La mia prima rimpatriata

Ieri mattina un’altra puntata in quel di Napoli, per porre finalmente fine alla “Missione iscrizione”. La giornata sembrava essersi messa bene: alla stazione Appia, porgendo al gestore del bar 5 euro per il biglietto di 4,20 per Napoli, mi sono visto recapitare come resto 1e60€ invece di 80 cent. LOL!
Poi nella fretta di salire e prendere posto, mi son dimenticato di obliterare il biglietto, fortuna ha voluto che nessun controllore salisse durante quella corsa infernale! (N.d.A.: provate a prendere la Valle Caudina la mattina prima delle 9, si rischia di rimanere in piedi).

Sceso a Napoli, arrivo senza problema alcuno alla mia prossima facoltà alla Unisob: nessun intoppo o ritardi per metro e funicolare.
Appena messo piede nell’atrio della facoltà, mi ritrovo un serpentone che si dipana per tutta l’area dell’ingresso, il cui capo inizia agli sportelli e la coda un paio di passi avanti a me.
Fortunatamente, a dispetto della fila, ci si muove abbastanza in fretta anche se 2 ore buone se ne passano comunque; nonostante ciò esco dall’università quasi trionfante con la ricevuta dell’avvenuta iscrizione con l’assegnazione della matricola, tra le mie mani!

Così come all’andata, riesco ad arrivare facilmente alla stazione centrale, dove però mi coglie una brutta notizia: un gruppo di manifestanti per non so cosa, hanno occupato i binari della stazione, nessun treno può partire e tutto viene sospeso.
Approfitto della inaspettata “sciagura” e vado al Mc per prendere un Cheeseburger da mangiare nell’attesa del pulmann Metrocampania Nordest.
Verso l’una e un quarto mi imbarco sul bus e arrivo a BN ben 2 ore dopo.

ciro petroneUn piccolo aneddoto: mentre stavo andando alla fermata della metro di Montesanto, chi mi si para davanti che parla con un altro tizio?
Uno dei due ragazzi che nel film Gomorra voleva imitare Scarface, più precisamente quello magrolino somigliante all’amico Rutio: Ciro Petrone.
Non avevo con me una macchina fotografica, e farmi fare solo l’autografo sarebbe stato riduttivo, quindi ho lasciato stare.

La sera, come preventivato un paio di giorni prima, c’è stata dopo ben 7 anni dall’esame di maturità, la rimpatriata con i compagni di classe delle superiori.
Non eravamo al completo, ma andava bene lo stesso: rimembrando i ricordi passati di 5 anni assieme, sì è iniziato a ridere sin da quando ci siamo visti verso le 21, fino a quando non ci siamo salutati verso l’1.
Luogo dell’avvenimento, il semi deserto Goodfellows (N.d.A.: da cui mancavo da più di un anno a momenti): stuzzicherie, pizze, patatine, panini e birra chiara e rossa a fiumi.

Un enorme augurio all’amicone Alessandro De Felice (primo a sx nella foto), compagno di tante scorribande ai tempi dei Capriccio Boys, che ci ha rivelato il suo convolamento a nozze con la ragazza. Sta ben!

One thought on “La mia prima rimpatriata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.