Lo scempio europeo della nostra nazionale di calcio

Ieri c’è stato l’epilogo per l’Italia campione del mondo, agli Europei 2008, contro la Spagna ai calci di rigore per 4-2. …e queste sono cose di cui (purtroppo) siamo a conoscenza un pò tutti.

In questa sede parlerò delle mie impressioni in merito.

Ci siamo qualificati per questa manifestazione, venendo da un girone di media difficoltà, considerato invece da molti critici del pallone, come altamente difficile.
Ci siamo ritrovati in quello che in teoria era il "girone di ferro" dei suddetti europei, insieme a Olanda, Francia e Romania, ma col senno di poi, ci siamo accorti della pochezza di Francia e Romania.
Abbiamo perso malamente, e anche con una leggera dose di sfortuna contro gli "zoccolari arancioni"; sfortuna che si è ripetuta anche contro gli "zingari transilvani". <

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Ci siamo ritrovati nell’ultima gara valevole per la qualificazione ai quarti, contro la Francia, in una partita da dentro o fuori, e con molta fortuna e molti demeriti degli avversari, ci siamo imposti per 2-0.
Ai quarti abbiamo affrontato la Spagna: una nazionale con una età media di molto inferiore alla nostra, che ci ha surclassato per tutta la gara, ma che non è riuscita a trovare il colpo del KO (giunto poi per mano dei rigori finali).
Un voto totale alla spedizione: 5,5.

Ct Donadoni: Un ct con così poco carisma non lo si vedeva da tempo (o più probabilmente non l’abbiam mai visto). Molte delle sue scelte sono state unanimemente considerate stolte.
Sostituzioni di giocatori, o possibili formazioni da schierare che ai più sarebbero state ovvie, sono state ampiamente non considerate dal tecnico, la cui principale colpa agli occhi di tutti è quella di aver fatto poca gavetta prima di giungere alla massima panchina nazionale.
Traguardo raggiunto non per propri meriti ma per conoscenze federali (vedi l’amico Demetrio Albertini).
Il cammino fatto dalla nazionale in questo europeo (ed anche nelle precedenti qualificazioni) è unicamente frutto del caso e delle prestazioni dei giocatori.
Se di solito si parla di "firma del tecnico" quando si tratta del gioco espresso da una squadra, c’è da sottolineare come la sua firma sia stata posta con l’inchiostro simpatico.
VOTO 4.

Il peggio non ha mai fine: a meno di aspettati ritorni (vedi Lippi), altri cambi alla guida della nazionale non se ne vedono all’orizzonte.

I voti dei componenti della spedizione azzurra, in ordine di maglia, nel continua a leggere.

1 Buffon: a mio dire si è confermato come portiere migliore del mondo, e come miglior giocatore del mondo. Trovatemi un giocatore del campo che è nettamente superiore ai suoi colleghi di ruolo. Non ce ne sono. VOTO 7,5.

2 Panucci: autore di un campionato giocato ad alti livelli, eroe della qualificazione europea in casa della Scozia. Partito come terzino destro, si è ritrovato al centro della retroguardia (dove rende di più) per defezioni altrui. Regge benissimo la baracca, ed ha anche messo a segno 1 dei 3 gol della nostra squadra. VOTO 7.

3 Grosso: inizialmente panchinaro, dopo soli 45 minuti di assenza contro l’Olanda, è stato richiamato alle armi, e si è dimostrato quel terzino fluidificante che ammirammo 2 anni fa in Germania. VOTO 6,5.

4 Chiellini: uno degli ultimi ad essere convocato per la kermesse europea, si è dimostrato alla fin fine come uno dei migliori se non il migliore dell’intera spedizione. Fiero erede di Capitan Cannavaro a cui, in allenamento, ha inavvertitamente impedito di partecipare alla manifestazione. In costante ascesa per essere uno dei pilastri della futura nazionale. VOTO: 7,5.

5 Cannavaro: per quel che riguarda il campo SV; 8 per la sua decisione di rimanere a far parte del gruppo benchè infortunato. Forse con lui in campo, 1 o 2 punti in più nel girone li avremmo fatti.

5bis Gamberini: convocato in extremis per sostituire il suddetto, non ha mai avuto occasione di scendere in campo, forse qualche minuto a suo favore, invece che per qualche altro difensore (vedi dopo) se lo sarebbe meritato. VOTO SV.

6 Barzagli: senza Nesta davanti, e con Cannavaro fuori dai giochi, si è trovato promosso titolare al centro della difesa. Per quel che ha fatto vedere contro l’Olanda (lentezza, sempre spaesato, mai in palla) nessuno si è meravigliato del fatto che Panucci e Chiellini lo abbiano sorpassato nelle gerarchie azzurre. VOTO 4.

7 Del Piero: convocato a furor di popolo dopo lo splendido campionato disputato a cui ha fatto seguire un titolo di capocannoniere (secondo consecutivo dopo quello di B dell’anno precedente), nelle gerarchie azzurre partiva dalla panchina, pronto per dare il suo contributo a gara in corso, quasi mai in un ruolo non suo (cioè seconda punta). VOTO 6-.

8 Gattuso: pallida copia del giocatore che in tanti anni di Milan oltre alla consueta immagine di guerriero, aveva associato anche una discreta tecnica. Era sfiancato dalle tante partite disputate in stagione, e non ha reso come suo solito. VOTO 6-.

9 Toni: come Del Piero, si era laureato capocannoniere, però in Germania col Bayern. Autore di ben 39 reti stagionali, purtroppo si è ritrovato tutto su di sè, l’intero peso dell’attacco italiano. Il gioco di Donadoni lo ha portato ad essere scollegato dal centrocampo, quindi con pochi palloni giocabili. Quei pochi che gli arrivavano non sempre poteva metterli a frutto, per la mancanza di un’altra punta che lo accompagnasse. A favore suo l’essersi procurato il rigore contro la Francia con espulsione di Abidal. VOTO 5,5.

10 De Rossi: prima gara fuori, quelle dopo sempre titolare. Stupendo contro la Francia in cui ha dato sfoggio di doti da palleggiatore tipiche del suo capitano di club (Totti), segnando anche (con netta deviazione di Henry) una rete su punizione. Nella gara contro la Spagna ha purtroppo fallito un rigore che insieme all’errore di Di Natale ci ha portato alla eliminazione, e dritti a casa. VOTO 6,5.

11 Di Natale: forse più di tutti ha pagato l’inesperienza in grandi manifestazioni. Partito titolare è stato estromesso subito per poi tornare come subentrante contro la Spagna. Lo ricorderemo non per il colpo di testa miracolosamente parato da Casillas, ma per il rigore fattosi parare dal suddetto. VOTO 5.

12 Borriello: convocato per essere il sostituto di Toni, anche lui come Gamberini non è mai sceso in campo. A questo punto era preferibile convocare il vecchio Pippo Inzaghi al suo posto, credo che sarebbe stato molto più utile alla causa. Da ricordare solamente per aver portato la compagna Belen Rodriguez allo stadio: altamente apprezzata da molti estimatori. Un tifoso in più di cui non si sentiva il bisogno VOTO SV.

13 Ambrosini: sempre molto volenteroso nelle intenzioni, non è mai riuscito a trasporre le stesse come gioco sul campo. Forse anche per lui, come per Gattuso, vale la stessa giustificazione della lunga stagione disputata su più fronti. VOTO 6.

14 Amelia: in nazionale sembra avere la stessa sorte che aveva Bodini negli anni ’70 alla Juve: secondo di Zoff e mai in campo. Brutta storia avere un fenomeno come Buffon davanti. VOTO SV.

15 Quagliarella: in campo per poco tempo solo contro la Romania, poichè sorpassato da Del Piero e Cassano nelle scelte del CT, non ha avuto modo di lasciare il segno. VOTO  SV.

16 Camoranesi: purtroppo per lui, non ha dato seguito al gioco che ha espresso in campionato, e da titolare si è ritrovato ad essere giocatore subentrante. Scostante in questo suo europeo, ha l’unico pregio (tra l’altro ai fini del risultato inutile) di mettere a segno un perfetto rigore contro la Spagna. VOTO 5,5.

17 De Sanctis: terzo portiere dopo Buffon e Amelia, per molti tifosi discutibile convocazione a scapito di altri portieri che meritvano di più. VOTO SV.

18 Cassano: resosi protagonista di un campionato di serie A come non ne faceva da anni, si è meritato anche lui come Del Piero, una convocazione a furor di popolo. Purtroppo in nazionale non ha giocato come fece agli scorsi europei (2 gol in 3 partite), mantenendo una vocazione più difensiva rispetto a come ci aveva abituato. Quasi mai ha tentato un uno contro uno, un dribbling, o un tiro in porta; il più delle volte si è limitato nel suo compitino di passaggetti per gli altri compagni. Ci si aspettava di più da lui. VOTO 6.

19 Zambrotta: dopo il trionfo mondiale e 2 anni di esilio dorato a Barcellona, anche di lui resta il ricordo sbiadito dello splendido giocatore che fu con la Juventus. Scialbo e catastrofico nelle prime gare, in seguito ha sembrato dare cenni degli antichi fasti, ma non è stato mai decisivo. VOTO 5.

20 Perrotta: in continuo calo come dimostrato dal finale di campionato, si è ritrovato nello scomodo ruolo de "l’uomo in meno" poichè schierato in una posizione dove non era capace di fare la differenza. VOTO 5.

21 Pirlo: indubbie sono le sue doti di gioco, lo sappiamo tutti, ma negli ultimi tempi è sempre sembrato sotto tono rispetto ai suoi canoni. L’unico a poter dare luce al gioco dell’Italia, e contro la Spagna si è visto. Sugli scudi per il rigore decisivo battuto contro la Francia, che ha dato il la all’unica vittoria nella manifestazione. VOTO 6,5.

22 Aquilani: ottimo prospetto in proiezione per la nazionale del futuro; in questa, ed in questo campionato europeo, però non ha lasciato il segno. Costretto, contro la Spagna, a "tentare" di fare il gioco di Pirlo ovviamente non ne è stato capace. Forse aveva più senso la convocazione di Montolivo al suo posto, ma con i Se e i Ma non si va avanti. VOTO 6-.

23 Materazzi: unico interista convocato della rosa, era partito con i galloni da titolare contro l’Olanda, ma insieme a Barzagli è riuscito a mettere assieme solo una magra figura. Con Panucci e Chiellini in forma strepitosa, ha poi visto le restanti gare col binocolo dalla panchina. Il Materazzi mondiale era ben altra cosa… O no? VOTO 4.

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