—lArGer ThaN LiFe–

-.Frammenti.-

 "…Abbiamo attraversato la città verso nord per i viali già pieni di traffico pesante. Le macchine e i camion si avventavano con furia dissennata tra gli argini grigi delle facciate, si lasciavano dietro onde laceranti di rumore, scie di gas irrespirabili. I passanti lungo i marciapiedi sembravano fantasmi dall’andatura incerta, i loro vestiti e le loro faccie avevano lo stesso colore dello scenario in cui erano costretti a vivere. L’ospedale psichiatrico è un altro edifico di cemento in un lago di cemento; ho fermato la moto…mi ha guardato con la sua faccia da deportato, e mi sembrava di rivedere nei suoi occhi l’orrore del percorso che avevamo appena fatto…Sulla porta si è girato e mi ha fatto un piccolo cenno rigido con la mano: con la stessa estranietà concentrata di quando l’avevo visto per la prima volta a scuola."

Andrea De Carlo, "Due di Due", 1989.

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