“Natale in casa D’Argenio”
I più perspicaci avranno notato l’affinità con la commedia di De Filippo, comunque, come per Tommasino & Co. festività abbastanza “umili” anche a casa mia. Degli ultimi quattro o cinque Natali in “povertà”, questo è senza dubbio il peggiore che ricordi e, scrivendovi il giorno dell’anti-vigilia, le cose possono ancora peggiorare, se possibile. Un esempio? In questi giorni, io e mio padre, siamo andati a gettare le reti presso il fiume Tammaro per “prendere” delle anguille e/o capitoni (gli altri anni invece, acquistavamo questo tipo di pesce in pescheria, al prezzo più abbordabile possibile). Risultato? Siamo rimasti a bocca asciutta, ma almeno l’altro ieri non siamo tornati a mani vuote avendo trafugato un albero di cachi dei suoi bei frutti maturi (mio padre si arrampicava e li gettava di sotto a me, che provedevo ad imbustarli). Fortunatamente per il mio genitore, il magnanimo padrone delle reti da pesca, in segno di amicizia, lo ha omaggiato con due anguille (una più piccola, ottima per il sugo e l’altra più “massiccia” da arrostire) che poco fa abbiamo sgozzato e pulito. Vogliamo parlare di mia madre? Beh, lei è un caso a parte. Ha iniziato da novembre a procacciarsi di tutto di più: indumenti, addobbi, alimenti (in primis dolciumi)…meno male che c’è lei, sennò, col cazzo consumismo! A dire la verità, i doni non sono quasi mai quelli tipici natalizi (casa mia infatti, sembra più il centro smistamento della Caritas) comunque meglio di niente. Da quando anche mia sorella (che non sembra fregarsene più di tanto di quanto le succede attrono) ha scoperto l’identità segreta di Santa Claus (vi rimando a qualche post più in basso) lo spirito natalizio sembra essere andato in pensione…se negli anni immediatamente successivi al “fattaccio” qualche pensierino lo si faceva ancora e non c’era bisogno di fare i “salti mortali” per imbandire il cenone, ora, le cose sono cambiate da così a così (tipo i crackers salati in superficie, ricordate la pubblicità?). Le entrate per ipotetici regali vanno equamente distribuiti in bollette e generi di prima necessità e a volte manco ci si arriva…lo so, è una situazione comi-grottesca…state ridendo? Mi fa piacere, ma è la verità, purtroppo. Che altro dire, oltre ad aver notato che la grandezza del nostro presepe si è notevolemente ridotta rispetto al passato, segno che si è persa anche la volontà di riciclare un pò di vecchia carta pesta, per quel che mi riguarda, da buon narratore cerco di guardare le cose dall’esterno per quanto mi sia ancora possibile e, in attesa di tempi migliori, faccio gli auguri ai tutti i nostri lettori…



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