B come Beffa

benevento calcio

Ieri domenica 21 giugno 2009, era una giornata molto importante per i tifosi del Benevento Calcio, e per buona parte della città: si disputava la finale dei playoff per la promozione in serie B contro il Crotone, nostro acerrimo nemico da anni a questa parte; una squadra contro cui avevamo già giocato due volte nei playoff passati (sia semifinale che finale) e con cui non eravamo mai usciti vincitori.
In pratica la giornata di ieri, anche per varie statistiche doveva essere una giornata storica.

Purtroppo, come molti già ben sanno, non è andata affatto così.
E come abbiamo ben sperimentato la stagione scorsa, evitare i playoff e vincere il campionato come prima classificata, è l’unico modo per il Benevento di salire di categoria.
Nonostante ciò, molti tifosi (o semplici esponenti della comunità beneventana), hanno trovato conforto nella cornice di pubblico presente allo stadio, e nella coreografia messa su dalla Curva Sud.
Ed è qui che non mi trovo affatto d’accordo, ovvero sulla considerazione che il tifo sia stato stupendo; ma ora è doveroso fare i dovuti distinguo.


Ok per la coreografia: ineccepibile; ok per l’abnorme affluenza giunta allo stadio, ma nella mia critica mi soffermo sui tifosi, e più precisamente sui cosiddetti ultras.
Qui a Benevento si ritengono NON un altro tipo di tifosi (così come devono essere per me classificati), ma si ritengono PIU’ tifosi degli altri, e ciò per me equivale a pura menzogna.

La pochezza del tifo "ultras" (da ora in poi inserirò il termine tra virgolette) si è vista a mezz’ora dalla fine, quando questo si è nettamente spento a scapito del tifo proveniente dalla Curva Nord, ovvero dai crotonesi. Tifosi che veramente hanno tifato dall’inizio alla fine i loro beniamini, anche se hanno solo fatto una partita di contenimento, visto che l’unica azione offensiva degna di nota è appunto quella che è culminata poi nel gol di Caetano Kalil.

Vi rendete conto che giusto un po’ quei tifosi che erano nei Distinti hanno cercato di far riprendere quelli in Curva Sud? "Ultras" che oramai vedevano ben distintamente il futuro, ovvero un altro anno in Lega Pro, e si erano già belli che rassegnati!
E questa secondo loro è la fede giallorossa? La fede giallorossa sono quei tifosi che sono rimasti sugli spalti anche mentre pioveva a dirotto, e che hanno continuato a gridare e a incitare i nostri in campo.
E in tutto ciò, nel frattempo la curva zitta e attonita fino al triplice fischio finale.

E sapete perché? Perché i cosiddetti "ultras" non hanno le stimmate dei tifosi, sono semplicemente tante pecore appresso al capo pecora di turno; il più delle volte gente meschina che sa che non potrà mai raggiungere determinate vette nella catena montuosa della vita, e si fermano quindi a valle.
Vuoi per una condizione sociale in cui versano, vuoi perché sono letteralmente mediocri.
Gente che non ha una propria identità, o che volutamente la dissolve, a favore di un’entità individuale superiore, ovvero i gruppi ultras.

Persone che scontrandosi con altri tifosi, in questo caso quelli avversari, pensano che vincendo questi "scontri" possano migliorare le proprie condizioni di vita, o perlomeno avere solo una parvenza di ciò.
Persone che pensano di riscattarsi socialmente, e che ostentano la loro fede portando la sciarpetta giallorossa durante l’inverno per coprirsi dal freddo, al posto delle normali sciarpe.
Persone che ogni settimana, sempre perseguendo gli ideali del gruppo "ultras", passano per i negozi del Rione Ferrovia e del Rione Libertà (quartieri popolari di Benevento) a chiedere la questua per poter realizzare le loro stupende coreografie, quando poi in realtà quello che serve di più alla loro squadra è solo il sostegno vocale dal 1′ al 90′!

No, non ci siamo proprio.
La speranza è che le cose possano cambiare in futuro, ma purtroppo ciò è solo un’utopia, almeno riferito al cosiddetto tifo giallorosso; per quanto riguarda invece la situazione del Benevento Calcio, confido nella volontà della società e dei giocatori di ripetere lo splendido campionato di C2 dell’anno scorso, culminato appunto nella vittoria dello stesso.

12 thoughts on “B come Beffa

  1. Albertò ma da quando vivi la realtà ultras di benevento tanto da poter sparà a zero cosi? Per quanto tempo hai seguito il bn in casa e fuori per poter avere un’idea chiara della situazione?? Non puoi permetterti di dare del caprone ad uno perchè si lascia prendere dall’emozione del momento altrimenti saremmo automi e non uomini anche perchè quelli che io definisco ultras( ovvero quelli che sono dovunque giochi il bn a prescindere dal risultato o dalla classificae che sapresti riconoscere anche tu se vivessi lo stadio) hanno continuato a cantare fottendosi l’acqua e la grandine e stai sicuro di una cosa sono quelli che fra un paio di mesi mentre i più si compreranno solo il giornale pe vede chi è accattat u president già avranno l abbonamento in tasca per la prox stagione. Non sono nè santi ne tantomeno eroi ma meritano un minimo di rispetto perchè sono quelli che non hanno aspettato una finale playoff per riscoprirsi giallorossi e per saltare eventualmente sul carro dei vincitori.

    punto 2: elogi per fino i Crotonesi perchè a venti minuti dalla B cantano sarebbero stati dei menteccatti a non farlo, non ti pare??

    Non è su questo che si giudica una tifoseria ultras ma ad esempio sul fatto che in trasferta si deve cercare di essere sempre presenti cosa non fatta dai crotonesi proprio a bn, ma che a te , esperto navigato del tifo ultas, deve essere sfuggita. Quindi non mi sento di poter accettare lezioni da loro.

    (continua..)

  2. Punto 3

    La questua. Tutti in curva hanno aprezzato la distribuzione di bandierine (si steven acciren pe sa piglià!!) ma come tutte le cose hanno un prezzo e chi le paga???

    Il tifoso occasionale no di certo ,

    La società neanche perchè come di certo saprai, una tifoseria ultras non si fa sponsorizzare perchè altrimenti saremmo alla mercè del presidente din turno.

    Il comune neanche perchè non si vuole essere neanche i galoppini del politicante di turno che sfrutta il pallone per fare voti( cosa che sapresti bene se avessi letto il comunicato diffuso dai “caproni ” il 19, ma evidentemente non ti interessava.)

    allora chiediamo alla cittadinanza come fanno i preti ma senza che sia un obbligo per nessuno e se lo facciamo nei rioni poveri è solo perchè da quelle parti la gente e più generosa e appassionata dei presunti nobili decaduti che si muovo solo per le collette di Mainolfi.

    detto questo si farranno i conti e ci si dovrà autotassare per apparare le spese (come già è stato fatto in altre occasioni) quindi quei caproni che non navigano nell’oro dovranno mettere mano alla tasca.

    Con questo chiudo e ti saluto senza rancore ma con l’invito a parlare di qualsiasi cosa con cognizione di causa senza cavalcare stereotipi.

    Makkio,uno dei caproni

  3. Caro Makkio, prima di tutto, come ti ho detto anche in conversazione privata su msn, io non ho mai definito gli ultras caproni, cosa che invece ti sei ostinato a fare tu.

    In più io ho riportato solo fatti, quello che ho visto con i miei occhi, e quello che NON ho sentito con le mie orecchie, ovvero che a mezz’ora dalla fine tutta la curva Sud era in attonito silenzio e non ha fatto niente per incitare la squadra.

    Hai messo poi in mezzo la questione del “saltare sul carro dei vincitori” per quelli che si riscoprono tifosi giallorossi.

    Ho sentito tante stronzate su questo punto, quindi per ora soprassiedo e continuo a risponderti sull’altro punto, ovvero della questua.

    Forse non sai che in Inghilterra (tanto per fare l’esempio più usato come modello del calcio da imitare) il tifo degli “ultras” si limita al solo apporto vocale, non c’è bisogno di bandierine e gadget affini.

    Parli del fatto che gli ultras non si fanno sponsorizzare dalla società, che il comune non caccia i soldi per le coreografie eccetera.

    Ma quando poi la festa domenicale finisce, tutta la spazzatura che rimane sugli spalti, spazzatura composta da bandierine rotte, giornali ed altro, chi la toglie da mezzo? Gli ultras? No, è il comune che paga le spese di pulizia dello stadio, quindi non è che soldi non ne vengono cacciati. Certo sono una spesa indiretta, ma alla fine sempre si spende.

    Ammetto di avere utilizzato, come dici tu, stereotipi per inquadrare gli ultras, ma non puoi certo negare che buona parte degli appartenenti a questa frangia di tifo non sono così come sono stati descritti qui.

  4. Non condivido questa critica, non tanto per i contenuti che preferisco tralasciare, in quanto come dice makkione sono per la maggior parte steriotipi, ma perchè se critica deve essere fatta deve prender conto dell’arco dell’intero campionato, in modo da avere tutti i dati per giudicare la tifoseria (che non è composta da soli gruppi organizzati voglio ricordarti). Quindi in sostanza non l’accetto da te che a stento ti sei visto 2 partite dei play-off entrando “auff”!

    Spaik

  5. Io ho giudicato la tifoseria “ultras” solo per l’ultima partita, non l’ho giudicata per tutto il campionato; può essere che nelle altre 17 partite abbiano incitato fino alla fine, ma sta di fatto che domenica non l’hanno fatto, punto.

    L’idea dello stereotipo a cui vi state attaccando tu e il Makkio è un di più delle mie considerazioni, che tra l’altro non ripudio, visto che la penso così sugli ultras.

    E poi Spaik non puoi venire a farmi la predica proprio tu che ti sei visto giusto 3-4 partite più di me quest’anno allo stadio.

    P.S.: come sono entrato io “auff” sono entrati altri 2000 tifosi.

  6. Scusami albertò è vero non hai detto caproni ma pecore ma credo che il senso non cambi di molto.

    Per fortuna Spaik ha inteso bene il senso del mio discorso .

    ho da obbiettare anche su i due riferimenti al modello inglese e alla munezza generata.

    1) Personalmente non credo al modello inglese (che mi sembra tornato in voga più per i sofismi dei soliti giornalai che per denigrare ciò che si fa in italia si inventano sempre modelli migliori da imitare) sono italiano e voglio seguire il modo di tifare all’italiana che funziona negli stadi dagli anni 70 e che fa parte del nostro modo di vivere il calcio.

    2) il discorso ecologista non regge perchè dovremmo applicarlo a tutti gli eventi collettivi dove si fa munezza

    Ti immagini se tutta la ciitadinanza dovesse pulire la distesa di rifiuti che si fa a Quattro notti o simili?

    e poi se pulisce il comune è perchè lo stadio è comunale e ad esso devono provvedere loro.

    Mi compiaccio solo l fatto che ammetti di aver ragionato per stereotipi e non è da tutti…

    Makkio

  7. e invece la predica te la faccio perchè non sono le 3-4 partite in più che dici tu, ma 11 su 17 in casa (biglietti alla mano) più la trasferta dell’olimpico e quella di Foggia. E tu in questo discorso hai rispecchiato il classico tifoso criticone sporadico beneventano!

  8. “E tu in questo discorso hai rispecchiato il classico tifoso criticone sporadico beneventano!”

    E’ da quando vado all’università che frequento di meno lo stadio, ma negli anni passati ho fatto 3-4 abbonamenti, da quando Paolucci e D’Ottavio ci portarono in C2 la prima volta, e tu lo sai bene Spaik, perché più volte siamo andati assieme allo stadio.

    Nun dic strunzat, per favore.

  9. Io non dico stronzate, non mi sto rifacendo al passato, ma ti sto dicendo che questa “cosa” che hai scritto per me questo rispecchia alla stato attuale, non credo di avere torto.

    spaik

  10. Non intervengo in questo tuo blog per esautorarti nè per ripetere quanto detto da Spaik o Makkione, che condivido pienamente. Ti invito però a fare una riflessione proprio sull’articolo scritto da tuo padre Renato su “Il Sannita.it” riguardo al bipartitismo del tifo che si è creato nel mondo del calcio; nulla di più vero a mio giudizio. Ed è infatto proprio lì la chiave di lettura del match di Domenica. Inoltre stavolta abbiamo visto una città e una tifoseria degne di categorie superiore e, se mi consenti, ai calciatori sarebbe dovuta bastare anche la semplice coreografia o quello striscione sotto (OTTANTA ANNI DI STORIA-CONQUISTIAMO QUESTA VITTORIA) per giocare come si deve e non molli e privi di mordente come hanno fatto. Sono stati loro (non tutti ovviamente) a tradirci, con qualche responsabilità dell’allenatore (che non manca mai). Se non siamo in B la causa va cercata solo sul campo di gioco e nello spogliatoio. Grande merito invece alla tifoseria.

    Ps. non puoi negare comunque che se hai mai avuto l’abbonamento o visto il Benevento allo stadio è per almeno il 99 per cento merito di tuo padre, la cui opinione da giornalista credo sia più vicina al vero.

    Reno.

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