Costi di Ricarica

Sottotitolo: Non ho mai avuto un particolare feeling con i telefoni cellulari.

Mi ricordo quando alle medie i miei compagni di classe (giusto qualcuno, 2 o 3) mostravano fieri il loro telefonino, primi ad averlo, e per questo venivano considerati, o si ergevano, a persone ben più mature di chi come me ne era sprovvisto. La stessa identica situazione si ebbe qualche tempo dopo, nei primi anni delle superiori.
Fu solo nell’estate tra 3° e 4° superiore, quando avevo 16 anni, che ebbi il mio primo cellulare: era un NEC, ma non mi ricordo che tipo; il classico "mattoncino"  a causa della voluminosa batteria in dotazione.
In verità non lo usavo molto, ma era molto più utile ai miei, visto che di solito per rintracciarmi quando uscivo, erano soliti chiamare Spaik, l’unico del gruppo dotato ai tempi del cellulare.
Mi ricordo che quando la nostra economia si basava ancora sulla lira, le mie ricariche erano annuali di 50.000 £. Qualcuno di nostra conoscenza ora avrebbe detto "‘na manella", facendo segno con la mano aperta.

Anche un pò influenzato dai commenti della gente, poco lusinghieri per il mio "citofono ambulante", decisi di cambiare e puntai su un Nokia 3210 di seconda mano (fu mio cugino a cedermelo). Proprio perchè di seconda mano come prestazioni non era granchè, infatti dopo un anno presi un’altra decisione: comprare un telefonino nuovo di pacca!
Optai per un altro della stirpe scandinava: il 3310! Costava ben 250.000 £ (la metà ce la misi io con i miei risparmi, il resto i miei procreatori)!!!
Ancora oggi sono fiero di questo cellulare che sebbene ora sia antidiluviano (No MMS; No Video/Fotocamera; NO Polifoniche; No Blue Tooth; No possibilità di scaricare file presi da internet) va più che bene per le chiamate e gli sms, mica ci devo fare pure il caffè?!?

Negli ultimi tempi al mio Nokia 3310, si è affiancato un suo gemello che però possiede nel DNA i geni della Vodafone Omnitel invece che della TIM.
Ormai sarà dalla fine dell’estate che il secondo cellulare è all’asciutto di ricariche, sembra un bambino del Biafra con la pancia piena di aria …almeno la scheda TIM l’ho ricaricata durante le vacanze natalizie!

Se non si era capito la mia indigenza economica è frustrante, e rimpiango i tempi di Lancusi (SA) in cui consegnavo pizze a domicilio e smontavo i palchi dei concerti.
L’unica cosa positiva al momento è che almeno vitto e alloggio ora sono assicurati. A domani!

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