Che razza di sogno!

Eh sì, stanotte ho fatto proprio un cazzo di sogno! Figuratevi che per ricordarmelo stamattina, l’ho raccontato in un altro sogno, credendo che questo fosse la realtà.

Avete presente quel tipo di soggetto che fa una bastardata dopo l’altra e un certo punto si meraviglia che la sua vita fa schifo? Bene, quello è Il Pario!

Influenzato un pò dalle ultime “bravate” del mio -ahimè– amico, stanotte ho fatto un sogno che potrebbe benissimo avvicinarsi a quella che è la sua situazione.

Eravamo io, Spaik, DJ Masso e appunto Il Pario, al campo di calcetto del C.R.A.L. (zona Rione Libertà a.k.a. Palazzine), e stavamo facendo una partita. Assieme a noi, c’erano anche altre persone di nostra conoscenza, ed è una di queste a passare un guaio: Antonio Donatiello. Chi è costui? E’ presto detto: ha giocato come portiere nella Giorgio Ferrini con me e Spaik; ed è stato compagno di banco di Pario durante le superiori.
Dopo la partita, rimaniamo lì nei dintorni del campetto, nella Opel Corsa di Spaik opportunatamente parcheggiata lì poc’anzi. Si beve e si fuma come è normale che sia tra amici. Ad un certo punto, ubriaco al punto giusto e fumato più del solito, Il Pario scende dall’Opel Corsa e si mette alla guida dell’auto di Donatiello, che nel frattempo era da qualche altra parte. Ebbene Il Pario cosa fa? Mette in moto, innesta la prima e credendo di essere in un autoscontro, inizia con lo sbattere vicino al muro, contro il cancello, contro alberi, marciapiedi e reti di recinzione, incidentando il peggio possibile la macchina del malcapitato.

Ridotta ad un cumulo di lamerie l’auto, Il Pario scende illeso dall’automobile, ritorna nell’abitacolo dell’Opel Corsa di Spaik ed intima al proprietario di scappare il prima possibile dal luogo del “crimine”.
Abbastanza lontani, il DJ Masso chiede a Pario perchè ha fatto questo. Glielo chiedo anche io dicendogli:

– “Vincè perchè? Non solo Donatiello è stato tuo compagno di banco alle superiori, e hai copiato da lui per tutto il tempo che siete stati nello stesso banco;  nonostante tutto ti ha sempre considerato come un “vero” amico, e tu che fai? Gli sfasci la macchina!”

Sapete lui cosa ci risponde?

Il Pario: – “‘Sti cazzi!”

Il sogno finisce così, con noi altri 3 consapevoli che questa non sarà l’ultima che farà, e che la prossima volta potrebbe toccare anche a noi. In fondo lui “se sap’ ffà vvulè bben’!” (TRAD.: si sa far volere bene).

Una data, una storia

Oggi è 6 giugno 2006, tutti ne parlano perchè guarda caso il 666 è il numero del Diavolo.
Sfruttando la coincidenza di questa data, mi accingo a parlare di Flash Ripetuti. FR per chi ancora non lo sapesse è una raccolta di storie brevi nate appunto come flash momentanei catturati nero su bianco su di un foglio di carta. (Chi è curioso di sapere quali fossero i precedenti FR, vada sulla categoria omonima).

L’ultimo dei Flash Ripetuti è il n°6 (N.d.A.: ancora il 6, che strano) ed è stato scritto più di un anno fa in ben altra circostanza, ma ne saprete meglio alla lettura della storia. Dato che la storia consta di ben 5 pagine, questa volta metterò un link, così chi vuole leggerla, se la scarica e con tutta calma se la gode.
UPDATE: Altrimenti scendete con la pagina e ve la leggete tutta d’un fiato; fate voi (Last Il Pario mi ha consigliato di metterla per intero).

Ecco il link:


Flash Ripetuti 6

BUONA LETTURA! BUAAAARGGHHH!!!

Ackman il Principe dei Diavoli

FLASH RIPETUTI 6: IL NUOVO PAPA

Premessa:
Non per risultare blasfemo, ma questo flash è stato pensato e scritto l’anno scorso, poco prima del reale decesso del Papa Giovanni Paolo II.

1 aprile 2005
Dopo una settimana di lutto nazionale, e la conseguente fumata bianca, viene eletto un nuovo papa, questa volta italiano: si tratta del Cardinale Geremia Amodio, che sale al soglio pontificio col nome di Abramo Cesare I.
Purtroppo per lui, il suo incarico non dura poi molto poiché, 6 mesi dopo, sul finire di ottobre (precisamente il 23…), Papa Abramo Cesare I viene assassinato da un esagitato, che prima lo spara da lontano e poi, avvicinatosi a lui come presunto barelliere, lo accoltella 13 volte al polmone destro, causando l’immediata morte in diretta TV.
Presi alla sprovvista dalla prematura morte dell’ex “nuovo pontefice”, l’ordine dei cardinali assume il controllo ad interim della Chiesa Cattolica di Roma, dato che all’orizzonte non si profila una figura carismatica in grado di prendere il posto di nuovo successore di San Pietro.
Con il detto “Morto un papa se ne fa un altro” Vincenzo D’Argenio detto il Last Il Pario, inizia a pensare ad una sua “ipotetica” candidatura come nuovo pontefice…
Il Pario inizia così col portarsi avanti coi tempi, avviandosi a compiere più buone azioni quotidiane possibili, ripudiando il suo passato da giovane teppista.
Ben presto inizia anche col rifiutare i piaceri terreni come le donne e i soldi (N.d.A.: non che prima ne avesse…), e si iscrive in seminario, pronto ad affrontare l’intera trafila, tutto l’iter, per poi giungere al suo traguardo finale: diventare il nuovo successore di Simon-Pietro!
Così, nell’arco di pochi mesi, IL Pario si fa conoscere nel mondo cattolico come “uomo pio e benevolente” verso ogni creatura di Dio che popola questo nostro mondo; intanto a Roma, sede del papato, iniziano a girarele prime indiscrezioni tra gli alti prelati:

Cardinale 1: – Hai saputo la lieta novella?
Cardinale 2: – Quale novella, di grazia?
Cardinale 1: – Non hai ancora sentito parlare di “Don Pario”?
Cardinale 2: – Don Pario?
Card. 1: – Ma sei proprio fuori dal mondo! Don Pario! Colui che dicono sia il nuovo “Figlio di Dio” in terra, talmente è la sua carità cristiana!
Card. 2: – Davvero?
Card. 1: – Certo! Quindi non sai neanche che ha suscitato scalpore il fatto che è il più giovane prelato che è arrivato alla carica di Arcivescovo della sua Diocesi?
Card. 2: – No davvero! Ma stai scherzando?
Card. 1: – Assolutamente no! In soli 6 mesi è stato nominato dapprima parroco nella parrocchia d’ordinanza, dopo aver fatto parte della Congrega dei Frati Cappuccini di Pietrelcina (BN); e da parroco, il passo a vescovo prima e ad Arcivescovo poi è stato breve…
Card. 2: – Ma dai!

A questo punto il primo cardinale si inquieta verso il secondo:
– Scusami il termine: Ma non sai proprio un cazzo!
Card. 2: – No!
Card. 1: – Ma sei sicuro di essere un cardinale?
Card. 2: – Questo lo credi tu: mi sono vestito così solo per burla, in realtà sono un pazzo criminale con l’hobby del travestimento fuggito dal manicomio!
Card. 1: – Guardie! Portate via quest’uomo!

Le guardie svizzere prendono di peso l’impostore e lo trascinano via per gli austeri corridoi dei palazzi vaticani; nel mentre il pazzo ride sguaiatamente di gusto…

Dopo questo fatto increscioso, l’Ordine dei cardinali provvede subito a chiamare Don Pario per essere ordinato in fretta e furia cardinale, dato il caos che si sta avendo a Roma con l’ingresso di gente non autorizzata nelle stanze vaticane.

31 maggio 2006
…e l’ex “Schifoman” diventa il Cardinale Vincenzo D’Argenio, con una cerimonia celebrata nella Chiesa di S. Giovanni in Laterano; con la sorpresa di molti suoi conoscenti, in primis la famiglia che non aveva più sue notizie da tempo.
Il padre Gerardo lo raggiunge al telefonino:
– Omm’ e merd’! A ‘ro stai? (trad. lett.: Figlio mio prediletto, dove stanzioni?)
Pario: – Papà, stong’ a Roma! (trad. lett.: Papà, sono nella Capitale!)
Gerardo: – E che cazz’ ce fai a Roma? (trad. lett.: E ordunque quali ragioni ti hanno spinto a trovarti nella Città Eterna?)
Pario: – Papà stong’ pè diventà Papa! (trad. lett.: Caro padre, stanno per eleggermi come nuovo pontefice!)
Gerardo: – All’anima e chitààà!!! (trad. lett.: Gloria a te sangue del mio sangue, ne sono alquanto fiero!)

Sorprendetemente dopo appena una settimana dalla nomina a Cardinale, il Concilio del Vaticano propone Il Pario come nuovo pontefice, e così si ha la nuova e attesa fumata bianca!

6 giugno 2006
A soli 23 anni e mezzo il Cardinale Vincenzo D’Argenio, viene eletto nuovo Papa col nome di Oshcar Ambimblèsituplelumblè Borgia I.
La notizia fa il giro del mondo e Piazza San Pietro si riempie di milioni di fedeli giunti da ogni nazione per festeggiare Papa Oshcar:

– Oshcar! Oshcar! Oshcar! Oshcar! Oshcar!

Acclamato con giubilo dalla folla di credenti, il Papa si affaccia dalla finestra dello studio papale e con la mano saluta e benedice tutti.
Intanto si avvicina al microfono il portavoce personale del Papa: Alberto De Toma:

– Hannuntio Magno Gaudio: Habemus Papam!

Di botto la piazza esplode di gioia ed una volta calmatasi il neo Papa prende la parola al microfono e, con in mano un bicchiere e una bottiglia di Jack Daniel’s, annuncia al mondo intero, in dialetto beneventano, con voce stentorea:

– Etu funut’! (trad. lett.: Avete finito di campare!)

La folla si ammutolisce, e Papa D’Argenio si ritira nelle sue stanze. Ben presto in un crescendo il silenzio diventa prima borbottio e poi protesta. Il portavoce del Papa richiama il pontefice alla finestra, dopo le ripetute richieste di chiarimento da parte dei fedeli, data la frase “sibillina” detta poc’anzi.
Papa Oshcar, con un cenno della mano, zittisce la moltitudine di fedeli presenti in piazza. Pronto di nuovo a prendere la parola, il Pario pontefice innalza le braccia e con le mani rivolte al cielo:

– Che il lungo papato di terrore abbia inizio!

Dalla folla si alza una voce: un uomo obeso e calvo, col megafono chiede:

– Lungo quanto?

E Papa Oshcar a domanda risponde:

– Quanto le nozze d’oro!

In contemporanea, in tutto il mondo, un brivido scorre lungo la schiena di tutti gli esseri umani. I cardinali sconcertati si guardano tra di loro:

– Oddio, abbiamo eletto Papa l’AntiCristo!!!

E come promesso, il “lungo papato di terrore” ha presto inizio: l’intero Ordine dei Cardinali viene destituito, e al loro posto vengono nominati come cardinali Rocco Siffredi, Ill Bill, El-P, Roberto Mallone, Peter North, Method Man e molti altri ancora. Elevati agli onori degli altari, vengono canonizzati come santi anche i rapper e porno attori morti da tempo (Tupac, Notorius B.I.G., Moana Pozzi, Big Punisher, John Holmes, Ol Dirty Bastard eccetera)
Altra azione del nuovo Papa Pario è il ritorno effettivo dell’antico potere papale sui territori italiani con il nuovo e moderno Stato Pontificio.
Anche se Papa Oshcar risulta poco propenso alle funzioni papali…
– Sua Santità, oggi deve presiedere alla messa nella chiesa di…
Pario: – Nfacc’ u cazz’! Oggi eggia je a ffà volantinaggio, chi cazz’ me pass’ i soldi sennò? (trad. lett.: Giammai! Oggidì sono già impegnato con il consegnare i volantini, altrimenti chi mi elargisce pecunia?)
– Ma Santo Padre, come papa non ne ha bisogno!
Papa Oshcar a questo punto ci riflette su ed esclama:
– Bene! Da questo momento in poi prendo il possesso di tutto l’oro della Sacra Romana Chiesa!
– Ma,… come…
Pario: – Ed avverti la Diocesi di Napoli che sto arrivando: devo prendere il Tesoro di San Gennaro… che m’eggia accattà e shcarpe da Converse da Fla London! (trad. lett.: …poiché avverto il bisogno di comperare un paio di calzature dell’azienda Converse nel negozio Fla London.)

E quando si pensa che Papa D’Argenio faccia una buona azione come la cancellazione del debito del Terzo Mondo, in realtà nasconde un secondo fine:
– Che tutti i bambini del terzo mondo siano posti sotto cura papale, e vengano utilizzati come ricambio di organi al mercato nero… Accussì ce luamm’ annanz u cazz’, e nun ce truamm’ ai semafori a venn’ i fazzolettini! W il G8!
(trad. lett.: …In questo modo ce ne liberiamo civilmente, e non ce li troviamo agli angoli dei regolatori di traffico cittadino ad effettuare la vendita illegale di materiale per soffiare il naso! W il G8!)

Gli accordi con la mafia (risaputa cattolica) non tardano ad arrivare e Papa Oshcar diventa “Capo delle due Cupole congiunte”, ed ufficializza il commercio di droga, rendendo così legale anche la marijuana.
La popolazione mondiale è ormai nel terrore così com’è sotto le grinfie di Papa Oshcar Ambimblèsituplèlumblè Borgia I; l’Interpol, sotto copertura, avvia le indagini sulla vita passata del pontefice, ed iniziano così a trapelare le prime notizie: prima fra tutte l’origine del suo controverso nome come Papa:

Oshcar= pronuncia cafona di un nome datosi per sembrare di alto lignaggio
Ambimblèsituplèlumblè= vecchia filastrocca per bambini che rivela la pazzia dilagante nella mente di Papa D’Argenio.
Borgia= in ricordo della famiglia di papi che ha commesso le peggiori nefandezze sotto il proprio pontificato.
Ed infine 06 giugno 2006= la data infausta che ha visto la sua proclamazione come pontefice. Se viene trascritta in numeri arabi si presenta come il numero della Bestia 6-6-6.
Purtroppo, anche saputo ciò, non è possibile destituire Papa Oshcar, l’unico modo per liberarsene è aspettare la sua morte, ma date le premesse del suo mandato (“lungo papato di terrore come le nozze d’oro”) si decide di attentare alla vita del Papa con ogni mezzo possibile!

CASA D’ARGENIO, STANZA DI VINCENZO
Il Pario: – Mannaggia chit’ e muort’! ‘Nculo che sogno strano! (trad. lett.: Perdincibacco! Poffarre che sogno strano!) Non devo mangiarmi più la pizza coi peperoni: so che mi fa male ma la mangio lo stesso… E’ come la crosta che si fa sulla pelle quando ti fai male: Sai che ti fa schifo ma non puoi fare a meno di scrostartela… Mààà! Mi porti il caffè?
Mamma Erminia: – Mò vengo Vincè!
5 minuti dopo la mamma di Vincenzo, porta il caffè e come suo solito si siede ai piedi del letto per per colloquiare amorevolmente col figlio:
– Vincenzo sei tutto sudato! Hai dormito bene?
Pario: – No, mà! Ho fatto un sogno assurdo: ero diventato Papa e avevo campato pretese dittatoriali su tutte le terre conosciute. Solo che poi tutti volevano la mia morte e… A proposito mamma, che ci fai col coltello in mano?

FINE

Cani coprofagi e Idee Balzane…

… per un nuovo Flash Ripetuti o per il cortometraggio di Oshcar

Il Pario impaurito: – Vedo la gente passare!

Spaik lo guarda stranito: – E’ normale se stai in un corridoio…

Il Pario si spiega: – No, non hai capito: Vedo la gente passare: cioè preparare le “buatte” di pomodori!!!

 

PENSIERO DEL GIORNO:

Passare davanti un supermercato con al suo esterno un cartello che recita: “Milze Prendi 2 Paghi 1” e vedere poco prima un cane fare “colazione” leccando un pannolino pieno di cacca, ti fa capire come sarà la tua giornata… Oh, sta già piovendo!

 

Flash Ripetuti 5: La Torta alla Ricotta

INTRO
Salve a tutti, popolo di poveri malati che avete ancora la sfortuna di navigare su queste "perverse" pagine html! Io sono Kame il Kane, e questo è l’intro di Flash Ripetuti 5. Ultima (per ora) puntata della saga dei Flash. A ‘sto giro è il chiattone A.K.A. DJ Masso che convoca il Pario a casa sua per farsi cucinare qualcosa di buono da mettere sotto quei denti da porco che si ritrova. Se avete seguite i FR precedenti forse saprete anche come andrà a finire questo…
N.D.A.: Come scritto all’inizio, i fatti sono ambientati alla fine del 2003.

FLASH RIPETUTI 5: LA TORTA ALLA RICOTTA.

Lunedì 17 novembre 2003, ore 16:47 Roberto Balestrieri telefona il fraterno amico, Vincenzo D’Argenio:
– Pronto? Vincenzo? So’ Roberto! Puoi venire a casa mia oggi pomeriggio? Ti volevo far sentire delle basi che avevo fatto…
Vincenzo risponde alla cornetta di controvoglia, poiché il chiattone lo ha interrotto poco prima che il Pario iniziasse con il suo sport preferito dinanzi il computer: la lotta 5 contro 1.
Vincenzo: – Chiattò devo studiare!
Roberto: – Ma è roba di poco! Facciamo subito perché dopo devo andare a fare allenamento!
V.: – Sto da te tra dieci minuti, ciao!
Come al solito, l’erede dell’omonima Ferramenta D’Argenio, chiude il telefono in faccia all’amico obeso.
10 minuti dopo a Casa Giandomenico Balestrieri…
V.: – Permesso?
R.: – Entra Vincè, scusa un attimo ma sto chattando con Laura… Puoi aspettare in cucina?
Il Pario chiede:
– Ma stai da solo?
Roberto:
– Sì, sì! Ora va in cucina… Ah, già che ti trovi fai qualche crepés o qualche altro dolce che ho fame!
Vincenzo: – Vabbè!
Roberto torna nello stanzino del PC e lascia da solo Il Pario in cucina. Il ragazzo iperdotato odontotecnicamente accende la TV e, facendo zapping sui canali locali, trova una pubblicità di una linea telefonica erotica.
Vincenzo si attesta lì e, seduto a tavola, inizia con lo “smaniarsi” nell’equino dei pantaloni sotto lo sguardo attonito di Eolo Balestrieri, il gatto di casa, che riposa le sue “stanche” membra (N.d.A.: stanche per che cosa? Non fa un cazzo da mattina a sera; è solo un gatto obeso con il colesterolo a mille!) su di una sedia posta sotto il tavolo.
Ormai in posizione obelisco, e con l’apporto degli immancabili Kleenex (per il conseguente e piacevole afflosciamento dell’insaccato di pelle ), nella mente contorta e perversa di quel malato che è Il Pario, sovviene l’idea di tirare un ulteriore tiro mancino al fraterno amico, rappresentante della razza grassa nel mondo dello sport.
Rimembrando la richiesta precedente di Roberto, Vincenzo avvia il progetto culinario della Torta alla Ricotta con ingredienti organici D.O.C. di produzione casearia propria.
Dopo aver impastato e infornato la propria “crema”; ecco fuoriuscire dalle alte temperature dell’elettrodomestico nomato forno, il prodotto finale del demoniaco (e deviato mentalmente) chef Vincent D’Argenieaux: La Torta alla “Ricotta” de Il Pario versione 2003!!!
Trionfante di gioia (e di conseguente ilarità esplosiva), con il “dolce” delicatamente posato su di un piatto della famigerata collezione di porcellana fatta con i punti della Barilla; Vincenzo si dirige verso l’inconsapevole Ciacco alle prese con il suo amore epistolare.
Vincenzo:
– Robertooooo! Aprimi la porta! BURP! (N.d.A.: Il Pario soffre di una grave forma di espulsione continua di “nuvolette di gas organico” definite comunemente con il termine di “rutti”).
Roberto apre la porta e gli si para davanti l’ultima creazione culinaria del “nonno-bambino”:
– Ciè, grazie! Mi hai fatto una torta alla ricotta!
Roberto schiocca un bacio in fronte all’amico Vincenzo e si appropinqua a divorare il dolce “avvelenato”.
Roberto:
– CHOMP! Vincè… GNAM, GNAM… ti devo fare proprio i complimenti! MUNCH, MUNCH! ‘Sta torta è proprio buona! BURP!
Vincenzo:
– Ahahahaha!!! (poi facendosi serio). Grazie, grazie! Modestamente, vita pratica: 8 milioni e mezzo!
Roberto:
– Vincè… GNAM, GNAM… Solo un appunto…CHOMP… Questo dolce ha un retrogusto particolare… Un “non so che” di strano! Non è che ci hai sburrato dentro?
Vincenzo comincia a sudare freddo, ipotizzando che il rugbista abbia iniziato a pensare dopo aver cacciato il cervello dal Gum Body Meliconi.
Il Pario tenta di uscirne elegantemente:
– Ma cosa vai a pensare? …E poi tu quando mai hai assaggiato il mio sperma?
Roberto guarda biecamente Vincenzo in un breve silenzio che sembra essere eterno se non fosse per la ventola del PC che gira incessantemente.
Finalmente il chiattone apre bocca e dice:
– Vincè hai ragione! Non può essere il tuo sburro! L’unico contatto sessuale che abbiamo avuto io e te è stato quando mi hai poggiato il pene sull’orecchio! …E poi, a dirla tutta, l’unico sburro che ho assaggiato è stato il mio, per vedere che gusto aveva! Ti dico un segreto: …a me sapeva di pollo! Hihihihihi!!!
Vincenzo: Ahahahaha!!! BURP!!!

FINE

OUTRO
Lo so, sicuramente FR5 è un fratello gemello di FR3; ma vi assicuro che i prossimi FR (che cercherò di scrivere nel più breve tempo possibile) si scostano da FR3, 4 e 5.
RAGAZZI NON VI ASTENETE DAL COMMENTARE!!!
Alla prossima!

Flash Ripetuti 4: La Fusione

 INTRO
Benvenuti, assidui frequentatori di PerverseAllStar (sempre ammesso che ce ne siano…), alla 4a puntata della serie di Flash Ripetuti. Lo sappiamo, è passato un pò di tempo dalla 3a puntata, e d’altronde se stessimo sempre a scrivere su ‘sto blog vuol dire che tutti i giorni non avremmo proprio un cacchio da fare! Per quanto mi riguarda ultimamente avevo un pò abbandonato lo scrivere sul blog (studiare per gli esami; aula internet non disponibile all’uni; no soldi per internet point; e altri cazzi vari). Tornando a noi, se non sbaglio l’ultima volta annunciai un altro episodio culinario-alimentare tra il Ciacco e Il Pario, ma evidentemente anche la mia memoria a volte fa cilecca. Mi sono sbagliato, questa volta il cosidetto Flash della storia viene al DJ Masso, che coinvolge in questa sua idea il “fraterno” amico Last Il Pario; e non si tratta di cibo ma di pippe mentali che si evolvono, diventando reali nella pazza realtà di FR!

FLASH RIPETUTI 4: LA FUSIONE.

Giovedì 22 maggio 2003, ore 13:57. Casa Balestrieri, un energumeno in canottiera e mutande con in mano una bottiglia d’acqua, si alza dal letto per andare a mangiare; il suo nome è Roberto Balestrieri.
La madre Caterina, prodiga d’affetto verso l’ultimo della sua cucciolata, lo accoglie a braccia aperte:
– Roberto! A quest’ora ti svegli? E a scuola quando ci vai? A Pasqua?
R.: – Mà, non rompere! A Pasqua ci danno le vacanze!!!
C.: – Ah, sì? E oggi che hai fatto? Ci sei andato o no?
Il chiattone, così su due piedi, con le occhiaie e l’ascella commossa, si guarda intorno ed esclama: – Mamma, oggi a scuola siamo usciti prima!
La signora Caterina si rincuora:
– Che bravo studente che sei, credevo che anche oggi avessi fatto filone!
Roberto, svegliatosi del tutto, dà le spalle alla mamma e, portandosi una mano davanti alla bocca, ride sotto i baffetti, compiaciuto di aver mentito spudoratamente (N.d.A.: la sera precedente il Ciacco, insieme all’amico Puocchio, aveva fatto le ore piccole nella provincia di Avellino).
Ore 14:03. Cucina di casa Balestrieri. Roberto accende la tv e, facendo zapping tra i vari canali, si ferma su Italia 1. E’ appena iniziato Dragonball. Il chiattone vede due personaggi, tali Trunks e Goten, che, a seguito di un buffo balletto, si uniscono per dare vita ad un unico guerriero: Gotenks.
TV: Trunks e Goten: – FU, SIO, NEEE!!!
Queste parole, rimbalzano come una pallina da ping-pong nella mente vuota del Ciacco che, ne rimane estasiato tanto da telefonare al termine della puntata al suo fraterno amico Vincenzo.
Ore 15:04. Casa D’Argenio, il maschio giovane della casa, all’interno della sua camera, sta commettendo i quotidiani atti impuri.
V.: – Ahahahaha!!! Sì, mi sto facendo le pippe su Internet!
Il telefono sulla scrivania portacomputer del Pario squilla, e, con le mani inviscidite dal proprio sperma, questi risponde con fare incazzato:
– Pronto, chi è?
R.: – Vincè! Sono io, Roberto! Che cazzo mi ci rispondi così?
V.: – Chiattò ancora non mi sono pulito le mani…
R.: – Che stavi facendo? Stavi cacando?
V.: – No, quello a più tardi! …Mi stavo facendo le seghe!
R.: – Le seghe? Da quando sei entrato nel ramo falegnameria?
V.: – Stupido, mi stavo facendo le pippe su Internet!
R.: – Ah! Ho capito, ti stavi “smaniando”!
V.: – Ciacco che mi devi dire?
R.: – Hai ragione! Ciè, oggi in TV ho visto una cosa troppo aberrante!
Il corpulento ragazzo si pone le mani in fronte…
V.: – Robbè, ti sei messo le mani in fronte?
R.: – Sì, sì! A Dragonball ho visto due personaggi che facevano la fusione!
V.: – La fusione?
R.: – La fusione!
V.: – Quello è il periodo storico che mi piace di più: la guerra fredda fino alla caduta del muro di Berlino!
R.: – Ma mò che cazzo stai “vacconeggiando”?
V.: – Scusami, oggi mi sono fatto una C.R.G.! Ahahahaha!!! (N.d.A.: cannetta di rinforzo giornaliera).
R.: – Ciè, la fusione! Quella che due ballano e diventano una persona sola!
V.: – Mò ho capito!
Nel frattempo Vincenzo continua con lo smaniarsi davanti al computer nonostante sia ancora al telefono.
R.: – Vincè ci dobbiamo provare assolutamente, è una cosa aberrantissima!!!
V.: – Vabbuò Robbè! Il tempo di farmi la doccia, mi vesto e scendo!
R.: – Ma se fino a mò sei stato inzivato e uscivi… Muoviti! Vienimi a prendere a casa subito!
V.: – Chiattò, ‘sti balzi d’ira li fai con Cusano, non con me! Ciao!
Vincenzo abbassa la cornetta mentre Roberto stava ancora parlando:
– Mannaggia il clero!
Ore 18.37. Panchina adiacente al Bar Capriccio, ritrovo dei nostri.
Roberto e Vincenzo si chiariscono davanti alla 127 di quest’ultimo:
– Robbè, faccio uno squillo al Kane che ancora non scende; dopo faglielo anche tu!
R.: – Vincè non c’ho soldi!
V.: – Non fa niente, vorrà dire che lo tempesterò io di squilli!
Casa De Toma. TV. Canale 5. Verissimo. Cristina Parodi:
– …e ora vi lascio alle nostre Celebrità e ai giri di valzer!
DRIIN DRIIN!!!
Alberto: – Fai vedè chi sta squillando!
Il ragazzo si alza, va in camera sua e vede lo schermo del telefonino. Pochi attimi di silenzio intervallano la scena e poi questi proferisce parola:
– Vincenzo sta al bar… Devo scendere!
Ore 19.08. Panchina adiacente al Bar Capriccio, dentro la 127…
R.: – Vincè allora che fai? Ci vieni al Da Bomb?
V.: – Ciacco t’ho detto che c’ho gli esami a inizio giugno e… Oh, è arrivato Alberto!
I due scendono dal cosiddetto “ ferrarino”, Roberto:
– Cane di merda! A quest’ora vieni?
A.: – Eh!
V.: – Muoviti che andiamo al Centro!
A.: – Ma con la mia macchina?
Roberto è già seduto davanti vicino al posto di guida; Vincenzo sta entrando:
– E’ ovvio!
A.: – E che ci andiamo a fare al Centro sociale?
R.: – A fare la fusione!
Faccia stupita dell’uomo-acqua mista ad un mezzo sorriso.
Ore 19.10. Pista di pattinaggio del Centro sociale.
DRIIN DRIIN!!!
V.: Chi è che mi fa lo squillo? … Ma è Spaik! Che cazzone! Che mi fa a fare gli squilli se gli ho detto che glielo facevo sapere stasera se andavo a Napoli, mò è pomeriggio!
A.: – Vincè alle sette è già sera!
V.: – Ma se c’è ancora il sole!
A.: – Vabbuò…
Il Pario e il Ciacco si concentrano e iniziano a mimare le mosse della tecnica della Fusione, sotto lo sguardo vigile del Kane.
V.: – Robbè ricordati che sto facendo uno sforzo immane per abbassarmi al tuo livello!
R.: – Me ne sbatto i coglioni! Albè, dacci il via!
A.: – 3,2,1…Via!!!
I due amici simmetricamente danno vita alla loro unione.
R. e V.: – FU, SIO, NEEE!!!
Un bagliore avvolge la pista di pattinaggio e, dopo qualche secondo, una volta che si è alzata la nube di polvere causata dalla forza sprigionata, Alberto vede dinanzi a sé stagliarsi la silhouette della Fusione tra Il Pario e il Ciacco.
Descrizione della Fusione.
Stempiatura avanzata; sopracciglia folte stile foresta amazzonica; palpebre serrate dal lardo prominente; naso a patata; bocca larga e dentatura equina; orecchie di gomma; torace di Roberto e pancia da ubriacone di Vincenzo; mani a cepponi; gambe pelose dall’inguine al ginocchio e, depilate dal ginocchio alla caviglia.
Abbigliamento della Fusione.
Maglia della nazionale italiana di rugby con sopra una canottiera dell’Adidas; pantaloncini corti verde militare; fantasmini ai piedi; scarpe gialle fosforescenti; cappellino del nonno in mano e borsellino da ricchione a tracolla.
A.: – Come ti chiami?
R. e V.: – Dato che Il Pario e il Ciacco si sono uniti il mio nome è “Il Pacco”!
A.: – Un nome che è tutto un programma! Guardati!
Alberto, disgustato da cotanta visione, porge uno specchio all’essere “deforme” che esclama: – Tutt’ u block è aberrante!
Il Pacco però poi si guarda nel proprio perizoma e accenna un sorriso ebete. Alberto chiede il perché del ghigno e Il Pacco risponde:
– Il ghigno tosto! Guarda che “pacco” mi ritrovo nel cavallo dei pantaloni!
A.: – Fammi vedere un po’!
I.P.: – Guarda che “verga”, sembra un palo della luce! Ma ti rendi conto?
A.: – Sì, ma hai pure due testicoli “mignon” che sembri quasi castrato!
Il Pacco si guarda bene e inizia a scratchare:
– Pa-pa-pacco! Serata pacco! Dimmi dove?
Il Kane imitando Mono: – Lungo la mia stra-da!

FINE

OUTRO
Come avrete notato vi sono vari personaggi che hanno un cameo in FR4, ma tra questi manca Spaik ed invece ci sono io. La spiegazione fu dovuta al fatto che quando scrissi FR4, reputai di aver ricamato troppo su Spaik, e di aver tralasciato in toto la mia presenza nei primi due FR, cosa che provai a compensare con FR4. Si aggiunga però che negli altri FR la mia presenza si riduce a quella di osservatore dei fatti non partecipante, mentre in FR4 lo sono. Bene penso di avervi fatto frantumare fin troppo i coglioni con le mie considerazioni e vi dò appuntamento, non so quando con FR5; sperando che entro inizio aprile riuscirò a mettere in rete anche FR6 e FR7. Fatevi un clistere io vado a mangiare!

Flash Ripetuti 3: Lo Zuccotto di Cacao

 

INTRO:

 

Con la fine di Flash Ripetuti 2 “L’Opel Corsa”, pensavo che questa serie poteva continuare solo con ulteriori flash di Spaik, (sempre per continuare il leit-motiv della canzone di Raf), ma in seguito non ci fu occasione di scriverne altri. Un po’ di tempo passò da FR2 a FR3 (penso 1 anno/1 anno e mezzo), fino a quando, durante un corso all’Università, pensai a cosa stavano facendo in quel momento i miei colleghi della Pas rimasti a BN: Il Pario e DJ Masso (Spaik, come me, era alla sua Università a Napoli). In preda ad un’ispirazione fulminea lasciai perdere ciò che diceva il prof di turno, e con un foglietto volante sotto mano iniziai con lo scrivere quello a cui avevo appena pensato. I miei compagni di corso non riuscivano a connettere la mia risata trattenuta (rileggendo il recente “parto” del me medesimo PAS* Scrivano)  con quello detto a lezione, fino a quando, a lezione conclusa, lessi loro cio’ che segue…

 

FLASH RIPETUTI 3

 

"Lo Zuccotto di "Cacao""

 

Vincenzo sta navigando su Internet per  farsi le "pippe" sui siti osè con estensione .da.ru. All’improvviso gli scappa da cacare, e nella sua mente si attivano le rotelle del pensiero malefico, per tirare un brutto scherzo all’amico Roberto. Vincenzo, con la "sciorda" in culo (e nelle mutande), corre in cucina e si prona su di un piatto da dolce per mettere in atto il suo diabolico piano.

 

V: – Che bello, ahhh!!! Ora che ho "scardato" mi faccio chiamare da Roberto!

 

Roberto, una volta ricevuto lo squillo de Il Pario, lo chiama come consuetudine dal suo cellulare: – Vincè che cazzo vuoi?

 

V: – Chiattò, io ora sto solo a casa e ho preparato un dolce, ma non ce la faccio a mangiarlo da solo…

 

R: – Va bene, aspettami che vengo subito lì da te!

 

Dopo essersi fatto accompagnare dal padre da Vincenzo, Roberto scende e va a bussare alla porta di Casa D’Argenio; però, solo dopo aver messo paura per bene a Robby, il cane. La povera bestia (Robby, non Roberto), alla sola vista di cotanta mole di grasso, si piscia immancabilmente addosso e si ritira nella sua cuccia. Il Pario, intanto, apre la porta vestito di tutto punto come solo lui può: ciabatte di peluche; reggicalze; kilt scozzese; t-shirt della "Robe di Kappa", con su un grembiule da cucina; guanti da lavoro; una coppola ben calcata in testa; e… dulcis in fundo, in mano un cucchiaio di legno!?

 

Vedendolo così Roberto, essendo un rugbista, chiede:

 

Ciè, ma che hai fatto? Sei arrivato ultimo al Sei Nazioni?

 

V: – Ciacco, ma che cazzo dici? E’ logico che non vedi niente, con quei rotoli di grasso che hai al posto delle palpebre! Entra chiattò!

 

Roberto entra in cucina e gli si para davanti l’ultima creazione de Il Pario in campo culinario: lo zuccotto di "cacao" (N.d.A.: di cacao perché è fatto di ciò che il Pario ha cacato poc’anzi).

 

Vincenzo, da dietro il "dolce", caccia un cucchiaino da tè con su della Nutella (per far credere a Roberto che ha attinto dallo zuccotto) e lo lecca ben bene su e giù. Roberto viene colto immediatamente da eccitazione sessuale mista a morsi della fame, e vuole lo zuccotto tutto per sé.

 

V: – Allora Roberto, te ne taglio una fetta?

 

R: – Me ne sbatto i coglioni della fetta! Lo voglio tutto io!

 

Roberto, con foga animalesca, scippa il piatto dalle mani di Vincenzo e, senza l’ausilio di posate, se lo mena tutto in bocca sporcandosi irrimediabilmente il contorno della bocca di ciò che in realtà è l’espletamento dei bisogni de Il Pario. (La sua merda!)

 

V: – Ahahahahahahahahahah!!!

 

R: – Burp! Che cazzo mi ci ridi? Ciè, sei un uomo troppo stupido!

 

V: – Tutt’ u’ blocc’ t’è piaciuto? Ah, ah, ah! – Il Pario con la risata rotta in gola – E dimmi, di che sà?

 

R: – Vincè… gnam, gnam… fa schifo al cazzo! Anzi a dirla tutta… chomp, chomp… sa pure di merda!!!

 

Di:

 

Kame Il Kane PAS* Scrivano.

 

FINE.

OUTRO:

 

Lo so, alla fine ai più deboli di stomaco la tastiera non funzionerà più dopo aver letto FR3 (conati di vomito a go-go!), ma nella PAS* c’è anche questo: storie che or ora mi accingo a definire “Dello Schifezzometro”; come avrete modo di verificare con FR4 (che molto sinceramente è simile come plot a FR3). Francamente i prossimi FR (FR4 e FR5) non avranno la vis comica presente nei primi, anche perché mi sono, in seguito, trovato col dover per forza “sfornare” nuovi “cortometraggi” trash-demenziali per soddisfare la fame dello smisurato ego di colui che si auto-definisce il PAS* Creator. Alla prossima…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Flash Ripetuti 2: Opel Corsa

INTRO:
Come già preannunciato, segue la seconda puntata della serie “Flash Ripetuti” (di Kame Il Kane feat. il sottoscritto) con la quale si esaurisce (almeno ufficialmente) il leit motiv frutto di questo spregiudicato parto letterario, vale a dire le vicende dei nostri due piccioncini preferiti. Dalla prossima uscita infatti, comincia la ben più prolifica (e senza dubbio meno polemica) epopea della coppia Il Pario-DJ Kulo (del tutto estemporanea da questi due primi “cortometraggi” scritti) alle prese con la loro quotidianità trash-demenziale. Tranquilli, non aggiungo altro (dato che sono stato ancora una volta rimproverato per le mie lungaggini…ma cazzo! Dovevo almeno spiegare di cosa si trattasse, o no?)…
Last 22 a.k.a. Il Pario, PAS*Creator
FLASH RIPETUTI 2
“Opel Corsa”
Domenica 13 gennaio 2002. E’ sera, nei pressi del bar “Il Capriccio” alla solita panchina un gruppo di amici festeggia i ventun’anni di uno dei suoi componenti: Alessandro De Felice detto Felicione.
Nell’allegria generale, trangugiando vino, e rimembrando pubblicità della “Calfort”, i nostri vedono passare dall’altra parte della strada una nota Opel Corsa.
Di chi sarà mai? A questa domanda un autore qualsiasi avrebbe risposto se non dopo qualche pagina; ma il discorso qui è diverso… e poi sinceramente non ci va di sprecare pagine per quel coglione del nostro amico Marco!
Ebbene sì, il proprietario dell’Opel Corsa avvistata è proprio lui, Marco Spaik!
Il Pario, dopo un attimo di sbigottimento, ci rivela un retroscena:
Ma com’è? Ieri dal ritorno dall’Hollywood (N.d.A. per i 18 anni di Matthew Monero) mi ha detto che oggi non sarebbe sceso perché doveva studiare a casa. E invece, guarda là, è sceso con quella! (N.d.A. Annachiara la fidanzata di Marco).
Tony Doolittle prende la parola:
E vabbuò, tanto mò quello gira e viene qua!
Il Pario:
Felì, è rimasta nata butteglj, mò viene Marco e ce la beviamo con lui, voglio proprio vedere che dice chella! E poi stiamo festeggiando il tuo compleanno, non può romp’ ù cazz’ se bev’ nu poc’!
Alberto:
Strano, Marco non ha girato, è andato per Piazza Risorgimento!
Peppone, gridando a squarciagola più volte come a infierire sulla delusione recataci dal gesto “inconsulto” di Spaik:
Atu pers! Atu pers! (trad.: Lo avete perso! Lo avete perso!).
A quann s’è mis cu chella s’è muntat a cap, e ammu pers pure nuje. C’ha pariemm cu Spaik…
(che tradotto sarebbe più o meno così: Da quando si è fidanzato, si è un po’ montato la testa, e l’abbiamo perso anche noi. Ci divertivamo con Spaik…).
Il resto della banda annuisce e Antonio sottolinea come ha già fatto in altre occasioni:
– Ij stong cchiù cu vuje che cu Luisa! Ogni tanto s’edda mannà affanculo a guagliona! Abbiamo perso un elemento fondamentale, vi ricordate come stavamo bene tutti insieme?
Ma torniamo indietro di qualche minuto e proviamo a ricostruire i fatti.
I ragazzi vedono l’Opel Corsa di Marco e lo stesso che si gira verso di loro per poi proseguire senza fermarsi. Che cosa è successo veramente?
Sentiamo i protagonisti…
Marco pensa tra sé e sé:
Che bello, stasera ci sono proprio tutti, quasi quasi mi fermo… Aspetta un po’, ma cosa vedo? Quelle sono veramente delle bottiglie di vino? Bene stasera si suca!!!
Cough, cough!
Annachiara, vedendo Marco assorto nei suoi pensieri per così tanto tempo (N.d.A. circa cinque secondi), lo fa tornare coi piedi per terra tossendo e attirando la sua attenzione:
Marco devi dirmi per caso qualcosa?
Spaik deglutisce e pensa di nuovo:
Vuoi vedere che è capace di leggermi nel pensiero?
Annachiara:
Allora Marco ti decidi a parlare?
Spaik:
Eh, sì, hai ragione Piccola! Volevo chiederti se ti va di fermarci, così stiamo un po’ con i miei amici. Oggi è pure il compleanno di qualcuno, ma non mi ricordo di chi…
Annachiara risponde “categoricamente” di no:
Ma, ma sei pazzo!!! Non vedi che si stanno ubriacando? Vuoi fare anche tu la loro fine?
Spaik (quasi) scherzando:
Beh, effettivamente sì…
Annachiara si adira:
Ah? Allora se stanno così le cose fermati, che mi faccio venire a prendere da mio padre! E ti puoi scordare i miei bacetti!
Marco disperato:
Ma che stai dicendo? Era per dire, non fare così…
Poi tra sé e sé, pensando a Il Pario:
Oddio è successo un casino!
Ripresosi, Marco risolve:
– Dai andiamo che ti accompagno amore!
L’Opel Corsa si avvia “mestamente” verso la meta di Pezzapiana.
Dieci minuti più tardi, sull’uscio del cancello elettrico di casa De Vanna, Annachiara guardando storto Marco:
Ma non è che ora torni da “quelli”? (Detto con segno di disprezzo)
Marco risponde come è suo solito:
Mah, non lo so, mò vedo!
Annachiara:
– Non ti permettere! Fila a casa e appena arrivi telefonami che dobbiamo parlare per le prossime due ore: devo convincerti a togliere il poster di Bob Marley dalla tua stanza!
Marco:
Va bene tesoro, dai vieni qua!
Seguono sbaciucchiamenti vari mentre si apre il cancello, un aggrovigliarsi di lingue poco prima che il padre di Annachiara, il famigerato Ciccio Baffo, con il suo “tibbotto” (il fucile di casa) tenti di sparare la “schiappetta” con l’Opel Corsa.
Sfuggito all’attentato, il giorno dopo Marco riceve una telefonata de Il Pario.
Casa Ievole, ore 19:00 circa.
Zia Quintina:
Marcooo, vieni sta Vincenzo a telefono!
Marco alza la cornetta e risponde:
Pronto, chi è?*
Il Pario:
Marco, ma ieri sera ti abbiamo visto! Ma che fine hai fatto? Sì Cachiell’!
Marco:
Vincè, è successo un casino tremendo, poi ti racconto!
C.v.d.
FINE.
Di:
Kame Il Kane, PAS*Scrivano
*Notare la stupidità
OUTRO:
Assodato che queste letture sono più malsane di un film a luci rosse, vi invito alla prossima lettura!?…

Flash Ripetuti: Fiori d’arancio

INTRO:
(Introduzione all’introduzione). Premetto che avrei potuto far scrivere la presente a qualche critico di fama mondiale e/o scrittore di grido, ma ho preferito dall’alto della mia bassa posizione socio-culturale, provare io ad esporvi nel modo più genuino possibile, ma con una nota di finta altezzosità sdrammatizzata, il senso di questo progetto.
(Introduzione vera e propria). Con questo post mi prendo la briga di inaugurare una nuova rubrica all’interno di questo blog. Chi conosce il nostro PAS*Scrivano, Kame Il Kane, sa che egli si diletta già da diversi anni nel comporre storie (per lo più commedie) nelle quali i protagonisti spesso e volentieri, siamo proprio noi membri della PAS*. Il più grande pregio, ahimè, però coincide anche con il principale difetto di queste opere; vale a dire un certo "rumore di fondo" ammesso che lo si possa definire tale. Mi spiego meglio…potrà capitare ad alcuni di voi, specie a chi entra a contatto con la nostra "setta" per la prima volta leggendo le nostre (dis)avventure di non riuscire ad assimilare a pieno qualche concetto o…che sò, capire una battuta. Perciò tranquilli, non siete stupidi, ma solo ignoranti! (Nell’accezione meno offensiva del termine…o forse no?!). Per questo motivo, cercheremo di pubblicare gli scritti del nostro autore di punta nella maniera più digeribile possibile, magari aggiungendo note "asteriscate" quando necessarie, per favorire il comprendonio in toto del brano ma, senza mai intaccarlo nella sua essenza. Inoltre vi invito sin da ora, in caso di lacune, a mandarci una e-mail al nostro solito indirizzo ([email protected]), vi daremo tutte le informazioni di cui necessitate. Ma andiamo ad incominciare! Ad aprire quest’angolo il primo degli episodi della serie di racconti brevi "Flash Ripetuti", una collana di opere minori, per giunta ancora in corso (esercizi di stile, se mi è concesso) che prende il nome dal comportamento di Spaik a cavallo del luglio 2001 (qualche mese prima di mettersi con la sua attuale rompicogl…fidanzata), il quale, ospite in villeggiatura presso la casa calabrese del DJ Masso insieme anche allo stesso Alberto (kameilkane), era solito, sigaretta alla mano, ascoltare a loop "Infinito" di Raf, "pariando" incontenibilmente nella parte in cui il cantante di origini pugliesi (che si dice essere il fratello segreto di Rocco Tano Siffredi) faceva più o meno così: "…nella mia mente flash ripetuti, attimi vissuti con te, ecc, ecc…" ricordate? Hei ragazzi, altro che Maurizio Seymandi! Comunque, non a caso il personaggio principale di questa "puntata pilota" è proprio il nostro laureando in architettura alle prese con un ipotetico (e speriamo assai remoto) matrimonio con la sua pseudo consorte Anna Chiara. Gags e colpi di scena si susseguono culminando in un finale tragi-comico che amputa barbariamente la storia, lasciando quasi con l’amaro in bocca. Che altro dire…con una punta di orgoglio preciso di aver preso parte alla stesura del pezzo anche io (in un certo senso l’abbiamo scritto a due mani e mezzo, o tre). Ma ora basta parlare, entriamo senza ulteriori indugi nel mondo di fiaba di questi ultraventenni (il mondo del lavoro richiede le loro braccia destre iper sviluppate a causa dei ripetuti atti di auto-erotismo, ma loro giocano ancora con la vita) che hanno dichiarato guerra alla "normalità"…buona lettura!

Last 22 a.k.a. Il Pario, PAS*Creator

FLASH RIPETUTI

"Fiori d’Arancio"

Vincenzo: – Albè, già mi immagino quando Marco si sposa con Anna Chiara, però a ‘sto giro non lo faccio il paggetto come per Fulvio e Arianna!
Il Pario inizia a fantasticare ad occhi aperti…
In chiesa, il prete, sta per finire di pronunciare la fatidica formula:
– … chi è contrario a questo matrimonio parli adesso o taccia per sempre!
Si ode una voce nella massa che riecheggia nelle maestosità del Duomo:
Io ho qualcosa da dire, mi presento signor prete, sono Il Pario. Non posso accettare che questo rito

abbia luogo con la classica marcia nuziale… Voglio che sia celebrato sotto le musiche dello Zio Bob, precisamente "No Woman No Cry"!

Alla richiesta sconclusionata de Il Pario, Anna Chiara si fa prendere i mali:
No, non mi sposerò mai con quella musica! Quello c’ha i capelli rasta e si fuma anche gli spinelli, che schifo! Se proprio devo sposarmi con un’altra musica voglio i Westlife o Marco Masini!
Il Pario risponde:
Sì, sì… "Brutta Stronza"!
All’ennesima esclamazione di Vincenzo, Anna Chiara alza i tacchi e se ne va tipo Julia Roberts in "Se Scappi Ti Sposo" con il suo Richard Gere: I.P. (il nome del soggetto in questione non può essere menzionato per ovvi motivi di privacy essendo questi una pop-star di fama provinciale)
Marco disperato si aizza contro il fraterno amico:
Vincè, vaffanculo non ti accompagno più a casa né con la macchina, né con la vespa!

– Si cachiell’!

Con queste parole Il Pario conclude il dialogo e se ne va.
Marco nel suo "dolore" alza gli occhi e si guarda intorno; ormai la cerimonia deve essere officiata e cerca qualcuno/a da sposare per non sprecare i soldi già spesi e fare una figura di merda con la famiglia.
A dargli una mano interviene Roberto Balestrieri (a.k.a. DJ Masso, in quanto Kulo, perché J Azz, per il mondo del rugby Poldo Sbaffini, seppur affettuosamente Ciacco), in uno smoking che fa sfigurare il promesso sposo:

– Ti aiuto io Marco!

Prontamente il chiattone, con una particolare tecnica degna di "Full Monty", in un sol colpo si sfila lo smoking ed è già brutt’ e pronto con un abito da sposa candido (eccetto qualche macchia di sugo) e relativo bouquet.
Il Ciacco si avvia all’altare con a braccetto il padre Giandommy (detto "l’uomo che fuma"), e nel tragitto sul tappeto rosso sussurra dolci parole per confessare a Marco il suo recondito amore:
Non ricordi Marco? A suo tempo siamo già stati amanti gay… forse avevamo esagerato un po’ con la birra, ma come si dice… il vino è verità… ricordalo! Ma ti rendi conto?!
Dicendo queste ultime parole Roberto si porta le mani al capo.
Il signor prete dopo essere andato in sagrestia a farsi i vapori con l’incenso… e con Vincenzo, ed essere tornato un po’ frastornato, ripronuncia la formula di rito:
…chi è contrario a questo matrimonio parli ora o taccia per sempre!
Gli ospiti in chiesa si girano per vedere se c’è ancora Il Pario in giro; alcuni come la zia Quintina sono già armati di bastone. Roberto nel frattempo sussurra in un orecchio a Marco:
Non vedo l’ora di consumare stanotte… però ti avverto che non sono vergine analmente!
Marco dall’alto della sua superficialità lo guarda sconcertato a metà tra il divertito e il rassegnato, e cerca di pensare ad altro, ma gli viene in mente solo Ivano il fisioterapista di Stefano che sfila in bikini a "Bellezze al bagno".
Bell’ e buono si spalancano i portoni della chiesa ed entra impennando sul suo SFX Giuseppe detto Alessia, noto gay del Moulin Rouge vestito anche lui con un abito griffato "Patrizia Sposa" con due sue amiche, vestite color confetto, pronte a fargli da damigelle:
No! Roberto non lo fare, da quando ti ho visto al Moulin Rouge è stato amore a prima vista; mi voglio sposare solo con te! E poi guarda -alzandosi lo strascico Alessia mostra il suo perizoma XXXXXL- c’è il trucco! Così mi puoi scopare a tuo piacimento e quando vuoi!
Roberto spalanca le palpebre, solitamente socchiuse per l’eccessivo lardo, e col "durone" nei pantaloni esclama:
Non mi interessa dove e con chi, basta che sia sesso. Dai consumiamo giovane fanciullo/a!
I due iniziano a grufolare sotto gli occhi allibiti di tutti e dopo la "sveltina" (con conseguente eiaculazione precoce dell’ormai ex nazionale di rugby) Alessia dice a Roberto che essendo tradizionalista non vuole che si sposino tutti e due con l’abito da sposa; Roberto provvede repentinamente sfilandosi nuovamente l’abito da sposa per apparire vestito in alta uniforme per le occasioni speciali.
La mamma Caterina, sostenuta dagli altri due figli, con le lacrime agli occhi sospira con una nota d’orgoglio:
Lo sapevo, non è stato solo un fortuito incidente; finalmente anche Roberto mi dà le soddisfazioni che mi avete dato voi (rivolgendosi a Marcello ed Ernesto). Hai visto Giandomè? Abbiamo fatto bene a non buttarlo nel cesso!
Finalmente la cerimonia si conclude a lieto fine, tutta a spese di Marco che si ritira in un monastero di clausura per dimenticare Anna Chiara, Roberto e Alessia…
Fine?
P.S. Prossimamente le nuove avventure di Marco & Company nel rifacimento de "Il Nome Della Rosa", ribattezzato "Il Nome Della Marija". Brevemente la trama: Il Pario torna dall’oblio per riportare sulla retta via (per sé stesso), il vecchio amico Marco e coltivare nell’interno del monastero intere piantagioni di canapa indiana all’insaputa del priore Pier Giseppe Bordi.*
FINE.
Di:

Kame Il Kane, PAS*Scrivano

*OUTRO:
Il post scriptum è un’estensione della storia, pertanto non è da considerarsi un’anticipo della prossima pubblicazione che invece riguarderà ancora la coppia Marco Spaik-Anna Chiara nell’imperdibile secondo episodio della serie intitolato "Opel Corsa"…alla prossima!!!