato, e ci eleggemmo a presidenti di Lega (all’epoca mi pare fossero Moggi e Galliani, perché è così che venivamo soprannominati dagli altri partecipanti)
Ricordo con piacere i nomi fantasiosi dati alle squadre; lo scambiarsi le formazioni per telefono a voce, oppure per sms, a volte se si frequentava la stessa classe o scuola, le formazioni arrivavano su fogliettini volanti, e io come presidente della fantalega dovevo raccogliere le formazioni di tutti per fare i calcoli e stilare la classifica di giornata.
Quel fantacalcio ricordo di averlo vinto grazie ad una signora formazione (fantacalcio 2003-04), schierata con un 3-4-3 con difensori goleador, buoni portieri, centrocampisti tiratori di punizioni e rigori e due tre bomber di sicuro affidamento. I colpi maggiori furono principalmente due: Amantino Mancini della Roma che all’epoca era schierato tra i difensori (preso a 1 miliardo), e Alberto Gilardino del Parma che presi a soli 3 miliardi.
Fino al mese di gennaio Gilardino era solo la riserva di Adriano, poi il brasiliano passò all’Inter e Gilardino in soli 6 mesi si scatenò mettendo a segno qualcosa come 20 reti.

Vinto quel fantacalcio, ripresi a giocarci dopo qualche anno, stagione 2005-06, ma sebbene fossi primo a gennaio con largo distacco sulle altre squadre, per dei casini vari organizzati dagli altri partecipanti, decisi di lasciare il campionato e di farmi ridare indietro la mia quota di partecipazione.
Nel 2007-08 ripresi a giocare con gli amici con cui uscivo all’epoca: Spaik, Renosteiger, Tokombo, Gianluca Orange Plonster, Nic Sboron. Mi pare fossimo solo in 6 allora. Comunque quel fantacalcio fu diviso in due sessioni, una la vinsi e nell’altra arrivai secondo, sempre se non ricordo male.

Per diversi anni, fino al 2011-12 non giocai più a fantacalcio. Quella stagione, con il contemporaneo avvento di Antonio Conte sulla panchina della Juventus, ripresi a giocare, non solo con gli amici della comitiva con cui uscivo, ma persino con dei ragazzi su Hattrick, facenti parte della federazione della Juventus.
Vinsi entrambi i fantacampionati, e con quello degli amici accumulai soldi (assieme a quelli dati dai regali di laurea), per togliermi un paio di sfizi: andare a Torino a vedere Juventus-Atalanta, l’ultima partita di Del Piero con la Juventus e festa scudetto, e un paio di settimane più tardi, mi feci un weekend (da giovedì a sabato) a Madrid, grazie alla vincita dell’altro fantacalcio, quello su Hattrick, nel quale c’era in palio un soggiorno gratuito in un appartamentino nel centro di Madrid. Pagai quindi solo le spese di viaggio, andai a trovare l’amico Domenico Rosso, compagno di università ormai trasferitosi da anni lì, e feci un po’ il turista solitario (partì da solo).

Quest’anno, dopo un anno di pausa, ho ripreso a fare il fantacalcio, coinvolgendo degli amici con cui spesso vado a giocare a calcetto, e un altro paio di vecchi amici con cui avevo ripreso contatti nell’ultimo anno.
E’ storia di oggi che domenica scorsa ho vinto il campionato con tre punti sul secondo in classifica, e contemporaneamente, due domeniche fa, ho vinto anche la Champions League (ovvero la nostra fantacoppa), aggiudicandomi quindi due premi su quattro a disposizioni: campionato a scontri diretti e champions league, gli altri due erano classifica generale e europa league (ma solo per quelli eliminati dalla champions), quindi in definitiva due premi su tre competizioni disputate.

Apriti cielo! Già in passato mi sono attirato ire o antipatie di manager fantacalcistici sulla base di aver più culo degli altri, ma quest’anno è successo veramente l’incredibile!
Prosegue tutto bene fino a un paio di giorni fa, quando ho scritto nel nostro gruppo segreto su facebook i verdetti delle competizioni e le cronache dell’ultima giornata.
L’ultimo in classifica caccia fuori la storia che ho imbrogliato, perché in quanto amministratore della lega su fantagazzetta, ho salvato la formazione in 4 occasioni (alla 4a giornata, alla 12a, alla 26a e alla 30a del nostro campionato) come amministratore.
In 3 di queste 4 volte, la formazione salvata è stata comunque inserita prima dell’inizio della prima partita della giornata (ovvero l’anticipo del sabato delle 18), in un caso, alla 26a giornata, ho salvato la formazione 4 minuti dopo l’inizio della prima partita disputata.

Proprio perché è tutto automatizzato e visibile, pensavo fosse una pignoleria far presente che non essendo riuscito a salvare la formazione per tutte le competizioni sullo smartphone, ho poi provveduto a farlo una volta tornato a casa; cancellando quindi il precedente salvataggio, e mettendo quello successivo, sempre di pochi minuti.
Purtroppo questa spiegazione di un errore fatto in buonafede, non è servita, e addirittura due partecipanti pretendono penalizzazioni di punti nei miei confronti. Persino il secondo in classifica ha paragonato la cosa come a togliere un campionato ad una squadra di serie A, perché in 4 partite ha battuto un fallo laterale qualche metro più avanti.

Vi basti sapere che io che ho sempre fatto di onestà, sincerità e chiarezza i miei valori fondamentali per vivere la mia vita, essere tacciato di aver imbrogliato, di aver aggirato le regole, per me equivale ad una grossa offesa!
Uno fa tanto per comportarsi da persona retta e poi viene a sentire di queste cose?
Talmente che ero adirato, ho preferito non continuare la conversazione su facebook, mi son vestito, ho preso la macchina, e me ne sono andato da solo a cinema a vedere The Amazing Spiderman 2 – Il potere di Electro. Ho persino spento per tre ore il cellulare perché non volevo essere minimamente disturbato, non pensare più alla brutta faccenda, e cercare di rilassarmi un po’.

Ora non so come andrà a finire, e pensare che mi ero pure ripromesso di elargire 50 euro del premio del fantacalcio per offrire una pizza e birra a tutti i partecipanti, così come feci due anni prima (anche se all’epoca pagai solo all’ultimo in classifica).

 

Una domenica da incorniciare tra calcio e altro!

Ma anche una giornata da incorniciare, se vogliamo allargare ancor di più il campo.
Cosa è mai accaduto al nostro Kame il Konte (o kameilkane che dir si voglia…) nella giornata di ieri?
Beh, iniziamo col dire che le mie due squadre calcistiche del cuore, Benevento prima e Juventus poi, hanno entrambe vinto (e la cosa capita di rado, questo a causa più del Benevento sfortunato, che non della Juventus che sono tre anni che vince lo scudetto); continuiamo poi col dire che entrambe affrontavano partite difficili, ed entrambe in trasferta: il Benevento a Catanzaro per i quarti di finale di play-off (sola andata in casa della meglio classificata, in caso di pareggio al 90′, supplementari e poi rigori), mentre la Juventus a Roma, contro la seconda in classifica, ormai già fuori dai giochi la settimana prima, ma che voleva comunque vincere per l’onore, e per dimostrare che la Juventus non è poi tanto superiore ai giallorossi romani, e che non ci sono tutti quei punti di differenza in classifica (11 prima del fischio di inizio).

Come son finite?
Catanzaro – Benevento 1-2: vantaggio di Melara, pareggio dell’ex Germinale su papera del nostro portiere Baiocco, e gol del difensore centrale Padella, su assist dello stesso Melara, esterno destro di centrocampo.

Roma – Juventus 0-1: gol al 94′ ultimissimo minuto di recupero, del neo entrato Osvaldo, tra l’altro ex romanista lasciatosi male con l’ambiente capitolino.

Bellissima la bolgia creatasi per il Benevento al Morgana Music Club, locale del centro di Benevento del quale ormai sono affezionato avventore. Mai avevo visto così tanta gente per una partita, ho dovuto farmi spazio a fatica per trovare uno sgabellino libero dove sedermi (tra l’altro vicino all’attuale ragazzo della mia “ex” Lei).
Un caldo micidiale assillava all’interno del locale tutti noi tifosi, tant’è che hanno dovuto accendere il condizionatore per fare un po’ aria. Io poi ero addirittura a maniche corte, senza nient’altro sotto la maglietta.
Al secondo gol del Benevento, mancava poco meno di un quarto d’ora alla fine della partita, e partivano tipo stadio i cori inneggianti ai nostri beniamini, gli stregoni giallorossi.
Bellissimo! Tutti uniti sotto la bandiera del Benevento, e tutti insieme a tifare assieme a gente sconosciuta e a scambiarsi opinioni come se ci si conoscesse da tempo.
Dato il caldo poi, all’intervallo non ho potuto prendermi il mio consueto thé domenicale, e ho quindi optato per una più dissetante bottiglietta d’acqua frizzante.

Conclusasi la partita del Benevento, ho salutato giusto un paio di amici lì fuori al Morgana, e mi son subito diretto verso casa, per vedere dalla metà del primo tempo, Roma – Juventus, fortunatamente ancora ferma sullo 0-0.
La giornata fantacalcistica stava andando male, ma nutrivo ancora qualche speranza di non farmi recuperare dal secondo in classifica, perché Cassano gli aveva sbagliato un rigore, e in compenso non gli aveva segnato nessun giocatore.
Io la mia partita la stavo già perdendo, ma speravo ancora in un ribaltamento di fronte grazie ai miei Totti, Pirlo, Chiellini, Asamoah e Llorente.
Purtroppo non è andata così, ma non mi è andata nemmeno male più del solito, permettendomi così di aggiudicarmi la vittoria nel fantacalcio.

La sera poi con gli amici Cienzo, Marti e Nunu, sono andato al cinema a vedere “Diario di un maniaco perbene” film italiano con protagonista Giorgio Pasotti.
E’ sempre difficile queste persone a convincerle a venire con me a cinema, ma grazie alla Festa del Cinema, con biglietti a soli 3 euro, ci son riuscito. Filmetto caruccio, da 6,5-7; poi siamo rientrati in città (eravamo al Torrevillage multiplex, a Torrecuso) e ci siamo andati a prendere una birretta in centro. Dove? Ma che domanda! Al Morgana!

Lì poi mi è arrivato un messaggio su whatsapp della mia “scimmietta pollastrella” che mi diceva che mi avrebbe raggiunto a breve assieme all’amica e al ragazzo di quest’ultima.
La “scimmietta” era andata al Tufo Jazz Festival, e si era fatta riaccompagnare dagli amici di origine avellinese per mostrarle alcune cose del centro di Benevento.
Arrivati quindi al Morgana, ho salutato la combriccola precedente e mi sono unito alla nuova. Un’oretta e mezza assieme, e poi li ho salutati alla macchina, e io me ne son tornato a casa sentendo musica con lo smartphone.
Giunto finalmente a casa, dopo una lunga giornata molto soddisfacente, ho dato la buonanotte alla “pollastrella” su whatsapp, e poi mi son goduto su facebook tutti i link e i commenti inerenti a Benevento e Juventus.
Ho fatto tardi, tre-tre e mezza, ma ne è valsa pienamente la pena. 😀

Kame, 25 anni version 3.1

Mi sa che l’anno scorso non parlai affatto del giorno in cui compio il giro di boa di quando sono nato… Mmm mumble mumble, ma come mai?
Mah, e chi se lo ricorda… (strano detto da me che ho una buona memoria… sì, ma mica per tutte le cose del mondo, eh!)

Tralasciando la diatriba tra me e il sottoscritto, procedo e vado avanti.
Come ben sa chi mi conosce bene, da diverso tempo, quando domando alle persone che ancora non mi conoscono quanti anni ho, la maggior parte mi risponde sempre che ne ho 25. Se tutto questo vi suona familiare, e siete appassionati cinefili un po’ come me, allora forse vi ricorderà la trama di In Time.
Infatti l’anno scorso, festeggiai con una splendida torta realizzata da mia sorella, che potete vedere proprio qui sotto 25+5. Inutile dirvi quanto fa, a meno che voi non siate analfabeti o a completo digiuno di matematica elementare…
Ecco, dopo il consueto insulto a chi sta peggio di me, possiamo proseguire ulteriormente.
Peccato che l’anno scorso non ho avuto testimonianze fotografiche decenti del mio compleanno (ovvero, ci sono ma non mi son tanto piaciute…), a dir la verità nemmeno quest’anno son perfette, ma in un certo senso son rimasto comunque contento.
L’anno scorso quindi 25+5, l’anno prima aprile 2012 era 29 il 29 aprile; nel 2011 28 giorni/anni dopo (perché il 1 aprile feci il pesce d’aprile su facebook che era il mio compleanno); nel 2010 entrai nel Club dei 27 (all’epoca sonora grattata dei gioielli di famiglia); nel 2009 feci per la seconda volta 25 anni; nel 2008 la splendida data dei 25 anni. E così via. In effetti pensandoci, mi è sempre piaciuto giocare sui numeri e sui significati inerenti ad essi durante il mio compleanno.
L’anno scorso per un motivo preciso, non mi son goduto decentemente la festa, ma mi ricordo che ero molto brillo, e che almeno i miei amici più stretti erano presenti all’evento.
Il regalo fu un po’ pacchiano: la busta coi soldi, e la busta era uno dei foglietti che danno in chiesa per seguire la messa (dovrei averlo ancora conservato da qualche parte).

Quest’anno invece ho affrontato la ricorrenza natale con uno spirito diverso. Pochi amici ma buoni; anche per forza di cose: chi era fuori Benevento, chi addirittura fuori l’Italia, chi lavorava, e chi invece si è ritrovato a badare ad un proprio mini-Me al femminile tutto ad un tratto (e sì, parlo dell’ormai papà DJ Masso).
Nessuno spesone, nessuna festa in mezzo alla strada, nessuna festa a casa mia o di mia nonna. Semplicemente una sera all’Irish Pub dove offrivo da bere e da mangiare, con in più una torta fatta in fretta e furia dalla mia sempre diligente sorella, ormai più futura cuoca/pasticcera che futura dottoressa (non me ne volere, ma al momento è così).
Classica busta coi soldi anche quest’anno, ma almeno è stata organizzata meglio la cosa, con un bel bigliettino di auguri recante sulla busta la scritta “Tetè” (tradotto in italiano, “eccotela qua, prendi!”).
E soprattutto il regalo di compleanno che ho apprezzato di più: un coupon regalo da sfruttare presso il Morgana Music Club; un’idea originale realizzata dalla mia “scimmietta/pollastrella” preferita.
Non so proprio come le sia venuto in mente, ma ha fatto proprio una bella composizione, semplice semplice. Un plauso poi per la faccia tosta dimostrata per proporre questa cosa ai proprietari del mio locale beneventano preferito. Ehehehe, grande Serena!
La prima cosa che ho pensato: ed ora come farò ad essere abbastanza originale anche io quando arriverà il suo compleanno? Beh, qualcosa sempre mi inventerò…

Veramente son rimasto più soddisfatto di questo compleanno che non di quello dell’anno scorso, ma molto probabilmente ha giocato a suo favore il mio differente stato d’animo. E’ proprio vero che il tempo è la miglior medicina. A buon intenditor poche parole.

Album speciale solo per il blog (chi l’ha detto che le foto si devono pubblicare solo su facebook o su instagram???)


Al cospetto del venerabile sciamano.

Devo dire che sogni così dettagliati ogni tanto riesco ancora a farli, e questo qua, appena mi son svegliato, mi ha quasi fatto riflettere su quello che cercava di comunicarmi.

Il sogno iniziava in una giungla amazzonica, africana, indiana, non so dirlo, ma possiamo definirla senza problemi, “equatoriale”; una giungla così fitta che quasi non penetravano i raggi solari, ed era sempre difficile definire che ore fossero in un determinato momento della giornata.
In questa giungla c’erano diversi complessi monumentali, costruiti in pura e semplice roccia, e molto antichi, forse anche di migliaia di anni.
Questi complessi monumentali erano degli pseudo altari, colonnati, portici; e tutti insieme erano un’attrazione turistica del luogo, rinomata per la qualità delle divinazioni fatte dagli sciamani lì presenti, uno su ognuno di questi altari.
Non c’era un livello che definisse quale sciamano fosse migliore di un altro, ma la cosa particolare, è che seppure fossimo da tutt’altra parte del mondo, questi sciamani erano talmente acculturati che riuscivano a comprendere e a disquisire in italiano, o in qualsivoglia altro linguaggio si fossero trovati a parlare.

La divinazione effettuata da questi sciamani era composta di tre fasi, quasi simili tra loro, e la riuscita di ogni fase portava ad un diverso esito nella sfera sociale, emotiva ed economica di chi voleva prestarsi ad essa.
Dall’alto di questi altari, bisognava lanciare dei mucchietti di polvere (ora non ricordo di che materiale si trattasse precisamente), e in base al vento, ai movimenti che faceva questa polvere nell’aria, dove si andasse a posare, e chi si trovava ad influenzare l’andamento della polvere nell’aria, lo sciamano di turno riusciva con estrema minuzia, a darti una previsione su ciò che ti sarebbe potuto accadere nel futuro prossimo e in quello remoto.

Decido quindi di prestarmi anche io a questa famosa e rinomata arte divinatoria degli sciamani del luogo, ma sbaglio il primo lancio di polvere, e dei ragazzini del luogo, si divertono a soffiarla o muoverla nell’aria, facendo fallire questa mia prima fase che non ricordo a quale ambito si potesse riferire (in realtà non ricordo nemmeno gli altri successivi…).
Il secondo lancio va invece bene, getto senza problemi il mucchietto di polvere, e seguo le istruzioni dello sciamano, che mi dice prima di soffiare, e poi in che senso, e con quale mano muovere la polvere sospesa in aria.
Il terzo lancio, per come fa finire la polvere a terra, è il migliore di tutti e tre, e lo sciamano mi dice che è andato talmente bene, da aver annullato l’esito negativo del primo lancio, e che per questo, ho la possibilità di un lancio extra, oppure di poter andare anche presso gli altri altari degli sciamani e tentare di fare un’azione determinata, al fine di indirizzare verso di me anche altri flussi positivi e benefici (però, ora che scrivo, non ricordo nemmeno cosa dovessi fare in questo caso).

Successivamente, lo sciamano mi sorride amichevolmente, mi dice che gli sono risultato molto simpatico, e che sarà anche grazie al mio carattere che potrò realizzare quelli che sono stati gli esiti previsti dalla divinazione da lui fatta, mi abbraccia e si fa fare una foto con me, non aveva intenzione di dimenticare una così brava persona, una persona così positiva, e voleva che anche io facessi altrettanto con lui, ovvero non dimenticarlo, al fine da poter sempre ripensare a quel che mi aveva detto, e così facendo indirizzare la mia vita futura.

Ora non so i tre lanci di polvere a quale ambito della mia vita si riferissero, ma mi pare di ricordare che lo sciamano mi abbia detto pressapoco questo:
“Tu hai un gran futuro davanti a te, una grande fortuna e felicità, ma non sarà facile ottenerla, dovrai faticare, sacrificarti, e aspettare ancora diverso tempo, ma la ricompensa finale sarà proporzionale alla fatica e all’attesa stesse. Non ti arrendere mai, anche se tutto ti sembrerà andare contro, e cerca di restare sempre sereno anche davanti alle avversità che ti si pareranno davanti. Ricordati infine che non sarai mai completamente solo, perché ci sarà sempre qualcuno, tra amici e parenti che ti sosterrà nel tuo percorso vitale. Pensa sempre positivo perché resti comunque tu il principale artefice della tua fortuna”.

Mi dispiace solo di non aver scritto prima tutto questo appena svegliatomi, magari sarei stato molto più esaustivo a riguardo. Incrociamo le dita, e mai dire mai come sempre.

E fu così che passarono altri 365 giorni… Loading 2014.

 

Ora che sto iniziando a scrivere sul mio pc sono esattamente le 23e32.
Forse non c’è più molta gente che come me si ostina ancora a scrivere le proprie sensazioni, i propri ricordi, le proprie speranze su un blog, roba che definire ormai antidiluviana è dir poco, difatti si usa di più fare una cosa simile su Facebook, Whatsapp, Instagram e chi più ne ha più ne metta.

L’anno scorso, dopo un riepilogo dei 12 mesi passati (in breve, bene fino a luglio 2012, il resto lasciamo perdere…), chiusi il mio post con la speranza di poter vivere il contrario: male fino a giugno/luglio 2013, e poi solo bene.
Purtroppo non è andata così, ed ora non mi va nemmeno di mettermi a pensare per filo e per segno cosa ho fatto in ogni mese, anche perché rispetto all’anno precedente credo di aver fatto veramente poco.
Di una cosa però sono contento e ringrazio questi mesi appena passati: sono riuscito a farmi nuove amicizie, a riabbracciarne di vecchie, e magari rinsaldarne quelle che ci sono sempre state (almeno credo di aver fatto tutto ciò…).

Ad un anno e mezzo dal conseguimento della laurea purtroppo anche per la crisi che attanaglia il nostro paese, non sono riuscito in alcun modo a ritagliarmi un posto nel mondo del lavoro. Di conseguenza non ho potuto nemmeno guadagnare denaro per aiutare la mia famiglia e togliermi diversi sfizi, tipo una vacanza come si deve e come non ne faccio da anni, magari con qualche fidato amico.
E in tutto questo, il gentil sesso percepisce anche la tua situazione, e mai si azzarderebbe ad intrecciare una relazione con una persona che non ha nessuna stabilità nella propria vita. Ok, vi comprendo per questo, ma solo ora; prima ero sempre stato della convinzione che magari, iniziando da una relazione, il resto sarebbe venuto di conseguenza.

Ah, vorrei dire una cosa a chi è già riuscito ad arrivare a leggere fino a questo punto: in questo post non ho intenzione di “lamentarmi” come forse poteva risultare da quello dell’anno scorso, o dall’andazzo che stava appunto prendendo.
No! Voglio cercare di essere positivo, e contemporaneamente non voglio nemmeno stilare una lista di desideri, anche perché penso che ormai si sia capito cosa vorrei tanto (o quale persona vorrei tanto stesse con me).
Per questo 2014 spero solo di mantenere una buona salute, e magari di migliorare queste membra trentennali che mi porto appresso. Ehehehe. Forse così facendo potrò anche sperare a qualcosa di più, e vedere finalmente fare un passo in avanti alla mia vita.

Tornando all’attualità, permettetemi di dire che mi sono letteralmente stufato che nel mio quartiere, a partire dalle 18 di sera, si inizia già con lo sparare i primi “botti delle feste”.
Ma che cazzo! – dico io – piangete sempre miseria e poi spendete fior di quattrini per sparare petardi, fuochi, ciccioli, miniciccioli, cipolline, rauti eccetera eccetera!
A volte vorrei pensarla come qualche amico che spera in menomazioni fisiche a chi si diletta a sparare.
Ormai sono le 23e45 e manca un quarto d’ora all’arrivo del nuovo anno, leggermente satollo e un po’ stanco dall’ultima partitella a calcetto dell’anno giocata oggi pomeriggio, tra un po’ mi accingerò a raggiungere gli amici per le vie del centro di Benevento, e “festeggiare” a suon di bevute l’arrivo di questo 2014 (1+4=5, mio numero fortunato, hai visto mai che… SSSHHHHHHH! Meglio non dire altro).

Come ogni anno, chiudo linkando la canzone che ascolto ogni 31 dicembre: “Crap Kraft Dinner” degli Hot Chip.
P.S.: non chiedetemi perché ma l’ho eletta a canzone must per il 365° giorno dell’anno.
Auguri a tutti quelli che mi vogliono bene (o che pensano di volermene). 😀

Sfortunato al gioco, fortunato in amore… Un par de palle!

Festività natalizie significa anche mettersi attorno ad un tavolo, dopo abbuffate pantagrueliche, e trovare poi la forza di cacciare dal portafoglio una manciata di spiccioli per poterseli giocare ai classici giochi di natale: la tombola che non manca mai, magari mercante in fiera, oppure gli intramontabili e più gettonati (almeno dalle nostre parti, Benevento e dintorni): Cucù e Sette e mezzo.
Già la sera del 24 a casa mia, verso le undici e mezza-mezzanotte, era iniziato il primo giro di giochi, ma complice la scesa da casa per raggiungere gli amici e “festeggiare” assieme il compleanno di Gesù, mi ero sapientemente sottratto alla cosa.
Il giorno dopo i “giochi natalizi” volevano farmi nuovamente loro, prendendomi di soppiatto la sera del 25, ma tra l’azzeccarmi con Plague inc. su Nosferatu (come ho battezzato il mio smartphone) e dilettarmi sulla Xbox dei miei cugini con Fifa 13 (raramente gioco con le nuove consolle videoludiche), ho evitato nuovamente la perdita di cash dalle mie tasche.
Complice poi vecchie situazioni datate un anno e mezzo prima, mi sono risparmiato anche un’altra serata giochi a casa di altre persone.
Il mio portafoglio, da poco rimpinguato e reso pacioccone dai soldi regalatami da mia nonna, mi ha reso grazie con un sorriso da bambino obeso, un sorriso di quelli contagiosi, non so se ho reso l’idea.

Passano un altro paio di giorni,e nel frattempo non si fa viva nemmeno la “maledizione del 27” (sarà che forse è diventata del 25? boh!?), fino a quando, ieri sera, non sono stato quasi costretto a partecipare ad una serata giochi…
Il programma della giornata prevedeva partita a calcetto per riprendere confidenza col pallone e col fisico (purtroppo è ritornata la fitta ad un muscolo della gamba), ritorno a casa per cena, e poi verso le 22, classico giro per il centro a Bn al fine di fare “public relations” (sempre meglio dire così, che ridurre il tutto a “ci beviamo una birra e vediamo che succede e chi incontriamo”).
Invece sul gruppo di whatsapp tra noi amici, mi giunge la notizia che “la Zia” è debilitata dal raffreddore, proponendo quindi di giocare a casa sua.
Mi capita anche l’onere di dover provvedere io ai giochi, e quindi ritorno sopra casa, prendo la busta con tombola e carte napoletane e mi dirigo alla casa della suddetta amica.

Ora, dico io, statisticamente parlando, uno se si mette a giocare, dovrebbe pur vincere qualcosa, non rientrando di tutto quel che aveva speso, ma avvicinandosi almeno di un poco? Tipo se metti 5 euro, li perdi ma poi rientrando di almeno 2 euro/2 euro e 50?
Per me evidentemente non funziona così.

Come fai a non fare almeno un ambo a Tombola pur avendo a disposizione il tabellone?
Come fai a perdere tre vite a Cucù, ai primi tre giri, con un 3 e due 2 come carte?
Come fai a non sapere che a Sette e mezzo, il 10 di denari (la cosiddetta Matta) vale 7 solo se ha un’altra figura a fianco, e da sola fa solo mezzo punto? E tutto questo, nella più completa ignoranza ti porta quindi ad affermare spavaldamente “Piatto!” perdendo più di quanto effettivamente avevi a disposizione in quel momento!

L’ho sempre pensato che i giochi d’azzardo, che siano questi, o che siano scommesse sportive, non fanno per me.
E ormai non vale neanche più la frase che a volte ti dicono “Vabbè, non ti preoccupare: sfortunato al gioco, fortunato in amore…”
In passato ho sempre sperato in questo detto: una magra consolazione per rendere meno amaro il dimagrimento progressivo del mio portafoglio ciccioso durante le feste; eppure ormai non ci credo più.
Quindi la prossima persona che mi dice ciò, è meglio che faccia molta attenzione prima di aprire bocca.

Un weekend calcistico coi fiocchi!

Come capita spesso al maschio italico, anche io non mi sottraggo alla pratica di essere un tifoso di una squadra di calcio. Chi mi conosce e mi segue su questo blog, sa benissimo anche per chi tifo: Benevento, la squadra della mia città che milita in Lega Pro 1a divisione (la vecchia C1), e la Juventus.

Dicevo, come molti, risulterò banale, e quando le cose principali non vanno bene nella tua vita (lavoro e vita sentimentale), allora per non cadere nell’angoscia e nella repressione, l’italiano medio si rifugia nella passione per eccellenza: il calcio, o ancor più specificatamente il tifo calcistico.
Quante volte è capitato nella nostra vita di ricevere delusioni a destra e a manca, e magari ad addolcirle ha provveduto una vittoria della nostra squadra preferita?
Chissà a quante persone è capitato nel 2006 di affrontare il proprio “annus horribilis” ma consolarsi in parte grazie alle gioie della vittoria dell’Italia alla Coppa del mondo di calcio?
(Non vi parlo del mio “annus horribilis” che è trascorso e che piano piano si sta pure prolungando per diventare un biennale, ma lasciamo stare per ora…)

Bene, in questa ottica, a fronte di un weekend nè più nè meno riguardo a soddisfazioni sociali (senza infamia e senza lode), è stato proprio il calcio a risollevarmi e a dare un giudizio più che positivo al fine settimana appena trascorso.
A che mi riferisco?
Andiamo con ordine.

1) Vittoria della mia squadra su Hattrick (gioco manageriale online) a cui sono iscritto dal lontano settembre 2006. Vittoria che mi ha permesso di salvarmi in VI serie con ben due giornate d’anticipo. Lessolandia – Kame Team FC 2-5.

2) Ritorno alla vittoria del Benevento dopo quasi due mesi dall’ultima, sempre in casa: Benevento-Nocerina 1-0. Da allora i giallorossi hanno realizzato cinque pareggi e una sconfitta, risultati equivalenti a 5 punti su 18 a disposizione. La squadra si era fatta superare e raggiungere dal resto delle squadre che le erano subito dietro, ma ciononostante, grazie al solito campionato mediocre livellato verso il basso, il Benevento dista solo 6 punti dalla vetta.
Ok, si giocava contro la terzultima in classifica, ma una vittoria è una vittoria, ed era necessaria per il morale di tutto l’ambiente giallorosso.
Benevento-Barletta 4-2. 

3) Quinta vittoria consecutiva della Juventus! Dopo la sconfitta di Firenze per 4-2 (arrivata in soli 20 minuti, a seguito dell’iniziale vantaggio bianconero di 2-0) la Juventus si è ampiamente ripresa nelle giornate successive, mettendo a segno 12 reti e non subendone nessuna. I 15 punti hanno permesso quindi alla squadra bianconera di arrivare prima in classifica con 34 punti (record di Antonio Conte) e di superare di 1 punto la Roma (che nel posticipo di ieri sera ha pareggiato 0-0 col Cagliari) e di ben 6 il Napoli (che due giornate fa era al pari della Juve, ma dopo la sconfitta per 3-0, ha perso di nuovo nell’anticipo del sabato, per 1-0 col Parma, in casa propria).
Ah, la Juve ha vinto 2-0 a Livorno con gol di Llorente e Tevez, ed il primo ce l’ho pure al fantacalcio.

4) Infine la vittoria della “Caramba che Newppy!” (più brevemente “Newppy”) nel campionato di fantacalcio che sto facendo con alcuni amici.
Squadra di Pellerin – Caramba che Newppy 0-3.
Newppy fantacalcio
In questo caso l’amico che ha avuto la peggio, è il simpatico Tony Doolittle, a.k.a. Antonio u Mast! All’andata vinse lui per 3-1, subissandomi di sfottò e chiamate a riguardo, a questo giro, alla vigilia, gli dissi: “Un po’ per uno non fa male a nessuno, questa volta vincerò io” e così è stato. Un secco 3-0 in trasferta che in un turno di coppa mi farebbe passare come squadra qualificata sulla base del totale dei gol segnati. 😀

Juventus-Lazio 4-0 e ora lasciatemi sfogare!

Ieri si è giocata la finale di Supercoppa Italiana tra la Juventus, vincitrice dello scudetto 2012-13, e la Lazio, vincitrice della Coppa Italia TIM 2012-13.
Perché ne parlo?
Semplice, per sfogarmi! Come d’altronde sono solito fare su queste pagine (che diamine, è il mio blog, permettete, no?).
Per la cronaca la Juventus ha vinto ben 4-0 sulla Lazio; squadra capitolina mai in partita se è per questo, visto che la squadra torinese l’ha surclassato in lungo e in largo (ci sono le statistiche a confermarlo, quindi niente polemiche, grazie).
E allora cosa ci sarebbe da scrivere in proposito?
Ve lo dico subito!
Sappiate che da diverso tempo a questa parte, sono dell’idea che non conviene mai parlare prima di una partita, proclamandosi vincitori, o facendo assurdi pronostici con sicurezza tendente al 100%! No, io resto sempre sul vago, e d’altronde nei giorni precedenti questa sfida non mi sono mai pronunciato.

Beh, in parole povere sono per la scuola “non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso”. Cosa che invece molti tifosi (e molti colleghi della carta stampata) non sono proprio avvezzi a fare.
In questo precampionato, la Juventus ha disputato poche gare amichevoli: vittoria contro la selezione valdostana; una vittoria ai rigori sul Sassuolo e una sconfitta ai rigori col Milan nel trofeo TIM (partite di 45′); e infine nella famigerata tournée americana: sconfitta ai rigori con l’Everton, sconfitta col Galaxy, e sconfitta ai rigori con l’Inter. Risultati che hanno portato la Juventus ad occupare l’ultimo posto nel torneo International Guinness Champions Cup.
A nulla è servita la vittoria contro la squadra primavera nel classico test di fine estate a Villar Perosa, per buona e larga parte della carta stampata, non ché dei tifosi italiani (ma diciamo antijuventini così non sbagliamo di certo), la Juventus targata 2013-14 non era tutta ‘sta gran cosa; non era più la miracolosa squadra di due anni fa, e il carrarmato della scorsa stagione.
La Juventus era diventata (nonostante i soli tre innesti di Ogbonna, Llorente e Tevez di cui solo l’ultimo titolare, e la sola cessione pesante di Giaccherini) una squadra che non poteva competere con gli altri “squadroni” allestiti in estate dalle rivali, prima fra tutte il Napoli che seppur privo di Cavani, ha sopperito benissimo col nuovo idolo del tifo partenopeo Higuain, migliorando inoltre la propria rosa con molti altri innesti.
Addirittura anche la Fiorentina, con l’acquisto dell’attaccante Mario Gomez, agli occhi dell’opinione pubblica, era arrivata a pareggiare la forza dei campioni in carica bianconeri.
E per forza di cose, anche le altre squadre a seguito (Milan, Inter, Roma e Lazio) potevano iniziare a fare sogni di gloria dopo aver visto per ben due anni consecutivi la Vecchia Signora raccogliere risultati positivi a iosa.

Ma mi sto dilungando, e quindi voglio tornare a parlare della Supercoppa di ieri.
Sin da prima della sua disputa, e prima del precampionato bianconero, non ho visto altro che fare di tutto per impedire che la Juventus potesse fare il bis in questa manifestazione!
Innanzitutto dovete sapere che per regolamento, in Supercoppa si gioca in casa della vincitrice dello scudetto (lasciando perdere le occasioni in cui si è giocato all’estero, tipo Pechino l’anno scorso).
La Lazio, nella persona del proprio presidente Lotito, non voleva assolutamente che si giocasse allo Juventus Stadium: “Giochiamo a Pechino!” Ma i vertici societari bianconeri non erano d’accordo, c’era già in programma la tournée negli USA, e non potevano sballare tutta la preparazione estiva.
Giochiamo a Toronto il 10 agosto!” ha tuonato allora Lotito, non sapendo che sarebbe stata due giorni dopo la fine della tournée americana bianconera;  “Mi hanno fatto perdere i soldi della tournée in Colombia, quelli di Pechino e ora quelli di Toronto, ma che pensano alla Juve? Di essere la Lega e di comandare loro?”
Allora Lotito, per venire incontro alle “esigenze” della Juve ha proposto: “Giochiamo a Roma! E visto che non volendo giocare a Pechino, ho perso il grande incasso e ritorno economico da parte dei tifosi cinesi, voglio per me la maggior parte dei ricavi della partita!
Questo il succo del presidente laziale (e non le sue testuali parole).

Cioè, scusa… non ho capito… Questo non solo vuole decidere dove si gioca, ma vuole pure gli incassi? Difatti in tutto questo la Juve perde 600.000 euro, ricavato della biglietteria.
Il bello è che poi, a domanda precisa, Lotito ha risposto: “Ah, ma non si gioca nello stadio della Lazio, l’Olimpico è la sede designata della nazionale italiana, è solo un caso che anche Lazio e Roma vi giochino le partite di campionato, anzi così come è per la Coppa Italia, spero che Roma diventi la sede fissa anche della Supercoppa”.
Continuo a non capire, ma questo qui ci vuole prendere per fessi?
Aggiungiamo inoltre che dopo tutto questo, era difficile trovare qualcuno che perorasse le ragioni juventine a scapito di quelle laziali, anzi, stampa e opinione pubblica (nonché tifosi avversari tutti, non solo laziali) davano ragione a Lotito, trincerandosi dietro gli ipotetici capricci di una società come quella bianconera, alla quale non stava mai bene niente.
Una squadra che dopo quel fallimentare precampionato, in molti speravano uscisse perdente dal confronto con la Lazio in Supercoppa.
Ma non è finita qui! Le polemiche sono continuate riguardo la sede degli allenamenti alla vigilia della partita: la Juventus doveva allenarsi ai campi della Borghesiana, ma arrivati lì, Conte e il suo staff hanno trovato inadatto il luogo dell’allenamento, ritirandosi in hotel e pensando addirittura di tornare a Torino; per poi virare dapprima ai campi della Marina militare a Tor di Quinto, e poi a Trigoria, campo d’allenamento della Roma che era però impegnata a Terni per un’amichevole.
Ora non so se i campi della Borghesiana erano stati concessi dalla Lega, o dalla Lazio stessa, fatto sta che anche andando a Trigoria, ci sono stati molti tifosi romanisti che alle radio e sui social network hanno tuonato contro questa concessione da parte della società giallorossa ai “rivali” storici bianconeri.

In pratica tutto e tutti contro la Juventus; il terreno era ben preparato per una sconfitta bianconera osannata da mezza Italia.
Conte in conferenza stampa già dopo la tournée americana aveva risposto alle domande polemiche dei giornalisti: “Quando il presidente Agnelli mi dirà di vincere la Guinness Cup, svolgeremo la preparazione estiva per vincerla, per ora ci alleniamo per la Supercoppa, per il Campionato e per la Champions.
E alla vigilia della partita Conte ha rincarato la dose: “Ci giochiamo un trofeo importante, sia che lo vinca la Juventus, sia che lo vinca la Lazio. Non vorrei che se dovesse vincerlo la Juve è ordinaria amministrazione, se dovesse vincerlo la Lazio diventa una cosa straordinaria. E’ un trofeo importante, lo abbiamo vinto l’anno scorso e vorremmo rivincerlo. Mi auguro che sia dato il giusto valore sia in caso di vittoria della Juve, sia in caso di vittoria della Lazio”
Infine ancora l’allenatore bianconero: “Io penso che non ci sia una favorita. L’unica cosa è che la coppa vada alla squadra che ha meritato di più sul campo e non a una squadra fortunata. Mi auguro solo questo”.

Difatti nella scorsa stagione, in quattro confronti tra campionato e coppa, la Juventus riuscì a vincere solo una volta, in campionato, mentre le altre tre volte ci furono due pareggi e una sconfitta (in coppa), sebbene abbia stradominato in tutti i match, trovandosi sulla strada un superlativo e miracoloso Marchetti, vero e proprio paratutto.
A questo proposito, fioccavano sondaggi sia in rete che in tv, su chi fosse il più forte e chi meritasse di più il posto da titolare in Nazionale tra il capitano Buffon e il suo vice Marchetti.
Inutile dire che da ogni dove arrivavano commenti positivi per Marchetti e commenti negativi per Buffon, un portiere che tanto era titolare della nazionale solo perchè facente parte della Juventus, e non perché meritasse veramente…
Beh, ieri alla fine dei 90′ Marchetti non ha potuto nulla davanti allo strapotere della Juventus che a inizio ripresa ha rifilato tre colpi da KO alla Lazio, mentre dall’altra parte Buffon spegneva le velleità offensive di Klose che sul risultato di 4-0 stava tentando la via della rete della bandiera, mettendo così fine alla “maledizione” che lo accompagna da quando affronta i colori bianconeri.
E sì, perché ad infiammare la sfida di Supercoppa c’era anche quest’altra cosa: da quando Klose gioca a pallone, contro la Juve non ha mai segnato (né con la maglia del Werder Brema, né con quella del Bayern Monaco, tantomeno con quella della Lazio). Solo una volta segnò a Buffon, ma si trattava di un’amichevole tra nazionali nel marzo 2011.
Tifosi e giornalisti contavano anche su questo, ma alla fine le loro speranze sono state nuovamente disattese.

In definitiva: stampa e tifosi avversari che parlavano sempre prima della sconfitta della Juventus (o della speranza che potesse perdere), mentre Buffon, Conte e tutti gli altri tesserati della Juventus, mantenevano il loro aplomb in merito, lasciando al campo (come sempre) l’ardua sentenza.

Campo che come ampiamente dimostrato ieri, ha detto solo una cosa: la Juventus c’è ancora, è sempre contro tutto e tutti, e resta ancora una volta la squadra da battere in Italia. Pensate poi che dopo il 4-0, i giocatori bianconeri si sono addirittura fermati! Per me invece dovevano insistere alla ricerca di altre segnature…
E infine l’arbitro della contesa, il signor Rocchi che non ha dato il recupero nella ripresa, anzi ha finito il prima possibile per evidente inferiorità della squadra laziale!
Sull’arbitraggio solo tre cose:
1) sbagliata la decisione di non ammonire per la seconda volta Hernanes per i fallacci commessi a metà primo tempo, sì, magari la partita sarebbe risultata falsata, ma alla fine le cose sono andate comunque male alla Lazio;
2) assurda l’ammonizione comminata a Barzagli che aveva un braccio attaccato al corpo;
3) non dato un rigore a fine partita alla Juventus, fischiando addirittura prima la fine delle ostilità (89 minuti e 56 secondi!).

Ulteriore chicca: ieri sul 4-0 i tifosi laziali lanciavano buu razzisti nei confronti di Pogba, Asamoah e Ogbonna. In questo caso lo speaker dello stadio dovrebbe diramare il comunicato di sospensione della partita, comunicato che però è arrivato molti minuti dopo, l’arbitro Rocchi ha poi fatto finta di niente, visto che nessuno dei colored bianconeri ha accennato a qualche protesta, e se l’avesse sospesa, la Lazio sarebbe andata sicuramente alla squalifica del campo, mentre invece così facendo sono arrivati solo alla chiusura della Curva per una giornata di campionato.
Poche parole invece sul solito commento RAI antiJuve: Cerqueti noto tifoso romanista e antijuventino, sul 3-0 per la Juve era ancora alla ricerca di “un miracolo sportivo della Lazio”, così come disse due anni fa ai quarti di Coppa Italia tra Juventus e Roma sul 3-0 per i bianconeri. Ridicolo…

Ahhhhh!
Finalmente ho detto tutto quello che volevo dire!
Perché è così che dobbiamo fare noi tifosi juventini: parlare dei fatti, di ciò che accade sul campo, e non di aria fritta come fanno tutti gli altri!
Hasta la vista baby!

Benvenuto (oppure no?) nel Club 27*!

http://it.wikipedia.org/wiki/Club_27

makkione Innanzitutto partiamo con gli auguri di rito per questo nuovo numero anagrafico che ti accompagnerà per il prossimo anno…

AUGURI GUIDO!!!

Ovviamente non ti auguro di far parte del club 27, ci mancherebbe, ma volevo giocarci un po’ su, sai com’è, poi per “coccodrilli” ed elogi funebri c’è ancora tempo, e a questo riguardo, già ci siamo messi d’accordo su cosa dovrò dire.
Prima di scrivere questo post, ho dato un’occhiata fugace a quali fossero i precedenti interventi su di te qui su questo blog, e ho trovato anche due vecchie foto:

A dir la verità ne avevo trovate altrettanto sfiziose sul tuo profilo facebook, ma non volevo esagerare nella tua celebrazione.
Piuttosto mi sarebbe piaciuto linkare la tua presentazione sul sito di Bmagazine, quella in cui si parlava di una vita passata all’insegna delle tre F: football, filosofia e figa. La trovai esilarante, peccato che è stata poi cancellata.
EDIT del 15 maggio 16.11:Guido Bianchini nasce dall’accoppiamento di un babà e una sfogliatella, cresce con saggezza popolare sannita e partite del Benevento. Scopre poi un’altra scontatissima f da affiancare al football a cui si aggiungerà quella di filosofia, per formare il trittico dei valori fondanti la sua esistenza. Li coltiva alternando momenti di nichilismo nietzschiano a vitalismo cubano, passando con naturalezza da Dostoevskij a Franco Califano, spesso parla da solo con Giovanni Lindo Ferretti e lui risponde anche. Un giorno in un aula dell’Università di Salerno sente dire da Vincenzo Vitiello, suo maestro di filosofia teoretica, : “Il Cristianesimo e il nichilismo o è nichilismo?”. Credendo che si trattasse di una domanda retorica ne ha fatto un’ossessione dedicandosi allo studio della filosofia delle religioni munito di Nietzsche ed Heidegger e condendo il tutto con il linguaggio poetico di Celan e Hӧlderlin.Ha condensato i suoi primi sforzi ermeneutici in una tesi sperimentale su: L’onto-teologia possibile di Vincenzo Vitiello” che probabilmente sarà capita e apprezzata soltanto alla morte dell’autore e del suo primo interprete. Ultimamente sta deviando sulla filosofia decostruttiva francese perché il linguaggio di Derrida lo eccita come una donna prosperosa. Se non morirà a breve ha intenzione di scrivere un testo su Derrida e l’origine della scrittura e uno sulla fotografia , tanto per dimostrare al mondo che questa nobile arte non serve ad attirare solo “ mi piace” su Facebook. Ha accettato di scrivere per Bmagazine perché ama incondizionatamente Massimo Varchione . Segue le sorti del Benevento Calcio e invece di fare i bottoni in corpo , li butta sul web, alternando la critica al sarcasmo. All’occorrenza si occupa anche di cultura perché trova molto divertente l’ intellighenzia beneventana, anche se non ha ancora capito cos’è . Ogni tanto sfoga con pipponi satirici a quattro mani con Luigi Furno : è l’unico modo per produrre qualcosa insieme visto che non abbiamo il giusto apparato e per applicare l’intuizione di Derrida: “ Il piacere della scrittura è pari a quello dell’autoerotismo”.
Per me è sempre un onore fare le veci di tuo “addetto stampa” ufficioso, barcamenandomi tra le tue innumerevoli citazioni e riferimenti; i tuoi cosiddetti “valori”: il Benevento Calcio, Cuba, Milf, badanti dell’est, il poker e via dicendo (mi dilungherei troppo se dovessi nominare anche le tue persone ispiratrici).

Passando ad un tono più serio, fatti dire che data la scomparsa di splinder, mi è dispiaciuto non effettuare un backup del tuo fu allora blog: lateladipenelope.splinder.com; più e più volte in quelle pagine ho apprezzato la tua vena scrittoria da compassato romanziere e non da “giornalaio” (come ogni tanto ami definirti pur di non sentirti nominare “giornalista”); quei post pieni della tua verve polemica e scanzonata ironia; quelle righe in cui l’intellettualità pura la faceva quasi sempre da padrona, ritrovandomi al tempo stesso estasiato da quel che avevo appena letto, e poi deluso raffrontando i tuoi scritti ai miei, facendomi però capire che potevo ancora migliorare riguardo al suscitare emozioni in un mio post.
Come altri ti hanno definito (e continuano a farlo), da te c’è solo da imparare, imparare dal maestro Makkione: per me una delle pochissime persone con cui riesco ad essere veramente me stesso, uno dei pochi beneventani con cui non mi sento mai un pesce fuor d’acqua.

In passato su questo blog mi rimproverasti di non averti “elogiato” come era accaduto con altri miei amici e compagni di vita, ma penso che ora io sia riuscito a colmare almeno in parte questa lacuna.

Ancora buon compleanno Guido, sono sinceramente fiero di conoscerti.

Ridiculous

Si parla di ridicoli, di ridicolaggini.
Inizio col parlare di un sogno/pensiero che ho avuto quasi una settimana fa: il matrimonio di Lei col battilocchio.

Ridiculous (anche se in Harry Potter l’incantesimo si chiama riddikulus fatemela passare), e appunto per questo ne parlo, si sa, se si rendono noti certi sogni, difficilmente si avvereranno (almeno nel breve periodo).

De Sanctis che dopo sole 6 presenze e 6 gol subiti in nazionale, decide di ritirarsi?
Fantastici alcuni dei commenti sotto all’articolo, commenti che rispecchiano a pieno il mio pensiero.
Capisco un giocatore che prende una decisione simile dopo anni di nazionale, dopo 100 presenze, 50 presenze, va, pure 30! Ma dopo sole 6 presenze, risulta un (bel) po’ ridicolo…
Qualche mio compagno di tifo direbbe: “Son napoletani…”

Ridiculous…

In redazione:
– “Ma come mai non sono state più stampate le copie della rivista di gennaio, febbraio e marzo?”
– “Purtroppo c’è crisi, sono venuti a mancare gli sponsor, e col senno di poi, dovessimo tornare ad agosto/settembre, sicuramente non avrei preso la decisione di fare una rivista cartacea”

Grazie! Io l’avevo pensato sin da subito che poteva finire così, eppure mi sono fidato lo stesso! Scemo io che continuo a dare fiducia alla gente.

– “Comunque il progetto sulla storia del Benevento e le interviste agli ex calciatori continueremo a farle, poi a fine anno rileghiamo il tutto e facciamo un bel libriccino a riguardo, il tutto a nome tuo, visto che è un lavoro tuo.”

Ci mancherebbe altro!

Ridiculous…

Passiamo ad altro, cronache da chat:
– “Ehi ciao come va, è un sacco che non ci si vede, e non ci si sente.”
– “Eh già!”
– “Visto che mò arriva pasqua e poi fino a metà mese sarò occupato fuori città, che ne dici di vederci domani o dopodomani?”
– “Che ne dici se invece ci sentissimo dopo metà mese?”
– “Uaaahhh addirittura? E che è? Ma veramente posso fare un così brutto effetto da ritardare così tanto un incontro?”

Ridiculous…

Pasqua, pasquetta, pasquina, il giorno si avvicina.
Che si fa, che non si fa?
Piove, non piove?
Blablablablabla… lei… blablablablabla… a casa di… blablablablabla… inviti… blablablablabla
– “Oh, questa è la situazione, casomai dovesse succedere, tu che vuoi fare?”
– “Ci siamo messi d’accordo per stare assieme? A ro’ vai tu, vac’ je! (trad.: dove vai tu, vado io!)”

Ridiculous…

Le “buone” notizie non arrivano mai da sole, ma a braccetto.
Karma dove sei?