Io, Spaik & le tradizioni popolari

Ieri sera, rimembrando con Spaik la nostra infanzia/prima adolescenza, è uscita fuori nel bel mezzo del discorso una di quelle abitudini che ha contribuito a farci conoscere e che, per quanto ne so, forse è già del tutto estinta… Credo sia un’usanza per lo più del nostro sud, continuata ancora solo nella periferia ai confini con la campagna dopo essere perlopiù decaduta nei rioni popolari. Io e Spaik infatti, che siamo vicini di casa da sempre, solo da una decina di anni a questa parte ci siamo trasferiti in un quartiere più centrale di Benevento, prima abitavamo poco fuori città nei pressi dello storico ponte Leproso alla contrada Santa Clementina. E proprio nel periodo dai 0 ai 13/14 anni in cui vi abbiamo vissuto siamo venuti più volte a contatto con l’usanza in questione: il giro della Sacra Famiglia! (N.d.A. Noi ricordavamo invece che la Madonna era sola e non si accompagnava a San Giuseppe e a Gesù Bambino ma poi mi sono informato da mia madre prima di postare) Sicuramente il 99.9% di voi non ha capito a cosa mi riferisco, perciò cercherò di spiegarvelo in poche righe. Di solito nella parrocchia d’appartenenza di una determinata zona c’era la così detta zelatrice, signora/ina spesso avanti con l’età che si interessava del catechismo e di altre mansioni da pseudo-perpetua. Non so chi fosse la figura di riferimento nella zona, ma tra i suoi compiti rientrava anche quello di organizzare i turni in cui, i parrocchiani che avessero voluto, a giro, avrebbero potuto ospitare nella propria casa una teca con all’interno una statuetta raffigurante la Sacra Famiglia. Ricordo che quella che le nostre famiglie si scambiavano era in legno con due antine che aperte svelavano l’immagine della Sacra Famiglia dietro un vetro, sul retro della teca poi, ricordo che c’era attaccato un foglio con dietro il programma dei turni e delle famiglie che avrebbe dovuto essere rispettato. Una volta venuti in possesso della teca questa veniva aperta e poggiata magari su un mobile al centro della casa quasi a protezione e benedizione della stessa, quindi dopo uno o più giorni (a seconda di come prestabilito) andava chiusa e riposta in una foderina passando di vicino in vicino finchè dopo qualche tempo non ritornava. Spaik mi raccontava che a casa sua, in estate, era lui l’addetto a consegnare, spesso scorazzando in bicicletta, la Sacra Famiglia, scortandola fino al successivo destinatario. Io invece ricordo che a volte la portavo da mia nonna (R.I.P.) che abitava sopra di me e che spesso la teneva più del dovuto perchè se ne dimenticava… Appena gliela consegnavo si ripetevano gesti rituali sempre ugali a loro stessi ma che davano l’idea di una fede semplice con la quale entrambi siamo cresciuti… Anche se ora le cose non vanno proprio così, e i nostri rapporti con la religione non sono dei migliori, appena è balzato fuori l’argomento ho pensato di scriverne, in primis perchè era un bel ricordo di cui stavo perdendo memoria e poi perchè mi incuriosiva chiedere a chi passa da queste parti se se ne ricorda o ha mai avuto a che fare con cose del genere…

Non ho trovato nulla che nel complesso potesse somigliare alla teca di cui ho scritto, ma la statuetta di questa foto vagamente somiglia a quello che, a quanto ricordo, c'era dietro al vetro...

3 thoughts on “Io, Spaik & le tradizioni popolari

  1. un post colto al volo grazie alla rimembranza! per quel che mi riguarda a ‘ste cose religiose non sono mai andato appresso, ma d’altronde già sapete come la penso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.