Kame turista a Madrid: “cerveza” a fiumi.

L’atterraggio è stato un po’ più brusco del decollo, visto che l’aereo ha virato un paio di volte prima di toccare terra. Naturalmente come è usanza nei voli che partono o arrivano dall’Italia, immancabile è arrivato l’applauso da metà dei passeggeri.
Per un piccolo problema tecnico è stato possibile scendere solo dall’uscita posteriore.
Io che ero capitato all’altezza delle ali, ho dovuto aspettare che scendesse quasi tutto l’aereo per poter recuperare la valigia che gli steward avevano posizionato in una delle “cappelliere” davanti.

Proprio su uno degli steward volevo soffermarmi un attimo: in pratica ad un certo punto ho sentito una voce femminile che dava un annuncio in inglese, ma di donne nemmeno l’ombra, era uno degli steward! Alto quanto Giovinco e virile come Malgioglio.
Esattamente quest’ometto, più tardi, mi avrebbe redarguito perché mi aveva visto scattare una foto nella sua direzione. Sicuramente attirato dal flash della macchinetta, è venuto verso di me minaccioso quanto un chihuahua e mi ha chiesto di fargli vedere la suddetta macchinetta per verificare se l’avessi o meno fotografato.

In tutto questo io l’avevo sì fotografato, ma da lontanissimo! Avevo scattato la foto per far vedere la parte dell’aereo davanti a me, con la scritta Ryanair in bella vista.
Mah… chissà perché se l’era presa così tanto il piccolo e gaio steward…

Sceso dall’aereo, la navetta era bella che piena, ed assieme ad una giovane famiglia e un altro paio di ragazzi ho dovuto aspettare qualche minuto in più per la successiva navetta. Arrivato finalmente all’interno dell’aeroporto  di Madrid-Barajas (uno dei più grandi d’Europa), ho chiamato Andrea, il mio contatto per ricevere le chiavi dell’appartamento.
Erano ormai le 12e30, quindi secondo i suoi calcoli, al più presto, sarei arrivato a destinazione un’ora dopo: tre linee della metro da prendere, e visto che provenivo dall’aeroporto, ho dovuto pagare un supplemento di 3 euro sul costo normale del biglietto. Ah però!
Difatti alle 13e40 (avevo tardato un pò perché avevo sbagliato direzione di una linea, scendendo subito dopo, appena accortomi dell’errore) sono arrivato a Calle de Toledo 21, facendo quindi conoscenza dal vivo con Andrea: un tizio allampanato, capelli rasati quasi a zero e occhialini con la montatura nera tipo Frankie HI-NRG, che mi ha fatto strada per mostrarmi sia come usare le tre chiavi per entrare, che il resto dell’appartamentino.

Andrea stava quasi per andarsene quando mi ha detto che se avessi avuto bisogno, bastava chiamarlo, ed allora gli ho subito chiesto un favore: se la notte tra sabato e domenica poteva darmi un passaggio all’aeroporto per il volo di ritorno, visto che era alle 6e30. Purtroppo abitando lui fuori Madrid, non poteva aiutarmi.
“Nessun problema, in qualche modo rimedierò comunque…”Appena sistematomi “inforco” il mio portatile, mi collego ad Internet e mi metto in contatto con l’amico Domenico Rosso per vederci: ore 17e30 al centro di Plaza Mayor, esattamente a due passi da dove mi sono sistemato. Nel frattempo mi doccio, mi cambio e scendo a fare un po’ di spesa (qualcosa da bere, carta igienica, e l’occorrente per fare qualche panino).

Più tardi mi incontro quindi con Domenico: erano 6 anni che non ci vedevamo dal vivo!
Subito mi porta in giro lì nei dintorni mostrandomi alcuni posti.
“Incappiamo” addirittura nell’anteprima nazionale di “The Amazing Spiderman”, e penso che la tipa in posa per i fotografi sul tappeto rosso davanti al cinema, sia proprio la protagonista Emma Stone che interpreta Gwen Stacy (la prima fidanzata storica di Spiderman).
Dopo un breve giro turistico, Domenico mi porta a prendere qualcosa da bere in qualche locale caratteristico a Malasaña, quartiere della movida madrilena.
Prima al “Palentino”, dove Manu Chao qualche anno fa girò un videoclip, e poi al “El Tigre”, dove ci abbiamo dato dentro con cerveza e sidro di mele. Inoltre erano abbondanti anche le “tapas” a corredo delle bevande. Dopo aver bevuto e mangiato a sazietà (a poco prezzo), siamo andati a riposarci nella zona dell’Opera di Madrid, e su una panchina affianco a noi Miguel, un messicano di mezz’età, proveniente dalla California, attacca bottone con noi: è lì in viaggio con la famiglia dopo aver ricevuto 150.000 dollari come ultimo compenso (titolare di una ditta edile) e si è fatto quindi 2 mesi in Spagna toccando varie tappe.
La chiacchierata si fa lunga e nel mentre aspetta moglie e figlia, Miguel ci invita a bere altra “cerveza”, offrendo lui. Domenico che era già ubriaco di suo, non si tira indietro e io neppure.
Verso le 23 e qualcosa, ci salutiamo con Miguel e poi io mi dò l’arrivederci con Domenico al giorno dopo. Come prima giornata madrilena non è andata niente male, eh?

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