Sogni: il Conte contro tutti/il passato che ritorna…

Mi trovavo a seguire, a distanza di anni, una lezione nel mio istituto superiore, il geometra Galileo Galilei. Stranamente i miei compagni di classe non erano quelli di un tempo, ma un misto di persone conosciute e di amici degli ultimi anni.
C’erano tutti, persino Lei.
Ad un certo punto, decido di andare in bagno, che a differenza del passato erano molto ma molto più grandi e spaziosi. Alla finestra c’erano 4-5 ragazzini delle classi inferiori (primo o secondo anno, avranno avuto tra i 13 e i 15 anni), ma non ricordo se stavano fumando oppure no.
Comunque uno di questi mi vede entrare e mi viene incontro, spruzzandomi in faccia, negli occhi con uno spray, di quelli piccoli tipo deodoranti.

Ovviamente mi incazzo e prendo uno di questi ragazzini e lo sbatto con forza dall’altra parte del bagno: “Non mi rompete più le palle che devo pisciare”.

Questi però non ci stanno: mi impediscono di entrare in uno qualsiasi dei bagni e nel frattempo chiamano altri 4-5 loro compagni, al fine di farmela pagare per aver reagito alla loro provocazione.
Ben presto vengo circondato tra quelli che mi mantengono e quelli che vogliono picchiarmi, ma incredibilmente, riesco ad avere la meglio su tutti loro che si rivelano alla fine molto più deboli di quanto pensassi.
Alla fine li lascio tutti doloranti per terra e decido di cambiare bagno per poter finalmente fare pipì in santa pace.
Mentre sto camminando per i corridoi, vengo fermato da uno degli inservienti della scuola e vengo spedito sul piano della presidenza, molto probabilmente per essere redarguito.
Durante il tragitto fino alla presidenza trovo il tempo di pensare a come abbia fatto a battere quella decina di ragazzini, e credo che ciò sia da imputare al fatto che essendo di ultima generazione, nessuno di questi teenagers faceva attività fisica, restando tutto il giorno schiaffati davanti alla televisione, al pc, o con qualche console di videogiochi; logico quindi che siano talmente tanto scarsi da farsi battere da uno del doppio dei loro anni.

Quando arrivo sul piano degli uffici/segreteria della scuola, rivedo dopo anni Adalgisa (per chi non lo sapesse, il mio primo amore adolescenziale). Ora non ricordo per quale motivo lei fosse lì, ma nel frattempo mi siedo per parlare un po’ con lei.
Stranamente la vedo tranquilla a parlare con me dopo tanto tempo, la conversazione procede spedita per non so quanti minuti, il tempo sembra essersi fermato e intanto ne approfitto per chiederle se in questo periodo lei fosse già impegnata con qualcuno, o se si stesse vedendo con qualcuno. Mi risponde di no, e mi sorride.
Al che io le dico che magari uno di questi giorni ci potremmo pure sentire per poi uscire assieme. “Poi vediamo…” è la sua risposta, e continua a sorridermi.
Io la accarezzo dietro la schiena, la distanza tra noi ben presto diminuisce sempre più e ci troviamo viso a viso. Nessuno dei due dice più niente all’altro, io mi faccio coraggio e mi avvicino per baciarla, con mia somma sorpresa non si scosta e ricambia il mio tentativo sprezzante.
Peccato che poi sul più bello mi sono svegliato...

 

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