Scrivo la presente due giorni prima della sua reale data di pubblicazione. Perchè? Credo che essendo ancora relativamente lucido possa meglio narrarvi i fatti. Insomma, sto aprendo la porta in anticipo a quel dolore che sta per venirvi a bussare…è come prenotare un’eutanasia (credo). Molti di voi già sanno a chi sto per rivolgere questo post commemorativo. A quelli di voi che invece non hanno la minima idea di quanto stanno per leggere, posso solo dire che tutto ciò, va a quello che è stato, è, e sarà, uno degli incontri più belli della mia vita. Ricordo quell’avvenimento come fosse ieri, lei: bellissima seppur dagli attegiamenti mascolini che amalgamavano perfettamente con quel fascino un pò vintage, esaltati da un profumo di campagna autunnale. Aveva delle forme invidiabili nonostante l’età non più verde, ma, riuscendo ad entrare nelle sue grazie avresti scoperto che “dentro” era anche più bella…non potrò mai scordare quel suo didietro morbido in cui al semplice tatto ti sembrava di poter sprofondare. Ricordi che mi porto dentro da quando ero un bambinetto e iniziai a frequentarla tramite i nonni materni. Prima che anche loro la conoscessero aveva già avuto una vita a cento all’ora. Era nata e vissuta in un’altra città, non so bene quale, ma in fondo non ha importanza. Era già qui prima che venissi al mondo ed è nei miei pensieri da quando ho facoltà di ricordare. Ci incontravamo spesso, ma non tanto come potreste pensare, e per me, ogni volta era come vedere una persona per cui provi qualcosa ma, tu stesso, non sapresti bene dire cosa. Questa situazione continuò per molti anni, finchè un giorno iniziò a freqentare la mia casa, divenne molto amica di mia madre, e…credo sia proprio mentre che mi vedeva crescere che quello che capii essere amore, straipò nella passione, che finalmente, poteva essere contraccambiata. Ero disposto a pagare per avere le chiavi del suo cuore, e le ottenni. Fui “sverginato” da una donna più grande di me. Così cominciò un’avventura non lunghissima, di cui posso raccontarvi solo l’inizio e la fine. Ma credetemi, gli ultimi tre anni della nostra vita insieme sono stati intensissimi. Chiedetelo ai miei amici (i nostri amici) che abbiamo reso partecipi del nostro idillio. D’ora in avanti però, purtroppo non sarà più così. Non ho mai avuto il coraggio di dirglielo ma lei sembra aver capito tutto. Che è finita tra noi lo sa bene. E’ lì da qualche parte che si sta rassegnando composta nel suo silenzio senza rinfacciarmi nulla del nostro rapporto. Abbiamo entrambi le nostre colpe che ora rimbalzano con strani effetti sulle varie cause (non ultima la differenza di età). Da parte mia, sono invischiato in una fitta ragnatela di rimorsi per come l’ho sempre trattata, incoscientemente ho fatto aggravare la sua malattia. Gliene ho fatte di tutti i colori, sì, e lei a sopportare imperterrita, pronta a giustificare ogni mio capriccio. Ma si vedeva che la facevo stare male anche se non avrebbe voluto far trapelare le sue reali condizioni che ora sono evidentemente peggiorate. La nostra convivenza: un legame più forte del matrimonio, un fuoco che non si poteva spegnere ma che era destinato ineluttabilmente a consumarsi. Ora che quel momento è dietro l’angolo, voglio ringraziarla per tutto quello che mi ha insegnato e che sa, grazie a lei ho capito, definitivamente, il valore dell’essere sull’apparire. E mi ritrovo di nuovo nudo e solo, come quando sono nato, infreddolito in lontananza le dò l’estremo saluto. E’ il primo giorno d’inverno…lei: era la mia automobile.



Fiat 127 a.k.a. “Il Ferrarino”
R.I.P.








7 Risposte a “”

  1. Ho letto il post parola per parola e riletta per capire l’essenza ‘sapete io a prima botta nn capisco’.ho pianto al negozio davanti ai clienti.commosso da tutto questo dolore………….

  2. Ebbene si, sentiremo tutti la sua mancanza, specie io ke in tutta la mia vita nn so mai riuscito a kiudere lo sportello bene a prima botta! 😛 …R.I.P.

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