Stralci di Sociologia spicciola

Il seguente scritto è un monito per il PAS* Creator tratto dal libro “Videogiochi e cultura della simulazione. La nascita dell’«homo game»” di Gianfranco Pecchinenda. Ciò che segue è una cosa che già feci notare a suo tempo a LastIlPario, ma che solo ultimamente, ristudiando l’esame ho ritrovato. Ah, volevo informare il PAS* King 3/4 in laterale e in laterale A.K.A. il DJ Masso che la“seccia”, inviatami per l’esame che dovevo sostenere ieri, non ha avuto esito visto che l’ho passato. Per ultimo un saluto all’amico Spaik, il PAS* Imperator : la prossima volta abbi più fede.

—Il bambino socializzato dalla tv impara naturalmente a divenire un “bricoleur” di messaggi e significati che ha tratto dalle sequenze televisive per lui più significative e che mette insieme secondo una logica provvisoria e casuale. —

—Quella che in questo caso viene definita la “socializzazione virtuale”, sarebbe la matrice di quella che, da adulto, tenderebbe a diventare un’identità “da spettatore” che semplicemente “assiste” a tutto ciò che gli viene mostrato; di un uomo, insomma, che <<farà comunque poco per difendere le sue idee e i suoi valori>>.—

—Un adulto-bambino <<senza chiari oggetti di riferimento nè certezze stabili nel tempo>>. Un uomo che non saprebbe fare altro che sviluppare emozioni e repentini entusiasmi o delusioni.—

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