Dannazione!!!

Ennesimi intoppi universitari burocratici.

Digitare http://www.unisob.na.it.
Cliccare su Servizi online.
Cliccare su Stanza virtuale.
Entrare immettendo numero di matricola e password.
Cliccare su Esame di laurea.
Cliccare su Procedura telematica per l'assegnazione dell'elaborato di laurea.

Leggere "Procedura sospesa per il periodo estivo. Sarà possibile inoltrare nuove richieste a partire dal giorno 29 agosto."
 

E tutto questo sin dal 20 luglio!
Considerando poi che il file bisogna stamparlo, farlo firmare al prof, e poi consegnarlo con tutto il resto del materiale in segreteria, entro il 1 settembre per sostenere la tesi ad ottobre, ho solo 3 giorni effettivi di tempo.

Ringrazio quindi la segreteria studenti che dopo avermi fatto perdere quasi un'ora di tempo, tentando di telefonare a 4 diversi numeri, finalmente mi risponde, e mi dice che loro non possono stamparmi il file, e che devo comunque aspettare il 29 agosto, aggiungendo poi che è colpa mia che non l'ho stampato per tempo.

MA CHE CAZZO! Mi mettete a disposizione tutti i file per consegnare la domanda di laurea, tranne quello di richiesta tesi del prof? Allora siete degli stronzi!?!
Questi qui son sicuro mi vogliono far pagare la mora della tassa di laurea…
Non è bastato tutto il tempo e il denaro che mi hanno fatto perdere fino ad ora.
Se non mi avessero messo i bastoni tra le ruote, ora mi godevo il mese di agosto, come neo dottore specialistico!
Mannaggia la miseria!!!

Ho finito gli esami!!!

Dopo aver affrontato due settimane di studio e stress ( soprattutto gli ultimi quattro, da lunedì a ieri) ho finito con gli esami della specialistica. Finalmente!!!
Ieri e l'altro ieri ho fatto i conti con Storia del cinema e Teoria e tecnica del linguaggio cinematografico, entrambi con lo stesso prof.

Lunedì vado a Napoli per finire di studiare e ripetere per il primo esame, che avrei avuto il giorno dopo alle 13e30.
Martedì mi sveglio alle 6, e arrivo all'università per le 8e30. Arriva la fatidica ora, ma l'aula è strapiena con più di 50 esaminandi, per un esame della triennale.
Essendo l'unico della specialistica, chiedo al prof quando sarebbe toccato a me, e il prof mi dice di tornare giovedì allo stesso orario.
Vado al bar dell'università a farmi un panino per pranzo, e incontro Valentina, una mia collega di corso, che mi dice che anche lei avrebbe fatto il mio stesso esame il giorno dopo alle 9e30 (ovvero ling. cinematografico).
Esame che avrei studiato la sera stessa sui riassunti, al fine di prendere almeno 18 visto che era il mio ultimo esame (fino a qualche ora prima…)
Torno a casa verso le 15e30, mi chiudo nella stanza di mia sorella, mi rilasso e mi riposo, addormentandomi poi per un'oretta o più.
Dopo cena, fino all'1, studio matto per il giorno dopo.

Mercoledì mi sveglio sempre alle 6 con arrivo poi all'università verso le 8e15. Gli esami iniziano verso le 10-10e30, ma prima di me e della mia collega, il prof e gli assistenti devono prima finire gli esaminandi del giorno prima…
Verso le 14e qualcosa, il prof annuncia che finiranno con il sentire i ragazzi alla cattedra, per poi prendere pausa fino alle 16, visto che alle 15e30 aveva anche orario di ricevimento.
Intanto ne approfitto per andare a pranzare, sempre con un panino, come il giorno prima.
Noi pochi rimasti, io e Valentina, un ragazzo di beni culturali all'ultimo esame, e due erasmus, iniziamo a spazientirci: se il prof invece di far parlare ogni esaminando prima con un assistente e poi con lui, a quell'ora avremmo già finito.
Nel frattempo però ho anche l'opportunità di fare conoscenza con una bella ragazza, che di lì a poco sarebbe andata a parlare col prof per la tesi. Ma per ora lasciamo stare.
Verso le 17e30 finalmente è il mio turno, sostengo l'esame con i due assistenti (il prof era ancora al ricevimento), e incredibilmente mi danno un 26!
Aspetto Valentina che era l'ultima dopo di me, e lei prende 28. Usciamo, la saluto, e mentre sto andando a prendere la funicolare centrale per tornare a casa di mia sorella, reincontro la ragazza di prima, con cui continuo il discorso di prima sulla sua tesi, e mi dice anche che lei come me, il giorno dopo doveva sostenere un esame verso le 10e30: lingua inglese 2, che tra l'altro, aveva già sostenuto per 5 volte senza successo.
Arrivati a Piazza Fuga, ci salutiamo promettendoci di rivederci l'indomani.
Arrivo a casa, e dopo cena, faccio la solita ripetizione, ma questa volta fino a mezzanotte, ero troppo stanco per tirare fino all'1.

Giovedì, ultimo giorno prima delle vacanze, sia che vada bene, sia che vada male.
Questo è il mio primo pensiero appena sveglio (come nei giorni precedenti, sin dalle 6).
Arrivato all'università, gli esami iniziano sin dalle 10, e arrivato verso l'una, chiedo di sostenere l'esame prima, motivando la richiesta con il non voler arrivare distrutto come il giorno prima.
Gli assistenti e gli altri esaminandi acconsentono.
Vengo chiamato, vado prima con un assistente e poi con l'altra (il prof nemmeno in questo caso c'era…) e alla fine mi viene assegnato un 25.
Chiedo se possibile di farmi qualche altra domanda per alzarlo almeno a 26, così da poter partire con una media tale da potermi permettere una "base titolo" di 104 per ambire al 110 finale.
Purtroppo sebbene abbia insistito, mi viene risposto di tornare a settembre per rifare l'esame, ma preferisco di no, per un misero punto in più sull'esame, quindi decido di firmare la camicia e di andare poi ad esultare in silenzio nel bagno, di fronte allo specchio.

Mi congedo dall'aula, e vado verso l'esame della ragazza del giorno prima. Vedo che ha superato lo scritto, e che sta per sostenere l'orale. Mi siedo alla fine dell'aula e la aspetto. Finito l'esame, mi vede, firma pure lei la camicia, e mi raggiunge tutta contenta, dicendomi che in un certo senso le ho portato fortuna, visto che è riuscita a passare l'esame con 22. Usciamo dall'università, io le racconto come è andato il mio esame, e poi le chiedo se aveva già pranzato. Mi dice di no, e andiamo quindi a mangiare dal vicino ristorante, Reginella, che a quell'ora (sono le due…) è tutto per noi.

Sembra che mi vada tutto bene, fino a quando mi dice, dopo pranzo, che purtroppo è già fidanzata da 3 anni. D'OH!
Solito buco nell'acqua dunque. Mi chiede comunque il contatto di facebook, dicendomi che mi avrebbe aggiunto in serata, prima di partire il giorno dopo per le vacanze.
Dopo esserci salutati, io prendo la strada per la stazione, per tornare finalmente a Benevento. Sonora dormita di quasi un'oretta sulla valle caudina, arrivo a casa, rimetto a posto le cose, doccia, e relax totale.

Ho finito gli esami, e quasi ancora non ci credo. Che giornata fantastica questo giovedì!

Resurrezioni, sacrifici, confidenze.

Ho preferito ometterlo, nel post di ieri, ma alla fine dopo diversi problemi all’hard disk e una visita dal tecnico, il mio pc è tornato in forma più che mai, resuscitando dalle sue ceneri come una fenice (http://kameilkane.altervista.org/condoglianze/); con un nuovo disco fisso, passato da 320 gb a quasi 500 gb, e con una memoria salita da 1 a 2 gb.

Per me queste riprese, questi miglioramenti, sono sempre motivo di orgoglio personale.

Tornando allo studio, da segnalare è l’estrema pesantezza di questi nuovi libri di storia del cinema (mamma mia che palle mi sto facendo…), ma per fortuna questi sono gli ultimi sacrifici, quindi tengo duro.
Sempre in merito all’università, ieri sera ho poi avuto una piacevole conversazione dopo un po’ di tempo, con una collega della triennale a Fisciano, tale Antonella, che mi ha anche confidato che qualche anno fa, era venuta a conoscenza della mia cotta per lei, leggendolo da un commento di un vecchio blog universitario dell’amico Marco VanBauman.

Mi ha fatto molto piacere sentirle dire che ha trovato tutto questo molto carino e dolce, e si è anche scusata che all’epoca non riuscì a cogliere i miei segnali di interesse, anche se a dir la verità per timidezza e per inesperienza non fui molto bravo nel lasciarglielo intendere…

Comunque alla fine di questa chiacchierata tramite chat, penso che l’autostima di entrambi ne sia uscita rafforzata.
Chiudo qui questo mio intervento odierno; vado a pranzo, poi visione di HIMYM, studio, partita a beach volley, e infine penso che ci sarà anche un’uscita con gli amici.
Insomma un bel programma completo, no?

10 anni (e 1 giorno) fa

6 luglio 2001.

In mattinata stavo finendo di sostenere il mio esame orale per la maturità.
Una “notte prima degli esami” passata a ripetere la mia tesina con cui avrei toccato poi tutte le materie in oggetto per quell’anno.
Durante l’orale ne approfittai per riferire alla commissione anche il mio sogno nel cassetto di allora: diventare giornalista, iscrivendomi dunque a scienze della comunicazione.

Uno dei professori poi, una volta usciti dall’aula, mi disse che ero andato oltre ogni più rosea aspettativa, e mi disse anche che presi il massimo al tema di italiano. Alla fine ne uscì con un dignitosissimo 95/100. E ancora oggi sono enormemente fiero e orgoglioso di quel risultato.

7 luglio 2011.

Son passati 10 anni, e sembra quasi ieri.
Questi sono sicuramente i primi sintomi del tempo che passa, della “vecchiaia” che avanza.
A quest’oggi sono solo a 2 esami dal concludere il mio iter accademico per la specialistica.
Ieri avrei potuto prenotarmi online ma purtroppo l’ennesimo attacco hacker (questa volta a 18 università italiane) tra cui suppongo ci sia anche la “mia” Suor Orsola Benincasa, mi ha impedito di farlo.

E’ soltanto un altro (ancora?) incidente di percorso nella mia carriera universitaria.
Vi risparmio l’elenco dei precedenti capitoli, e vi basti sapere che se non ci fossero stati, in questo momento vi starei ricordando che sono ben 3 mesi che mi sono laureato alla specialistica…
Il che è tutto dire.

Chiudo qui questo mio ritorno in contatto col blog, vado a studiare, ho meno di 2 settimane agli esami. Il 20 luglio sera, se tutto va bene, potrò festeggiare.

 

Lode al Conte.

No, non parlo di Antonio Conte, neo allenatore juventino. Certo, son conte-nto di questo cambio in panchina, però i conti si fanno a primavera 2012, le ultime due stagioni son state troppo deludenti…

Comunque il Conte del titolo son proprio io, perché dopo la cocente delusione della settimana scorsa, venerdì 27 son andato nuovamente a Napoli, per sostenere l'esame a scelta, e con una ottima presentazione e discorso, mi son beccato un voto invidiabile: 30 e lode!
Ma preferisco citare stesso la professoressa che alla fine, scrivendo sulla camicia, commenta dicendomi: "Questo non è un 30 e lode… E' un 30 e lodissimo!"

Ah che infinita soddisfazione dopo i tragici capitoli precedenti: qui e qui.

Ma un'altra bella cosa, è che quando mio fratello è tornato dalla sua gita di terza media questo sabato notte, la mattina dopo, ho trovato tipo regali di Natale, una busta dello Juventus Shop di Torino, con dentro un mouse bianconero, e il libro di Pavel Nedved. Ah, c'era anche una candela a forma di tartaruga. 🙂

Queste sono davvero le sorprese più gradite. 

The C(o)urse of History of Cinema.

Un gioco di parole sintomatico per definire quella che è diventata una vera e propria maledizione universitaria.
E’ incredibile come ogni qual volta abbia a che fare con un esame inerente una delle mie passioni principali (il cinema), qualcosa vada sempre storto.
Partiamo per gradi, partiamo dagli inizi.

La mia passione sbocciò prorompente nei primi anni accademici a Fisciano (SA), e quando andai per la prima volta a sostenere l’esame di Storia del cinema, con il prof. Pasquale Iaccio (clicca), questi mi bocciò immantinente perché mi presentai con il manuale fotocopiato, e secondo lui se mi avesse chiesto qualcosa in merito a qualche fotografia, non potevamo capire di cosa si trattasse perché in bianco e nero.
Io naturalmente negai, perché molte foto erano comprensibilissime, e lui che fece? Si andò a cercare apposta la foto più scura e incomprensibile del manuale per smentirmi e spedirmi al prossimo appello.
E così fu.
La seconda volta che andai a sostenerlo, mi feci furbo, e quando mi presentai alla cattedra, mi feci prestare un manuale originale così da non incappare nella precedente situazione, ma alla fine non ce ne fu bisogno: capitai con un assistente che alla fine mi congedò con un buon 25.

Passano degli anni, e incredibilmente, mi ritrovo alla specialistica un nuovo esame di Storia del cinema, ed incredibilmente, il manuale che studiai alla triennale me lo ritrovo anche in questo programma.
Seguo tutto contento il corso, mi ritrovo tra gli studenti più brillanti (dopo anni da cultore cinematografico autodidatta), ma faccio passare un anno prima di sostenere quest’esame, perché avevo dato la precedenza ad altri esami e laboratori. Mi ritrovo quindi a farlo come ultimo esame della sessione autunnale, qualche mese fa quindi, senza però averlo ripetuto per bene.
Risultato? Il prof. Valerio Caprara (tra l’altro ospite fisso di Marzullo come critico cinematografico) guardandomi il libretto, ritiene di potermi dare giusto uno scarno 22, ma si rifiuta prima lui di segnarmelo su camicia e libretto, per non rovinarmi la media alta, e mi consiglia di tornare la volta successiva.

Purtroppo per me, la volta successiva è arrivata ieri, quando mi son presentato decisamente preparato, e pronto a ricevere un buon voto. Il “purtroppo” si riferisce al fatto che alla fine mi è stato vietato di sostenere l’esame, dal prof. Sainati (nel riquadro), che data impossibilità di Caprara, ha preso il suo posto per questi ultimi appelli. 

Qual è stato il motivo per cui il prof non mi ha fatto fare l’esame? Eccovelo subito.
Presentandomi come corsista, ho portato solo due libri invece dei canonici tre, per i non corsisti, e il prof si è risentito dicendomi, testuali parole: “Non posso farle fare l’esame, perché lei dice di essere corsista, ma il corso con me, lei non l’ha seguito. In più si è anche auto-ridotto il programma presentandosi solo con due libri”
Cado dalle nuvole e mi rabbuio.
Infatti questo appello di maggio era l’ultimo in cui si poteva portare ancora il programma di Caprara, visto che per gli appelli successivi, Sainati avrebbe cambiato il programma.

Io allora mi chiedo perché con pochi studenti rimasti a dover sostenere quest’esame (N.d.A.: io e altri 6, notizia saputa stesso dal prof, che aveva chiesto in segreteria studenti), il prof abbia deciso di cambiare il programma?
Ma lo scopro subito, perché quando mi ero presentato all’assistente, questa mi aveva chiesto di portare anche i libri, visto che nessuno di loro li aveva letti, e non sapeva che domande porre.
Nessuno di loro! Nè le assistenti, nè il prof!
E sì, perché se il prof e il suo entourage si fossero informati direttamente col prof Caprara, di quali fossero i libri da portare, non avrebbero fatto storie con un’altra mia collega che presentatasi da non frequentante, ha portato un terzo libro che il prof Caprara, durante il corso, disse di studiare per l’esame da non corsisti.
Il prof Sainati però ha da ridire alla mia collega, perché nel frattempo aveva mandato una delle sue due assistenti a stampare il programma d’esame del 2009, dove il terzo libro non era quello portato e studiato dalla mia collega.
Decidono quindi di tenere lei in stand by, fino alla fine degli esami degli altri studenti, e alla fine le danno l’ok per fare l’esame.

Finiti quindi gli esami, chiedo al professore se al prossimo appello, potevo portare il terzo libro della mia collega e lui mi risponde categoricamente di no.
Gli chiedo allora se potevo portare il terzo libro segnato nel programma del 2009 stampato da internet, e il prof mi risponde: “Come scritto sul sito, nella pagina degli esami, lei dovrà portare il nuovo programma concordato da me. Non penso poi che per degli studenti di comunicazione può pesare il fatto di leggere e studiare un libro in più…”
Io: “No, un libro in più no, ma ben tre libri in più sì. Lei così facendo mi scombussola i miei piani per gli esami di questa sessione… e pure per la laurea. Mi ritrovo così a perdere tempo e denaro in più!”
Il prof: “Perché lei ritiene l’università una perdita di tempo? Se è così, poteva fare a meno di frequentarla…”
Io: “No, non la ritengo una perdita di tempo, ma sinceramente e obiettivamente questo incidente di percorso è una botta in fronte, sia per me, che per la mia famiglia che mi sostiene economicamente.”
Il prof: “Ma perché lei quanto spende per l’università?”
Io: “Solo l’ultima rata mi è venuta a fare quasi 1000 euro…”
Il prof: “No, no, intendo proprio all’anno…”
Io: “Quasi 3000 euro…”
Il prof: “Se è così, le assicuro che è così in tutte le università: mio figlio nella sua spende 2500 euro. stiamo là”
Io: “Mi permetto di dissentire, visto che avendo conseguito la triennale a Fisciano, so per certo di aver speso giusto un terzo di quello che spendo all’anno qui alla Suor Orsola.”
Il prof: “A questo punto non so proprio io cosa posso farci…”
Cerco di pensare positivo e gli chiedo quindi se mandandogli una mail in serata, potevo ricevere subito il suo nuovo programma, e lui mi risponde senza guardarmi nemmeno in faccia, che nel pomeriggio di domani (N.d.A.: cioè oggi) avrebbe messo il nuovo programma sulla sua pagina personale sul sito dell’università.

Per non sfociare in cose peggiori, decido quindi di chiudere la conversazione prendendo la mia roba, e con un formale “Arrivederci”, me ne esco dall’aula senza neanche guardarlo in faccia.
Malamente consolato dalla mia collega che sopporta stoicamente le mie lamentele, tornato a casa mi sfogo con amici e parenti, ma nonostante ciò non riesco a calmarmi. La rabbia mi porta anche all’insonnia e riesco a prendere sonno solo verso le 5.
Inutile dirvi che alla stesura di questo post, il nuovo programma ancora non ha visto la luce sul sito dell’università…

The End 1.0 version

"This is the end. Beautiful friend. This is the end. My only friend, the end"

Incomincio questo post con un verso dell'indimenticabile canzone omonima dei Doors.
E perché? Come mai?
Semplice, con oggi ho finito di seguire corsi all'università!!!

In realtà avrei dovuto finire la settimana prossima, ma la prof di questo esame a scelta, ha detto che essendo il 27 prima data d'esame della sessione estiva, il 20 avrebbe anticipato per quelli che ne avevano bisogno, e di conseguenza non era necessario tornare il 18 per la lezione consueta.
Incredibile, non me l'aspettavo, e me ne sono reso conto solo dopo aver messo piede fuori dall'aula.

"Cavoli! Non sarà più necessario stare seduto a prendere appunti per più di 2 ore! Ho finito di seguire!" 

Questo è quello che ho subito pensato.
Si è chiuso un altro capitolo della mia storia accademica, in attesa di altri ben più importanti come appunto gli ultimi esami, ed infine la fatidica seduta di laurea con discussione della tesi.
Ed allora potrò fregiarmi di un doppio titolo: dottore in scienze dello spettacolo, e persona disoccupata.
Meglio che chiudo qui, le prime date incombono. Alla prossima.

P.S.: ancora auguri a Zio Silvio che ha festeggiato la settimana scorsa (8 maggio) e che mi son dimenticato di ricordare anche qui sul blog.

Esame sì Esame no, Esame boom, la terra dei cachi

Con il post di ieri ho rotto il ghiaccio (e sicuramente anche le palle/scatole di qualcuno che si sarà annoiato dopo le prime 20 righe); con oggi voglio sfogarmi, parlando dell'ultima tornata di esami di inizio marzo.

Premessa.
Ad inizio 2011 le sessioni di esame previste erano solo tra metà gennaio e inizio febbraio. Come al solito, un po' per pigrizia, e molto per problemi di salute (maledetta influenza giunta a pezzi!!!) non ho sostenuto nemmeno un esame. C'è da dire poi che sebbene la sessione di febbraio si sarebbe dovuta concludere il 25, già dopo il 12 non c'erano più esami da sostenere. Di questa situazione ne eravamo già al corrente sin da prima di Natale, e già da allora una mia collega di corso, si prodigò con mail e telefonate varie agli organi competenti universitari, per far sì che aggiungessero anche una sessione a marzo (colpevolmente eliminata in precedenza), per ovviare a questo inconveniente e impedire che a chi come lei mancassero solo 2 esami, non dovesse aspettare fino a giugno, e quindi pagare le tasse inutilmente…

Nonostante tutti questi sforzi, sia da parte della mia collega che da parte mia e degli altri nella nostra situazione, non ricevemmo risposta alcuna.
Il caso volle che poi, venerdì 25 febbraio, mentre andai a controllare sul sito, nella mia pagina personale, come ero messo con i pagamenti delle tasse, capitai nella sezione delle prenotazioni esami, e vidi che ben 3 su 5 degli esami che mi mancano erano cliccabili. Vado su uno di questi e con sorpresa vedo che in pratica hanno pubblicato le date a marzo!

Contatto subito questa mia amica, e quasi incazzato le chiedo come mai non mi avesse fatto sapere niente in merito. Lei resta basita: era all'oscuro di tutto; controlla sul sito e poi tutta contenta addirittura mi ringrazia per averle fatto notare la cosa; anche perché a detta sua, aveva controllato tutti i giorni fino alla sera prima, e non c'era scritto alcunché. Tra l'altro, quello stesso venerdì era anche l'ultimo giorno utile per prenotarsi a questi esami.
Il primo esame ci sarebbe stato martedì mattina, il tempo era obiettivamente poco per studiare, massimo tre giorni, e la mia amica, per ricambiare quindi l'annuncio che le avevo dato, mi passa per email dei riassunti sull'esame, per un totale di sole 30 pagine.

A quel punto il tempo c'era, la roba da studiare era esigua, ma comunque bisognava integrarla con delle letture sui libri stessi.
Seppur impegnato per le tre sere successive (sabato = festa di laurea specialistica per TatinaMari; domenica partita al Cervellone all'Heinjoy per vincere un viaggio; lunedì posticipo Benevento – Cosenza), alla fine sono riuscito a far coincidere tutto!
Alla fine Sociologia dell'industria culturale portato a casa con un decente 24! Per così poco tempo avuto a disposizione, è un ottimo risultato, no?

[nel continua a leggere, l'Esame No]




Fiero dunque dell'acquisizione di questo risultato, decido quale esame avrei fatto tra gli altri due che avevo prenotato, e opto per Teoria e storia della fotografia, il cui programma da studiare, consisteva in meno pagine rispetto all'altro, Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico.
Purtroppo non riesco a completare lo studio di tutto il programma, ma decido comunque di andare all'appello del 10 mattina.
Con me ci sono altri due colleghi, di cui uno all'ultimo esame. Alle 9e30 la prof non c'è, e dopo aver chiesto più volte agli uscieri, veniamo a sapere che sarebbe venuta per l'una e qualcosa. Pensate che la sera prima, ero andato a dormire proprio verso l'una, e la mattina mi ero svegliato alle 6, per prendere il treno alle 6e30, e arrivare all'università per tempo.
La prof, giunta l'ora, arriva tutta tranquilla, e le facciamo presente che l'esame era però alle 9e30. Lei, venuta da Roma col treno, dice che ciò non è vero, poiché si sapeva che l'esame sarebbe stato verso l'una, a nulla serve dirle che sia sul sito che sulla stampa degli esami in bacheca l'orario fissato era alle 9e30…

Va dunque il primo, che è all'ultimo esame, e la prof gli mette 20, dicendogli che essendo anche per lei l'ultimo appello, si era permessa di dargli quel voto, in un'altra situazione sarebbe invece stato bocciato.
Va la seconda, molto preoccupata per quello che aveva detto poc'anzi la prof, e alla fine riesce comunque a prendere 24. Un po' meglio del primo, ma la prof le ripete la stessa frase.
Toccherebbe a me, ma prima di andare a sedermi, le chiedo maggiori informazioni sul fatto che questo sia per lei l'ultimo appello. La prof mi risponde dicendo che non essendoci il suo corso per quel semestre, questo del 10 di conseguenza sarebbe stato il suo ultimo appello. Io le dico che anche per Storia del cinema ci fu la stessa situazione, e che fino a quando ci sarebbe stato uno studente che avrebbe dovuto sostenere quell'esame nel suo piano di studi base, l'appello ci sarebbe stato anche per le sessioni successive.
La prof incredibilmente mi smentisce dicendo che non è così che vanno le cose, in più mi esorta a sbrigarmi nel sostenere l'esame; io nel dubbio allora decido di farlo comunque.

Parto dall'inizio del programma, e parlo per buoni 10 minuti, la prof mi dice che fino a quel momento, nonostante la proprietà di linguaggio e di esposizione dimostrata, e nonostante non abbia mai esistato nel discorso, la mia valutazione è appena sufficiente, 18.
Decide quindi di farmi un'altra domanda, sulla parte finale del programma, al che le faccio presente la mia situazione. La prof si inalbera, e mette in mezzo la "correttezza verso tutti quegli altri miei colleghi che avevano studiato l'esame per filo e per segno", e su questo punto le dò ragione, ma nel frattempo prende la penna e la camicia dell'esame e mi chiede cosa voglio fare a quel punto; lei ha frettae non può perdere tempo dietro a me.
Io le chiedo se può aspettare qualche minuto, il tempo di decidere se accettare o meno il 18, e lei tra il sorpreso e il compiaciuto, mi dice che l'esame non me l'avrebbe dato, e che non stava aspettando di scrivere nome, cognome e matricola sulla camicia, ma stava solo per tirare la riga per chiuderla.

Deluso e arrabbiato al tempo stesso, per essere stato trattato a quel modo, con tanta strafottenza, prendo le mie cose, saluto educatamente, e raggiungo lo studio della dott.ssa Ferrieri, dell'ufficio per la didattica, per chiederle delucidazioni in merito all'esame per le sessioni successive.
Un usciere mi impedisce di entrare nel suo ufficio, visto che era passato l'orario di ricevimento, e quindi per non perdere tempo, la chiamo al telefono.
Alla fine, dopo averle spiegato tutta la situazione, la dott.ssa Ferrieri dà ragione a me, a riguardo degli appelli di esame, anche in assenza del corso durante il semestre, e quindi mi tranquillizzo.

In fin dei conti l'esame per quanto l'ho studiato, non mi è parso proibitivo, e quindi per giugno confido nella riuscita della mia rivalsa.

Questa mia università non finisce mai di stupirmi.

21 giorni all'alba. No, dall'ultima volta che ho scritto qui in realtà. Che schifo, solo 2 post a febbraio, e 1 a gennaio. Inizia bene 'sto 2011… Comunque sembrerebbe proprio che il blocco del blogger è finalmente giunto alla fine.

In verità non ho mai smesso di scrivere, visto che ho uno scalcagnato quadernetto degli appunti dove ho su diverso materiale: spunti, frasi eccetera; ma sia un po' per pigrizia, che per motivi ancora a me sconosciuti, non ho scritto niente qui sul blog.
Bando agli indugi la premessa è finita, leggete in pace.


Ebbene sì, la mia università ne ha fatta un'altra delle sue.
Per i pochi aficionados del blog ormai non è più una novità la mia lotta con la burocrazia accademica, questo di cui vi sto parlando è solo l'ennesimo capitolo.

Praticamente, dopo i fatti del precedente capitolo, il 7 marzo invio una mail alla prof deputata ai piani di studi, dicendole che avevo finalmente deciso quale esame/lab/tirocinio/seminario avrei sostenuto per completare i miei crediti a scelta; e per ciò quindi potevamo vederci per eliminare quegli esami in esubero nel mio piano.
Due giorni dopo, il 9, mi risponde una sua assistente (N.d.A.: che poi scoprirò essere la stessa che mi esaminò per Studio delle culture a ottobre… 30!) dandomi appuntamento non al Suor Orsola, bensì alla sede distaccata del Santa Caterina, praticamente ad un tiro di schioppo dall'università stessa.
L'inghippo della mail è che non vi era riportato né l'orario dell'appuntamento, né il luogo proposto per lo stesso.
Dato che avrei dovuto seguire un corso all'11.30, decido di prendere il treno delle 8, così che per le 10 e qualcosa ero già in zona, pronto per l'appuntamento per la modifica del piano di studi.

Arrivo all'ingresso del Santa Caterina, e mi dicono che l'ufficio della prof. Moro è al 2° piano in fondo a sinistra.
Seguo le indicazioni, ma trovo un altro ufficio, Lingua e letteratura tedesca, la cui docente, dopo averle spiegato perché mi trovassi lì, mi manda su al 3° piano. Salgo e allo stesso punto del piano di sotto trovo però solo una stanza adibita alle fotocopie…
Decido di tornare giù, e chiedere ad un usciere che mi risponde che l'ufficio è sicuramente al 2° piano, ma la stanza non era l'ultima in fondo a sinistra, ma la prima.
Nel frattempo, nota di colore, reincontro dopo tanto tempo, anche una ragazza che avevo conosciuto ai tempi del mio stage a Ischia, all'inizio non l'avevo riconosciuta, me la ricordavo più bassa…

Comunque, in effetti c'ero già passato lì davanti a quell'ufficio, ma dentro non avevo visto nè la prof, nè l'assistente che mi aveva dato appuntamento per email.
Mi permetto quindi di chiedere dentro la stanza, saltando la pseudofila che si era fatta fuori, e dopo aver controllato la corrispondenza della prof, mi dicono di aspettare la sua assistente all 11e30.
Faccio presente che per quell'ora avrei un corso da seguire, e mi viene risposto "beh, che lei arrivi al corso dieci minuti dopo il suo inizio, che cambia? ci venga anche lei incontro…"
"Ok!" Rispondo.
Per ingannare l'attesa, mi consigliano di andare a stampare il piano di studi alle macchinette giù, visto che era comunque necessaria la stampa. Scendo dunque giù ma le macchinette non funzionano e sopra una di esse c'è un biglietto che dice di andare in aula multimediale per stampare.

Dopo essere riuscito a trovare l'aula, stampo il piano, controllo i miei indirizzi mail, e ricevo anche una bella sorpresa (di cui vi parlerò prossimamente…)
Ormai si è fatta l'ora, salgo nuovamente al 2° piano, e finalmente trovo l'assistente della mail. Dopo aver perso 10 minuti per farle capire qual era la mia situazione, e dopo aver contato più volte i crediti del mio piano (lei si era ingrippata nel conteggio più volte…) riusciamo a concludere il tutto. ASSAFA!

La mezza intanto è già passata (N.d.A.: per i non napoletanofoni mezza=mezzogiorno e mezza) e quindi mi resta solo un'ora di corso da seguire. Torno alla sede centrale, cerco il corso sulla stampa delle lezioni odierne, ma non lo trovo. Chiedo nuovamente ad un usciere (N.d.A.: quando non sai una cosa, gli uscieri sono i deus ex machina dell'università…) e questi mi consiglia di andare in segreteria didattica a chiedere.

Raggiungo la segreteria, e chi di dovere, dopo aver controllato sul pc, mi conferma che anche oggi (dopo venerdì scorso…) la prof era malata, e la lezione rimandata. Mi viene poi detto che forse questo venerdì c'è, ma conviene che prima di venire all'uni io chiami in segreteria per non fare un viaggio a vuoto, visto che la prof avrebbe confermato stesso venerdì mattina se sarebbe venuta o meno.
Il mio problema però è che avendo il corso alle 10e30, avrei preso il treno delle 8 (proprio come oggi), e dubito che prima delle 8, telefonando in segreteria avrei trovato qualcuno che mi avrebbe fatto sapere se fosse o meno la lezione.
Penso quindi di chiamare giovedì pomeriggio, chiedendo se ci fossero in ufficio, ma mi viene ricordato che domani è festa per i 150 anni di Italia.

Morale della favola, per evitare un viaggio a vuoto, penso proprio che questo venerdì mattina me ne starò a casa.

P.S.: che papiello degno di Leo TrueLiar!

 

Uni SIGH! Uni SOB!*

*Sigh: suono onomatopeico che indica il sospirare (dall'inglese to sigh).
 Sob: suono onomatopeico che indica tristezza o pianto (dall'inglese to sob, che significa singhiozzare).

 UniSOB (università Suor Orsola Benincasa)

Questa ve la devo proprio raccontare!

Stamattina vado a prendere il treno delle 8e58 per Napoli, alla stazione vicino casa mia (Benevento Rione Libertà), e alle 9 esatte vedo il suddetto treno che sta appena tornando da Napoli, fa scendere i passeggeri e prosegue per la stazione Appia!   O_o

I minuti continuano a passare, ogni tanto in lontananza si sente il clacson del treno, ma dello stesso non si vede neanche l'ombra.
Verso le 9e30 finalmente dalla curva fa capolino la "Valle Caudina", e ancora non ho capito se il ritardo era dovuto a qualche guasto o a chissà quale altro inconveniente.

"L'importante è che comunque sei riuscito ad arrivare a destinazione, no?"
Oh sì, certo! Solo che essendo arrivato quasi alle 11 meno 10, rischiavo di non fare in tempo al ricevimento per parlare con la dottoressa deputata ai piani di studio (scadenza 11e30).
In pratica l'antefatto è il seguente: dopo aver verificato sul sito dell'università, nella mia pagina personale, l'avvenuto pagamento della prima rata delle tasse universitarie, vado nella mia carriera accademica, e noto che non mi era stato inserito l'esame a scelta di cui sto seguendo il corso ogni lunedì dalle 12e30 alle 15e30, esame per il quale, stranamente dalle mie abitudini, avevo già comprato i libri (vedere post precedente).

Alla fine riesco ad arrivare all'ufficio per le 11e35. Busso tre volte e nessuno mi apre. Decido allora di entrare spavaldo: "Permesso…"

Fattomi ricevere, spiego il tutto alla dottoressa, e lei si fa subito mandare la mia pratica su dalla segreteria studenti per ricostruire poi insieme il perché dell'assenza di questo esame a scelta sulla mia pagina personale.
Per farvela breve si scopre che c'è stato un DISGUIDO BUROCRATICO, una "svista" e guarda caso la vittima di tutto ciò sono io.

Il piano di studi in questione era datato 26 novembre 2009, la dottoressa vi aveva segnato sopra che quell'esame che avevo scelto, a causa di un blocco non poteva essermi assegnato, ma quando la pratica è passata a chi di dovere (ovvero alla prof.ssa che controllava e firmava i piani di studi) non ci si è accorti della cosa e per più di un anno non sono stato avvertito!!!

IO mi sono dovuto accorgere di una LORO mancanza!!!

Ricapitolando: tempo e denaro perso per andare e venire da Napoli per seguire il corso; esame a scelta che quindi non potrò sostenere più tra febbraio-marzo; altro esame scelto in seguito (questa volta un laboratorio) che dovrò seguire quindi da marzo a maggio per poi sostenere la prova a giugno, e tutto questo bisognerà farlo in tempo per potermi poi laureare a luglio.

OTTIMO!
Mi sono sentito proprio come Telespalla Bob nell'immagine qui sopra…

P.S.: L'unica cosa buona è che sono riuscito subito a rivendere 2 libri su 3 del corso che stavo seguendo, ad un ragazzo che pure seguiva con me. Magra consolazione.