Benvenuto (oppure no?) nel Club 27*!

http://it.wikipedia.org/wiki/Club_27

makkione Innanzitutto partiamo con gli auguri di rito per questo nuovo numero anagrafico che ti accompagnerà per il prossimo anno…

AUGURI GUIDO!!!

Ovviamente non ti auguro di far parte del club 27, ci mancherebbe, ma volevo giocarci un po’ su, sai com’è, poi per “coccodrilli” ed elogi funebri c’è ancora tempo, e a questo riguardo, già ci siamo messi d’accordo su cosa dovrò dire.
Prima di scrivere questo post, ho dato un’occhiata fugace a quali fossero i precedenti interventi su di te qui su questo blog, e ho trovato anche due vecchie foto:

A dir la verità ne avevo trovate altrettanto sfiziose sul tuo profilo facebook, ma non volevo esagerare nella tua celebrazione.
Piuttosto mi sarebbe piaciuto linkare la tua presentazione sul sito di Bmagazine, quella in cui si parlava di una vita passata all’insegna delle tre F: football, filosofia e figa. La trovai esilarante, peccato che è stata poi cancellata.
EDIT del 15 maggio 16.11:Guido Bianchini nasce dall’accoppiamento di un babà e una sfogliatella, cresce con saggezza popolare sannita e partite del Benevento. Scopre poi un’altra scontatissima f da affiancare al football a cui si aggiungerà quella di filosofia, per formare il trittico dei valori fondanti la sua esistenza. Li coltiva alternando momenti di nichilismo nietzschiano a vitalismo cubano, passando con naturalezza da Dostoevskij a Franco Califano, spesso parla da solo con Giovanni Lindo Ferretti e lui risponde anche. Un giorno in un aula dell’Università di Salerno sente dire da Vincenzo Vitiello, suo maestro di filosofia teoretica, : “Il Cristianesimo e il nichilismo o è nichilismo?”. Credendo che si trattasse di una domanda retorica ne ha fatto un’ossessione dedicandosi allo studio della filosofia delle religioni munito di Nietzsche ed Heidegger e condendo il tutto con il linguaggio poetico di Celan e Hӧlderlin.Ha condensato i suoi primi sforzi ermeneutici in una tesi sperimentale su: L’onto-teologia possibile di Vincenzo Vitiello” che probabilmente sarà capita e apprezzata soltanto alla morte dell’autore e del suo primo interprete. Ultimamente sta deviando sulla filosofia decostruttiva francese perché il linguaggio di Derrida lo eccita come una donna prosperosa. Se non morirà a breve ha intenzione di scrivere un testo su Derrida e l’origine della scrittura e uno sulla fotografia , tanto per dimostrare al mondo che questa nobile arte non serve ad attirare solo “ mi piace” su Facebook. Ha accettato di scrivere per Bmagazine perché ama incondizionatamente Massimo Varchione . Segue le sorti del Benevento Calcio e invece di fare i bottoni in corpo , li butta sul web, alternando la critica al sarcasmo. All’occorrenza si occupa anche di cultura perché trova molto divertente l’ intellighenzia beneventana, anche se non ha ancora capito cos’è . Ogni tanto sfoga con pipponi satirici a quattro mani con Luigi Furno : è l’unico modo per produrre qualcosa insieme visto che non abbiamo il giusto apparato e per applicare l’intuizione di Derrida: “ Il piacere della scrittura è pari a quello dell’autoerotismo”.
Per me è sempre un onore fare le veci di tuo “addetto stampa” ufficioso, barcamenandomi tra le tue innumerevoli citazioni e riferimenti; i tuoi cosiddetti “valori”: il Benevento Calcio, Cuba, Milf, badanti dell’est, il poker e via dicendo (mi dilungherei troppo se dovessi nominare anche le tue persone ispiratrici).

Passando ad un tono più serio, fatti dire che data la scomparsa di splinder, mi è dispiaciuto non effettuare un backup del tuo fu allora blog: lateladipenelope.splinder.com; più e più volte in quelle pagine ho apprezzato la tua vena scrittoria da compassato romanziere e non da “giornalaio” (come ogni tanto ami definirti pur di non sentirti nominare “giornalista”); quei post pieni della tua verve polemica e scanzonata ironia; quelle righe in cui l’intellettualità pura la faceva quasi sempre da padrona, ritrovandomi al tempo stesso estasiato da quel che avevo appena letto, e poi deluso raffrontando i tuoi scritti ai miei, facendomi però capire che potevo ancora migliorare riguardo al suscitare emozioni in un mio post.
Come altri ti hanno definito (e continuano a farlo), da te c’è solo da imparare, imparare dal maestro Makkione: per me una delle pochissime persone con cui riesco ad essere veramente me stesso, uno dei pochi beneventani con cui non mi sento mai un pesce fuor d’acqua.

In passato su questo blog mi rimproverasti di non averti “elogiato” come era accaduto con altri miei amici e compagni di vita, ma penso che ora io sia riuscito a colmare almeno in parte questa lacuna.

Ancora buon compleanno Guido, sono sinceramente fiero di conoscerti.

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