Roma-Madrid: all’avventura da solo…

3.57 con un quarto d’ora di ritardo arriva il pulmann (3.55). Il mio posto prenotato sulla Marozzi è il 55 al secondo piano, ma non sono riuscito a trovarlo. Mi siedo al primo posto che trovo, e solo dopo tre quarti d’ora mi accorgo che i numeri sono a fianco del sedile, in basso, e sono seduto al 33.
Spero di non arrivare troppo tardi, così riesco a prendere la navetta delle 8 dall’Anagnina a Ciampino, altrimenti dovrei sganciare soldi per il taxi, cavolo!

Ho dormito pochissimo sulla Marozzi, in pratica appena si è fermata per far scendere uno degli autisti sull’autostrada, subito mi son svegliato. Poco male, almeno il pulmann è arrivato alle 6.37 a Tiburtina, e io che pensavo peggio, pensavo che potesse far più tardi (avevo preventivato le 7 meno 10).

La metro B da Tiburtina a Termini, arriva quasi subito, ma è letteralmente un inferno, talmente che era pieno, difatti ho preso poi la seconda corsa, sempre piena, ma un po’ di meno rispetto alla prima. E non sono manco le 7!

Il cambio di metro dalla B alla A è stato indolore, anche perché la metro A era quasi completamente vuota e ho trovato anche posto a sedere per poter continuare a scrivere tranquillamente.
Sono quasi le 7e10 e penso di farcela ad arrivare ad Anagnina (il capolinea) per le 8, e prendere così la navetta per Ciampino.
Mancano 12 fermate. Continuo a incrociare le dita.

Sono arrivato ad Anagnina contemporaneamente in largo anticipo (per prendere la navetta delle 8) e in leggero ritardo (per perdere la navetta delle 7e20).
Solita colazione “sdreusa” da viaggio: gelato confezionato, in questo caso il cornetto Enigma gusto pistacchio.
In questo momento sto pensando se prendere o no un cocktail/alcolico sull’aereo…

Gli errori dell’inesperienza…
PREMESSA: mica lo sapevo che quel che mi era arrivato sull’email era solo la prenotazione del biglietto aereo, e non il check in online?
Arrivato a Ciampino mi metto in fila per l’accettazione, la fila della Ryanair è lunga, e ad un certo punto, decidono di chiamare i passeggeri per Madrid, sta scadendo l’orario di imbarco…
Salto la fila, mi fiondo al banco e scopro quindi di dover pagare ben 60 euro per il motivo di cui sopra.
Mi chiedono se voglio pagare con bancomat o con carta di credito, ma sono sprovvisto di entrambe: non posso volare!!!
Mi hanno tarpato le ali prima del tempo!

I soldi li ho però in contanti, ma guarda caso non posso pagare cash; l’impiegata chiude un occhio (per simpatia o per pena, forse più la seconda…) e chiama la biglietteria, ricevuto l’ok, mi scrive un bigliettino e mi manda lì per risolvere al più presto possibile la questione.
Dannato me e la mia pignoleria che quando mi serve non c’è mai…

Alla biglietteria posso quindi pagare cash per uno strappo alla regola fatto apposta per me, ma sorge immediatamente un altro problema: non hanno resto ed io ho una 50€ e una 20€, e con gli spiccioli che ho arrivo solo a 9€, arrivando quindi ad un totale di 59€. Per un euro non posso volare! Per un singolo euro mi hanno tarpato le ali prima del tempo.
L’impiegata alla biglietteria Ryanair mi consiglia di andare a cambiare la 20€ al bar, ma devo far presto, il tempo stringe.
Chiedo se posso lasciare un attimo il bagaglio a mano (il mio trolley) lì da loro, ma non posso: la polizia aeroportuale mi potrebbe far pagare una multa di non so quante migliaia di euro (ero già scappato con la valigia in una mano e i soldi nell’altra per ascoltare meglio).

C’è fila anche lì al bar, chiedo a quelli in fila se mi possono cambiare la 20 in due 10 ma nessuno può.
Sfoggio la mia faccia di bronzo rivolgendomi direttamente al cassiere “…altrimenti perdo il volo, grazie”
Soldi cambiati, check in pagato e corro finalmente verso l’imbarco; velocemente svolgo la procedura (oggetti elettronici e quel che ho in tasca nella vaschetta) e in tutto questo sono l’ultimo ad imbarcarmi per Madrid… un po’ come Hurley sull’815 in LOST.

Finalmente trovo posto sia per me che per il trolley (chissà dove me l’hanno menato gli steward…), in mano ho portatile ecc. per il viaggio, assieme al mio quadernetto/pseudo diario.
Sono le 9 e qualcosa, l’aereo sta rollando, pronto per il decollo, ho già spento il cell e quindi non so di preciso che ore siano.

Sono in mezzo nella fila di sinistra, proprio sul reattore e sull’ala, le file sono composte di 3 posti ognuna. Alla mia sinistra ho un ragazzo, e alla mia destra una ragazza, siamo tutti perfetti sconosciuti. Sono sudato, ho la gola secca per le corse fatte poco prima, e dovrei anche andare in bagno.
Dagli altoparlanti mi riempiono le orecchie con messaggi in inglese e in spagnolo, io non faccio attenzione e carpisco solo qualche singola parola.
Gli steward fanno le classiche dimostrazioni per le situazioni di emergenza, ed io comincio ad avere le mani spugnate alla Fantozzi.

Sciolgo un po’ la tensione conversando col ragazzo alla mia sinistra, sta andando in Spagna a trovare la famiglia che abita e lavora lì, italiani emigrati in Spagna, “grazie” alla crisi molto probabilmente diventeranno una consuetudine?
Parliamo un po’ di questa mia prima volta in viaggio da solo sull’aereo, del fatto che voglio documentarla per poi ricordarmene anche in futuro; parliamo anche brevemente degli europei e del fatto che tornerò in tempo per vedere Italia Inghilterra a Benevento.
La ragazza alla mia destra si premunisce con i tappi per le orecchie, ci offre dei chewing gum, e poi scrive anche lei qualcosa sulla sua agendina portatile con una portamine (almeno così mi è parso).
Ora penso di fare qualche foto e magari una testimonianza video qui sull’aereo, vediamo se la mia faccia di bronzo continua a funzionare anche qui sulle nuvole.

Sono le 10.11, tra un’ora e mezzo atterreremo a Madrid.

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